lunedì 23 dicembre 2013

PROCESSO CIVILE - TESTAMENTO OLOGRAFO - CONTESTAZIONE DELL'AUTENTICITA' - RIMEDI ESPERIBILI - RIMESSIONE ALLE SS.UU.

PROCESSO CIVILE - TESTAMENTO OLOGRAFO - CONTESTAZIONE DELL'AUTENTICITA' - RIMEDI ESPERIBILI - RIMESSIONE ALLE SS.UU.
La Seconda Sezione Civile ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite ai fini della soluzione del contrasto di pronunce sulla questione dell’individuazione dello strumento processuale (querela di falso o disconoscimento della scrittura privata) utilizzabile per contestare l’autenticità del testamento olografo.
 
Testo Completo:Ordinanza interlocutoria n. 28586 del 20 dicembre 2013
(Seconda Sezione Civile,  Presidente M. Oddo, Relatore A. Giusti)

DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO – DIAGNOSI DIFFERENZIALE TRA ESTORSIONE ED ESERCIZIO ARBITRARIO DELLA PROPRIE RAGIONI –ELEMENTO INTENZIONALE - RILEVANZA ESCLUSIVA

DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO – DIAGNOSI DIFFERENZIALE TRA ESTORSIONE ED ESERCIZIO ARBITRARIO DELLA PROPRIE RAGIONI –ELEMENTO INTENZIONALE - RILEVANZA ESCLUSIVA
La Seconda Sezione della Corte ha affermato che i reati di esercizio arbitrario delle proprie ragioni e di estorsione si distinguono non per la materialità del fatto, che può essere identica, ma per l’elemento intenzionale che, qualunque sia stato il livello di intensità o gravità della violenza o della minaccia, integra la fattispecie estorsiva soltanto quando abbia di mira l’attuazione di una pretesa non tutelabile davanti all’autorità giudiziaria.
 
Testo Completo:Sentenza n. 51433 del 4 dicembre 2013, depositata il 19 dicembre 2013(Sezione Seconda Penale, Presidente C. Petti, Relatore G. Rago)

DELITTI CONTRO LA FAMIGLIA –VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI DI ASSISTENZA INERENTI LA POTESTA’ GENITORIALE – LIMITI DELL’INCRIMINAZIONE - FATTISPECIE

DELITTI CONTRO LA FAMIGLIA –VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI DI ASSISTENZA INERENTI LA POTESTA’ GENITORIALE – LIMITI DELL’INCRIMINAZIONE - FATTISPECIE
La Sesta Sezione della Corte ha affermato che, per la sussistenza dell’ipotesi delittuosa di cui all’articolo 570, prima comma, cod. pen., non rilevano i comportamenti omissivi contrassegnati da minimo disvalore o da mere disfunzioni dei rapporti intra-familiari, ma soltanto le condotte che, attraverso la sostanziale dismissione delle funzioni genitoriali, pongano seriamente in pericolo il pieno ed equilibrato sviluppo della personalità del minore. (Nel caso di specie è stata confermata la responsabilità di un genitore che, attraverso condotte persistenti di aperto rifiuto e totale disinteresse per il minore, aveva determinato il pericolo di indurre nello stesso sentimenti di colpa, di abbandono e di scarsa autostima, anche in ragione della sofferenza derivante dal confronto con i coetanei inseriti in contesti di stabili relazioni familiari).
 
Testo Completo:Sentenza n. 51488 del 24 ottobre 2013, depositata il 19 dicembre 2013(Sezione Sesta Penale, Presidente L. Lanza, Relatore G. De Amicis)

PRIVILEGIO GENERALE – CREDITI DERIVANTI DA RAPPORTI DI AGENZIA – NATURA DI SOCIETÀ DI CAPITALI DELL’AGENTE – INAPPLICABILITÀ.

PRIVILEGIO GENERALE – CREDITI DERIVANTI DA RAPPORTI DI AGENZIA – NATURA DI SOCIETÀ DI CAPITALI DELL’AGENTE – INAPPLICABILITÀ.
Le Sezioni unite, a composizione di un contrasto, hanno enunciato il principio secondo cui l’art. 2751-bis, n. 3, cod. civ. deve interpretarsi nel senso che il privilegio generale ivi previsto non assiste i crediti per provvigioni spettanti alla società di capitali che eserciti l’attività di agente.
 
Testo Completo:

(Sezioni Unite Civili, Presidente R. Preden, Relatore S. Di Palma)

venerdì 20 dicembre 2013

FAMIGLIA - ASSEGNO PER IL FIGLIO MAGGIORENNE ULTRATRENTENNE - FREQUENZA DI STUDI UNIVERSITARI SENZA CONSEGUIRE IL TITOLO - DEBENZA DELL'ASSEGNO - ESCLUSIONE - LIMITI

FAMIGLIA - ASSEGNO PER IL FIGLIO MAGGIORENNE ULTRATRENTENNE - FREQUENZA DI STUDI UNIVERSITARI SENZA CONSEGUIRE IL TITOLO - DEBENZA DELL'ASSEGNO - ESCLUSIONE - LIMITI
La prima Sezione ha precisato che non è dovuto l’assegno di mantenimento per il figlio maggiorenne non autosufficiente, allorché egli sia ultratrentenne, dotato di patrimonio personale e svolga gli studi universitari in luogo diverso dalla sede di residenza, senza aver ingiustificatamente né conseguito il titolo, né essersi procurato un’occupazione remunerativa.
 
Testo Completo:Sentenza 6 dicembre 2013, n. 27377
(Sezione Prima Civile, Presidente U. Vitrone, Relatore M. C. Giancola)

DIRITTO ALLA RISERVATEZZA - ATTIVITA' GIORNALISTICA - PUBBLICAZIONE DI DATI ED IMMAGINI DI CONGIUNTI DI PERSONAGGIO PUBBLICO

DIRITTO ALLA RISERVATEZZA - ATTIVITA' GIORNALISTICA - PUBBLICAZIONE DI DATI ED IMMAGINI DI CONGIUNTI DI PERSONAGGIO PUBBLICO
In tema di tutela della riservatezza, viola il limite dell’essenzialità dell’informazione la pubblicazione giornalistica di dati e fotografie coinvolgenti i congiunti di un personaggio pubblico non interessati ai fatti, tanto più ove accompagnati dall’immagine dell’abitazione familiare, non potendo la notorietà di una persona affievolire i diritti alla riservatezza ed all’intimità della vita privata dei congiunti.
 
Testo Completo:Sentenza n. 27381 del 6 dicembre 2013
(Sezioni  Prima Civile, Presidente C. Carnevale, Relatore A. Didone)

giovedì 19 dicembre 2013

DISCIPLINARE MAGISTRATI - DIVIETO DI ESERCITARE "QUALSIASI LIBERA PROFESSIONE" - GESTIONE DI CORSI A PAGAMENTO PER LA PREPARAZIONE A CONCORSI O ESAMI PER L'ACCESSO A PROFESSIONI DEL SETTORE GIURIDICO - ILLECITO DISCIPLINARE

DISCIPLINARE MAGISTRATI - DIVIETO DI ESERCITARE "QUALSIASI LIBERA PROFESSIONE" - GESTIONE DI CORSI A PAGAMENTO PER LA PREPARAZIONE A CONCORSI O ESAMI PER L'ACCESSO A PROFESSIONI DEL SETTORE GIURIDICO - ILLECITO DISCIPLINARE
L’illecito disciplinare consistente nell’esercizio, da parte del magistrato, di “qualsiasi libera professione” è integrato anche dall’organizzazione individuale, in forma continuativa, di un’attività di gestione di corsi a pagamento di preparazione a concorsi o esami per l’accesso a professioni del settore giuridico, essendo irrilevante che l’attività didattica non abbia assunto carattere di attività di impresa.
 
Testo Completo:Sentenza n. 27493 del 10 dicembre 2013
(Sezioni Unte Civili, Presidente L. A. Rovelli, Relatore A. Giusti)

GIURISDIZIONE - CONSIGLIO DI STATO QUALE GIUDICE DEL PROPRIO CONCORSO - ISTANZA DI RICUSAZIONE - DECISIONE DI PROSECUZIONE DEL GIUDIZIO PER ESSERE L'ISTANZA INAMMISSIBILE O MANIFESTAMENTE INFONDATA

GIURISDIZIONE - CONSIGLIO DI STATO QUALE GIUDICE DEL PROPRIO CONCORSO - ISTANZA DI RICUSAZIONE - DECISIONE DI PROSECUZIONE DEL GIUDIZIO PER ESSERE L'ISTANZA INAMMISSIBILE O MANIFESTAMENTE INFONDATA
- RICORRIBILITA' IN CASSAZIONE PER MOTIVI DI GIURISDIZIONE - ESCLUSIONE
Le sezioni unite hanno affermato che, in ipotesi di ricusazione del giudice amministrativo, nella specie per il fatto di essere parti nel giudizio anche magistrati amministrativi, l’applicazione dell’art. 18, comma 4, del codice del processo amministrativo – il quale consente che il collegio investito della controversia possa disporre la prosecuzione del giudizio se ad un sommario esame ritenga l’istanza inammissibile o manifestamente infondata – appartiene alle regole del processo amministrativo, sicché sono configurabili solo eventuali errores in procedendo che non ridondano in possibili vizi di giurisdizione censurabili con ricorso per cassazione ex art. 362, primo comma, cod. proc. civ., salvo che non risulti la mancata (o meramente apparente o abnorme) applicazione di tali regole processuali, deducibile invece sotto il profilo dell’eccesso di potere giurisdizionale per violazione dei limiti esterni della giurisdizione stessa.
 
Testo Completo:Sentenza n. 27847 del 12 dicembre 2013
(Sezioni Unite Civili, Presidente M. Adamo, Relatore G. Amoroso)

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITA ' - COMPORTAMENTI POSTI IN ESSERE IN CARENZA DI POTERE , OVVERO IN VIA DI MERO FATTO DALLA P.A. - GIURISDIZIONE DEL GIUDICE ORDINARIO

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITA ' - COMPORTAMENTI POSTI IN ESSERE IN CARENZA DI POTERE , OVVERO IN VIA DI MERO FATTO DALLA P.A. - GIURISDIZIONE DEL GIUDICE ORDINARIO
In merito ad una domanda risarcitoria, avanzata in relazione ad un’occupazione di fatto realizzata dall’ANAS al di fuori di un procedimento di espropriazione, è stato confermato il principio secondo cui spettano alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie aventi ad oggetto comportamenti posti in essere in carenza di potere, ovvero in via di mero fatto, dalla pubblica amministrazione.
 
Testo Completo:Ordinanza n. 27994 del 16 dicembre 2013
(Sezioni Unte Civili, Presidente L. A. Rovelli, Relatore S. Salvago)

SOCIETA' - DANNO DIRETTO AI SOCI DA PARTE DI TERZI DANNEGGIANTI - LEGITTIMAZIONE ATTIVA DEL SOCIO - CONDIZIONI

SOCIETA' - DANNO DIRETTO AI SOCI DA PARTE DI TERZI DANNEGGIANTI - LEGITTIMAZIONE ATTIVA DEL SOCIO - CONDIZIONI
I soci di una società di capitali non hanno titolo al risarcimento dei danni che costituiscano mero riflesso del pregiudizio arrecato da terzi alla società, in quanto siano una mera porzione di quello stesso danno subito dalla stessa, con conseguente reintegrazione indiretta a favore del socio; peraltro, un danno non può considerarsi giuridicamente riflesso quando tale possibilità non sussista, come per i danni arrecati alla sua sfera personale (diritto all’onore o alla reputazione) o di taluni danni patrimoniali, come quelli derivanti dalla perdita di opportunità personali, economiche e lavorative, o dalla riduzione del cd. merito creditizio, i quali vanno risarciti in favore del socio da parte del terzo responsabile.
 
Testo Completo:Sentenza n. 27733 del 12 dicembre 2013
(Sezioni  Prima Civile, Presidente C. Carnevale, Relatore A. P. Lamorgese)

REATI CONTRO LA FEDE PUBBLICA - FALSITA' IN ATTI – DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETA’ INCOMPLETA – FALSO INNOCUO O GROSSOLANO - CONFIGURABILITÀ - ESCLUSIONE

REATI CONTRO LA FEDE PUBBLICA - FALSITA' IN ATTI – DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETA’ INCOMPLETA – FALSO INNOCUO O GROSSOLANO - CONFIGURABILITÀ - ESCLUSIONE
La Corte ha affermato che la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà priva di una delle molteplici sottoscrizioni degli apparenti dichiaranti non integra la fattispecie del falso innocuo o grossolano, posto che la mancanza di una firma, pur incidendo sulla completezza strutturale dell’atto, non lo rende inidoneo al raggiungimento dello scopo e non elimina il pericolo di lesione dell’interesse protetto dalla norma.
 
Testo Completo:Sentenza n. 51166 del 6 novembre 2013 - depositata il 18 dicembre 2013
(Sezione Quinta Penale, Presidente G. Ferrua, Relatore Paolo Giovanni De Marco Albengo)

domenica 15 dicembre 2013

AVVOCATO E PROCURATORE - DIPENDENTI PUBBLICI PART-TIME SVOLGENTI ATTIVITA' DI AVVOCATO EX L. N. 662 DEL 1996 - INCOMPATIBILITA' AI SENSI DELLA L. N. 339 DEL 2003 - ABROGAZIONE IN FORZA DI NORME SUCCESSIVE - ESCLUSIONE

AVVOCATO E PROCURATORE - DIPENDENTI PUBBLICI PART-TIME SVOLGENTI ATTIVITA' DI AVVOCATO EX L. N. 662 DEL 1996 - INCOMPATIBILITA' AI SENSI DELLA L. N. 339 DEL 2003 - ABROGAZIONE IN FORZA DI NORME SUCCESSIVE - ESCLUSIONE
La disciplina introdotta dalla legge 25 novembre 2003, n. 339, che sancisce l’incompatibilità tra impiego pubblico part-time e professione forense, non è stata tacitamente abrogata dalle norme successive, di cui al d.l. 13 agosto 2011, n. 138 (conv., con modif., dalla legge 14 settembre 2011, n. 148) e d.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, né contrasta con la Costituzione e con i principî comunitari.
 
Testo Completo:Sentenza del 5 dicembre 2013, n. 27266
(Sezioni Unite Civili, Presidente L. A. Rovelli, Relatore V. Mazzacane)

PROCESSO CIVILE - LITISPENDENZA - CAUSE IDENTICHE PENDENTI IN GRADI DIVERSI - CONFIGURABILITA'

PROCESSO CIVILE - LITISPENDENZA - CAUSE IDENTICHE PENDENTI IN GRADI DIVERSI - CONFIGURABILITA'
Le Sezioni Unite Civili hanno affermato che quando una stessa causa sia stata proposta davanti a giudici diversi, quello successivamente adito è tenuto a dichiarare la litispendenza, anche se la controversia iniziata in precedenza pende ormai davanti al giudice dell’impugnazione, non potendo aver luogo la sospensione del processo instaurato per secondo.
 
Testo Completo:Sentenza del 12 dicembre 2013, n. 27846
(Sezioni Unite Civili, Presidente L. A. Rovelli, Relatore S. Petitti)

GIUDIZIO – DIBATTIMENTO – POTERE DEL GIUDICE DI ORDINARE AL P.M. IL DEPOSITO DI ATTI DI INDAGINE – INSUSSISTENZA

GIUDIZIO – DIBATTIMENTO – POTERE DEL GIUDICE DI ORDINARE AL P.M. IL DEPOSITO DI ATTI DI INDAGINE – INSUSSISTENZA
La Corte ha affermato che non sussiste un potere generalizzato del giudice del dibattimento di ordinare al P.M. il deposito di atti di indagine, spettando all’organo dell’accusa il potere di individuare e di allegare atti riguardanti i soggetti e le imputazioni per cui viene esercitata l’azione penale
 
Testo Completo:Sentenza n. 49516 del 24 ottobre 2013 – depositata il 9 dicembre 2013(Sezione Quinta Penale – Presidente G. Marasca – Relatore P. G. De Marchi Albengo)

MISURE DI PREVENZIONE – PROCEDIMENTI NON DISCIPLINATI DAL D.LGS N. 159 DEL 2011 – CREDITORI CHIROGRAFARI – MANCATA PROPOSIZIONE DELL’AZIONE ESECUTIVA PRIMA DEL SEQUESTRO – AMMISSIONE AL PASSIVO – ESCLUSIONE – ECCEZIONE

MISURE DI PREVENZIONE – PROCEDIMENTI NON DISCIPLINATI DAL D.LGS N. 159 DEL 2011 – CREDITORI CHIROGRAFARI – MANCATA PROPOSIZIONE DELL’AZIONE ESECUTIVA PRIMA DEL SEQUESTRO – AMMISSIONE AL PASSIVO – ESCLUSIONE – ECCEZIONE
La Corte ha affermato che, per effetto delle disposizioni dettate dalla legge 24 dicembre 2012, n. 228, nei procedimenti di prevenzione ai quali non si applica la disciplina del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, i creditori chirografari che non hanno proposto azione esecutiva prima del sequestro non sono ammessi a partecipare alla distribuzione del ricavato derivante dalla liquidazione dei cespiti ablati, salva la possibilità, qualora il debitore sia una impresa di cui sia stato confiscato l’intero patrimonio aziendale, di chiederne la dichiarazione di fallimento e di essere inseriti al passivo.
 
Testo Completo:Sentenza n. 49821, udienza del 17 ottobre 2013 - depositata il 10 dicembre 2013
(Sezione Sesta Penale, Presidente Agrò, Relatore Paternò Raddusa)

mercoledì 11 dicembre 2013

MISURE DI PREVENZIONE PATRIMONIALI - PROCEDIMENTO – CONDIZIONE GIURIDICA DI “ TERZO” LEGITTIMATO A PROPORRE INCIDENTE DI ESECUZIONE AVVERSO CONFISCA DEFINITIVA – SOCIETÀ INTERAMENTE RIFERIBILE AL PROPOSTO - ESCLUSIONE

MISURE DI PREVENZIONE PATRIMONIALI - PROCEDIMENTO – CONDIZIONE GIURIDICA DI “ TERZO” LEGITTIMATO A PROPORRE INCIDENTE DI ESECUZIONE AVVERSO CONFISCA DEFINITIVA – SOCIETÀ INTERAMENTE RIFERIBILE AL PROPOSTO - ESCLUSIONE
La Prima sezione della Corte di Cassazione ha affermato che non riveste la qualità di “terzo”, legittimato a proporre incidente di esecuzione avverso il provvedimento di confisca definitiva, la società le cui quote siano tutte intestate al proposto.
 
Testo Completo:
(Sezione Prima Penale, Presidente U. Giordano, Relatore R. Maggi)

REATI CONTRO IL PATRIMONIO - RICICLAGGIO DI CARTE DI CREDITO PROVENIENTI DA DELITTO - DELITTO PRESUPPOSTO - UTILIZZAZIONE INDEBITA DI CARTE DI CREDITO - ESCLUSIONE.

REATI CONTRO IL PATRIMONIO - RICICLAGGIO DI CARTE DI CREDITO PROVENIENTI DA DELITTO - DELITTO PRESUPPOSTO - UTILIZZAZIONE INDEBITA DI CARTE DI CREDITO - ESCLUSIONE.
La seconda sezione penale della Corte di cassazione ha affermato che, in caso di riciclaggio di carte di credito rubate o clonate, l’indebita utilizzazione delle carte stesse non costituisce reato presupposto del riciclaggio, ma reato strumentale alla commissione del riciclaggio medesimo.
 
Testo Completo:
(Sezione Seconda Penale, Presidente C. Petti, Relatore F. Fiandanese)

GIUDIZIO ABBREVIATO - GIUDIZIO D’APPELLO CELEBRATO IN CAMERA DI CONSIGLIO- PRINCIPIO D’IMMUTABILITÀ DEL GIUDICE- APPLICABILITÀ – SUSSISTENZA.

GIUDIZIO ABBREVIATO - GIUDIZIO D’APPELLO CELEBRATO IN CAMERA DI CONSIGLIO- PRINCIPIO D’IMMUTABILITÀ DEL GIUDICE- APPLICABILITÀ – SUSSISTENZA.
La Quinta Sezione della Suprema Corte ha affermato che il principio della immutabilità del giudice previsto dall’art. 525 cod. proc. pen., trova applicazione anche nel giudizio di appello celebrato in camera di consiglio a seguito dell’impugnazione di una sentenza emessa all’esito di rito abbreviato.
 
Testo Completo:
(Sezione Quinta Penale, Presidente M. Lombardi, Relatore P. G De Marchi Albengo)

MISURE CAUTELARI – CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE – CONDIZIONI DI APPLICABILITA’ – LIMITE EDITTALE – MODIFICA DELL’ART. 280 COMMA 2 COD. PROC. PEN. PER EFFETTO DELLA LEGGE N. 94 DEL 2013 – IMMEDIATA APPLICAZIONE – FATTISPECIE.

MISURE CAUTELARI – CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE – CONDIZIONI DI APPLICABILITA’ – LIMITE EDITTALE – MODIFICA DELL’ART. 280 COMMA 2 COD. PROC. PEN. PER EFFETTO DELLA LEGGE N. 94 DEL 2013 – IMMEDIATA APPLICAZIONE – FATTISPECIE.
La Corte ha affermato che è applicabile anche ai procedimenti in corso alla data della sua entrata in vigore la nuova disciplina dell’art. 280, comma 2, cod. proc. pen., la quale – per effetto della legge 9 agosto 2013, n. 94, che ha convertito con modificazioni il d.l. 1 luglio 2013, n. 78 – ha innalzato da quattro a cinque anni di reclusione il limite minimo del massimo edittale necessario per disporre la custodia cautelare in carcere. (Fattispecie in cui è stata annullata ordinanza relativa al reato di violenza privata, rilevandosi che il massimo edittale previsto per la fattispecie è pari a quattro anni).
 
Testo Completo:
 
(Sezione Sesta Penale, Presidente T. Garribba, Relatore G. De Amicis)

IMPUGNAZIONI – CASSAZIONE – RICORSO STRAORDINARIO PER ERRORE DI FATTO – ACCOGLIMENTO – CONSEGUENZE – REVOCA INTEGRALE DELLA SENTENZA IMPUGNATA – NECESSITA’ - ESCLUSIONE – FATTISPECIE.

IMPUGNAZIONI – CASSAZIONE – RICORSO STRAORDINARIO PER ERRORE DI FATTO – ACCOGLIMENTO – CONSEGUENZE – REVOCA INTEGRALE DELLA SENTENZA IMPUGNATA – NECESSITA’ - ESCLUSIONE – FATTISPECIE.
La Corte ha affermato che l’accoglimento del ricorso straordinario per errore materiale o di fatto ex art. 625 bis cod. proc. pen. impone la revoca integrale della precedente sentenza di legittimità solo se tale misura costituisce il provvedimento più idoneo a correggere il vizio rilevato. (Fattispecie in cui, per rimediare all’omessa risposta ad un motivo di ricorso attinente al trattamento sanzionatorio, la Corte ha ritenuto sufficiente disporre la correzione della sentenza impugnata in relazione allo specifico punto).
 
Testo Completo:
 
(Sezione Sesta Penale, Presidente A. Agrò, Relatore C. Citterio)

MANDATO D’ARRESTO EUROPEO – SENTENZA EMESSA DA STATO DELL’UNIONE EUROPEA – RICHIESTA DI ESPIARE LA PENA IN ITALIA – DENUNCIA DELLA VIOLAZIONE DEL DIRITTO ALL’EQUO PROCESSO NELLO STATO ESTERO – AMMISSIBILITA’ – ESCLUSIONE – FATTISPECIE.

MANDATO D’ARRESTO EUROPEO – SENTENZA EMESSA DA STATO DELL’UNIONE EUROPEA – RICHIESTA DI ESPIARE LA PENA IN ITALIA – DENUNCIA DELLA VIOLAZIONE DEL DIRITTO ALL’EQUO PROCESSO NELLO STATO ESTERO – AMMISSIBILITA’ – ESCLUSIONE – FATTISPECIE.
La Corte ha affermato che il destinatario di mandato di arresto europeo non può opporsi all’esecutività di una sentenza di condanna pronunciata in altro Stato dell’Unione Europea deducendo che la stessa è stata adottata all’esito di un processo non equo (nella specie, “in absentia”), se ha chiesto ed ottenuto di espiare in Italia la pena irrogata, così implicitamente accettando gli effetti della decisione.
 
Testo Completo:
 
(Sezione sesta Penale, Presidente T. Garribba, Relatore E. Aprile)

martedì 10 dicembre 2013

CIRCOLAZIONE STRADALE - GUIDA IN STATO DI EBBREZZA - AGGRAVANTE DI AVER PROVOCATO UN INCIDENTE STRADALE - RICONOSCIMENTO DI CIRCOSTANZE ATTENUANTI - PENA SOSTITUTIVA DEL LAVORO DI PUBBLICA UTILITA' - APPLICABILITA' - ESCLUSIONE

CIRCOLAZIONE STRADALE - GUIDA IN STATO DI EBBREZZA - AGGRAVANTE DI AVER PROVOCATO UN INCIDENTE STRADALE - RICONOSCIMENTO DI CIRCOSTANZE ATTENUANTI - PENA SOSTITUTIVA DEL LAVORO DI PUBBLICA UTILITA' - APPLICABILITA' - ESCLUSIONE
La Quarta Sezione della Corte di cassazione ha affermato che nel reato di guida in stato di ebbrezza la mera contestazione della circostanza aggravante di aver provocato un incidente stradale è ostativa alla sostituzione della pena detentiva e pecuniaria con il lavoro di pubblica utilità.
 
Testo Completo:Sentenza n. 48534 del 24 ottobre 2013 – depositata il 4 dicembre 2013
(Sezione Quarta Penale, Presidente C. G. Brusco, Relatore P. Piccialli)


Documenti:

FALLIMENTO - CONTRATTO PRELIMINARE - AZIONE DEL PRIVATO EX ART. 2932 COD. CIV. - FACOLTA' DEL CURATORE DI SCIOGLIERSI DAL CONTRATTO EX ART. 72 L. FALL. - RIMESSIONE ALLE S.U.

FALLIMENTO - CONTRATTO PRELIMINARE - AZIONE DEL PRIVATO EX ART. 2932 COD. CIV. - FACOLTA' DEL CURATORE DI SCIOGLIERSI DAL CONTRATTO EX ART. 72 L. FALL. - RIMESSIONE ALLE S.U.
La Prima Sezione ha rimesso al Primo Presidente, perché valuti l’opportunità di una pronuncia delle Sezioni Unite, la questione concernente la possibilità per il curatore di esercitare la facoltà, concessagli dall’art. 72 legge fall., di sciogliersi dal contratto preliminare, con il quale l’imprenditore poi fallito abbia promesso in vendita un immobile a un terzo, anche nel caso in cui il terzo promissario acquirente abbia trascritto, prima del fallimento, la domanda di cui all’art. 2932 c.c.
 
Testo Completo:Ordinanza interlocutoria n. 27111 del 4 dicembre 2013
(Sezione Prima Civile, Presidente R.Rordorf, Relatore M. Cristiano)

VENDITA - REGOLE GENERALI DI INFORMAZIONE DEI CONSUMATORI E DI ETICHETTATURA DEI PRODOTTI - OBBLIGO DI CONSEGNA ALL'ACQUIRENTE ANCHE DI UNA "SCHEDA-PRODOTTO" - ESCLUSIONE

VENDITA - REGOLE GENERALI DI INFORMAZIONE DEI CONSUMATORI E DI ETICHETTATURA DEI PRODOTTI - OBBLIGO DI CONSEGNA ALL'ACQUIRENTE ANCHE DI UNA "SCHEDA-PRODOTTO" - ESCLUSIONE
Le norme che dispongono l’informazione dei consumatori e l’etichettatura dei prodotti commercializzati di qualsiasi categoria, di cui alla legge 10 aprile 1991, n. 126 e al d.m. 8 febbraio 1997, n. 101, non impongono al venditore di consegnare anche la “scheda-prodotto”, obbligo introdotto soltanto per gli oggetti in legno con la circolare del Ministero delle attività produttive del 3 agosto 2004, n. 1.
 
Testo Completo:Sentenza n. 27404 del 6 dicembre 2013 (Sezione Seconda Civile, Presidente U. Goldoni, Relatore A. Scalisi)

DELITTI CONTRO LA P.A. - ART. 316 - TER COD. PEN. - ILLECITA PERCEZIONE DI PUBBLICHE EROGAZIONI - PENSIONE INPS - DECESSO DEL BENEFICIARIO - OMESSA COMUNICAZIONE - ASSENZA DI COMPORTAMENTI FRAUDOLENTI - TRUFFA AGGRAVATA - ESCLUSIONE

DELITTI CONTRO LA P.A. - ART. 316 - TER COD. PEN. - ILLECITA PERCEZIONE DI PUBBLICHE EROGAZIONI - PENSIONE INPS - DECESSO DEL BENEFICIARIO - OMESSA COMUNICAZIONE - ASSENZA DI COMPORTAMENTI FRAUDOLENTI - TRUFFA AGGRAVATA - ESCLUSIONE
La Seconda Sezione della Corte, ha affermato che integra la fattispecie criminosa di cui all’art. 316 ter cod. pen. l’indebita percezione di ratei della pensione di pertinenza di soggetto deceduto conseguita dal cointestatario del medesimo conto corrente che ometta di comunicare all’Ente previdenziale il decesso del pensionato, precisando che il comportamento omissivo può integrare un artificio o raggiro e diventare sussumibile nell’ipotesi delittuosa della truffa, solo ove presenti un quid pluris che lo caratterizzi e qualifichi come comportamento di natura fraudolenta.
 
Testo Completo:Sentenza n. 48820 del 23 ottobre 2013, depositata il 5 dicembre 2013
(Sezione Seconda Penale, Presidente C. Petti, Relatore D. Gentile)

sabato 7 dicembre 2013

ASTENSIONE DAL LAVORO - SCIOPERO DELLE MANSIONI - NOZIONE - LEGITTIMITA' - ESCLUSIONE.

ASTENSIONE DAL LAVORO - SCIOPERO DELLE MANSIONI - NOZIONE - LEGITTIMITA' - ESCLUSIONE.
In tema di astensione collettiva dal lavoro, la Sezione Lavoro ha affermato che non costituisce legittimo esercizio del diritto di sciopero il rifiuto di rendere la prestazione, per una data unita' di tempo, che non sia integrale, ma riguardi solo uno o piu' tra i compiti che il lavoratore e' tenuto a svolgere (cd. sciopero delle mansioni), come ad esempio il rifiuto di sostituire un collega assente, nonostante l'obbligo in tal senso previsto dalla contrattazione collettiva.
 
Testo Completo:Sentenza n. 23528 del 16 ottobre 2013 (Sezione Lavoro, Presidente V. Di Cerbo, Est. P. Venuti)

ORDINANZA RESA IN UDIENZA – ASSENZA DELLE PARTI COSTITUITE - ORDINE DI RINNOVO DELLA NOTIFICAZIONE O L’INTEGRAZIONE DEL CONTRADDITTORIO – COMUNICAZIONE - NECESSITÀ.

ORDINANZA RESA IN UDIENZA – ASSENZA DELLE PARTI COSTITUITE - ORDINE DI RINNOVO DELLA NOTIFICAZIONE O L’INTEGRAZIONE DEL CONTRADDITTORIO – COMUNICAZIONE - NECESSITÀ.
L’ordinanza con la quale la Corte di cassazione disponga, in udienza pubblica o in sede di adunanza camerale, la rinnovazione della notificazione del ricorso o l’integrazione del contraddittorio, quando sia emessa in assenza delle parti costituite, rappresentate dai rispettivi difensori, deve essere comunicata a cura della cancelleria.
 
Testo Completo:

giovedì 5 dicembre 2013

IVA – SISTEMA DEL REVERSE CHARGE – INOSSERVANZA DEGLI OBBLIGHI FORMALI E CONTABILI – SANZIONE DEL DINIEGO DEL DIRITTO ALLA DETRAZIONE – INTERPRETAZIONE DEL DIRITTO EUROUNITARIO – RIMESSIONE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UNIONE.

IVA – SISTEMA DEL REVERSE CHARGE – INOSSERVANZA DEGLI OBBLIGHI FORMALI E CONTABILI – SANZIONE DEL DINIEGO DEL DIRITTO ALLA DETRAZIONE – INTERPRETAZIONE DEL DIRITTO EUROUNITARIO – RIMESSIONE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UNIONE.
La S.C., a norma dell’art. 267 del Trattato di funzionamento dell’Unione Europea, ha rimesso alla Corte di Giustizia dell’Unione le questioni pregiudiziali, chiedendo di stabilire: 1) se i principi dichiarati dalla CGUE, nella sentenza 8 maggio 2008 (in cause riunite C-95/07 e C-96/07), secondo i quali gli artt. 18, n. 1, lett. d), e 22 della Sesta direttiva 77/388, come modificati dalla Dir. 91/680/CEE sull’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari, ostano ad una prassi di rettifica delle dichiarazioni e di accertamento dell’IVA la quale sanzioni un’inosservanza, per un verso, degli obblighi derivanti dalle formalità introdotte dalla normativa nazionale in applicazione di tale art. 18, n. 1, lett. d), e, per altro verso, degli obblighi contabili nonché di dichiarazione risultanti, rispettivamente, dal detto art. 22, nn. 2 e 4, con il diniego del diritto a detrazione in caso di applicazione del regime dell’inversione contabile, siano applicabili anche in caso di totale inosservanza degli obblighi previsti dalla medesima normativa quando non vi è comunque dubbio circa la posizione di soggetto tenuto al pagamento dell’imposta e del suo diritto alla detrazione; 2) se le espressioni obblighi sostanziali, substantive requirements e exigences de fond, utilizzate dalla Corte di Giustizia nelle diverse versioni linguistiche della citata sentenza 8 maggio 2008, si riferiscono, rispetto alle ipotesi di inversione contabile prevista in materia di IVA, alla necessità del pagamento del tributo oppure all’assunzione del debito d’imposta ovvero ancora all’esistenza delle condizioni sostanziali che giustificano l’assoggettamento del contribuente allo stesso tributo e che disciplinano il diritto alla detrazione volto a salvaguardare il principio di neutralità (es. inerenza, imponibilità e totale detraibilità).
 
Testo Completo:

martedì 3 dicembre 2013

NOTIFICAZIONE DEL CONTRORICORSO PRESSO LA CANCELLERIA E NON ALL’INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA INDICATO IN RICORSO – INAMMISSIBILITÀ.

NOTIFICAZIONE DEL CONTRORICORSO PRESSO LA CANCELLERIA E NON ALL’INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA INDICATO IN RICORSO – INAMMISSIBILITÀ.
La Sesta Sezione Civile - 2 ha dichiarato inammissibile il controricorso notificato non all’indirizzo di posta elettronica certificata indicato in ricorso, ma presso la cancelleria della Corte, sull’erroneo presupposto che ivi fosse domiciliato il ricorrente.
 
Testo Completo:

venerdì 29 novembre 2013

GIURISDIZIONE - SOCIETA' IN HOUSE - NOZIONE - AZIONE DI RESPONSABILITA' DEGLI ORGANI PER I DANNI AL PATRIMONIO DELLA SOCIETA' - CORTE DEI CONTI - GIURISDIZIONE - SUSSISTENZA

GIURISDIZIONE - SOCIETA' IN HOUSE - NOZIONE - AZIONE DI RESPONSABILITA' DEGLI ORGANI PER I DANNI AL PATRIMONIO DELLA SOCIETA' - CORTE DEI CONTI - GIURISDIZIONE - SUSSISTENZA
Le Sezioni Unite hanno enunciato il seguente principio di diritto: “La Corte dei conti ha giurisdizione sull'azione di responsabilità esercitata dalla Procura della Repubblica presso detta corte quando tale azione sia diretta a far valere la responsabilità degli organi sociali per danni da essi cagionati al patrimonio di una società in house, per tale dovendosi intendere quella costituita da uno o più enti pubblici per l'esercizio di pubblici servizi, di cui esclusivamente tali enti possano esser soci, che statutariamente esplichi la propria attività prevalente in favore degli enti partecipanti e la cui gestione sia per statuto assoggettata a forme di controllo analoghe a quello esercitato dagli enti pubblici sui propri uffici”.
 
Testo Completo:Sentenza n. 26283 del 25 novembre 2013
(Sezioni Unite Civili, Presidente L. A. Rovelli, Relatore R. Rordorf)

DISCIPLINARE MAGISTRATI - PROCEDIMENTO A CARICO DI MAGISTRATO MILITARE - COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO DELLA MAGISTRATURA MILITARE

DISCIPLINARE MAGISTRATI - PROCEDIMENTO A CARICO DI MAGISTRATO MILITARE - COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO DELLA MAGISTRATURA MILITARE
MANCATA PREVALENZA DEI COMPONENTI TOGATI "ELETTIVI" - DEDOTTA VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 3, 104, 108 E 117, PRIMO COMMA, COST. - MANIFESTA INFONDATEZZA
Le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione hanno ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale – sollevata in riferimento agli artt. 3, 104, 108 e 117, primo comma, Cost. – dell’art. 60 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, nella parte in cui non prevede che i componenti elettivi del Consiglio della Magistratura Militare siano in numero tale da costituire la maggioranza di tale organo, rilevando che la Costituzione non impone che le garanzie di indipendenza da assicurare ai giudici delle giurisdizioni speciali siano identiche o corrispondenti a quelle stabilite per i magistrati ordinari, quanto alla composizione dei rispettivi organi di garanzia e, in particolare, relativamente al rapporto tra il numero dei membri togati elettivi e quello degli altri componenti.
 
Testo Completo:Sentenza n. 26033 del 20 novembre 2013
(Sezioni Unte Civili, Presidente L. A. Rovelli, Relatore E. Bucciante)

RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITA’ STRANIERE – SENTENZE PENALI ITALIANE – ESECUZIONE ALL’ESTERO – CONSENSO DEL CONDANNATO – REVOCABILITA’ – ANCHE DOPO LA PRONUNCIA DELLA CORTE DI APPELLO – CONDIZIONI – FATTISPECIE

RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITA’ STRANIERE – SENTENZE PENALI ITALIANE – ESECUZIONE ALL’ESTERO – CONSENSO DEL CONDANNATO – REVOCABILITA’ – ANCHE DOPO LA PRONUNCIA DELLA CORTE DI APPELLO – CONDIZIONI – FATTISPECIE
La Corte ha affermato che, in tema di esecuzione all’estero di una sentenza penale italiana di condanna a pena detentiva, il condannato può revocare il consenso al trasferimento anche dopo la deliberazione della Corte d’appello quando le circostanze di fatto rilevanti ai fini delle sue determinazioni si siano successivamente modificate. (Fattispecie in cui erano sopravvenuti provvedimenti giudiziari di rideterminazione della data di fine-pena implicanti un ravvicinatissimo tempo di cessazione del trattamento sanzionatorio).
 
Testo Completo:Sentenza n. 46205 del 15 ottobre 2013, depositata il 18 novembre 2013(Sezione Sesta Penale, Presidente N. Milo, Relatore G. Conti)

ESTRADIZIONE – ESTRADIZIONE PER L’ESTERO – CONDIZIONI OSTATIVE – PERICOLO PER L’INCOLUMITA’ DELL’ESTRADANDO – SCELTA DI FATTO DELLO STATO RICHIEDENTE – NOZIONE

ESTRADIZIONE – ESTRADIZIONE PER L’ESTERO – CONDIZIONI OSTATIVE – PERICOLO PER L’INCOLUMITA’ DELL’ESTRADANDO – SCELTA DI FATTO DELLO STATO RICHIEDENTE – NOZIONE
La Corte ha affermato che, ai fini dell’estradizione per l’estero, la “scelta di fatto” dello Stato richiedente, da cui deriva il pericolo per l’estradando di patire la violazione dei diritti fondamentali della persona e che impone al giudice italiano di pronunciarsi negativamente sull’istanza, può consistere anche nel contegno delle Autorità di non approntare misure idonee ad assicurare ai detenuti le condizione necessarie a salvaguardare le minime esigenze di rispetto della dignità umana pur conoscendo ufficialmente lo stato di degrado in cui versano le strutture carcerarie.
 
Testo Completo:Sentenza n. 46212 del 15 ottobre 2013, depositata il 18 novembre 2013
 

(Sezione Sesta Penale, Presidente N. Milo, Relatore G. Conti)


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PROCESSO CIVILE - PROCEDIMENTO DI OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO - RIDUZIONE DEL TERMINE DI COSTITUZIONE EX ART. 645, SECONDO COMMA, COD. PROC. CIV. - APPLICABILITA' IN GRADO DI APPELLO - SUSSISTENZA

PROCESSO CIVILE - PROCEDIMENTO DI OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO - RIDUZIONE DEL TERMINE DI COSTITUZIONE EX ART. 645, SECONDO COMMA, COD. PROC. CIV. - APPLICABILITA' IN GRADO DI APPELLO - SUSSISTENZA
La Seconda Sezione Civile ha affermato che, nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo, la riduzione del termine di costituzione, agli effetti dell’art. 645, secondo comma, cod. proc. civ., si applica anche in grado di appello.
 
Testo Completo:Sentenza n. 26252 del 22 novembre 2013
(Sezione Seconda Civile, Presidente L. Piccialli, Relatore G.A.Bursese)


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PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE CIVILE - DEPOSITO DELLA SENTENZA - DATE DIVERSE DI DEPOSITO E DI PUBBLICAZIONE - RILEVANZA DELLA PRIMA - QUESTIONE DI LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE - NON MANIFESTA INFONDATEZZA

PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE CIVILE - DEPOSITO DELLA SENTENZA - DATE DIVERSE DI DEPOSITO E DI PUBBLICAZIONE - RILEVANZA DELLA PRIMA - QUESTIONE DI LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE - NON MANIFESTA INFONDATEZZA
La Seconda Sezione Civile ha ravvisato la non manifesta infondatezza, con riferimento agli artt. 3, secondo comma, e 24, primo e secondo comma, Cost., della questione di legittimità costituzionale relativa al combinato disposto degli artt. 133, primo e secondo comma, e 327, primo comma, cod. proc. civ., nella parte in cui si ritiene, secondo il diritto vivente, che, ove sulla sentenza impugnata siano state apposte due date, una precedente di deposito e l'altra successiva di pubblicazione, tutti gli effetti giuridici decorrono già dalla prima di esse.
 
Testo Completo:Ordinanza interlocutoria n. 26251 del 22 novembre 2013
(Sezione Seconda Civile, Presidente R. M. Triola, Relatore V. Mazzacane, Estensore A. Carrato)


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PROVA TESTIMONIALE - INDICAZIONE SPECIFICA DELLE PERSONE DA INTERROGARE - NECESSITA' - LIMITI

PROVA TESTIMONIALE - INDICAZIONE SPECIFICA DELLE PERSONE DA INTERROGARE - NECESSITA' - LIMITI
La Seconda Sezione Civile ha affermato che la prova per testimoni deve essere dedotta indicando in maniera determinata, o comunque determinabile, gli elementi identificativi del teste da interrogare, potendosi, tuttavia, ravvisare un pregiudizio alla difesa ed al contraddittorio soltanto allorché la designazione incompleta di tali elementi abbia provocato in concreto l’assunzione di un soggetto realmente diverso da quello previamente individuato.
 
Testo Completo:Sentenza n. 26058 del 20 novembre 2013
(Sezione Seconda Civile, Presidente U. Goldoni, Relatore F. Manna)


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AVVISO DI ACCERTAMENTO – RICHIESTA AL CONTRIBUENTE DI CHIARIMENTI – MANCATO RISPETTO DEL TERMINE DI 60 GIORNI – NULLITÀ - OPERAZIONI ELUSIVE – ABUSO DEL DIRITTO – PREVALENZA – OMESSA PREVISIONE - QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE.

AVVISO DI ACCERTAMENTO – RICHIESTA AL CONTRIBUENTE DI CHIARIMENTI – MANCATO RISPETTO DEL TERMINE DI 60 GIORNI – NULLITÀ - OPERAZIONI ELUSIVE – ABUSO DEL DIRITTO – PREVALENZA – OMESSA PREVISIONE - QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE.
La Sezione Tributaria ha sollevato d’ufficio la questione di legittimità costituzionalità, rispetto agli artt. 3 e 53 Cost., dell’art. 37-bis, comma 4, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, ove tale norma, prevedendo la nullità dell’avviso di accertamento non preceduto, almeno 60 giorni prima, dalla richiesta di chiarimenti con lettera raccomandata al contribuente, non possa essere intesa come irrilevante, per tale comminatoria, a fronte di operazioni elusive compiute essenzialmente per il conseguimento di un vantaggio fiscale, secondo il prevalente criterio dell’abuso del diritto.
 
Testo Completo:

ESTINZIONE PER CONDONO – DECRETO PRESIDENZIALE EX ART. 391 COD. PROC. CIV. – OMESSA RICHIESTA DI FISSAZIONE DELL’UDIENZA NEI DIECI GIORNI DALLA COMUNICAZIONE – NATURA DI TITOLO ESECUTIVO DEL DECRETO E DEL TERMINE – PORTATA - CONTRASTO DI GIURISPRUDENZA.

ESTINZIONE PER CONDONO – DECRETO PRESIDENZIALE EX ART. 391 COD. PROC. CIV. – OMESSA RICHIESTA DI FISSAZIONE DELL’UDIENZA NEI DIECI GIORNI DALLA COMUNICAZIONE – NATURA DI TITOLO ESECUTIVO DEL DECRETO E DEL TERMINE – PORTATA - CONTRASTO DI GIURISPRUDENZA.
La Sezione Tributaria, con l’ordinanza in epigrafe, ha rimesso al Primo Presidente la questione dell’interpretazione dell’art. 391 cod.proc.civ., nella parte in cui prevede che il decreto presidenziale di estinzione del processo (nella specie, per condono ai sensi dell’art. 16, comma 8, della legge 27 dicembre 2002, n. 289) ha efficacia di titolo esecutivo allorché nessuna delle parti chieda la fissazione dell’udienza nei dieci giorni dalla comunicazione, rinvenendo un contrasto di giurisprudenza in ordine alla latitudine della disposizione ed alla natura perentoria del termine, riferiti per un indirizzo solo alla parte del provvedimento contenente eventuale condanna alle spese.
 
Testo Completo:

venerdì 15 novembre 2013

COMUNIONE E CONDOMINIO - CONDOMINIO - AZIONE DI RIVENDICAZIONE PROPOSTA DEL SINGOLO CONDOMINO A TUTELA DEL BENE COMUNE - LITISCONSORZIO NECESSARIO DI TUTTI I CONDOMINI - INSUSSISTENZA - LIMITI

COMUNIONE E CONDOMINIO - CONDOMINIO - AZIONE DI RIVENDICAZIONE PROPOSTA DEL SINGOLO CONDOMINO A TUTELA DEL BENE COMUNE - LITISCONSORZIO NECESSARIO DI TUTTI I CONDOMINI - INSUSSISTENZA - LIMITI
A composizione di contrasto, le Sezioni Unite hanno enunciato il principio per cui le azioni a tutela della proprietà e del godimento della cosa comune possono essere promosse anche soltanto da uno dei comproprietari, senza che si renda necessaria l’integrazione del contraddittorio nei confronti degli altri condomini, quando l’attore non chieda che sia accertata con efficacia di giudicato la posizione degli altri comproprietari e il convenuto in revindica opponga un diniego volto soltanto a resistere alla domanda, senza svolgere domanda riconvenzionale e, quindi, senza mettere in discussione, con finalità di ampliare il tema del decidere e di ottenere una pronuncia avente efficacia di giudicato, la comproprietà degli altri soggetti.
 
Testo Completo:Sentenza n. 25454 del 13 novembre 2013
(Sezioni Unite Civili, Presidente L.A. Rovelli, Relatore  P. D’Ascola)

giovedì 14 novembre 2013

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITA' - DECRETO DI ESPROPRIAZIONE - AUTOMATICA PERDITA DELL'ANIMUS POSSIDENDI DA PARTE DEL PRECEDENTE PROPRIETARIO - ESCLUSIONE - CONSEGUENZE

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITA' - DECRETO DI ESPROPRIAZIONE - AUTOMATICA PERDITA DELL'ANIMUS POSSIDENDI DA PARTE DEL PRECEDENTE PROPRIETARIO - ESCLUSIONE - CONSEGUENZE
La Seconda Sezione Civile ha affermato che il decreto di espropriazione non comporta, di per sé, la perdita dell’animus possidendi sul bene da parte del precedente proprietario, il quale, pertanto, potrà legittimamente invocare il compimento in suo favore dell’usucapione, qualora l’espropriante non abbia poi proceduto all’immissione in possesso, né attuato il previsto intervento urbanistico.
 
Testo Completo:Sentenza del 14 novembre 2013 n. 25594(Sezione Seconda Civile, Presidente M. Oddo, Relatore A. Carrato)

giovedì 7 novembre 2013

REATI CONTRO LA P.A. – TURBATA LIBERTA’ DEL PROCEDIMENTO DI SCELTA DEL CONTRAENTE – EVENTO – PERICOLO PER LA CORRETTEZZA DELLA PROCEDURA DI PREDISPOSIZIONE DEL BANDO – FATTISPECIE

REATI CONTRO LA P.A. – TURBATA LIBERTA’ DEL PROCEDIMENTO DI SCELTA DEL CONTRAENTE – EVENTO – PERICOLO PER LA CORRETTEZZA DELLA PROCEDURA DI PREDISPOSIZIONE DEL BANDO – FATTISPECIE
La Corte ha affermato che, ai fini dell’integrazione del delitto di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, previsto dall’art. 353 bis cod. pen., è sufficiente che sia posta concretamente in pericolo la correttezza della procedura di predisposizione del bando, mentre non è necessario che il contenuto di questo sia modificato in modo tale da condizionare la scelta del contraente. (Fattispecie in cui un Sindaco aveva ordinato senza successo al funzionario competente di predisporre un bando di gara conforme ad una bozza frutto di collusioni con un imprenditore).
 
Testo Completo:Sentenza n. 44896 del 22 ottobre 2013 - depositata il 7 novembre 2013(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore T. Garribba)

DIRITTO ALLA RISERVATEZZA - DIRITTO ALL'OBLIO DI COMPONENTE DI BANDA TERRORISTICA - LIMITI

DIRITTO ALLA RISERVATEZZA - DIRITTO ALL'OBLIO DI COMPONENTE DI BANDA TERRORISTICA - LIMITI
In tema di diffamazione a mezzo stampa, il diritto del soggetto a pretendere che proprie, passate vicende personali siano pubblicamente dimenticate (nella specie, c.d. diritto all’oblio in relazione ad un’antica militanza in bande terroristiche) trova limite nel diritto di cronaca solo quando sussista un interesse effettivo ed attuale alla loro diffusione, nel senso che quanto recentemente accaduto (nella specie, il ritrovamento di un arsenale di armi nella zona di residenza dell’ex terrorista) trovi diretto collegamento con quelle vicende stesse e ne rinnovi l’attualità, in caso diverso risolvendosi il pubblico ed improprio collegamento tra le due informazioni in un’illecita lesione del diritto alla riservatezza.
 
Testo Completo:Sentenza 26 giugno 2013, n. 16111
(Terza Sezione Civile, Presidente A. Spirito, Relatore F.M. Cirillo)

giovedì 31 ottobre 2013

PARTE CIVILE – COSTITUZIONE – REVOCA – MANCATA PRESENTAZIONE DELLE CONCLUSIONI SCRITTE NELL’UDIENZA IN CUI VIENE FORMULATA E ACCOLTA RICHIESTA DI PATTEGGIAMENTO – PRESENTAZIONE DELLE CONCLUSIONI IN PRECEDENTE UDIENZA – REVOCA TACITA – ESCLUSIONE

PARTE CIVILE – COSTITUZIONE – REVOCA – MANCATA PRESENTAZIONE DELLE CONCLUSIONI SCRITTE NELL’UDIENZA IN CUI VIENE FORMULATA E ACCOLTA RICHIESTA DI PATTEGGIAMENTO – PRESENTAZIONE DELLE CONCLUSIONI IN PRECEDENTE UDIENZA – REVOCA TACITA – ESCLUSIONE
La Corte ha affermato che non si verifica la revoca di costituzione di parte civile per effetto della mancata presentazione di conclusioni scritte nell’udienza in cui viene formulata ed accolta una richiesta di patteggiamento, se queste sono state rassegnate dalla medesima parte in una precedente udienza in cui diversa istanza di applicazione pena è stata rigettata, atteso il principio di immanenza della costituzione di parte civile.
 
Testo Completo:Sentenza n. 44906 del 30 ottobre 2013 - depositata il 7 novembre 2013(Sezione Sesta Penale, Presidente F. Serpico, Relatore E. Aprile)

IMPUGNAZIONI – SOGGETTI LEGITTIMATI – PUBBLICO MINISTERO – MAGISTRATO APPLICATO AD ALTRO UFFICIO DOPO LA PRESENTAZIONE DELLE CONCLUSIONI - LEGITTIMAZIONE

IMPUGNAZIONI – SOGGETTI LEGITTIMATI – PUBBLICO MINISTERO – MAGISTRATO APPLICATO AD ALTRO UFFICIO DOPO LA PRESENTAZIONE DELLE CONCLUSIONI - LEGITTIMAZIONE
La Corte ha affermato che è legittimato a proporre impugnazione (nella specie, appello) anche il magistrato del pubblico ministero applicato ad ufficio di Procura diverso da quello istituito presso il giudice che ha pronunciato la sentenza, se ha presentato le conclusioni nel processo in epoca antecedente all’esecutività del provvedimento di applicazione.
 
Testo Completo:Sentenza n. 45203 del 22 ottobre 2013 - depositata l'8 novembre 2013(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore A. Petruzzellis)

ESTRADIZIONE - MADRE DI PROLE DI TENERA ETA’ SUPERIORE AI TRE ANNI – CONSEGNA AL PAESE RICHIEDENTE – GARANZIE IDONEE AD ASSICURARE I CONTATTI TRA MADRE E MINORE – NECESSITA’

ESTRADIZIONE - MADRE DI PROLE DI TENERA ETA’ SUPERIORE AI TRE ANNI – CONSEGNA AL PAESE RICHIEDENTE – GARANZIE IDONEE AD ASSICURARE I CONTATTI TRA MADRE E MINORE – NECESSITA’
La Corte ha affermato che la consegna a fini di estradizione della madre di prole di età superiore ai tre anni, e però bisognosa di continua assistenza materiale ed affettiva, presuppone l’accertamento dell’esistenza nel Paese richiedente di garanzie idonee ad assicurare i contatti tra l’estradanda ed i figli con modalità adeguate a salvaguardare l’integrità psicofisica del minore, del genitore e del nucleo familiare.
 
Testo Completo:Sentenza n. 41642 del 3 ottobre 2013, depositata l' 8 ottobre 2013
(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore G. Conti)

DIRITTI DELLA PERSONALITA' - IMMAGINE E RISERVATEZZA - PARTECIPAZIONE AL "GAY-PRIDE" - RIPRESE TELEVISIVE DEL RADUNO DEI PARTECIPANTI PRESSO UNA STAZIONE FERROVIARIA PRIMA DELLA MANIFESTAZIONE - AVVENIMENTO DI RILEVANZA PUBBLICA - CONFIGURABILITA'

DIRITTI DELLA PERSONALITA' - IMMAGINE E RISERVATEZZA - PARTECIPAZIONE AL "GAY-PRIDE" - RIPRESE TELEVISIVE DEL RADUNO DEI PARTECIPANTI PRESSO UNA STAZIONE FERROVIARIA PRIMA DELLA MANIFESTAZIONE - AVVENIMENTO DI RILEVANZA PUBBLICA - CONFIGURABILITA'
La terza sezione civile della Corte di cassazione, riconosciuta la natura di evento di rilevanza pubblica, ai sensi dell’art. 96 della legge n. 633 del 1941, alla manifestazione del gay pride tenutasi a Roma nel giugno 2000, ha ravvisato la medesima natura anche nel momento precedente del raduno dei partecipanti in una stazione ferroviaria allo scopo di prendere il treno per recarsi nel luogo della manifestazione stessa, posto che nella nozione predetta deve rientrare non soltanto l’evento, assunto nella sua limitata dimensione spazio-temporale, ma anche quegli episodi, che al medesimo si ricolleghino in modo inequivocabile.
 
Testo Completo:Sentenza 24 ottobre 2013, n. 24110
(Sezione Terza Civile, Presidente G. M. Berruti, Relatore F. M. Cirillo)

DELITTI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – ISTIGAZIONE ALLA CORRUZIONE

DELITTI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – ISTIGAZIONE ALLA CORRUZIONE
– PROMESSA O OFFERTA DI DENARO A C.T. DEL P.M. – PUNIBILITA’ CON PENA MAGGIORE A QUELLA PREVISTA PER IL PERITO DEL GIUDICE DESTINATARIO DI ANALOGA OFFERTA O PROMESSA - DISPARITA’ DI TRATTAMENTO – QUESTIONE DI LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE – NON MANIFESTA INFONDATEZZA
Le Sezioni Unite hanno ritenuto la non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 322, comma secondo, cod. pen. in riferimento all’art. 3 Cost. sotto il duplice profilo della disparità di trattamento di situazioni analoghe e di irragionevolezza, nella parte in cui per l’offerta o la promessa di denaro o altra utilità al consulente tecnico del pubblico ministero per il compimento di una falsa consulenza prevede una pena superiore a quella di cui all’art. 377, comma primo, in relazione all’art. 373 cod. pen.
 
Testo Completo:Ordinanza n. 43384 del 27 giugno 2013 - depositata il 23 ottobre 2013(Sezioni Unite Penali, Presidente G. Santacroce, Relatore V. Rotundo)

GIUDIZIO DI CASSAZIONE - NUOVO GIUDIZIO DI CASSAZIONE DOPO L'ANNULLAMENTO CON RINVIO - COMPOSIZIONE DEL COLLEGIO

GIUDIZIO DI CASSAZIONE - NUOVO GIUDIZIO DI CASSAZIONE DOPO L'ANNULLAMENTO CON RINVIO - COMPOSIZIONE DEL COLLEGIO
Le Sezioni Unite hanno stabilito che, qualora una sentenza pronunciata dal giudice di rinvio formi oggetto di un nuovo ricorso per cassazione, il collegio della Corte può essere composto anche con magistrati che hanno partecipato al precedente giudizio conclusosi con la sentenza di annullamento, in quanto ciò non determina alcuna compromissione dei requisiti di imparzialità e terzietà del giudice.
 
Testo Completo:Sentenza n. 24148 del 25 ottobre 2013
(Sezioni Unite Civili, Presidente L. A. Rovelli, Relatore Relatore M. Massera)

mercoledì 30 ottobre 2013

PROCESSO CIVILE - CONTINENZA - INDIVIDUAZIONE DELLA CAUSA PROPOSTA PER PRIMA - CRITERI - RIFERIMENTO ALLA DATA DI CONSEGNA DELL'ATTO DI CITAZIONE ALL'UFFICIALE GIUDIZIARIO O ALLA DATA DI RICEZIONE

PROCESSO CIVILE - CONTINENZA - INDIVIDUAZIONE DELLA CAUSA PROPOSTA PER PRIMA - CRITERI - RIFERIMENTO ALLA DATA DI CONSEGNA DELL'ATTO DI CITAZIONE ALL'UFFICIALE GIUDIZIARIO O ALLA DATA DI RICEZIONE
La Terza Sezione ha rimesso alle Sezioni Unite, come di massima di particolare importanza, la questione del momento di pendenza della lite, ai fini della decisione dell’eccezione di continenza (o litispendenza): se, in particolare, tale momento coincida con quello in cui l’atto di citazione viene consegnato all’ufficiale giudiziario, ovvero a quello in cui viene ricevuto dal destinatario.
 
Testo Completo:Ordinanza interlocutoria n. 22454 del 1° ottobre 2013
(Terza Sezione civile, Presidente  M. Finocchiaro, Relatore R. Frasca)

venerdì 25 ottobre 2013

ARBITRATO - ARBITRATO RITUALE - NATURA GIURISDIZIONALE - CONSEGUENZE - CLAUSOLA COMPROMISSORIA PER ARBITRATO ESTERO - ECCEZIONE DI COMPROMESSO - QUESTIONE DI GIURISDIZIONE - CONFIGURABILITA'

ARBITRATO - ARBITRATO RITUALE - NATURA GIURISDIZIONALE - CONSEGUENZE - CLAUSOLA COMPROMISSORIA PER ARBITRATO ESTERO - ECCEZIONE DI COMPROMESSO - QUESTIONE DI GIURISDIZIONE - CONFIGURABILITA'
Le Sezioni Unite, innovando la propria giurisprudenza, hanno affermato la natura giurisdizionale, e sostitutiva della funzione del giudice ordinario, dell’attività degli arbitri rituali, sicché, mentre lo stabilire se una controversia spetti alla cognizione del giudice ordinario o degli arbitri si configura come questione di competenza, il sancire se una lite appartenga alla competenza giurisdizionale del giudice ordinario e, in tale ambito, a quella sostitutiva degli arbitri rituali, ovvero a quella del giudice amministrativo o contabile, dà luogo, invece, ad una questione di giurisdizione. Ne deriva, altresì, che, in presenza di una clausola compromissoria di arbitrato estero, l’eccezione di compromesso determina il sorgere di una questione di giurisdizione, rendendo, quindi, ammissibile il regolamento ex art. 41 cod. proc. civ..
 
Testo Completo:Ordinanza 25 ottobre 2013, n. 24153
(Sezioni Unite Civili, Presidente L. A. Rovelli, Relatore A. Segreto)

martedì 22 ottobre 2013

PROCURA ALLE LITI – DECESSO DELLA PARTE – PROSECUZIONE DEL GIUDIZIO CON IMPUGNAZIONE DA PARTE DEL DIFENSORE – INAMMISSIBILITÀ DELL’APPELLO PER DIFETTO DI PROCURA - SPESE DI LITE – CONDANNA DEL DIFENSORE IN PROPRIO – RIMESSIONE ALLE S.U.

PROCURA ALLE LITI – DECESSO DELLA PARTE – PROSECUZIONE DEL GIUDIZIO CON IMPUGNAZIONE DA PARTE DEL DIFENSORE – INAMMISSIBILITÀ DELL’APPELLO PER DIFETTO DI PROCURA - SPESE DI LITE – CONDANNA DEL DIFENSORE IN PROPRIO – RIMESSIONE ALLE S.U.
La Prima Sezione civile – chiamata a stabilire se sia corretta la decisione di merito, la quale abbia condannato il difensore in proprio al pagamento delle spese di lite qualora egli, dopo il decesso della parte, abbia proposto impugnazione pur privo dei poteri, allorché gli eredi non si siano costituiti manifestando il proprio disinteresse – ha ritenuto non condivisibile la soluzione adottata al riguardo dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 10706 del 2006, secondo cui vanno condannati gli eredi e non il difensore, ed ha, quindi, nuovamente sottoposto la questione alle Sezioni Unite, a norma dell’art. 374, terzo comma, cod. proc. civ.
 
Testo Completo:

SPESE GIUDIZIALI IN MATERIA PENALE - LIQUIDAZIONE DELLE SPESE DELLA PARTE CIVILE - SUCCESSIONE DI LEGGI - SPESE "GENERALI" O "FORFETTARIE" - CORRESPONSIONE - ESCLUSIONE

SPESE GIUDIZIALI IN MATERIA PENALE - LIQUIDAZIONE DELLE SPESE DELLA PARTE CIVILE - SUCCESSIONE DI LEGGI - SPESE "GENERALI" O "FORFETTARIE" - CORRESPONSIONE - ESCLUSIONE
La seconda sezione penale della Corte di cassazione (sulla scia della giurisprudenza civile: Sez. un. civ., sentenza n. 17405 del 2012) ha ribadito che le spese processuali sostenute dalla parte civile devono essere liquidate secondo i nuovi parametri introdotti dal d.m. 20 luglio 2012, n. 140, ogni qual volta la liquidazione giudiziale intervenga in un momento successivo alla data di entrata in vigore del predetto decreto e si riferisca al compenso spettante ad un professionista che, a quella data, non abbia ancora completato la propria prestazione professionale, ancorché tale prestazione abbia avuto inizio e si sia in parte svolta quando ancora erano in vigore le tariffe abrogate.
Inoltre, preso atto che l’art. 13, comma 10, della l. 31 dicembre 2012, n. 247 ha reintrodotto il diritto alla corresponsione di "(…) una somma per il rimborso delle spese forfettarie", la cui misura massima sarà determinata da un emanando decreto del Ministro della Giustizia, ha ritenuto che, fino a quando non sia emanato tale decreto, la predetta disposizione deve ritenersi in concreto non operante.
Le spese sostenute dalla parte civile costituita vanno, pertanto, allo stato liquidate con riguardo ai soli compensi, esborsi documentati rimborsabili ed accessori di legge (IVA e CPA), mentre non è dovuto il rimborso delle “spese forfettarie”.
 
Testo Completo:Sentenza n. 43143 del 17 luglio 2013 - depositata il 22 ottobre 2013(Sezione Seconda Penale, Presidente C. Petti, Relatore S. Beltrami

giovedì 17 ottobre 2013

CONTRATTO PRELIMINARE - IMMOBILE CARATTERIZZATO DA IRREGOLARITA' URBANISTICHE - CONSEGUENZE - NULLITA'


CONTRATTO PRELIMINARE - IMMOBILE CARATTERIZZATO DA IRREGOLARITA' URBANISTICHE - CONSEGUENZE - NULLITA'
La Seconda Sezione Civile ha affermato che il contratto preliminare avente ad oggetto la vendita di un immobile irregolare dal punto di vista urbanistico è da considerare nullo per contrarietà alla legge, trattandosi di questione che non può trovare rimedio nella disciplina dell’inadempimento.
 
Testo Completo:Sentenza n. 23591 del 17 ottobre 2013
(Sezione Seconda Civile, Presidente R. M. Triola, Relatore I. Parziale)

lunedì 14 ottobre 2013

SOCIETA' - SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - AVVISO DI CONVOCAZIONE IN ASSEMBLEA - SPEDIZIONE DELL'AVVISO NEL TERMINE LEGALE O STATUTARIO - SUFFICIENZA - LIMITI

SOCIETA' - SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - AVVISO DI CONVOCAZIONE IN ASSEMBLEA - SPEDIZIONE DELL'AVVISO NEL TERMINE LEGALE O STATUTARIO - SUFFICIENZA - LIMITI
Le Sezioni unite, risolvendo una questione di massima di particolare importanza, hanno enunciato il seguente principio di diritto: “Salvo che l’atto costitutivo della società a responsabilità limitata non contenga una disciplina diversa, deve presumersi che l’assemblea dei soci sia validamente costituita ogni qual volta i relativi avvisi di convocazione siano stati spediti agli aventi diritto almeno otto giorni prima dell’adunanza (o nel diverso termine eventualmente in proposito indicato nell’atto costitutivo), ma tale presunzione può essere vinta nel caso in cui il destinatario dimostri che, per causa a lui non imputabile, egli non ha affatto ricevuto l’avviso di convocazione o lo ha ricevuto così tardi da non consentirgli di prendere parte all’adunanza, in base a circostanze di fatto il cui accertamento e la cui valutazione in concreto sono riservati alla cognizione del giudice di merito”.
 
Testo Completo:Sentenza n. 23218 del 14 ottobre 2013
(Sezioni Unite Civili, Presidente L. A. Rovelli, Relatore R. Rordorf)

GIUDIZIO DI CASSAZIONE - PROCESSO TRIBUTARIO - RICORSO PER CASSAZIONE - VIZIO DI MOTIVAZIONE

GIUDIZIO DI CASSAZIONE - PROCESSO TRIBUTARIO - RICORSO PER CASSAZIONE - VIZIO DI MOTIVAZIONE
- OMESSO ESAME CIRCA FATTO DECISIVO OGGETTO DI DISCUSSIONE FRA LE PARTI - IMPUGNAZIONE DI PRONUNCIA DI COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE SUCCESSIVA AL D.L. 22 GIUGNO 2012, N. 83 - LIMITI DI APPLICAZIONE - QUESTIONE DI MASSIMA DI PARTICOLARE IMPORTANZA
La Sesta Sezione – Tributaria, con le ordinanze in epigrafe, ha rimesso al Primo Presidente la questione dell’ambito di applicabilità ai giudizi di impugnazione avanti alla Corte di cassazione dell’art.360, primo comma, n. 5), cod. proc. civ., come novellato dall’art. 54 del d.l. 22 giugno 2012, n. 83 (conv. in l. 7 agosto 2012, n. 134), che limita il motivo di ricorso, quanto al vizio di motivazione, all’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio che sia stato oggetto di discussione fra le parti, sollevando il dubbio se la disposizione di cui al comma 3-bis del citato art. 54 (per il quale la novella, sul punto, non si applica al processo tributario) sia da intendere riferita ad una nozione di processo tributario in senso stretto (circoscritta dunque ai soli gradi di merito, per le specificità del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546) ovvero ricomprenda ogni controversia tributaria (dunque altresì la fase del giudizio di cassazione).
 
Testo Completo:Ordinanza interlocutoria n. 23274 del 14 ottobre 2013
(Sezione Sesta Tributaria, Presidente e Relatore M. Cicala)

martedì 8 ottobre 2013

PROCESSO CIVILE - ORDINANZA DI ESTINZIONE DEL PROCESSO PRONUNCIATA DAL GIUDICE ISTRUTTORE - RECLAMO AL COLLEGIO - APPELLO CONTRO TALE SENTENZA PROPOSTO CON CITAZIONE INVECE CHE CON RICORSO - SANATORIA - CONDIZIONI

PROCESSO CIVILE - ORDINANZA DI ESTINZIONE DEL PROCESSO PRONUNCIATA DAL GIUDICE ISTRUTTORE - RECLAMO AL COLLEGIO - APPELLO CONTRO TALE SENTENZA PROPOSTO CON CITAZIONE INVECE CHE CON RICORSO - SANATORIA - CONDIZIONI
Le S.U., risolvendo un contrasto di giurisprudenza, hanno enunciato il principio secondo cui l’appello avverso sentenza ex art. 308, secondo comma, cod. proc. civ., reiettiva di reclamo proposto avverso declaratoria di estinzione del processo pronunciata dal giudice istruttore, promosso con citazione anziché con ricorso, è suscettibile di sanatoria, in via di conversione ai sensi dell’art. 156 cod. proc. civ., alla condizione che, nel termine previsto dalla legge, l’atto sia stato non solo notificato alla controparte, ma anche depositato nella cancelleria del giudice.
 
Testo Completo:Sentenza n. 22848 dell’8 ottobre 2013
(Sezioni Unite Civili, Presidente L. A.Rovelli, Relatore A. Cappabianca)

mercoledì 2 ottobre 2013

DIFESA E DIFENSORI - DIRITTO DI AUTODIFESA DINANZI ALLA CORTE DI CASSAZIONE PENALE - ESCLUSIONE - FATTISPECIE

DIFESA E DIFENSORI - DIRITTO DI AUTODIFESA DINANZI ALLA CORTE DI CASSAZIONE PENALE - ESCLUSIONE - FATTISPECIE
La seconda sezione penale della Corte di cassazione ha ritenuto che, anche a seguito dell’entrata in vigore della l. 31 dicembre 2012, n. 247 (recante “Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense”), in sede penale l’autodifesa non possa ritenersi generalmente consentita, in difetto di una previsione di legge ad hoc (nel caso di specie, l’imputato era un soggetto abilitato all’esercizio della professione forense innanzi alle magistrature superiori).
 
Testo Completo:Sentenza n. 40715 del 2 ottobre 2013
(Sezione Seconda Penale, Presidente C. Petti, Relatore G. Diotallevi)

martedì 1 ottobre 2013

REATI CONTRO LA PERSONALITA' DELLO STATO - ASSOCIAZIONI SOVVERSIVE - ELEMENTI COSTITUTIVI - DEFINIZIONE DI "ORDINAMENTI ECONOMICI E SOCIALI"


REATI CONTRO LA PERSONALITA' DELLO STATO - ASSOCIAZIONI SOVVERSIVE - ELEMENTI COSTITUTIVI - DEFINIZIONE DI "ORDINAMENTI ECONOMICI E SOCIALI"
La Quinta Sezione della Suprema Corte ha affermato che, sul piano interpretativo, gli “ordinamenti economici e sociali” cui fa riferimento l’art. 270 cod. pen. , non si esauriscono nelle istituzioni latamente intese ma si riferiscono ad ogni formazione sociale nella quale si esprima la personalità dell’uomo attraverso l’esercizio dei diritti inviolabili e delle libertà riconosciute e garantite dalla Costituzione. La Corte ha precisato, quindi, che ogni condotta violenta programmaticamente diretta a menomare tali libertà esprime sovversione del fondamentale ordinamento sociale dello Stato sanzionata dalla suddetta norma incriminatrice.
 
Testo Completo:Sentenza n. 40111 del 21 giugno 2013 - depositata il 27 settembre 2013 (Sezione Quinta Penale, Presidente G. Zecca – Relatore G. De Marzo)

lunedì 30 settembre 2013

IMPUGNAZIONI-PRESCRIZIONE RILEVATA DAL GIUDICE DI APPELLO-OMESSA MOTIVAZIONE AI FINI DELLE STATUIZIONI CIVILI- ANNULLAMENTO DELLA SENTENZA - RINVIO AL GIUDICE CIVILE.

IMPUGNAZIONI-PRESCRIZIONE RILEVATA DAL GIUDICE DI APPELLO-OMESSA MOTIVAZIONE AI FINI DELLE STATUIZIONI CIVILI- ANNULLAMENTO DELLA SENTENZA - RINVIO AL GIUDICE CIVILE.
Le Sezioni Unite, nel risolvere il contrasto in proposito insorto nella giurisprudenza di legittimità, hanno stabilito che quando il giudice di appello abbia dichiarato non doversi procedere per intervenuta prescrizione del reato (o per intervenuta amnistia) senza motivare in ordine alla responsabilità dell'imputato ai fini delle statuizioni civili, a seguito dell'accoglimento del ricorso da quest'ultimo proposto, deve essere disposto l'annullamento della sentenza con rinvio al giudice civile competente per valore in grado di appello, ai sensi dell'art. 622 cod. proc. pen.
 
Testo Completo:
 
 (Sezioni Unite Penali, Presidente G. Santacroce, Estensore G.Conti)

REATI CONTO IL PATRIMONIO - FURTO IN SUPERMERCATO – OCCULTAMENTO DELLA MERCE PRELEVATA ALL’INTERNO DI UNA BORSA O SULLA PERSONA DELL’AGENTE – SUSSISTENZA DELL’AGGRAVANTE DEL MEZZO FRAUDOLENTO – ESCLUSIONE.

REATI CONTO IL PATRIMONIO - FURTO IN SUPERMERCATO – OCCULTAMENTO DELLA MERCE PRELEVATA ALL’INTERNO DI UNA BORSA O SULLA PERSONA DELL’AGENTE – SUSSISTENZA DELL’AGGRAVANTE DEL MEZZO FRAUDOLENTO – ESCLUSIONE.
Le Sezioni Unite, risolvendo un contrasto di giurisprudenza, hanno stabilito che ricorre l’ipotesi del furto semplice nel caso in cui l’agente occulti sulla sua persona, ovvero in una borsa, la merce prelevata dagli scaffali di un esercizio commerciale nel quale si pratichi la vendita self service e superi la cassa senza pagare, escludendo la sussistenza dell’aggravante dell’uso del mezzo fraudolento.
 
Testo Completo:

 (Sezioni Unite Penali, Presidente G. Santacroce, Relatore R. Blaiotta)

venerdì 27 settembre 2013

STRANIERO - MINORE CITTADINO EXTRACOMUNITARIO AFFIDATO IN KAFALAH A CITTADINO ITALIANO - RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE - NULLA OSTA - CONDIZIONI

STRANIERO - MINORE CITTADINO EXTRACOMUNITARIO AFFIDATO IN KAFALAH A CITTADINO ITALIANO - RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE - NULLA OSTA - CONDIZIONI
Le S.U., pronunciando ai sensi dell’art. 363 cod. proc. civ., hanno enunciato il seguente principio di diritto: “Non può essere rifiutato il nulla osta all’ingresso nel territorio nazionale, per ricongiungimento familiare, richiesto nell’interesse del minore cittadino extracomunitario, affidato a cittadino italiano residente in Italia con provvedimento di kafalah pronunciato dal giudice straniero, nel caso in cui il minore stesso sia a carico o conviva nel paese di provenienza con il cittadino italiano, ovvero gravi motivi di salute impongano che debba essere da questi personalmente assistito”.
 
Testo Completo:Sentenza n. 21108 del 16 settembre 2013
(Sezioni Unite Civili, Presidente R. Preden, Relatore G. Salmè)

sabato 21 settembre 2013

DIRITTI DELLA PERSONALITA' - DIRITTO ALLA RISERVATEZZA - TRATTAMENTO DI DATI GENETICI A CARATTERE NON SANITARIO - TEST GENETICO PREDITTIVO - CONSENSO DELL'INTERESSATO - NECESSITA'

DIRITTI DELLA PERSONALITA' - DIRITTO ALLA RISERVATEZZA - TRATTAMENTO DI DATI GENETICI A CARATTERE NON SANITARIO - TEST GENETICO PREDITTIVO - CONSENSO DELL'INTERESSATO - NECESSITA'
La Prima Sezione Civile ha affermato che, al fine di svolgere un test genetico predittivo, seppur volto ad accertare la consanguineità per valutare il promovimento di azione di disconoscimento della paternità, è sempre necessario il consenso preventivo dell’interessato.
 
Testo Completo:Sentenza 13 settembre 2013 n. 21014

giovedì 19 settembre 2013

RESPONSABILITA' CIVILE - SENTENZA FRUTTO DI CORRUZIONE DEL GIUDICE - RISARCIMENTO DEL DANNO - PREVIO ESPERIMENTO DELLA REVOCAZIONE O DELL'ANNULLAMENTO DELLA SUCCESSIVA TRANSAZIONE - NECESSITA' - ESCLUSIONE - CONDIZIONI

RESPONSABILITA' CIVILE - SENTENZA FRUTTO DI CORRUZIONE DEL GIUDICE - RISARCIMENTO DEL DANNO - PREVIO ESPERIMENTO DELLA REVOCAZIONE O DELL'ANNULLAMENTO DELLA SUCCESSIVA TRANSAZIONE - NECESSITA' - ESCLUSIONE - CONDIZIONI
La Corte ha stabilito che, nel caso di pronuncia di una sentenza viziata dalla corruzione del giudice, la parte che intenda dolersi di tale statuizione ha l’obbligo, e non la facoltà, di chiederne la revocazione ex art. 395 c.p.c.; ha soggiunto tuttavia la Corte che a tale regola generale si deve fare eccezione allorché la vittima del dolo del giudice non possa trarre alcun vantaggio giuridico dalla rimozione della sentenza frutto di corruzione, per essere divenuta nel frattempo impossibile la ricostituzione dello stato di cose anteriore. In tal caso, pertanto, è consentito alla vittima del reato domandare il risarcimento del danno al corruttore del giudice, senza previamente esperire il giudizio di revocazione. Per la stessa ragione, ha poi soggiunto la Corte, qualora la sentenza frutto di corruzione abbia indotto le parti, prima della scoperta del dolo, a transigere la lite, la vittima del reato di corruzione può domandare il risarcimento del danno senza previamente chiedere l’annullamento del contratto di transazione, invocando quale fatto illecito fonte di responsabilità aquiliana anche la sola violazione della regola di buona fede.
 
Testo Completo:Sentenza n. 21255 del 17 settembre 2013
(Sezione Terza Civile, Presidente F.Trifone, Relatore G. Travaglino)

sabato 14 settembre 2013

TRIBUTI - SOSTITUTO D'IMPOSTA - OMESSO VERSAMENTO DI RITENUTE CERTIFICATE - MOMENTO CONSUMATIVO - ESERCIZIO DI IMPOSTA 2004 - REATO - CONFIGURABILITA'

TRIBUTI - SOSTITUTO D'IMPOSTA - OMESSO VERSAMENTO DI RITENUTE CERTIFICATE - MOMENTO CONSUMATIVO - ESERCIZIO DI IMPOSTA 2004 - REATO - CONFIGURABILITA'
Le Sezioni Unite, a risoluzione di un contrasto, hanno affermato che il reato di omesso versamento di ritenute certificate (art. 10-bis del d.lgs n. 74 del 2000), entrato in vigore il 1° gennaio 2005, è applicabile anche alle omissioni dei versamenti delle ritenute alla fonte relative all’anno 2004, senza che ciò comporti violazione del principio di irretroattività della norma penale.
 
Testo Completo:Sentenza  n. 37425 del 28 marzo 2013 - depositata il 12 settembre 2013(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Estensore A. Cortese)

giovedì 12 settembre 2013

TRIBUTI - OMESSO VERSAMENTO DI IVA - MOMENTO CONSUMATIVO - ESERCIZIO DI IMPOSTA 2005 - REATO - CONFIGURABILITA'

TRIBUTI - OMESSO VERSAMENTO DI IVA - MOMENTO CONSUMATIVO - ESERCIZIO DI IMPOSTA 2005 - REATO - CONFIGURABILITA'
Le Sezioni Unite hanno affermato che il reato di omesso versamento di IVA (art. 10-ter del d.lgs n. 74 del 2000), entrato in vigore il 4 luglio 2006, è applicabile anche alle omissioni dei versamenti IVA relativi all’anno 2005, senza che ciò comporti violazione del principio di irretroattività della norma penale.
 
Testo Completo:Sentenza  n. 37424 del 28 marzo 2013 - depositata il 12 settembre 2013(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Estensore A. Cortese)

mercoledì 11 settembre 2013

PROFESSIONI E PROFESSIONISTI - COMMISSIONE CENTRALE PER GLI ESERCENTI LE PROFESSIONI SANITARIE

PROFESSIONI E PROFESSIONISTI - COMMISSIONE CENTRALE PER GLI ESERCENTI LE PROFESSIONI SANITARIE
MANCATA PREVISIONE DI UN NUMERO DI COMPONENTI SUFFICIENTE A GARANTIRE L'ALTERITA' DI COMPOSIZIONE DEL COLLEGIO IN SEDE DI RINVIO DA PARTE DELLA CORTE DI CASSAZIONE - QUESTIONE NON MANIFESTAMENTE INFONDATA DI LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE
La Seconda Sezione Civile ha dichiarato non manifestamente infondata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell’17 del d.lgs. C.P.S. n. 233 del 1946, nella parte in cui non prevede che la Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie sia composta da un numero di membri, effettivi e supplenti, tali da consentire che, in ipotesi di giudizio di rinvio conseguente a cassazione di una precedente decisione, lo stesso possa svolgersi dinnanzi a un collegio composto da membri che non abbiano partecipato a detta decisione.
 
Testo Completo:Ordinanza interlocutoria n. 20140 del 3 settembre 2013 (Sezione Seconda Civile, Presidente L. A. Rovelli, Relatore S. Petitti)

martedì 3 settembre 2013

VENDITA - VENDITA IMMOBILIARE A CORPO – RETTIFICA DEL PREZZO EX ART. 1538 COD. CIV. – CRITERI

VENDITA - VENDITA IMMOBILIARE A CORPO – RETTIFICA DEL PREZZO EX ART. 1538 COD. CIV. – CRITERI
In caso di vendita immobiliare a corpo nella quale lo scostamento tra misura indicata e misura reale sia rilevante ai sensi dell’art. 1538 cod. civ. (cioè, almeno un ventesimo), la revisione del prezzo deve seguire non il criterio del valore di mercato, né il criterio proporzionale “secco”, ma un criterio proporzionale “corretto”, adeguato alla volontà delle parti di vendere a corpo e non a misura.
 
Testo Completo:Sentenza n. 19890 del 29 agosto 2013
(Sezione Seconda Civile, Presidente M. Oddo, Estensore P. D’Ascola)

lunedì 2 settembre 2013

ASSICURAZIONE - ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA R.C.A. - ASSICURATO TRASPORTATO - DANNO ALLA PERSONA - RISARCIMENTO A CARICO DEL PROPRIO ASSICURATORE - SPETTANZA

ASSICURAZIONE - ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA R.C.A. - ASSICURATO TRASPORTATO - DANNO ALLA PERSONA - RISARCIMENTO A CARICO DEL PROPRIO ASSICURATORE - SPETTANZA
Alla luce della giurisprudenza della Corte di Giustizia (sentenza 1° dicembre 2011, Churchill Insurance/Wilkinson), la Sezione Terza ha affermato che, sulla base del principio solidaristico “vulneratus ante omnia reficiendus”, il proprietario trasportato ha diritto, nei confronti del suo assicuratore r.c.a., al risarcimento del danno alla persona causato dalla circolazione non illegale del mezzo, essendo irrilevante ogni vicenda normativa interna e nullo ogni patto che condizioni la copertura del trasportato all’identità del conducente (“clausola di guida esclusiva”).
 
Testo Completo:Sentenza n. 19963 del 30 agosto 2013
(Sezione Terza Civile, Presidente G. M. Berruti, Relatore G. B. Petti)

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