lunedì 15 dicembre 2008

IMPUGNAZIONI

La Corte europea con sentenza dell’11 dicembre 2007 aveva ritenuto la violazione dell’art. 6 CEDU in relazione alla riqualificazione giuridica del fatto effettuata ex officio in sede di legittimità senza aver dato all’imputato in alcuna fase della procedura la possibilità di esserne informato. La Corte stessa, nel constatare la violazione, aveva indicato nella riapertura del processo il mezzo più appropriato per rimediare al processo iniquo. In sede esecutiva, il condannato ha sostenuto l’ineseguibilità del giudicato, alla luce del dictum della Corte europea. La Corte di cassazione, adita in sede di ricorso, ha precisato con la sentenza in epigrafe che la decisione emessa a Strasburgo non ha posto in discussione il giudizio di merito (come nel caso dei processi in contumacia), ma soltanto il giudizio di cassazione per l’omessa possibilità dell’imputato di interloquire sulla diversa qualificazione del fatto da parte della S.C. (nella specie, impedendogli di beneficiare della prescrizione del reato). Ciò comporta – ha concluso la Corte – due conseguenze. La prima, di rendere immanente nel nostro sistema, alla luce dell’art. 117 Cost., il principio del contraddittorio su ogni profilo dell’accusa, anche nel giudizio di legittimità. La seconda, che la restituito in integrum indicata dalla Corte europea deve limitarsi nel caso concreto al solo giudizio di legittimità, con la conseguente sua rescissione nella parte in cui non ha attuato la suddetta regola di sistema. La Corte ha ritenuto che lo strumento che consenta all’interno del sistema processuale tale ultimo effetto sia il meccanismo ex art. 625 bis c.p.p., idoneo a rimediare – con una parziale rimozione del giudicato - anche all'accertata e specifica violazione del diritto di difesa nell’ambito del giudizio di legittimità. Così decidendo, la Corte ha revocato la precedente sentenza, disponendo di procedere a nuova trattazione del ricorso per cassazione a suo tempo esperito.

Testo Completo:
Sentenza n. 45807 del 12 novembre 2008 - depositata l'11 dicembre 2008(Sezione Sesta Penale, Presidente G. Lattanzi, Relatore D. Carcano)

NOTIFICAZIONI – CONSEGNA AL DIFENSORE – UTILIZZO DI MEZZI TECNICI IDONEI – LEGITTIMITA’

La Corte ha per la prima volta chiarito che la notificazione di un atto diretto all’imputato mediante consegna al difensore ai sensi dell’art. 161, comma 4, cod. proc. pen., è legittimamente eseguita a mezzo telefax e cioè nelle forme previste dall’art. 148, comma 2 bis dello stesso codice, atteso che destinatario della notifica è il difensore e non l’imputato.

Testo Completo:
Sentenza n. 41051 del 2 ottobre 2008 – depositata il 3 novembre 2008
(Sezione Quarta Penale, Presidente C. G. Brusco, Relatore R. Bricchetti)

CONTRATTI - DEPOSITO – RESPONSABILITÀ DELL’ALBERGATORE PER LE COSE PORTATE IN ALBERGO AI SENSI DELL’ART. 1783 COD. CIV. - DETERMINAZIONE DEL “QUANTUM”

In tema di responsabilità per le cose portate in albergo, la Cassazione ha affermato che il cliente non ha l'obbligo di affidare gli oggetti di valore di sua proprietà in custodia all'albergatore, mancando una specifica previsione normativa in tale senso, e che, qualora non si avvalga di tale facoltà, il cliente corre solo il rischio di non poter ottenere, in caso di sottrazione, l'integrale risarcimento del danno, come disposto dall’art. 1783 cod. civ., a meno che non provi la colpa dell'albergatore o degli altri soggetti a lui legati da rapporto di parentela o collaborazione, ai sensi dell'art. 1785 bis cod. civ.. I giudici di legittimità hanno inoltre precisato che la determinazione del “quantum”, in caso di applicazione della norma di cui all’art. 1783 cod. civ., rientra nel potere discrezionale del giudice di merito, il quale é libero di determinare la somma da liquidare secondo il suo prudente apprezzamento entro il limite massimo fissato dall’ultimo comma dell’articolo da ultimo citato.

Testo Completo:
Sentenza n. 28812 del 5 dicembre 2008(Sezione Terza Civile, Presidente e Relatore C. Filadoro)

venerdì 12 dicembre 2008

REATO - PRESCRIZIONE - RINVIO DELL'UDIENZA DETERMINATO DA CONTEMPORANEO IMPEGNO PROFESSIONALE DEL DIFENSORE - SOSPENSIONE DELLA PRESCRIZIONE - DURATA

La Corte di Cassazione ha rilevato che la richiesta del difensore di rinvio dell’udienza per un contemporaneo diverso impegno professionale non costituisce espressione di una impossibilità assoluta a partecipare all’udienza, ma una scelta del difensore, per quanto legittima. Ne consegue che, in tale ipotesi, il corso della prescrizione resta sospeso per tutto il periodo del differimento, non applicandosi il limite massimo di sessanta giorni di cui all’art. 159 c.p..

Testo Completo:
Sentenza n. 44609 del 14 ottobre 2008 – depositata il 1° dicembre 2008
(Sezione Prima Penale, Presidente E. Fazzioli, Relatore U. Zampetti)

LAVORO PUBBLICO - ATTO REGIONALE DI NOMINA DEL DIRETTORE GENERALE DI AZIENDA SANITARIA LOCALE

L'esito negativo del controllo sull'atto regionale di nomina del direttore generale di azienda sanitaria locale determina l'inefficacia sia del provvedimento, sia del contratto eventualmente già stipulato, con la conseguente inconfigurabilità, in relazione alla mancata esecuzione del contratto, di inadempimento imputabile all'amministrazione.

Testo Completo:
Sentenza n. 28456 del 28 novembre 2008(Sezione Lavoro, Presidente M. De Luca, Relatore P. Picone)

SOCIETA' - DELIBERA ASSEMBLEARE DI S.R.L. ATTRIBUTIVA DI COMPENSO "SPROPORZIONATO" AGLI AMMINISTRATORI - ATTUAZIONE DI TRANSAZIONE FRA I SOCI

La delibera determinativa del compenso degli amministratori è annullabile, ai sensi dell’art.2373 cod. civ., quando essa persegue il soddisfacimento di interessi extrasociali, senza che risulti condizionante in sé – ai fini del conflitto di interessi ovvero anche dell’eccesso di potere – la decisività del voto da parte dell’amministratore che sia anche socio; così, l’attuazione con essa di una transazione – dunque di un patto parasociale - fra i soci, compresi gli impugnanti soci di minoranza, può rivelare la contrarietà all’interesse sociale del successivo voto, in termini di pregiudizio al patrimonio della società, ciò solo giustificando la legittimazione all’impugnazione dei soci dissenzienti in quanto tali.

Testo Completo:
Sentenza n. 28748 del 3 dicembre 2008(Sezione Prima Civile , Presidente U. Vitrone , Relatore R. Rordorf)

giovedì 11 dicembre 2008

MISURE CAUTELARI - PERSONALI - ORDINANZA DEL GIUDICE - INDAGATO ALLOGLOTTA

Con la decisione in esame la Corte - in una fattispecie nella quale il G.i.p. aveva provveduto alla traduzione “parziale” dell’ordinanza cautelare, ovvero nelle sole parti riguardanti un indagato alloglotta cui erano contestati reati in materia di stupefacenti commessi in concorso con altri soggetti – ha affermato che il diritto all’assistenza linguistica, previsto dall’art. 143 cod. proc. pen., richiede che l’ordinanza cautelare sia tradotta nelle parti che riguardano l’indagato alloglotta restando, invece, escluso che la traduzione debba riguardare quelle parti dell’ordinanza relative ad altri indagati.

Testo Completo:
Sentenza n. 45060 del 6 novembre 2008 - depositata il 4 dicembre 2008(Sezione Terza Penale, Presidente A. Grassi, Relatore P. Onorato)

RIFIUTI - SOTTOPRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE - "CAROGNE" - RILEVANZA DEL REG. (CE) N. 1774 DEL 2002 ALLA LUCE DELLE MODIFICHE DI CUI AL T.U. AMBIENTALE

Con la decisione in esame la Corte - adita in fase cautelare in una fattispecie nella quale era contestato agli indagati il reato associazione finalizzata al traffico illecito di ingenti quantitativi di rifiuti (art. 260, D.Lgs. n. 152 del 2006) costituiti da sottoprodotti di origine animale appartenenti a diverse categorie che, trattati per il recupero, venivano trasformati in farine animali per essere poi commercializzati –, dopo aver operato una puntuale ricognizione dell’evoluzione normativa nazionale e comunitaria in materia di sottoprodotti di origine animale, distinguendoli dalle “carogne”, ha affermato: a) che, anche dopo le modifiche di cui al D.Lgs. n. 4 del 2008, le carogne rientrano nella categoria dei rifiuti; b) che le stesse sono sottratte alla disciplina dei rifiuti soltanto se, ed in quanto, siano configurabili come sottoprodotti del processo di macellazione, destinati al riutilizzo senza trasformazioni preliminari e pregiudizio dell’ambiente; c) che le norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano (Regolamento CE 3 ottobre 2002, n. 1774) trovano applicazione anche per le carogne, se e in quanto queste ultime siano configurabili come sottoprodotti e non come rifiuti.

Testo Completo:
Sentenza n. 45057 del 4 ottobre 2008 - depositata il 4 dicembre 2008(Sezione Terza Penale, Presidente A. Grassi, Relatore P. Onorato)

REATI INFORMATICI – LEGGE N. 48 DEL 2008 - ISTITUZIONE DEL P.M. DISTRETTUALE - COMPETENZA DEL G.I.P. TERRITORIALE - RAGIONI

Prime applicazioni della recente legge n. 48 del 2008 (che ha recepito la Convenzione di Budapest del 2001 in tema di criminalità informatica), nell’ambito di un procedimento avente ad oggetto il reato di cui all’art. 640-ter, co. 2, c.p. (frode informatica). L’art. 11 della legge n. 48 del 2008 ha introdotto un nuovo comma 3-quinquies dell’art. 51 c.p.p., che prevede la competenza del P.M. distrettuale per i delitti, consumati o tentati, di cui agli artt. 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quater.1, 600-quinquies, 615-ter, 615-quater, 615-quinquies, 617-bis, 617-ter, 617-quater, 617-quinquies, 617-sexies, 635-bis, 635-ter, 635-quater, 640-ter e 640-quinquies c.p. Inizialmente non era stato adeguato il corrispondente art. 328 c.p.p., che disciplina le competenze del g.i.p. e del g.u.p. (di conseguenza attribuite irragionevolmente ai magistrati territoriali), ma la lacuna è stata colmata dall’art. 2, co. 1 0a), della l. n. 125 del 2008, che ha aggiunto all’art. 328 un nuovo comma 1-quater. Nel risolvere un conflitto di competenza tra il g.i.p. territoriale e quello distrettuale, sollevato prima dell’emissione dell’art. 2, co. 1 0a), della l. n. 125 del 2008, la S. C. ha osservato che l’art. 12-bis della stessa legge n. 125 del 2008 ha dettato una specifica disciplina transitoria, aggiungendo, all’art. 11 della l. n. 48 del 2008, un nuovo comma 1-bis, a norma del quale "le disposizioni di cui al comma 3-quinquies dell’art. 51 del c.p.p., introdotto dal comma 1 del presente articolo, si applicano solo ai procedimenti iscritti nel registro di cui all’art. 335 del c.p.p. successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge".Considerato che il procedimento de quo risultava iscritto prima del 5 aprile 2008, data di entrata in vigore della l. n. 48 del 2008, dovevano trovare applicazione gli ordinari criteri di competenza, e risultava, pertanto, radicata, in ragione del locus commissi delicti, la competenza del g.i.p. territoriale.

Testo Completo:
Sentenza n. 45078 del 30 ottobre 2008 - depositata il 4 dicembre 2008(Sezione Prima Penale, Presidente U. Giordano, Relatore U. Armano)

mercoledì 10 dicembre 2008

PROFESSIONI E PROFESSIONISTI – NOTAIO - CONCORRENZA SLEALE – RISARCIMENTO DANNI – LIQUIDAZIONE EQUITATIVA – ONERE PROBATORIO

La S.C. ha affermato che, in un comune ove sia prevista una sola sede notarile, la presenza costante di altro studio notarile é fatto idoneo a incidere negativamente sull’attività professionale e sui risultati economici del professionista, unico titolare della sede; ha, inoltre, precisato che in materia non é configurabile il danno “in re ipsa” e che, per la quantificazione del danno, ben può farsi ricorso alla liquidazione equitativa ex art. 1226 cod. civ., norma questa che non esonera il danneggiato dall’onere probatorio, gravandolo, anzi, dell’esigenza di offrire al giudice elementi idonei allo scopo.

Testo Completo:
Sentenza n. 28419 del 28 novembre 2008(Sezione Terza Civile, Presidente M. Varrone, Relatore M. Massera)

SOCIETA' - SOCIETÀ PER AZIONI - AMMINISTRATORI - DIRETTORE GENERALE - ESTENSIBILITA' DELLA RESPONSABILITA' PREVISTA PER GLI AMMINISTRATORI

All'interno della società per azioni, al direttore generale (nella specie di s.p.a. in liquidazione coatta amministrativa) può essere estesa la stessa disciplina prevista per la responsabilità degli amministratori qualora la sua nomina sia stata prevista nell'atto costitutivo oppure sia stata deliberata dall'assemblea o dal consiglio di amministrazione, entrando in questi casi la sua figura, in posizione apicale, a far parte della struttura tipica della società. Al di fuori di tali ipotesi non esiste alcuna previsione normativa che consenta di estendere al direttore generale il regime di responsabilità, di per sé già eccezionale e speciale, riguardante gli amministratori.

Testo Completo:
Sentenza n. 28819 del 5 dicembre 2008(Sezione Prima Civile, Presidente V. Proto, Relatore L. Panzani)

FALLIMENTO E PROCEDURE CONCORSUALI - ISTANZA DI FALLIMENTO PRESENTATA DA AVVOCATO PRIVO DI MANDATO - REVODA - RESPONSABILITA' AGGRAVATA DELL'ISTANTE

Costituisce causa di revoca del fallimento la sua apertura per effetto di istanza proposta da legali investiti di una procura limitata alla proposizione del ricorso per decreto ingiuntivo; la stessa revoca, inoltre, configura titolo per la responsabilità aggravata, ai sensi dell’art.96 cod. proc. civ., a carico di tali anomali istanti, eventualmente in concorso, come nella specie, con la società fallita che si sia resa irreperibile e non abbia partecipato all’istruttoria prefallimentare, evitando così di segnalare che il credito, nel frattempo, era stato estinto per pagamento.

Testo Completo:
Sentenza n. 28226 del 26 novembre 2008(Sezione Prima Civile, Presidente C. Carnevale, Relatore R. Rordorf)

giovedì 4 dicembre 2008

OBBLIGAZIONI - SOMMA DETERMINATA IN VALUTA ESTERA - SOPRAVVENUTA SVALUTAZIONE

La S.C. ha affermato che il debitore di somma determinata in valuta estera, se inadempiente, nel caso di sopravvenuta svalutazione della moneta italiana rispetto a quella estera, deve la differenza tra il cambio della data di scadenza e quello della data di pagamento, giacché, diversamente, trarrebbe ingiusta locupletazione dalla sua mora, ove pagasse in moneta legale al corso del cambio del giorno della scadenza, secondo la facoltà accordatagli dall'art. 1278 cod. civ..

Testo Completo:
Sentenza n. 28420 del 28 novembre 2008(Sezione Terza Civile, Presidente M. Varrone, Relatore M. Massera)

MISURE CAUTELARI PERSONALI - TERMINI DI DURATA MASSIMA DELLA CUSTODIA CAUTELARE

La Corte di Cassazione ha stabilito che la sospensione dei termini di durata massima della custodia cautelare durante il periodo di redazione della motivazione della sentenza ricomprende anche il periodo di proroga dei termini di redazione della motivazione, autorizzato con decreto del Presidente del Tribunale o della Corte di Appello, ai sensi dell’art. 154 comma 4-bis disp. att. c.p.p.

Testo Completo:
Sentenza n. 43813 dell'8 ottobre 2008 – depositata il 24 novembre 2008
(Sezione Prima Penale, Presidente G. Silvestri, Relatore M. Cassano)

mercoledì 3 dicembre 2008

CONTRATTI – DEPOSITO IN CASSETTE DI SICUREZZA - RESPONSABILITA' DELLA BANCA - LIMITI - PROVA DEI DANNI

In tema di responsabilità per danni relativi a beni depositati in cassette di sicurezza ed oggetto di furto, la Corte ha precisato che spetta al giudice ordinario accertare il contenuto specifico delle pattuizioni delle parti, con particolare riferimento all’esistenza della possibilità di scelta, in sede di conclusione del contratto, tra diverse formule contrattuali, nelle quali il canone dovuto dal cliente (e la correlativa responsabilità della banca) variano in funzione dei diversi livelli di copertura assicurativa associata alla cassetta di sicurezza, e che, in difetto di tali pattuizioni, la clausola limitativa di responsabilità della banca è nulla, in quanto avente la funzione di trasferire indebitamente sul cliente gli effetti della negligente custodia della cassetta di sicurezza. Ai fini della prova del danno, inoltre, la Corte, nel cassare la sentenza impugnata, ha ammesso la possibilità di ricorrere a presunzioni basate, oltre che sulla circostanziata denuncia del fatto e sulla prova della proprietà degli oggetti depositati, anche sulla compatibilità delle rivendicazioni con le condizioni economiche del danneggiato, con la frequenza e data del suo accesso alla cassetta, ed anche con il ricorso alla prova testimoniale di persone legate al danneggiato da vincoli familiari, aspetti questi idonei anche ad ammettere il giuramento suppletorio.

Testo Completo:
Sentenza n. 28067 del 25 novembre 2008(Sezione Terza Civile, Presidente M. Fantacchiotti, Relatore R. Lanzillo)

PROCESSO CIVILE – RAGIONEVOLE DURATA – ATTIVITA’ PROCESSUALI SUPERFLUE

Il rispetto del diritto fondamentale ad una ragionevole durata del processo impone al giudice di evitare e impedire comportamenti che siano di ostacolo ad una sollecita definizione dello stesso, tra i quali rientrano certamente quelli che si traducono in un inutile dispendio di attività processuali e formalità superflue perché non giustificate dal rispetto del principio del contraddittorio, da effettive garanzie di difesa e dal diritto alla partecipazione al processo in condizioni di parità, dei soggetti nella cui sfera giuridica l’atto finale è destinato ad esplicare i suoi effetti. In applicazione del suddetto principio, la S.C. - avendo valutato inammissibile il ricorso - ha ritenuto superflua la concessione di un termine per la notifica, omessa, del ricorso per cassazione alla parte totalmente vittoriosa in appello.

Testo Completo:
Sentenza n. 26373 del 3 novembre 2008(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore F. M. Fioretti)

lunedì 1 dicembre 2008

MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA - INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI - REGISTRAZIONE DI CONVERSAZIONE EFFETTUATA CON VIDEORIPRESA

In assenza di autorizzazione del giudice, sono inutilizzabili ex art. 191 c.p.p. le registrazioni di conversazioni effettuate con videoripresa da un soggetto extraneus, dotato di strumenti di captazione predisposti e fornitigli dalla polizia giudiziaria, realizzandosi in tal modo un surrettizio aggiramento delle regole che impongono il ricorso a strumenti tipici per comprimere il bene costituzionalmente protetto della segretezza delle comunicazioni.

Testo Completo:
Sentenza n. 44128 del 6 novembre 2008 – depositata il 26 novembre 2008
(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore F. Serpico)

MISURE CAUTELARI PERSONALI

DELLA MISURALa Corte di Cassazione ha affermato che l’ordinanza di custodia cautelare emessa contestualmente alla sentenza di condanna dal giudice di secondo grado, sulla base di un erroneo richiamo all’art. 307 c.p.p. (in un caso in cui l’imputato era stato scarcerato per ritenuta insussistenza delle esigenze cautelari e non per decorrenza dei termini), dev’essere considerata come un nuovo provvedimento cautelare ai sensi dell’art. 275 comma 1-bis c.p.p., soggetto come tale al riesame. Sicché, se il Tribunale abbia qualificato come riesame l’appello proposto dal difensore avverso la predetta ordinanza, la diversa qualificazione giuridica dell'impugnazione non determina la perdita di efficacia della misura coercitiva per effetto dell'inutile decorso del termine di dieci giorni dalla ricezione degli atti per la decisione ex art. 309 comma 9 c.p.p..

Testo Completo:
Sentenza n. 43814 dell’8 ottobre 2008 – depositata il 24 novembre 2008 (Sezione Prima Penale, Presidente G. Silvestri, Relatore M. Cassano)

RESPONSABILITÀ CIVILE – SINISTRO STRADALE CAGIONATO DA FAUNA SELVATICA

In tema di responsabilità extracontrattuale, in fattispecie relativa ad un sinistro stradale verificatosi per l’entrata di un volatile nell’abitacolo di un veicolo in corsa, la S.C. ha escluso la responsabilità della Regione, ex art. 2043 cod. civ., per mancata adozione delle cautele necessarie per la salvaguardia degli utenti delle strade, non essendo stato assolto l’onere probatorio in ordine all’abituale frequentazione, del luogo del sinistro, da parte di animali selvatici ovvero sulla verificazione di incidenti similari, tali da allertare l’autorità preposta ed imporre l’apposizione di cartelli segnaletici.

Testo Completo:
Sentenza n. 27673 del 21 novembre 2008
(Sezione Terza Civile, Presidente M. Varrone, Relatore C. Filadoro)


AVVOCATO E PROCURATORE - ALBO - PRATICANTI PROCURATORI - INCOMPATIBILITA' DI CUI ALL'ART. 3 DEL R.D.L. 1578/1933

Le S.U. della Suprema Corte, in un caso che riguardava la cancellazione dal registro di un praticante Carabiniere, hanno escluso che le incompatibilità di cui all’art. 3 del R.D.L. 1578/1933 si applichino anche ai praticanti avvocati non ammesso al patrocinio, che possono di conseguenza essere iscritti nell’apposito registro, anche se legati da un rapporto di lavoro con soggetti pubblici o privati.

Testo Completo:
Sentenza n. 28170 del 26 novembre 2008
(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore F. Tirelli)


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