domenica 19 gennaio 2014

COMUNIONE E CONDOMINIO - REGOLAMENTO DI CONDOMINIO - INFRAZIONI - SANZIONE NON PECUNIARIA - PREVISIONE - NULLITA'

COMUNIONE E CONDOMINIO - REGOLAMENTO DI CONDOMINIO - INFRAZIONI - SANZIONE NON PECUNIARIA - PREVISIONE - NULLITA'
Per il generale divieto di autotutela nei rapporti privati, è nulla la clausola del regolamento di condominio che, superando l’eccezionale autorizzazione di cui all’art. 70 disp. att. cod. civ., preveda, per le infrazioni dei condomini (nella specie, parcheggio irregolare in area comune), sanzioni diverse da quella pecuniaria (nella specie, rimozione dell’autovettura).
 
Testo Completo:Sentenza n. 820 del 16 gennaio 2014
(Sezione Seconda Civile, Presidente R. M. Triola, Estensore G. A. Bursese)

DIFESA E DIFENSORI - IN GENERE - ASTENSIONE DALLE UDIENZE CAMERALI - GIUDIZIO DI APPELLO CONSEGUENTE AD ABBREVIATO - LEGITTIMO IMPEDIMENTO - ESCLUSIONE - ESERCIZIO DI UN DIRITTO DI LIBERTA' - DIRITTO AL RINVIO

DIFESA E DIFENSORI - IN GENERE - ASTENSIONE DALLE UDIENZE CAMERALI - GIUDIZIO DI APPELLO CONSEGUENTE AD ABBREVIATO - LEGITTIMO IMPEDIMENTO - ESCLUSIONE - ESERCIZIO DI UN DIRITTO DI LIBERTA' - DIRITTO AL RINVIO
Con sentenza depositata il 17 gennaio 2014 la Sesta sezione della Corte di cassazione ha affermato che l’astensione del difensore dalle udienze non può essere ricondotta all’interno dell’istituto del legittimo impedimento, giacché costituisce espressione dell’esercizio di un diritto di libertà, il quale, se posto in essere nel rispetto e nei limiti indicati dalla legge e dal codice di autoregolamentazione, impone il rinvio anche delle udienze camerali nel giudizio di appello a seguito di abbreviato.
 
Testo Completo:Sentenza n. 1826 del 24 ottobre - depositata il 17 gennaio 2014(Sesta Sezione Penale, Presidente L. Lanza, Relatore G. Fidelbo)

EQUA RIPARAZIONE - NON RAGIONEVOLE DURATA DEL PROCESSO - PROCESSO CIVILE PRESUPPOSTO - CONTUMACIA DELLA PARTE - SPETTANZA

EQUA RIPARAZIONE - NON RAGIONEVOLE DURATA DEL PROCESSO - PROCESSO CIVILE PRESUPPOSTO - CONTUMACIA DELLA PARTE - SPETTANZA
Le Sezioni unite – a composizione di un contrasto - hanno enunciato il principio secondo il quale la contumacia della parte non preclude il riconoscimento del diritto all’equa riparazione per irragionevole durata del processo.
 
Testo Completo:

OCCUPAZIONE ACQUISITIVA – ACQUISIZIONE SANANTE EX ART. 42 BIS DEL D.P.R. N. 237 DEL 2001 – QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE.

OCCUPAZIONE ACQUISITIVA – ACQUISIZIONE SANANTE EX ART. 42 BIS DEL D.P.R. N. 237 DEL 2001 – QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE.
Le Sezioni unite – sollevando la relativa questione innanzi alla Corte costituzionale - hanno dichiarato rilevante e non manifestamente infondata la questione di costituzionalità dell’art. 42 bis del T.U. approvato con d.P.R. n. 327 del 2001 (introdotto dall’art. 34 del d.l. n. 98 del 2011, convertito nella legge n. 111 del 2011), che, in tema di occupazione acquisitiva, ha introdotto una ipotesi di acquisizione sanante, perché irragionevole, lesiva dei principi di uguaglianza, di difesa, dei principi a tutela e garanzia della proprietà privata e di legalità dell’azione amministrativa, nonché per contrasto con l’art. 117 Cost. in relazione all’art. 6 e all’art. 1 del I prot. add. CEDU e con il principio del giusto processo.
 
Testo Completo:

TRIBUTI - NUOVI INVESTIMENTI IN AREE SVANTAGGIATE EX ART. 8 DELLA L. N. 388 DEL 2000 -

TRIBUTI - NUOVI INVESTIMENTI IN AREE SVANTAGGIATE EX ART. 8 DELLA L. N. 388 DEL 2000 -
CREDITO DI IMPOSTA - CUMULABILITA' CON ALTRI BENEFICI AFFERENTI I MEDESIMI BENI CHE FRUISCONO DI QUEL CREDITO - AMMISSIBILITA' - ESCLUSIONE - REGOLA "DE MINIMIS" - INAPPLICABILITA'
In tema di nuovi investimenti in aree svantaggiate ex art. 8 della legge 23 dicembre 2000, la Suprema Corte ha stabilito che il credito di imposta ivi disciplinato non è cumulabile con altri benefici afferenti i medesimi beni che fruiscono di detto credito, escludendo, altresì, l’applicabilità, in tal caso, della regola “de minimis”.
 
Testo Completo:Sentenza 9 gennaio 2014, n. 200
(Sezione Quinta Civile - Tributaria, Presidente A. Cappabianca, Estensore R. Crucitti)

ESECUZIONE FORZATA - PIGNORAMENTI RIUNITI E INTERVENTI TITOLARI - CADUCAZIONE DEL TITOLO DEL CREDITORE PROCEDENTE - SORTE DEL PROCESSO ESECUTIVO

ESECUZIONE FORZATA - PIGNORAMENTI RIUNITI E INTERVENTI TITOLARI - CADUCAZIONE DEL TITOLO DEL CREDITORE PROCEDENTE - SORTE DEL PROCESSO ESECUTIVO
Le Sezioni unite, a composizione di un contrasto, hanno enunciato il principio secondo il quale nel processo di esecuzione forzata, a cui partecipino più creditori concorrenti, le vicende relative al titolo esecutivo del creditore procedente (sospensione, sopravvenuta inefficacia, caducazione, estinzione) non possono ostacolare la prosecuzione dell’esecuzione sull’impulso del creditore intervenuto il cui titolo abbia conservato forza esecutiva, salvo che il difetto del titolo posto a fondamento dell’azione esecutiva del creditore procedente sia originario.
 
Testo Completo:Sentenza n. 61 del 7 gennaio 2014(Sezioni Unite Civili, Presidente L. A. Rovelli, Relatore A. Spirito)

FALLIMENTO - REQUISITI DI NON FALLIBILITA' - RICAVI LORDI EX ART. 1, COMMA 2, LETT. B), LEGGE FALL. - NOZIONE - RICOMPRENSIONE DELLE RIMANENSE - ESCLUSIONE

FALLIMENTO - REQUISITI DI NON FALLIBILITA' - RICAVI LORDI EX ART. 1, COMMA 2, LETT. B), LEGGE FALL. - NOZIONE - RICOMPRENSIONE DELLE RIMANENSE - ESCLUSIONE
Nella nozione “ricavi lordi”, indicata dall’art. 1, secondo comma, lett. b), legge fall., quale limite alla fallibilità dell’imprenditore, i quali non devono superare l’importo di euro duecentomila annui nei tre esercizi precedenti al deposito dell’istanza di fallimento, vanno ricomprese le voci di cui all’art. 2425, lettera A, nn. 1 e 5 cod. civ., mentre devono esserne escluse le voci di cui ai nn. da 2 a 4, ed in particolare le variazioni delle rimanenze.
 
Testo Completo:Sentenza 27 dicembre 2013, n. 28667
(Sezione Prima Civile, Presidente R. Rordorf, Relatore R.M. Di Virgilio)

SOCIETA' - COOPERATIVA EDILIZIA - SOCIO PRENOTATARIO IMMESSO IN GODIMENTO DEL BENE - DANNI ALL'ABITAZIONE - DIRITTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO A CARICO DELLA SOCIETA' - SUSSISTENZA

SOCIETA' - COOPERATIVA EDILIZIA - SOCIO PRENOTATARIO IMMESSO IN GODIMENTO DEL BENE - DANNI ALL'ABITAZIONE - DIRITTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO A CARICO DELLA SOCIETA' - SUSSISTENZA
La Corte ha chiarito che il socio prenotatario dell’alloggio immesso in possesso dell’immobile, in quanto titolare di un diritto personale di godimento su porzione del suddetto fabbricato, in caso di difetti e manchevolezze dell’immobile può domandare nei confronti della società, in base al rapporto organico che la lega agli amministratori rimasti inerti nel pretendere l’esatta esecuzione del contratto da parte dell’appaltatore, il risarcimento del danno subito dal suo patrimonio per la lesione di quel diritto di godimento.
 
Testo Completo:Sentenza 31 dicembre 2013, n. 28808
(Sezione Prima Civile, Presidente R. Rordorf, Relatore A. Ceccherini)

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