venerdì 29 novembre 2013

GIURISDIZIONE - SOCIETA' IN HOUSE - NOZIONE - AZIONE DI RESPONSABILITA' DEGLI ORGANI PER I DANNI AL PATRIMONIO DELLA SOCIETA' - CORTE DEI CONTI - GIURISDIZIONE - SUSSISTENZA

GIURISDIZIONE - SOCIETA' IN HOUSE - NOZIONE - AZIONE DI RESPONSABILITA' DEGLI ORGANI PER I DANNI AL PATRIMONIO DELLA SOCIETA' - CORTE DEI CONTI - GIURISDIZIONE - SUSSISTENZA
Le Sezioni Unite hanno enunciato il seguente principio di diritto: “La Corte dei conti ha giurisdizione sull'azione di responsabilità esercitata dalla Procura della Repubblica presso detta corte quando tale azione sia diretta a far valere la responsabilità degli organi sociali per danni da essi cagionati al patrimonio di una società in house, per tale dovendosi intendere quella costituita da uno o più enti pubblici per l'esercizio di pubblici servizi, di cui esclusivamente tali enti possano esser soci, che statutariamente esplichi la propria attività prevalente in favore degli enti partecipanti e la cui gestione sia per statuto assoggettata a forme di controllo analoghe a quello esercitato dagli enti pubblici sui propri uffici”.
 
Testo Completo:Sentenza n. 26283 del 25 novembre 2013
(Sezioni Unite Civili, Presidente L. A. Rovelli, Relatore R. Rordorf)

DISCIPLINARE MAGISTRATI - PROCEDIMENTO A CARICO DI MAGISTRATO MILITARE - COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO DELLA MAGISTRATURA MILITARE

DISCIPLINARE MAGISTRATI - PROCEDIMENTO A CARICO DI MAGISTRATO MILITARE - COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO DELLA MAGISTRATURA MILITARE
MANCATA PREVALENZA DEI COMPONENTI TOGATI "ELETTIVI" - DEDOTTA VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 3, 104, 108 E 117, PRIMO COMMA, COST. - MANIFESTA INFONDATEZZA
Le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione hanno ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale – sollevata in riferimento agli artt. 3, 104, 108 e 117, primo comma, Cost. – dell’art. 60 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, nella parte in cui non prevede che i componenti elettivi del Consiglio della Magistratura Militare siano in numero tale da costituire la maggioranza di tale organo, rilevando che la Costituzione non impone che le garanzie di indipendenza da assicurare ai giudici delle giurisdizioni speciali siano identiche o corrispondenti a quelle stabilite per i magistrati ordinari, quanto alla composizione dei rispettivi organi di garanzia e, in particolare, relativamente al rapporto tra il numero dei membri togati elettivi e quello degli altri componenti.
 
Testo Completo:Sentenza n. 26033 del 20 novembre 2013
(Sezioni Unte Civili, Presidente L. A. Rovelli, Relatore E. Bucciante)

RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITA’ STRANIERE – SENTENZE PENALI ITALIANE – ESECUZIONE ALL’ESTERO – CONSENSO DEL CONDANNATO – REVOCABILITA’ – ANCHE DOPO LA PRONUNCIA DELLA CORTE DI APPELLO – CONDIZIONI – FATTISPECIE

RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITA’ STRANIERE – SENTENZE PENALI ITALIANE – ESECUZIONE ALL’ESTERO – CONSENSO DEL CONDANNATO – REVOCABILITA’ – ANCHE DOPO LA PRONUNCIA DELLA CORTE DI APPELLO – CONDIZIONI – FATTISPECIE
La Corte ha affermato che, in tema di esecuzione all’estero di una sentenza penale italiana di condanna a pena detentiva, il condannato può revocare il consenso al trasferimento anche dopo la deliberazione della Corte d’appello quando le circostanze di fatto rilevanti ai fini delle sue determinazioni si siano successivamente modificate. (Fattispecie in cui erano sopravvenuti provvedimenti giudiziari di rideterminazione della data di fine-pena implicanti un ravvicinatissimo tempo di cessazione del trattamento sanzionatorio).
 
Testo Completo:Sentenza n. 46205 del 15 ottobre 2013, depositata il 18 novembre 2013(Sezione Sesta Penale, Presidente N. Milo, Relatore G. Conti)

ESTRADIZIONE – ESTRADIZIONE PER L’ESTERO – CONDIZIONI OSTATIVE – PERICOLO PER L’INCOLUMITA’ DELL’ESTRADANDO – SCELTA DI FATTO DELLO STATO RICHIEDENTE – NOZIONE

ESTRADIZIONE – ESTRADIZIONE PER L’ESTERO – CONDIZIONI OSTATIVE – PERICOLO PER L’INCOLUMITA’ DELL’ESTRADANDO – SCELTA DI FATTO DELLO STATO RICHIEDENTE – NOZIONE
La Corte ha affermato che, ai fini dell’estradizione per l’estero, la “scelta di fatto” dello Stato richiedente, da cui deriva il pericolo per l’estradando di patire la violazione dei diritti fondamentali della persona e che impone al giudice italiano di pronunciarsi negativamente sull’istanza, può consistere anche nel contegno delle Autorità di non approntare misure idonee ad assicurare ai detenuti le condizione necessarie a salvaguardare le minime esigenze di rispetto della dignità umana pur conoscendo ufficialmente lo stato di degrado in cui versano le strutture carcerarie.
 
Testo Completo:Sentenza n. 46212 del 15 ottobre 2013, depositata il 18 novembre 2013
 

(Sezione Sesta Penale, Presidente N. Milo, Relatore G. Conti)


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PROCESSO CIVILE - PROCEDIMENTO DI OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO - RIDUZIONE DEL TERMINE DI COSTITUZIONE EX ART. 645, SECONDO COMMA, COD. PROC. CIV. - APPLICABILITA' IN GRADO DI APPELLO - SUSSISTENZA

PROCESSO CIVILE - PROCEDIMENTO DI OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO - RIDUZIONE DEL TERMINE DI COSTITUZIONE EX ART. 645, SECONDO COMMA, COD. PROC. CIV. - APPLICABILITA' IN GRADO DI APPELLO - SUSSISTENZA
La Seconda Sezione Civile ha affermato che, nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo, la riduzione del termine di costituzione, agli effetti dell’art. 645, secondo comma, cod. proc. civ., si applica anche in grado di appello.
 
Testo Completo:Sentenza n. 26252 del 22 novembre 2013
(Sezione Seconda Civile, Presidente L. Piccialli, Relatore G.A.Bursese)


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PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE CIVILE - DEPOSITO DELLA SENTENZA - DATE DIVERSE DI DEPOSITO E DI PUBBLICAZIONE - RILEVANZA DELLA PRIMA - QUESTIONE DI LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE - NON MANIFESTA INFONDATEZZA

PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE CIVILE - DEPOSITO DELLA SENTENZA - DATE DIVERSE DI DEPOSITO E DI PUBBLICAZIONE - RILEVANZA DELLA PRIMA - QUESTIONE DI LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE - NON MANIFESTA INFONDATEZZA
La Seconda Sezione Civile ha ravvisato la non manifesta infondatezza, con riferimento agli artt. 3, secondo comma, e 24, primo e secondo comma, Cost., della questione di legittimità costituzionale relativa al combinato disposto degli artt. 133, primo e secondo comma, e 327, primo comma, cod. proc. civ., nella parte in cui si ritiene, secondo il diritto vivente, che, ove sulla sentenza impugnata siano state apposte due date, una precedente di deposito e l'altra successiva di pubblicazione, tutti gli effetti giuridici decorrono già dalla prima di esse.
 
Testo Completo:Ordinanza interlocutoria n. 26251 del 22 novembre 2013
(Sezione Seconda Civile, Presidente R. M. Triola, Relatore V. Mazzacane, Estensore A. Carrato)


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PROVA TESTIMONIALE - INDICAZIONE SPECIFICA DELLE PERSONE DA INTERROGARE - NECESSITA' - LIMITI

PROVA TESTIMONIALE - INDICAZIONE SPECIFICA DELLE PERSONE DA INTERROGARE - NECESSITA' - LIMITI
La Seconda Sezione Civile ha affermato che la prova per testimoni deve essere dedotta indicando in maniera determinata, o comunque determinabile, gli elementi identificativi del teste da interrogare, potendosi, tuttavia, ravvisare un pregiudizio alla difesa ed al contraddittorio soltanto allorché la designazione incompleta di tali elementi abbia provocato in concreto l’assunzione di un soggetto realmente diverso da quello previamente individuato.
 
Testo Completo:Sentenza n. 26058 del 20 novembre 2013
(Sezione Seconda Civile, Presidente U. Goldoni, Relatore F. Manna)


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AVVISO DI ACCERTAMENTO – RICHIESTA AL CONTRIBUENTE DI CHIARIMENTI – MANCATO RISPETTO DEL TERMINE DI 60 GIORNI – NULLITÀ - OPERAZIONI ELUSIVE – ABUSO DEL DIRITTO – PREVALENZA – OMESSA PREVISIONE - QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE.

AVVISO DI ACCERTAMENTO – RICHIESTA AL CONTRIBUENTE DI CHIARIMENTI – MANCATO RISPETTO DEL TERMINE DI 60 GIORNI – NULLITÀ - OPERAZIONI ELUSIVE – ABUSO DEL DIRITTO – PREVALENZA – OMESSA PREVISIONE - QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE.
La Sezione Tributaria ha sollevato d’ufficio la questione di legittimità costituzionalità, rispetto agli artt. 3 e 53 Cost., dell’art. 37-bis, comma 4, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, ove tale norma, prevedendo la nullità dell’avviso di accertamento non preceduto, almeno 60 giorni prima, dalla richiesta di chiarimenti con lettera raccomandata al contribuente, non possa essere intesa come irrilevante, per tale comminatoria, a fronte di operazioni elusive compiute essenzialmente per il conseguimento di un vantaggio fiscale, secondo il prevalente criterio dell’abuso del diritto.
 
Testo Completo:

ESTINZIONE PER CONDONO – DECRETO PRESIDENZIALE EX ART. 391 COD. PROC. CIV. – OMESSA RICHIESTA DI FISSAZIONE DELL’UDIENZA NEI DIECI GIORNI DALLA COMUNICAZIONE – NATURA DI TITOLO ESECUTIVO DEL DECRETO E DEL TERMINE – PORTATA - CONTRASTO DI GIURISPRUDENZA.

ESTINZIONE PER CONDONO – DECRETO PRESIDENZIALE EX ART. 391 COD. PROC. CIV. – OMESSA RICHIESTA DI FISSAZIONE DELL’UDIENZA NEI DIECI GIORNI DALLA COMUNICAZIONE – NATURA DI TITOLO ESECUTIVO DEL DECRETO E DEL TERMINE – PORTATA - CONTRASTO DI GIURISPRUDENZA.
La Sezione Tributaria, con l’ordinanza in epigrafe, ha rimesso al Primo Presidente la questione dell’interpretazione dell’art. 391 cod.proc.civ., nella parte in cui prevede che il decreto presidenziale di estinzione del processo (nella specie, per condono ai sensi dell’art. 16, comma 8, della legge 27 dicembre 2002, n. 289) ha efficacia di titolo esecutivo allorché nessuna delle parti chieda la fissazione dell’udienza nei dieci giorni dalla comunicazione, rinvenendo un contrasto di giurisprudenza in ordine alla latitudine della disposizione ed alla natura perentoria del termine, riferiti per un indirizzo solo alla parte del provvedimento contenente eventuale condanna alle spese.
 
Testo Completo:

venerdì 15 novembre 2013

COMUNIONE E CONDOMINIO - CONDOMINIO - AZIONE DI RIVENDICAZIONE PROPOSTA DEL SINGOLO CONDOMINO A TUTELA DEL BENE COMUNE - LITISCONSORZIO NECESSARIO DI TUTTI I CONDOMINI - INSUSSISTENZA - LIMITI

COMUNIONE E CONDOMINIO - CONDOMINIO - AZIONE DI RIVENDICAZIONE PROPOSTA DEL SINGOLO CONDOMINO A TUTELA DEL BENE COMUNE - LITISCONSORZIO NECESSARIO DI TUTTI I CONDOMINI - INSUSSISTENZA - LIMITI
A composizione di contrasto, le Sezioni Unite hanno enunciato il principio per cui le azioni a tutela della proprietà e del godimento della cosa comune possono essere promosse anche soltanto da uno dei comproprietari, senza che si renda necessaria l’integrazione del contraddittorio nei confronti degli altri condomini, quando l’attore non chieda che sia accertata con efficacia di giudicato la posizione degli altri comproprietari e il convenuto in revindica opponga un diniego volto soltanto a resistere alla domanda, senza svolgere domanda riconvenzionale e, quindi, senza mettere in discussione, con finalità di ampliare il tema del decidere e di ottenere una pronuncia avente efficacia di giudicato, la comproprietà degli altri soggetti.
 
Testo Completo:Sentenza n. 25454 del 13 novembre 2013
(Sezioni Unite Civili, Presidente L.A. Rovelli, Relatore  P. D’Ascola)

giovedì 14 novembre 2013

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITA' - DECRETO DI ESPROPRIAZIONE - AUTOMATICA PERDITA DELL'ANIMUS POSSIDENDI DA PARTE DEL PRECEDENTE PROPRIETARIO - ESCLUSIONE - CONSEGUENZE

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITA' - DECRETO DI ESPROPRIAZIONE - AUTOMATICA PERDITA DELL'ANIMUS POSSIDENDI DA PARTE DEL PRECEDENTE PROPRIETARIO - ESCLUSIONE - CONSEGUENZE
La Seconda Sezione Civile ha affermato che il decreto di espropriazione non comporta, di per sé, la perdita dell’animus possidendi sul bene da parte del precedente proprietario, il quale, pertanto, potrà legittimamente invocare il compimento in suo favore dell’usucapione, qualora l’espropriante non abbia poi proceduto all’immissione in possesso, né attuato il previsto intervento urbanistico.
 
Testo Completo:Sentenza del 14 novembre 2013 n. 25594(Sezione Seconda Civile, Presidente M. Oddo, Relatore A. Carrato)

giovedì 7 novembre 2013

REATI CONTRO LA P.A. – TURBATA LIBERTA’ DEL PROCEDIMENTO DI SCELTA DEL CONTRAENTE – EVENTO – PERICOLO PER LA CORRETTEZZA DELLA PROCEDURA DI PREDISPOSIZIONE DEL BANDO – FATTISPECIE

REATI CONTRO LA P.A. – TURBATA LIBERTA’ DEL PROCEDIMENTO DI SCELTA DEL CONTRAENTE – EVENTO – PERICOLO PER LA CORRETTEZZA DELLA PROCEDURA DI PREDISPOSIZIONE DEL BANDO – FATTISPECIE
La Corte ha affermato che, ai fini dell’integrazione del delitto di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, previsto dall’art. 353 bis cod. pen., è sufficiente che sia posta concretamente in pericolo la correttezza della procedura di predisposizione del bando, mentre non è necessario che il contenuto di questo sia modificato in modo tale da condizionare la scelta del contraente. (Fattispecie in cui un Sindaco aveva ordinato senza successo al funzionario competente di predisporre un bando di gara conforme ad una bozza frutto di collusioni con un imprenditore).
 
Testo Completo:Sentenza n. 44896 del 22 ottobre 2013 - depositata il 7 novembre 2013(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore T. Garribba)

DIRITTO ALLA RISERVATEZZA - DIRITTO ALL'OBLIO DI COMPONENTE DI BANDA TERRORISTICA - LIMITI

DIRITTO ALLA RISERVATEZZA - DIRITTO ALL'OBLIO DI COMPONENTE DI BANDA TERRORISTICA - LIMITI
In tema di diffamazione a mezzo stampa, il diritto del soggetto a pretendere che proprie, passate vicende personali siano pubblicamente dimenticate (nella specie, c.d. diritto all’oblio in relazione ad un’antica militanza in bande terroristiche) trova limite nel diritto di cronaca solo quando sussista un interesse effettivo ed attuale alla loro diffusione, nel senso che quanto recentemente accaduto (nella specie, il ritrovamento di un arsenale di armi nella zona di residenza dell’ex terrorista) trovi diretto collegamento con quelle vicende stesse e ne rinnovi l’attualità, in caso diverso risolvendosi il pubblico ed improprio collegamento tra le due informazioni in un’illecita lesione del diritto alla riservatezza.
 
Testo Completo:Sentenza 26 giugno 2013, n. 16111
(Terza Sezione Civile, Presidente A. Spirito, Relatore F.M. Cirillo)

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