domenica 30 giugno 2013

TRIBUNALE PER I MINORENNI – DEFINIZIONE ANTICIPATA EDL PROCEDIMENTO – SOSPENSIONE DEL PROCESSO E MESSA ALLA PROVA – IN GENERE – SENTENZA DI NON LUOGO A PROCEDERE ALL'ESITO DELLA MESSA IN PROVA – CENSURE PROPONIBILI IN SEDE DI LEGITTIMITA' – INDICAZIONE.

TRIBUNALE PER I MINORENNI – DEFINIZIONE ANTICIPATA EDL PROCEDIMENTO – SOSPENSIONE DEL PROCESSO E MESSA ALLA PROVA – IN GENERE – SENTENZA DI NON LUOGO A PROCEDERE ALL'ESITO DELLA MESSA IN PROVA – CENSURE PROPONIBILI IN SEDE DI LEGITTIMITA' – INDICAZIONE.
In tema di procedimento minorile, la sentenza con cui il gup pronunci nei confronti del minore, sentenza di non luogo a procedere perché estinti i reati per esito positivo della messa in prova, non può essere censurata in sede di legittimità per difetto di motivazione in ordine alla dimensione dei fatti, alla penale rimproverabilità, alla prognosi effettuata, trattandosi di elementi apprezzabili antecedentemente in ordine alla sospensione del processo per l’esperimento della messa alla prova e che, pertanto, possono costituire oggetto di censura in sede di impugnazione della relativa ordinanza di sospensione. La motivazione della sentenza di non luogo a procedere, ex art. 29 d.P.R. n. 448 del 1988 concerne, invece, il positivo giudizio in ordine all’accertamento dell’andamento ed al risultato della messa in prova risultante dal procedimento di osservazione, di trattamento e di sostegno, ed è detto giudizio che può costituire oggetto di specifica censura.
 
Testo Completo:Sentenza n. 23355 del 12 aprile 2013 - depositata il 30 maggio 2013
(Sezione Quarta Penale, Presidente

RETTIFICAZIONE DI SESSO – AUTOMATICO SCIOGLIMENTO O CESSAZIONE DEGLI EFFETTI CIVILI DEL MATRIMONIO – QUESTIONE NON MANIFESTAMENTE INFONDATA DI COSTITUZIONALITÀ.

RETTIFICAZIONE DI SESSO – AUTOMATICO SCIOGLIMENTO O CESSAZIONE DEGLI EFFETTI CIVILI DEL MATRIMONIO – QUESTIONE NON MANIFESTAMENTE INFONDATA DI COSTITUZIONALITÀ.
La prima sezione civile ha dichiarato rilevante e non manifestamente infondata la questione di costituzionalità dell’art. 4 della l. n. 164 del 1982, nella formulazione anteriore all’abrogazione intervenuta per effetto dell’art. 36 del d.lgs. n. 150 del 2011, perché lesivo degli artt. 2 e 29 Cost., e, in qualità di norme interposte ai sensi dell’art. 10, primo comma, e 117 Cost, degli artt. 8 e 12 della CEDU, nella parte in cui dispone che la sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso provoca l’automatico scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio senza la necessità di una domanda e di una pronuncia giudiziale, nonché per la violazione dell’art. 3 Cost. sotto il profilo dell’ingiustificata disparità di regime giuridico tra tale ipotesi di scioglimento automatico e le altre ipotesi indicate nell’art. 3, n. 1, lettere a, b, c) e n. 2, lett. d) della l. n. 898 del 1970 e successive modificazioni. La questione di costituzionalità è stata dichiarata rilevante e non manifestamente infondata anche con riguardo agli artt. 2 e 4 della l. n. 164 del 1982, perché lesivi dell’art. 24 Cost., nella parte in cui prevedono la notificazione del ricorso per rettificazione di attribuzione di sesso all’altro coniuge, senza riconoscere né a quest’ultimo, né al coniuge che ha ottenuto la rettificazione di attribuzione di sesso, il diritto di opporsi allo scioglimento del vincolo coniugale nel giudizio in questione o di esercitare il medesimo potere in altro giudizio.
 
Testo Completo:

ART. 96 COD. PROC. CIV. – GIUDICE TRIBUTARIO – GIURISDIZIONE – SUSSISTENZA.

ART. 96 COD. PROC. CIV. – GIUDICE TRIBUTARIO – GIURISDIZIONE – SUSSISTENZA.
Le Sezioni Unite hanno affermato che il giudice tributario è competente a decidere la domanda risarcitoria proposta dal contribuente a titolo di responsabilità processuale aggravata, di cui all’art. 96 cod. proc. civ., ed altresì, che la condanna alla corresponsione della somma può riguardare anche il danno derivante dall’esercizio, da parte dell’Amministrazione finanziaria, di una pretesa impositiva “temeraria”, in quanto derivata da mala fede o colpa grave, con conseguente necessità, da parte del contribuente, di adire il giudice tributario.
 
Testo Completo:

(Sezione Unite Civili, Presidente R. Preden, Relatore B. Virgilio)

PENA – SOSPENSIONE CONDIZIONALE – CONCESSIONE DEL BENEFICIO NON SUBORDINATA ALL’ADEMPIMENTO DELL’OBBLIGO DI RISARCIMENTO DEL DANNO – IMPUGNAZIONE DELLA PARTE CIVILE – LEGITTIMAZIONE – SUSSISTENZA.

PENA – SOSPENSIONE CONDIZIONALE – CONCESSIONE DEL BENEFICIO NON SUBORDINATA ALL’ADEMPIMENTO DELL’OBBLIGO DI RISARCIMENTO DEL DANNO – IMPUGNAZIONE DELLA PARTE CIVILE – LEGITTIMAZIONE – SUSSISTENZA.
La Corte ha affermato che la parte civile è legittimata a proporre impugnazione avverso la sentenza di condanna nella parte in cui questa non abbia subordinato la concessione della sospensione condizionale della pena al pagamento della somma liquidata a titolo di risarcimento dei danni.
 
Testo Completo:
 
(Sezione Seconda Penale, Presidente M. Casucci, Relatore F.Fiandanese)

sabato 29 giugno 2013

USI CIVICI - COMMISSARIO REGIONALE PER GLI USI CIVICI – POTERE DI INIZIATIVA OFFICIOSA – QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE – NON MANIFESTA INFONDATEZZA

USI CIVICI - COMMISSARIO REGIONALE PER GLI USI CIVICI – POTERE DI INIZIATIVA OFFICIOSA – QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE – NON MANIFESTA INFONDATEZZA
La Seconda Sezione Civile, giudicandola rilevante e non manifestamente infondata, ha sollevato, con riferimento agli artt. 24 e 111 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 29 della legge n. 1766 del 1927, nella parte in cui consente al Commissario regionale per gli usi civici di iniziare d’ufficio i procedimenti giudiziari che egli stesso dovrà decidere, in violazione del principio di terzietà ed imparzialità del giudice.
 
Testo Completo:Ordinanza interlocutoria n. 14903 del 13 giugno 2013
(Sezione Seconda Civile, Presidente R. M. Triola, Relatore G. A. Bursese)

venerdì 28 giugno 2013

GIURISDIZIONE - GIURISDIZIONE SULLO STRANIERO - QUESTIONI INTERPRETATIVE DEGLI ART. 5, 6 E 23 REG. CE N. 44 DEL 2001 - RIMESSIONE PREGIUDIZIALE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EX ART. 267 TFUE

GIURISDIZIONE - GIURISDIZIONE SULLO STRANIERO - QUESTIONI INTERPRETATIVE DEGLI ART. 5, 6 E 23 REG. CE N. 44 DEL 2001 - RIMESSIONE PREGIUDIZIALE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EX ART. 267 TFUE
Le Sezioni unite, adìte con regolamento di giurisdizione in materia di azioni di nullità, restitutorie e di risarcimento del danno ai sensi dell’art. 2497 cod. civ. con riguardo ad un’operazione di sottoscrizione di strumenti finanziari, hanno rimesso alla Corte di giustizia alcune questioni pregiudiziali, concernenti l’interpretazione degli artt. 5, n. 1, 6, n. 1 e 23, comma 1, lettere a) e c), del Regolamento (CE) n. 44 del 2001.
 
Testo Completo:Ordinanza interlocutoria n. 15874 del 25 giugno 2013
(Sezioni Unite Civili, Presidente F. Trifone, Relatore R. Rordorf)

giovedì 27 giugno 2013

INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA – ABUSIVISMO FINANZIARIO – PROFESSIONALITA’ E PUBBLICITA’ DELL’ATTIVITA’ ESERCITATA – NOZIONE

INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA – ABUSIVISMO FINANZIARIO – PROFESSIONALITA’ E PUBBLICITA’ DELL’ATTIVITA’ ESERCITATA – NOZIONE
La Sezione quinta ha affermato che il reato di abusivismo finanziario di cui all’art. 166 d. lgs. n. 58 del 1998 sussiste solo se l’esercizio di servizi finanziari viene svolto in maniera professionale e nei confronti del pubblico, precisando altresì, quanto al primo requisito, che la nozione di professionalità debba essere intesa in senso ampio che corrisponde al compimento di una serie di atti coordinati del tipo indicato dalla norma incriminatrice, e, quanto al secondo, che gli stessi atti debbano essere indirizzati ad un numero indeterminato di soggetti qualitativamente non predeterminati.
 
Testo Completo:Sentenza n. 27246 del 29 maggio 2013 - depositata il 20 giugno 2013(Sezione Quinta Penale, Presidente  G. Ferrua, Relatore G. Lapalorcia)

SOSTANZE STUPEFACENTI - CONSUMO DI GRUPPO - MODIFICHE INTRODOTTE DALLA LEGGE N. 49 DEL 2006 - REATO - SUSSISTENZA - ESCLUSIONE

SOSTANZE STUPEFACENTI - CONSUMO DI GRUPPO - MODIFICHE INTRODOTTE DALLA LEGGE N. 49 DEL 2006 - REATO - SUSSISTENZA - ESCLUSIONE
Le Sezioni Unite penali hanno affermato che, anche all’esito delle modifiche apportate dalla novella legislativa n. 49 del 2006 al testo degli artt. 73 e 75 del d.P.R. n. 309 del 1990, il consumo di gruppo di sostanze stupefacenti, sia nell’ipotesi di acquisto congiunto, che in quella di mandato all’acquisto collettivo ad uno dei consumatori, è penalmente irrilevante.
 
Testo Completo:Sentenza n. 25401 del 31 gennaio 2013 - depositata il 10 giugno 2013
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore A. Franco)

FAMIGLIA - UNIONE DI FATTO - VIOLAZIONE OBBLIGHI FAMIILIARI - CONFIGURABILITA' - RISARCIMENTO DEI DANNI - AMMISSIONE AL PATROCINIO A CARICO DELLO STATO - AMMISSIBILITA'

FAMIGLIA - UNIONE DI FATTO - VIOLAZIONE OBBLIGHI FAMIILIARI - CONFIGURABILITA' - RISARCIMENTO DEI DANNI - AMMISSIONE AL PATROCINIO A CARICO DELLO STATO - AMMISSIBILITA'
La violazione degli obblighi familiari è configurabile anche nell’ipotesi di persone unite dal solo vincolo more uxorio e, pertanto, ricorrendone i presupposti, il convivente che chieda il risarcimento dei danni conseguenti può essere ammesso al patrocinio legale a carico dello Stato.
 
Testo Completo:Sentenza 20 giugno 2013, n. 15481
(Sezione Prima Civile, Presidente M. G. Luccioli, Relatore  M. R. San Giorgio)

SPOSTAMENTI DI COMPETENZA PER EFFETTO DELLA CONNESSIONE TRA PROCEDIMENTI PENDENTI - PENDENZA DI ESSI NELLO STESSO STATO E GRADO – NECESSITÀ – ESCLUSIONE – RAGIONI.

SPOSTAMENTI DI COMPETENZA PER EFFETTO DELLA CONNESSIONE TRA PROCEDIMENTI PENDENTI - PENDENZA DI ESSI NELLO STESSO STATO E GRADO – NECESSITÀ – ESCLUSIONE – RAGIONI.
Le Sezioni Unite, a risoluzione di un contrasto, hanno affermato che gli spostamenti di competenza per effetto della connessione tra procedimenti opera indipendentemente dal fatto che la pendenza sussista nello stesso stato e grado, essendo necessario unicamente che essa sia effettiva ed attuale e che nessuno dei procedimenti sia stato definito con sentenza irrevocabile, atteso che il legislatore del 1988, modificando l’assetto del precedente codice, ha costruito l’istituto della connessione come criterio originario di attribuzione della competenza abbandonando lo schema della connessione come ipotesi di deroga ai generali criteri di competenza per materia e per territorio, senza richiedere, come risulta dalla stessa lettera degli artt. 15 e 16 cod. proc. pen., altri requisiti che, se introdotti per via interpretativa, segnerebbero un’erronea sovrapposizione con l’istituto della riunione oltre che una palese violazione del principio costituzionale di precostituzione del giudice naturale ex art. 25, comma 1, Cost..
 
Testo Completo:
 
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Estensore G. Marasca)

mercoledì 26 giugno 2013

DELITTI CONTRO LA FAMIGLIA - SOPPRESSIONE DI STATO – CONDOTTA DI OCCULTAMENTO - NOZIONE – FATTISPECIE

DELITTI CONTRO LA FAMIGLIA - SOPPRESSIONE DI STATO – CONDOTTA DI OCCULTAMENTO - NOZIONE – FATTISPECIE
La Corte ha affermato che, nel reato di soppressione di stato, la condotta di occultamento consiste nel nascondere per un apprezzabile periodo di tempo il neonato a tutti i soggetti legittimati a denunciarne la nascita all’ufficiale dello stato civile, così da sopprimerne l’identità personale come corrispondenza tra l’esistenza in vita ed il riconoscimento giuridico dell’esistenza in vita e da deprivarlo di ogni “status”. (Fattispecie in cui la nascita di un minore era stata dichiarata all’ufficiale di stato civile a distanza di oltre quattro anni, senza che il minore fosse mai stato sottoposto alle vaccinazioni obbligatorie e a visite pediatriche).
 
Testo Completo:Sentenza n. 26097 del 21 maggio 2013 - depositata il 13 giugno 2013(Sezione Sesta Penale, Presidente e Relatore G. De Roberto)

TRIBUTI - ENTE POSTE ITALIANE

TRIBUTI - ENTE POSTE ITALIANE
- COSTI SOSTENUTI PER GARANTIRE AL CONCESSIONARIO DEL SERVIZIO DI RISCOSSIONE DELL'ICI L'ACCENSIONE DI CONTI CORRENTI SUI QUALI FAR CONFLUIRE IL GETTITO DELL'IMPOSTA - ADDEBITABILITA' AL CONCESSIONARIO DI UNA COMMISSIONE PER OGNI VERSAMENTO - RIMESSIONE ALLE SEZIONI UNITE
La Terza Sezione della Corte di cassazione ha devoluto alle Sezioni Unite il problema concernente la possibilità, per la Poste Italiane s.p.a., di esigere dal concessionario del servizio di riscossione dell’ICI una commissione per ogni versamento effettuato dai singoli contribuenti sul conto corrente che il concessionario stesso ha l’obbligo di accendere presso le Poste Italiane, alla luce degli artt. 2, commi 18 e 19, e 10, della l. 662 del 1996, la quale – privatizzando l’ex Ente Poste – avrebbe per ciò solo abolito qualsiasi ipotesi di prezzi amministrati per i servizi non resi in regime di monopolio.
 
Testo Completo:Ordinanza interlocutoria n. 15605 del 20 giugno 2013
(Sezione Terza Civile, Presidente G. B. Petti, Relatore R. Frasca)

martedì 25 giugno 2013

MISURE DI SICUREZZA PATRIMONIALI - CONFISCA EX ART. 12 SEXIES D.L. N. 306 DEL 1992 – REATO PRESUPPOSTO – TENTATA ESTORSIONE – POSSIBILITA’

MISURE DI SICUREZZA PATRIMONIALI - CONFISCA EX ART. 12 SEXIES D.L. N. 306 DEL 1992 – REATO PRESUPPOSTO – TENTATA ESTORSIONE – POSSIBILITA’
La Sez. I della Suprema Corte, in contrasto con un precedente orientamento della II sezione - sent. n. n. 36001 del 2010 Rv. 248164 - ha ritenuto che anche il delitto tentato di estorsione può costituire presupposto per la confisca ex art. 12 sexies d.l. n. 306 del 1992, conv. In l. n. 356 del 1992.
 
Testo Completo:Sentenza n. 27189 del 28 maggio 2013 - depositata il 20 giugno 2013
(Sezione Prima Penale, Presidente P. Bardovagni, Relatore M. Barbarisi)

lunedì 24 giugno 2013

MISURE CAUTELARI REALI - SEQUESTRO PREVENTIVO - ASSOGGETTABILITA' A SEQUESTRO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO OTTENUTO SULLA BASE DI UN'ATTESTAZIONE FALSA - POSSIBILITA' - RAGIONI

MISURE CAUTELARI REALI - SEQUESTRO PREVENTIVO - ASSOGGETTABILITA' A SEQUESTRO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO OTTENUTO SULLA BASE DI UN'ATTESTAZIONE FALSA - POSSIBILITA' - RAGIONI
La Corte di Cassazione ha ritenuto che il permesso di soggiorno ottenuto sulla base di una falsa attestazione prodotta dall’interessato è assoggettabile a sequestro preventivo in quanto costituisce cosa pertinente al reato, nella cui nozione rientrano anche gli atti amministrativi che siano il frutto di un’attività delittuosa.
 
Testo Completo:Sentenza n. 27242 del 5 aprile 2013 - depositata il 20 giugno 2013(Sezione Quinta Penale, Presidente G. Ferrua - Relatore A. Settembre) 

giovedì 20 giugno 2013

REATO – REATO CONTINUATO – IN GENERE – VIOLAZIONE PIÙ GRAVE – CRITERI DI INDIVIDUAZIONE – CONSEGUENZE IN TEMA DI DETERMINAZIONE DELLA PENA.

REATO – REATO CONTINUATO – IN GENERE – VIOLAZIONE PIÙ GRAVE – CRITERI DI INDIVIDUAZIONE – CONSEGUENZE IN TEMA DI DETERMINAZIONE DELLA PENA.
Le Sezioni Unite penali - confermando e ulteriormente specificando i propri precedenti espressi dalle Sezioni Unite Varnelli, Cassata e Cardarilli – hanno affermato che, in tema di reato continuato, la violazione più grave va individuata in astratto in base alla pena edittale prevista per il reato ritenuto dal giudice in rapporto alle singole circostanze in cui la fattispecie si è manifestata e all’eventuale giudizio di comparazione fra di esse. Le Sezioni Unite hanno, altresì, affermato il principio per il quale in caso di concorso di reati puniti con sanzioni omogenee sia nel genere che nella specie per i quali sia riconosciuto il vincolo della continuazione, l’individuazione del concreto trattamento sanzionatorio per il reato ritenuto dal giudice più grave non può comportare l’irrogazione di una pena inferiore nel minimo a quella prevista per uno dei reati satellite.
 
Testo Completo:
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore M. Cassano)

LAVORO - GENTE DI MARE – LAVORO A TERMINE - REITERAZIONE DI CONTRATTI – CONSEGUENZE – DIRETTIVA 1999/70/CE – APPLICABILITÀ AL LAVORO MARITTIMO - QUESTIONE PREGIUDIZIALE INTERPRETATIVA COMUNITARIA

LAVORO - GENTE DI MARE – LAVORO A TERMINE - REITERAZIONE DI CONTRATTI – CONSEGUENZE – DIRETTIVA 1999/70/CE – APPLICABILITÀ AL LAVORO MARITTIMO - QUESTIONE PREGIUDIZIALE INTERPRETATIVA COMUNITARIA
Con due ordinanze interlocutorie, la Sezione Lavoro della Corte ha sollevato pregiudiziale interpretativa innanzi alla Corte di Giustizia dell’Unione europea in ordine all’applicabilità della direttiva 1999/70/CE al lavoro della gente di mare, la compatibilità con la stessa della disciplina nazionale dettata dagli articoli 325, 326 e 332 cod. nav. e le conseguenze dell’abusiva utilizzazione di contratti a termine.
 
Testo Completo:Ordinanza interlocutoria n. 15560 del 20 giugno 2013
(Sezione Lavoro, Presidente A. De Renzis, Relatore C. Marotta)

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