sabato 30 giugno 2012

M.A.E. EMESSO DALL’A.G. ITALIANA NELLA PROCEDURA ATTIVA DI CONSEGNA O NELLA PROCEDURA DI ESTENSIONE ATTIVA DELLA CONSEGNA - IMPUGNABILITÀ NELL’AMBITO DELL’ORDINAMENTO INTERNO – ESCLUSIONE

M.A.E. EMESSO DALL’A.G. ITALIANA NELLA PROCEDURA ATTIVA DI CONSEGNA O NELLA PROCEDURA DI ESTENSIONE ATTIVA DELLA CONSEGNA - IMPUGNABILITÀ NELL’AMBITO DELL’ORDINAMENTO INTERNO – ESCLUSIONE
Le Sezioni Unite, chiamate a risolvere un contrasto sulla competenza funzionale ad emettere il mandato di arresto europeo per l’esecuzione di una misura cautelare custodiale, non hanno risolto tale questione, ma hanno affermato il principio secondo cui il m.a.e. emesso dall’A.G. italiana nella procedura attiva di consegna (artt. 28 – 29 - 30 l. 22 aprile 2005, n. 69) ed il provvedimento emesso, eventualmente in forma di m.a.e., dalla stressa A.G. nella procedura di estensione attiva della consegna (artt. 32 e 36 l. cit.) non sono impugnabili nell’ambito dell’ordinamento interno, neanche ai sensi degli artt. 111, comma settimo, Cost. e 568, comma 2, cod. proc. pen., potendo i vizi riguardanti detti atti essere fatti valere solo nello Stato richiesto qualora incidenti sulla procedura di sua pertinenza e secondo le regole previste nel relativo ordinamento.
Testo Completo:

PROCEDIMENTO CIVILE - AVVOCATO ESERCITANTE FUORI DALLA CIRCOSCRIZIONE DEL TRIBUNALE CUI E' ASSEGNATO

PROCEDIMENTO CIVILE - AVVOCATO ESERCITANTE FUORI DALLA CIRCOSCRIZIONE DEL TRIBUNALE CUI E' ASSEGNATO
- ELEZIONE DI DOMICILIO EX LEGE PRESSO LA CANCELLERIA DEL GIUDICE - CONDIZIONI - MANCATA INDICAZIONE DELL'INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA COMUNICATO ALL'ORDINE - CONFIGURABILITA'
La Sezioni Unite Civili Civili hanno affermato che l'art. 82 del r.d. 22 gennaio 1934, n. 37, relativo alla domiciliazione ex lege dell’avvocato esercente il proprio ufficio fuori della circoscrizione del tribunale di assegnazione, trova applicazione anche nel caso in cui il giudizio sia in corso innanzi alla corte d'appello e l'avvocato risulti essere iscritto ad un ordine di un tribunale diverso da quello nella cui circoscrizione ricade la sede della corte d'appello. Tuttavia, a partire dalla data di entrata in vigore delle modifiche degli artt. 366 e 125 cod. proc. civ., apportate dall’art. 25 della legge 12 novembre 2011, n. 183, tale domiciliazione ex lege può conseguire soltanto ove il difensore non abbia indicato l'indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine.
Testo Completo: Sentenza n. 10143 del 20 giugno 2012
(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore G. Amoroso)

venerdì 29 giugno 2012

PROCESSO TRIBUTARIO - IMPOSTA REGIONALE SULLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE (IRAP) – IMPUTAZIONE “PER TRASPARENZA” AI SOCI – CONSEGUENZE - LITISCONSORZIO NECESSARIO CON LA SOCIETÀ – SUSSISTENZA

PROCESSO TRIBUTARIO - IMPOSTA REGIONALE SULLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE (IRAP) – IMPUTAZIONE “PER TRASPARENZA” AI SOCI – CONSEGUENZE - LITISCONSORZIO NECESSARIO CON LA SOCIETÀ – SUSSISTENZA
Non vi è stato rèvirement. Nel decidere su questione di massima di particolare importanza, le S.U. hanno confermato il precedente orientamento che, nell’assimilare l’Irap all’Ilor, imputa l’imposta per trasparenza ai soci, ai sensi dell’art. 5 TUIR, con la conseguenza che va ravvisata un’ipotesi di necessaria partecipazione dei medesimi al giudizio di accertamento dell’Irap dovuta dalla società.
Testo Completo: Sentenza n. 10146 del 20 giugno 2012
(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore R. Botta)

giovedì 28 giugno 2012

IMPUGNAZIONI – TRASMISSIONE DEGLI ATTI ALL’AUTORITA’ AMMINISTRATIVA – INTERESSE AD IMPUGNARE – SUSSISTENZA

IMPUGNAZIONI – TRASMISSIONE DEGLI ATTI ALL’AUTORITA’ AMMINISTRATIVA – INTERESSE AD IMPUGNARE – SUSSISTENZA
Le Sezioni Unite, risolvendo il contrasto formatosi sul punto, hanno affermato che in ipotesi di assoluzione perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato, sussiste l’interesse dell’imputato ad impugnare con ricorso per cassazione la statuizione concernente l’ordine di trasmissione degli atti all’autorità amministrativa. Ha, peraltro, precisato che tale ultimo ordine non va disposto laddove la normativa depenalizzatrice non contenga disposizioni transitorie analoghe a quelle di cui agli artt. 40 e 41 della legge n. 689 del 1981.
Testo Completo: Sentenza n. 25457 del 29 marzo 2012 - depositata il 28 giugno 2012(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore A. Fiale)

mercoledì 27 giugno 2012

PROCESSO TRIBUTARIO - IMPOSTA REGIONALE SULLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE (IRAP) – IMPUTAZIONE “PER TRASPARENZA” AI SOCI – CONSEGUENZE - LITISCONSORZIO NECESSARIO CON LA SOCIETÀ – SUSSISTENZA

PROCESSO TRIBUTARIO - IMPOSTA REGIONALE SULLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE (IRAP) – IMPUTAZIONE “PER TRASPARENZA” AI SOCI – CONSEGUENZE - LITISCONSORZIO NECESSARIO CON LA SOCIETÀ – SUSSISTENZA
Non vi è stato rèvirement. Nel decidere su questione di massima di particolare importanza, le S.U. hanno confermato il precedente orientamento che, nell’assimilare l’Irap all’Ilor, imputa l’imposta per trasparenza ai soci, ai sensi dell’art. 5 TUIR, con la conseguenza che va ravvisata un’ipotesi di necessaria partecipazione dei medesimi al giudizio di accertamento dell’Irap dovuta dalla società.
Testo Completo: Sentenza n. 10145 del 20 giugno 2012
(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore R. Botta)

martedì 26 giugno 2012

CASSA NAZIONALE DI PREVIDENZA E ASSISTENZA FORENSE - RISCOSSIONE DEI CONTRIBUTI TRAMITE AGENTE - AZIONE DELLA CASSA CONTRO L’AGENTE PER OMESSO RIVERSAMENTO DEGLI IMPORTI A RUOLO - GIURISDIZIONE ORDINARIA – SUSSISTENZA.

CASSA NAZIONALE DI PREVIDENZA E ASSISTENZA FORENSE - RISCOSSIONE DEI CONTRIBUTI TRAMITE AGENTE - AZIONE DELLA CASSA CONTRO L’AGENTE PER OMESSO RIVERSAMENTO DEGLI IMPORTI A RUOLO - GIURISDIZIONE ORDINARIA – SUSSISTENZA.
La controversia tra la Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense e l'agente di riscossione dei contributi degli iscritti, che abbia omesso il riversamento degli importi a ruolo, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario e non alla giurisdizione della Corte dei conti, poiché la natura "pubblica" della contribuzione, inerente alla sua finalità istituzionale, riguarda unicamente il rapporto previdenziale tra la Cassa e il proprio iscritto.

Ordinanza n. 10132 del 20 giugno 2012
(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore M. D'Alonzo)

GIURISDIZIONE ORDINARIA E AMMINISTRATIVA - IMPIEGO PUBBLICO PRIVATIZZATO - CONTENZIOSO - DEVOLUZIONE AL GIUDICE ORDINARIO - REGIME TRANSITORIO

GIURISDIZIONE ORDINARIA E AMMINISTRATIVA - IMPIEGO PUBBLICO PRIVATIZZATO - CONTENZIOSO - DEVOLUZIONE AL GIUDICE ORDINARIO - REGIME TRANSITORIO
In linea con l’orientamento inaugurato dalla propria sentenza n. 3183 del 2012, le Sezioni Unite hanno stabilito che, ai sensi dell'art. 69, comma 7, del d.lgs. n. 165 del 2001, interpretato secondo i princìpi di concentrazione ed effettività della tutela, quando il pubblico dipendente “privatizzato” deduce l’inadempimento unitario dell'amministrazione per omessa attribuzione del trattamento economico corrispondente alla qualifica posseduta, la protrazione della fattispecie oltre il discrimine del 30 giugno 1998 radica la giurisdizione presso il giudice ordinario anche per il periodo anteriore a tale data, non operando il frazionamento
Testo Completo: Sentenza n. 8520 del 29 maggio 2012
(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore U. Morcavallo)

giovedì 21 giugno 2012

INDAGINI PRELIMINARI – DECRETO DI IRREPERIBILITA’ – IDONEITA’ AI FINI DELL NOTIFICA DEL DECRETO DI CITAZIONE A GIUDIZIO

INDAGINI PRELIMINARI – DECRETO DI IRREPERIBILITA’ – IDONEITA’ AI FINI DELL NOTIFICA DEL DECRETO DI CITAZIONE A GIUDIZIO
La Corte, risolvendo il contrasto formatosi sul punto, ha affermato che il decreto di irreperibilità emesso dal pubblico ministero ai fini della notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari di cui all’art. 415-bis cod. proc.pen. conserva efficacia ai fini della notifica del decreto di citazione a giudizio, salvo che il pubblico ministero effettui ulteriori indagini dopo la notifica del menzionato avviso di conclusione delle indagini preliminari.
Testo Completo: Sentenza n. 24527 del 24 maggio 2012 - depositata il 20 giugno 2012
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore C. Davigo)

martedì 19 giugno 2012

PROCEDIMENTO CIVILE - GRATUITO PATROCINIO - OPPOSIZIONE ALLA LIQUIDAZIONE DELL'ONORARIO AL DIFENSORE - LEGITTIMATO PASSIVO - INDIVIDUAZIONE - MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - FONDAMENTO

PROCEDIMENTO CIVILE - GRATUITO PATROCINIO - OPPOSIZIONE ALLA LIQUIDAZIONE DELL'ONORARIO AL DIFENSORE - LEGITTIMATO PASSIVO - INDIVIDUAZIONE - MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - FONDAMENTO
Le S.U. hanno stabilito che la legittimazione passiva nel procedimento di opposizione alla liquidazione degli onorari dei difensori dei soggetti ammessi al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell’art. 170 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – avente natura di autonomo giudizio civile contenzioso – spetta al Ministero della giustizia, sebbene non sia parte del giudizio presupposto, ma sul cui bilancio, ai sensi dell’art. 185, comma 1, del citato d.P.R., grava l’onere economico relativo, respingendo sia la tesi che vede come legittimata passiva l’Agenzia delle Entrate, sia quella che attribuisce tale veste al pubblico ministero.
Testo Completo: Sentenza n. 8516 del 29 maggio 2012
(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore A. Cappabianca)

lunedì 11 giugno 2012

DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO - ACQUIRENTE FINALE DI UN PRODOTTO CON MARCHIO CONTRAFFATTO O COMUNQUE DI ORIGINE E PROVENIENZA DIVERSA DA QUELLA INDICATA - ILLECITO CONFIGURABILE

DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO - ACQUIRENTE FINALE DI UN PRODOTTO CON MARCHIO CONTRAFFATTO O COMUNQUE DI ORIGINE E PROVENIENZA DIVERSA DA QUELLA INDICATA - ILLECITO CONFIGURABILE
Le Sezioni Unite hanno affermato che non può configurarsi una responsabilità a titolo di ricettazione (art. 648 cod. pen.) o di acquisto di cose d sospetta provenienza (art. 712 cod. pen.) per l’acquirente finale di un prodotto con marchio contraffatto o comunque di origine e provenienza diversa da quella indicata, ma piuttosto l’illecito amministrativo previsto dal d.l. 14 marzo 2005, n. 35, conv. in l. 14 maggio 2005, n. 35, nella versione modificata dalla legge 23 luglio 2009, n. 99, che va considerato prevalente rispetto sia al delitto che alla contravvenzione previsti dal codice penale. Tale rapporto di specialità, secondo la Corte, trova fondamento: 1) con riguardo al soggetto agente, che, mentre per i reati codicistici può essere “chiunque”, per l’illecito amministrativo può essere il solo acquirente finale; 2) per l’oggetto, attesa la maggiore specificità delle “cose che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per l'entità del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprietà industriale” rispetto alle “cose provenienti da delitto” di cui all’art. 648 cod. pen.; 3) per l’eliminazione della formula “senza averne accertata la legittima provenienza”, il cui venir meno consente di allargare l’ambito applicativo dell’elemento psicologico dell’agente, ammettendo indifferentemente dolo o colpa.
Testo Completo: Sentenza n. 22225 del 19 gennaio 2012 - depositata l'8 giugno 2012(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore F. Fiandanese)

mercoledì 6 giugno 2012

DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO – ESTORSIONE - CIRCOSTANZA AGGRAVANTE DI PIU’ PERSONE RIUNITE – PRESUPPOSTI

DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO – ESTORSIONE - CIRCOSTANZA AGGRAVANTE DI PIU’ PERSONE RIUNITE – PRESUPPOSTI
La Corte a Sezioni Unite, risolvendo il contrasto interpretativo formatosi sul punto, ha affermato che, ai fini dell’integrazione della circostanza aggravante speciale delle “più persone riunite” nel delitto di estorsione è necessaria la contemporanea presenza di più persone nel luogo ed al momento in cui si eserciti la violenza o la minaccia; a tale conclusione inducono sia l’interpretazione letterale, rispettosa del principio di legalità nella duplice accezione della precisione – determinatezza della condotta punibile e del divieto di analogia in malam partem, sia il criterio logico – sistematico fondato sulla ratio dell’aggravante risiedente nel maggiore effetto intimidatorio della condotta con conseguente minorata possibilità di difesa della vittima.
Testo Completo: Sentenza n. 21837 del 29 marzo 2012, depositata il 5 giugno 2012
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore G. Marasca).

venerdì 1 giugno 2012

DICHIARAZIONE DELLA NULLITÀ DELLA CITAZIONE PER GENERICITÀ – RICORSO PER CASSAZIONE – POTERI DELLA CORTE – ESTENSIONE.

DICHIARAZIONE DELLA NULLITÀ DELLA CITAZIONE PER GENERICITÀ – RICORSO PER CASSAZIONE – POTERI DELLA CORTE – ESTENSIONE.
Le Sezioni Unite, a composizione di contrasto di giurisprudenza, hanno enunciato il seguente principio di diritto: Quando col ricorso per cassazione venga denunciato un vizio che comporti la nullità del procedimento o della sentenza impugnata, ed in particolare un vizio afferente alla nullità dell’atto introduttivo del giudizio per indeterminatezza dell’oggetto della domanda o delle ragioni poste a suo fondamento, il giudice di legittimità non deve limitare la propria cognizione all’esame della sufficienza e logicità della motivazione con cui il giudice di merito ha vagliato la questione, ma è investito del potere di esaminare direttamente gli atti ed i documenti sui quali il ricorso si fonda, purché la censura sia stata proposta dal ricorrente in conformità alle regole fissate al riguardo dal codice di rito (ed oggi quindi, in particolare, in conformità alle prescrizioni dettate dagli artt. 366, primo comma, n. 6, e 369, secondo comma, n. 4, cod. proc. civ.).
Testo Completo:
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