domenica 30 marzo 2014

IMPUGNAZIONI - RICORSO PER CASSAZIONE – INAMMISSIBILITA’ – VIOLAZIONE DELL’ART. 6 DELLA CEDU – RILEVABILITA’ DI UFFICIO – ESCLUSIONE – FATTISPECIE

IMPUGNAZIONI - RICORSO PER CASSAZIONE – INAMMISSIBILITA’ – VIOLAZIONE DELL’ART. 6 DELLA CEDU – RILEVABILITA’ DI UFFICIO – ESCLUSIONE – FATTISPECIE
La Corte ha affermato che l’inammissibilità del ricorso per cassazione per manifesta infondatezza dei motivi preclude la possibilità di rilevare e dichiarare di ufficio anche la violazione dell’art. 6 della CEDU. (Fattispecie in cui il giudice di appello aveva riformato la sentenza di assoluzione di primo grado sulla base di un diverso apprezzamento delle dichiarazioni verbalizzate di un testimone, senza procedere alla rinnovazione dell’esame orale).
 
Testo Completo:Sentenza n. 13233 del 25 febbraio 2014 - depositata il 21 marzo 2014
(Sezione Seconda Penale, Presidente A. Esposito, Relatore G. Rago)

DIFESA E DIFENSORI - LEGITTIMO IMPEDIMENTO – ASTENSIONE DALLE UDIENZE – COMUNICAZIONE CON ATTO SCRITTO – TERMINE DI TRASMISSIONE ALLA CANCELLERIA – COMPUTO

DIFESA E DIFENSORI - LEGITTIMO IMPEDIMENTO – ASTENSIONE DALLE UDIENZE – COMUNICAZIONE CON ATTO SCRITTO – TERMINE DI TRASMISSIONE ALLA CANCELLERIA – COMPUTO
La Corte ha affermato che, quando l’adesione del difensore di fiducia all’astensione dalle udienze proclamata dai competenti organismi della categoria è comunicata in forma scritta, il termine entro il quale la dichiarazione deve pervenire nella cancelleria del giudice procedente, fissato in “almeno due giorni prima della data stabilita” dall’art. 3 del Codice di “Autoregolamentazione delle astensioni dalle udienze degli avvocati”, adottato il 4 aprile 2007, non può considerarsi rispettato se l’atto è trasmesso all’ufficio due giorni prima dell’udienza, ma dopo il suo orario di chiusura.
 
Testo Completo:Sentenza n. 13215 del 20 febbraio 2014 - depositata il 21 marzo 2014
(Sezione Seconda Penale, Presidente C. Petti, Relatore L. Lombardo)

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - CONCUSSIONE - IN GENERE

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - CONCUSSIONE - IN GENERE
– ELEMENTI COSTITUTIVI - MINACCIA POSTA IN ESSERE CON ABUSO DELLA QUALITA' O DEI POTERI - DIFFERENZE CON IL DELITTO DI ESTORSIONE AGGRAVATA EX ART. 61 N. 9 COD. PEN. - INDICAZIONE
Con sentenza depositata il 18 marzo 2014 la Seconda sezione della Corte di cassazione ha delineato la differenza tra il reato di concussione e quello di estorsione aggravata dall’art. 61 n. 9 cod. pen., affermando che vi è concussione in tutte le ipotesi in cui la costrizione (ossia la minaccia) del pubblico ufficiale si concretizzi con il compimento di un atto o di un comportamento del proprio ufficio, strumentalizzato per perseguire illegittimi fini personali; si configura, invece, l’estorsione aggravata dall’art. 61 n. 9 cod. pen. quando l’agente ponga in essere, nei confronti di un privato, minacce diverse da quelle consistenti nel compimento di un atto o di un comportamento del proprio ufficio, sicché la qualifica di pubblico ufficiale si pone in un rapporto di pura occasionalità, avente la funzione di rafforzare la condotta intimidatoria nei confronti del soggetto passivo.
 
Testo Completo:Sentenza n. 12736 del 26 febbraio 2014 -  depositata il 18 marzo 2014 
(Seconda Sezione Penale, Presidente D. Gallo, Relatore G. Rago)

PROCEDIMENTI SPECIALI - GIUDIZIO ABBREVIATO - IN GENERE - RITO ABBREVIATO NON CONDIZIONATO - CIRCOSTANZA AGGRAVANTE - CONTESTAZIONE SUPPLETIVA

PROCEDIMENTI SPECIALI - GIUDIZIO ABBREVIATO - IN GENERE - RITO ABBREVIATO NON CONDIZIONATO - CIRCOSTANZA AGGRAVANTE - CONTESTAZIONE SUPPLETIVA
- LEGITTIMITA' - ESCLUSIONE - CONSEGUENZE - NULLITA' A REGIME INTERMEDIO DELLA SENTENZA - SUSSISTENZA - NULLITA' ASSOLUTA - ESCLUSIONE
La Seconda Sezione penale della Corte ha stabilito che nel corso del giudizio abbreviato non condizionato, il riconoscimento di una circostanza aggravante oggetto di una contestazione suppletiva effettuata in violazione del divieto di cui all’art. 441, comma 1 cod. proc. pen., determina una nullità a regime intermedio della sentenza - sanabile ex art. 182, comma 2, cod. proc. pen.- e non una nullità assoluta ed insanabile.
 
Testo Completo:Sentenza n. 11953 del 29 gennaio 2014 - depositata il 13 marzo 2014
(Sezione Seconda Penale, Presidente A. Prestipino, Relatore L. Lombardo)

SEQUESTRO PENALE – TERZO TITOLARE DI DIRITTO DI CREDITO ASSISTITO DA GARANZIA REALE - TUTELA ANTICIPATA IN SEDE CIVILE O PENALE

SEQUESTRO PENALE – TERZO TITOLARE DI DIRITTO DI CREDITO ASSISTITO DA GARANZIA REALE - TUTELA ANTICIPATA IN SEDE CIVILE O PENALE
– ESCLUSIONE – TUTELA ‘POSTICIPATA’ DAVANTI AL GIUDICE DELL’ESECUZIONE PENALE – AMMISSIONE – APPLICABILITA’ DELLA NORMATIVA DI TUTELA DEI TERZI PREVISTA DAL D. LGS.VO N. 159 DEL 2011 IN MATERIA DI PREVENZIONE REALI - ESCLUSIONE
La Seconda Sezione penale della Corte ha stabilito che:
- il sequestro penale può essere disposto anche su beni gravati da garanzia reale non essendovi incompatibilità giuridica tra il sequestro (e la successiva confisca) e il diritto di credito del terzo assistito da garanzia reale. Il terzo creditore può ottenere la soddisfazione del suo diritto soltanto davanti al giudice dell’esecuzione penale, a seguito della decisione definitiva sulla confisca; non è invece legittimato a una tutela "in via anticipata" né nelle forme della richiesta di revoca del sequestro penale, né attraverso la promozione o prosecuzione dell’azione esecutiva civile;
- la normativa prevista per i sequestri di prevenzione al Titolo IV del d. lgs.vo n. 159 del 2011 (cd. codice antimafia) ed intitolata "la tutela dei terzi e i rapporti con le procedure concorsuali", non si applica ai sequestri penali, neppure a quelli funzionali alla confisca prevista dall’art. 12 sexies del d.l. n. 306 del 1992, convertito nella legge n. 356 dello stesso anno.
 
Testo Completo:Sentenza n. 10471 del 12 febbraio 2014 - depositata il 5 marzo 2014 (Sezione Seconda Penale, Presidente A. Esposito, Relatore G. Rago)

PROCESSO PENALE – RICHIESTA DI RINVIO PER LEGITTIMO IMPEDIMENTO DELL’IMPUTATO O DEL DIFENSORE

PROCESSO PENALE – RICHIESTA DI RINVIO PER LEGITTIMO IMPEDIMENTO DELL’IMPUTATO O DEL DIFENSORE
INVIO MEDIANTE TELEFAX – INAMMISSIBILITÀ DELLA RICHIESTA – ESCLUSIONE – OMESSO ESAME DELLA RICHIESTA DI RINVIO – CENSURABILITÀ IN SEDE DI IMPUGNAZIONE – CONDIZIONI – PREVIO ACCERTAMENTO, A CARICO DELLA PARTE, DEL REGOLARE ARRIVO DEL FAX E DELLA TEMPESTIVA SOTTOPOSIZIONE AL GIUDICE
La Seconda sezione della Corte di cassazione ha affermato che non è irricevibile né inammissibile la richiesta di rinvio per legittimo impedimento, dell’imputato o del difensore, inviata a mezzo telefax in cancelleria; peraltro, l’utilizzo di tale irregolare modalità di trasmissione comporta l’onere per la parte, che intenda dolersi in sede di impugnazione dell’omesso esame della sua richiesta, di accertarsi del regolare arrivo del fax e del suo tempestivo inoltro al giudice competente.
 
Testo Completo:Sentenza n. 9030 del 5 novembre 2013 - depositata il 25 febbraio 2014
(Sezione Seconda Penale, Presidente D. Gentile, Relatore S. Beltrani)

DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO – IMPIEGO DI DANARO, BENI O UTILITA’ DI PROVENIENZA DELITTUOSA

DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO – IMPIEGO DI DANARO, BENI O UTILITA’ DI PROVENIENZA DELITTUOSA
– IMPIEGO IN ATTIVITÀ, ANCHE ILLECITE, SVOLTE NON PROFESSIONALMENTE – CONFIGURABIILITÀ DEL REATO – SUSSISTENZA – EFFETTO DISSIMULATORIO DELLA CONDOTTA – NECESSITÀ - ESCLUSIONE
La Seconda sezione della Corte di cassazione ha affermato che il reato di cui all’art. 648-ter cod. pen. sussiste anche quando l’attività di reimpiego del danaro o degli altri beni provenienti da delitto non sia volta ad ostacolare l’individuazione o l’accertamento della provenienza illecita dei beni.
 
Testo Completo:Sentenza n. 9026 del 5 novembre 2013 - depositata il 25 febbraio 2014
(Sezione Seconda Penale, Presidente D. Gentile, Relatore S. Beltrani)

SICUREZZA PUBBLICA - MISURE DI PREVENZIONE - CONFISCA - INDAGINI PATRIMONIALI EFFETTUATE A CARICO DI SOGGETTI CONVIVENTI CON IL PROPOSTO NELL'ULTIMO QUINQUENNIO

SICUREZZA PUBBLICA - MISURE DI PREVENZIONE - CONFISCA - INDAGINI PATRIMONIALI EFFETTUATE A CARICO DI SOGGETTI CONVIVENTI CON IL PROPOSTO NELL'ULTIMO QUINQUENNIO
- DIES A QUO PER IL CONTEGGIO DEL QUINQUENNIO - MOMENTO DELLA PROPOSTA DELLA MISURA PERSONALE - ESCLUSIONE - MOMENTO DELL'ISTANZA DI APPLICAZIONE DELLA MISURA DI PREVENZIONE PATRIMONIALE - SUSSISTENZA - RAGIONI
La Prima sezione della Corte di Cassazione, affrontando una questione nuova per la quale non risultano precedenti in materia, ha affermato che il termine di riferimento da cui far decorrere il quinquennio utile per le indagini patrimoniali previste e disciplinate dall’art. 19 del d.lgs n. 159 del 2011, corrisponde al tempo in cui il rappresentante della pubblica accusa propone istanza al Tribunale per l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro o della confisca e non, invece, a quello della proposta di misura personale, in ragione della riconosciuta autonomia tra le misure di prevenzione personali e patrimoniali.
 
Testo Completo:Sentenza n. 12987 del 29 gennaio 2014 - depositata il 19 marzo 2014
(Sezione Prima Penale, Presidente A. Cortese, Relatore F. M. S. Bonito)

RICORSO PER CASSAZIONE - ORDINANZA D’INAMMISSIBILITÀ DELL’APPELLO EX ARTT. 348 BIS E 348 TER COD. PROC. CIV. – RICORSO PER CASSAZIONE – AMMISSIBILITÀ – CONDIZIONI

RICORSO PER CASSAZIONE - ORDINANZA D’INAMMISSIBILITÀ DELL’APPELLO EX ARTT. 348 BIS E 348 TER COD. PROC. CIV. – RICORSO PER CASSAZIONE – AMMISSIBILITÀ – CONDIZIONI
È ricorribile per cassazione l’ordinanza d’inammissibilità dell’appello pronunciata, ai sensi degli artt. 348 bis e 348 ter cod. proc. civ., non per la manifesta infondatezza di merito del gravame, ma per un impedimento di rito (nella specie, genericità dell’impugnazione), tale ordinanza essendo, in senso sostanziale, una sentenza.
 
Testo Completo:Ordinanza 27 marzo 2014 n. 7273
(Sezione Sesta Civile, Presidente S. Petitti, Relatore A. Giusti)

PREVIDENZA - TRATTAMENTI PENSIONISTICI INTEGRATIVI AZIENDALI - DISCIPLINA ANTECEDENTE AL D.LGS. N. 124 DEL 1993

PREVIDENZA - TRATTAMENTI PENSIONISTICI INTEGRATIVI AZIENDALI - DISCIPLINA ANTECEDENTE AL D.LGS. N. 124 DEL 1993
- VERSAMENTI EFFETTATI DAL DATORE DI LAVORO - NATURA - RILEVANZA AI FINI DEL COMPUTO DELL'INDENNITA' DI ANZIANITA' E DEL TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO
La Sesta Sezione civile, sottosezione lavoro, ravvisando un contrasto sullo specifico punto, ha rimesso al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, la questione della natura retributiva o previdenziale dei versamenti ai fondi di previdenza integrativa (effettuati per i periodi di lavoro precedenti al d.lgs. n. 124 del 1993) e, quindi, della loro computabilità ai fini del trattamento di fine rapporto e della indennità di anzianità.
 
Testo Completo:Ordinanza 21 marzo 2014, n. 6766
(Sezione Sesta Civile- Lavoro, Presidente e Relatore P. Curzio)

PREVIDENZA - PENSIONE DI INABILITA' - LIMITE REDDITUALE - IUS SUPERVENIENS COSTITUITO DAL D.L. N. 76 DEL 2013 - APPLICABILITA' AI GIUDIZI IN CORSO - PORTATA

PREVIDENZA - PENSIONE DI INABILITA' - LIMITE REDDITUALE - IUS SUPERVENIENS COSTITUITO DAL D.L. N. 76 DEL 2013 - APPLICABILITA' AI GIUDIZI IN CORSO - PORTATA
A seguito del d.l. 28 giugno 2013, n. 76, conv. in legge 9 agosto 2013, n. 99, che ha modificato l'art. 14-septies del d.l. 30 dicembre 1979, conv. in legge 29 febbraio 1980, n. 33, per la pensione di inabilità, in favore dei mutilati e degli invalidi civili, il limite reddituale per la concessione del beneficio va calcolato con riferimento al solo reddito imponibile a fini Irpef dell'interessato, con esclusione del reddito percepito da altri componenti del nucleo familiare, e la disposizione si applica anche ai procedimenti giurisdizionali non conclusi con sentenza definitiva alla data di entrata in vigore della nuova normativa, ma limitatamente al riconoscimento del diritto a pensione a decorrere dalla medesima data, impedendo, tuttavia, ove sia intervenuto il riconoscimento del diritto in base al nuovo criterio normativo anche per periodi precedenti, il recupero di ratei già erogati in esecuzione di sentenze provvisoriamente esecutive.
 
Testo Completo:Ordinanza 18 marzo 2014, n. 6262
(Sezione Sesta Civile, Presidente G. Mammone, Relatore D. Blasutto)

SPESE GIUDIZIALI CIVILI - IMPUGNAZIONE RESPINTA INTEGRALMENTE O DICHIARATA INAMMISSIBILE O IMPROCEDIBILE - RADDOPPIO DEL CONTRIBUTO UNIFICATO

SPESE GIUDIZIALI CIVILI - IMPUGNAZIONE RESPINTA INTEGRALMENTE O DICHIARATA INAMMISSIBILE O IMPROCEDIBILE - RADDOPPIO DEL CONTRIBUTO UNIFICATO
- SOCCOMBENZA DI P.A. AMMESSA ALLA PRENOTAZIONE A DEBITO - APPLICABILITA' - RIMESSIONE ALLE S.U.
La Sesta Sezione civile, sottosezione tributaria, ravvisando un contrasto sullo specifico punto, ha rimesso al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, la questione relativa all’applicabilità, o meno, nell’ipotesi di soccombenza della Amministrazione pubblica ammessa da norma di legge alla prenotazione a debito quanto al pagamento del contributo unificato, dell’art. 1, comma 17, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, che ha inserito l’art. 13, comma 1 quater, del d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115, che prevede l’obbligo, per la parte che ha proposto l’impugnazione, di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione ove questa sia stata respinta integralmente o è dichiarata inammissibile o improcedibile.
 
Testo Completo:Ordinanza interlocutoria 17 marzo 2014, n. 6158
(Sezione Sesta Civile, Presidente e Relatore M. Cicala)

PREVIDENZA - DECRETO DI OMOLOGAZIONE DEL REQUISITO SANITARIO, EX ART. 445-BIS COD. PROC. CIV.

PREVIDENZA - DECRETO DI OMOLOGAZIONE DEL REQUISITO SANITARIO, EX ART. 445-BIS COD. PROC. CIV.
- RICORSO STRAORDINARIO PER CASSAZIONE EX ART. 111 COST. - AMMISSIBILITA' - LIMITATAMENTE ALLA STATUIZIONE SULLE SPESE - FONDAMENTO
Con riguardo alla disciplina del procedimento ex art. 445-bis cod. proc. civ. per il conseguimento delle prestazioni assistenziali e previdenziali connesse allo stato di invalidità, è ammissibile il ricorso straordinario per cassazione, ai sensi dell'art. 111 Cost., avverso il decreto di omologazione dell'accertamento del requisito sanitario operato dal c.t.u., limitatamente alla statuizione sulle spese, sia legali che di consulenza, trattandosi, solo in parte qua, di provvedimento definitivo, di carattere decisorio, incidente sui diritti patrimoniali delle parti e non altrimenti impugnabile.
 
Testo Completo:Sentenza 17 marzo 2014, n. 6085
(Sezione Sesta Civile, Presidente e Relatore M. La Terza)

PROCESSO CIVILE - QUESTIONE DI GIURISDIZIONE E DI COMPETENZA - PRIORITA'

PROCESSO CIVILE - QUESTIONE DI GIURISDIZIONE E DI COMPETENZA - PRIORITA'
È stata rimessa al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni unite, la individuazione del rapporto di pregiudizialità fra questione di giurisdizione e questione di competenza del giudice adìto.
 
Testo Completo:Ordinanza 7 marzo 2014, n. 5434(Sezione Sesta-1 Civile, Presidente S. Di Palma, Relatore R. Bernabai)

VIOLAZIONI AL CODICE DELLA STRADA - ACCERTAMENTO DEL TASSO ALCOOLEMICO - PRELIEVO EMATICO - LEGITTIMITA' - CONDIZIONI - RIFIUTO - CONSEGUENZE

VIOLAZIONI AL CODICE DELLA STRADA - ACCERTAMENTO DEL TASSO ALCOOLEMICO - PRELIEVO EMATICO - LEGITTIMITA' - CONDIZIONI - RIFIUTO - CONSEGUENZE
Gli accertamenti del tasso alcoolemico effettuati dalle strutture sanitarie a norma dell’art. 186, comma 5, del codice della strada includono l’esame ematico; il trasgressore, che deve essere informato della finalità penale dell’esame e della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia, può rifiutare di sottoporsi al prelievo, incorrendo, tuttavia, nelle sanzioni di cui all’art. 186, comma 7.
 
Testo Completo:Ordinanza 24 febbraio 2014, n. 4405
(Sezione Sesta Civile-2, Presidente U. Goldoni, Relatore P. D’Ascola)

TRIBUTI - ABUSO DEL DIRITTO IN AMBITO DOGANALE - REGOLAMENTO CE N. 1047/2001 DEL 30 MAGGIO 2001 E REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N. 2988/95 DEL 18 DICEMBRE 1995 - INTERPRETAZIONE DEL DIRITTO DELL'UNIONE EUROPEA - RIMESSIONE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL'UNIONE EUROPEA

TRIBUTI - ABUSO DEL DIRITTO IN AMBITO DOGANALE - REGOLAMENTO CE N. 1047/2001 DEL 30 MAGGIO 2001 E REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N. 2988/95 DEL 18 DICEMBRE 1995 - INTERPRETAZIONE DEL DIRITTO DELL'UNIONE EUROPEA - RIMESSIONE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL'UNIONE EUROPEA


La Suprema Corte, a norma dell’art. 267 del Trattato di funzionamento dell’Unione Europea, ha rimesso alla Corte di Giustizia dell’Unione la pronuncia sulla questione pregiudiziale concernente l’interpretazione dei regolamenti CE n. 1047/2001, del 30 maggio 2001 e n. 2988/95 del Consiglio, del 18 dicembre 1995, ossia se sia vietato, e configura un abuso del diritto ed un comportamento elusivo, la condotta dell’operatore commerciale comunitario (A), il quale, non disponendo di un titolo d’importazione o avendo esaurito la propria quota di contingente, acquisti determinate partite di merce da altro operatore comunitario (B), il quale, a sua volta, le ha acquistate dal fornitore extracomunitario, cedute allo stato estero ad altro operatore comunitario (C) che, possedendone i requisiti, ha ottenuto un titolo nell’ambito del contingente e, senza trasferire il proprio titolo, le ha immesse in libera pratica della Comunità europea per cederle, una volta sdoganate ed a fronte di un’adeguata remunerazione, inferiore a quella del dazio specifico per impostazioni fuori contingente, al medesimo operatore (B) che le vende, infine, all’operatore (A)..

Ordinanza 13 marzo 2014, n. 5808
(Sezione Tributaria, Presidente E. Cirillo, Estensore M. Meloni)

TRIBUTI - ISTANZA DI DEFINIZIONE DI LITE PENDENTE EX ARTT. 1, SECONDO COMMA, DEL D.L. N. 143 DEL 2003 (CONV., CON MODIF., DALLA L. N. 212 DEL 2003) E 16 DELLA L. N. 289 DEL 2002

TRIBUTI - ISTANZA DI DEFINIZIONE DI LITE PENDENTE EX ARTT. 1, SECONDO COMMA, DEL D.L. N. 143 DEL 2003 (CONV., CON MODIF., DALLA L. N. 212 DEL 2003) E 16 DELLA L. N. 289 DEL 2002
- PROROGA DEL TERMINE - EFFICACIA - CONDIZIONI
La Suprema Corte, interpretando l’art. 1 del d.l. 24 giugno 2003, n. 143 (convertito, con modificazioni, dalla legge 1 agosto 2003, n. 212), come modificato dal d.l. 24 dicembre 2003, n. 355 (convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 47), ha ritenuto che l’efficacia della proroga al 16 aprile 2004 del versamento della prima rata utile per la definizione delle liti pendenti ex art. 16 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, è condizionata al contestuale pagamento di tutte le rate trimestrali decorrenti dal 16 maggio 2003 già scadute.
 
Testo Completo:Sentenza 12 marzo 2014, n. 5664
(Sezione Tributaria, Presidente A. Cappabianca,, Estensore B. Virgilio)

IVA - TRASPORTO AEREO - DIRITTI D’IMBARCO CORRISPOSTI DAL VETTORE - INCLUSIONE NELLA BASE IMPONIBILE.

IVA - TRASPORTO AEREO - DIRITTI D’IMBARCO CORRISPOSTI DAL VETTORE - INCLUSIONE NELLA BASE IMPONIBILE.
La V Sezione Civile ha affermato che, in tema di IVA sul corrispettivo del servizio di trasporto aereo, i diritti d’imbarco, dovuti dalle compagnie e da quest’ultime addebitati in via di rivalsa ai passeggeri, sono inclusi nella base imponibile, a prescindere dalla portata retroattiva dell’art. 39 bis del d. l. 1° ottobre 2007, n. 159.
 
Testo Completo:

TRIBUTI - INVESTIMENTI IN CAMPAGNE PUBBLICITARIE LOCALIZZATE - BENEFICIO EX ART. 61, TREDICESIMO COMMA, DELLA LEGGE N. 289 DEL 2002

TRIBUTI - INVESTIMENTI IN CAMPAGNE PUBBLICITARIE LOCALIZZATE - BENEFICIO EX ART. 61, TREDICESIMO COMMA, DELLA LEGGE N. 289 DEL 2002
- DISCIPLINA DI DETTAGLIO DI CUI ALLA DELIBERA CIPE 25 LUGLIO 2003, N. 53 - TERMINE IVI CONTENUTO, PER LA TRASMISSIONE, IN VIA TELEMATICA, DELLA COMUNICAZIONE DI AVVENUTA REALIZZAZIONE DEL PROGRAMMA DI INVESTIMENTO (CD. MODELLO IRICAP) - INOSSERVANZA - CONSEGUENZE - DECADENZA DAL BENEFICIO
In materia di investimenti in campagne pubblicitarie localizzate, la Suprema Corte, pronunciandosi per la prima volta sulla corrispondente questione, ha stabilito che decade dal beneficio di cui all’art. 61, tredicesimo comma, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, il contribuente che, nel termine previsto dalla delibera del CIPE del 25 luglio 2003, n. 53, di dettaglio della disciplina della suddetta agevolazione, abbia omesso di trasmettere al Centro operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate la comunicazione di avvenuta realizzazione del programma di investimento (cd. modello IRICAP).
 
Testo Completo:Sentenza 7 marzo 2014, n. 5348
(Sezione Tributaria, Presidente A. Cappabianca, Relatore C. Di Iasi)

BANCHE - PAGAMENTO DI ASSEGNO FALSIFICATO - RESPONSABILITA' DELLA BANCA - VALUTAZIONE SECONDO IL CRITERIO DELL'ACCORDO BANCHIERE


BANCHE - PAGAMENTO DI ASSEGNO FALSIFICATO - RESPONSABILITA' DELLA BANCA - VALUTAZIONE SECONDO IL CRITERIO DELL'ACCORDO BANCHIERE
La Terza Sezione Civile ha affermato che, nel caso di pagamento di un assegno bancario falsificato, l’eventuale responsabilità della banca trattaria va valutata secondo il criterio di diligenza dell’accorto banchiere, al fine di verificare quali esami o strumenti consentissero di riscontrare tale falsificazione.
 
Testo Completo:Sentenza 20 marzo 2014, n. 6513 (Terza Sezione Civile, Presidente G. M. Berruti, Relatore E. Vincenti)

ESPROPRIAZIONE IMMOBILIARE - DIVERSITA' TRA BENE PIGNORATO E BENE OGGETTO DEL DECRETO DI TRASFERIMENTO - CONSEGUENZE - INVALIDITA' RIMEDIABILE CON OPPOSIZIONE AGLI ATTI ESECUTIVI

ESPROPRIAZIONE IMMOBILIARE - DIVERSITA' TRA BENE PIGNORATO E BENE OGGETTO DEL DECRETO DI TRASFERIMENTO - CONSEGUENZE - INVALIDITA' RIMEDIABILE CON OPPOSIZIONE AGLI ATTI ESECUTIVI
La Terza Sezione Civile ha affermato che il decreto di trasferimento di un immobile espropriato, il quale abbia per oggetto un bene diverso da quello pignorato, va considerato comunque non inesistente, ma soltanto affetto da invalidità cui porre rimedio mediante opposizione agli atti esecutivi.
 
Testo Completo:Sentenza del 13 marzo 2014, n. 5796 (Terza Sezione Civile, Presidente G. M. Berruti, Relatore F. M. Cirillo)

RISARCIMENTO DEL DANNO NON PATRIMONIALE - DANNO DA PERDITA IMMEDIATA DELLA VITA - RISARCIBILITA' "IURE HAEREDITARIO" - RIMESSIONE DELLA QUESTIONE ALLE SEZIONI UNITE

RISARCIMENTO DEL DANNO NON PATRIMONIALE - DANNO DA PERDITA IMMEDIATA DELLA VITA - RISARCIBILITA' "IURE HAEREDITARIO" - RIMESSIONE DELLA QUESTIONE ALLE SEZIONI UNITE
La Terza sezione civile ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite ai fini della soluzione del contrasto di pronunce sulla questione se il danno da perdita della vita immediatamente conseguente alle lesioni riportate a seguito di un incidente stradale sia o meno risarcibile “iure haereditario”.

Ordinanza interlocutoria 4 marzo 2014, n. 5056
(Sezione Terza Civile, Presidente L. A. Russo, Relatore G. Travaglino)

CONTRATTO PRELIMINARE - COSIDDETTO PRELIMINARE DI PRELIMINARE – (IN)VALIDITÀ

CONTRATTO PRELIMINARE - COSIDDETTO PRELIMINARE DI PRELIMINARE – (IN)VALIDITÀ
La Sezione Seconda ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite di un ricorso involgente la questione della validità del contratto preliminare di preliminare, risolta in passato, dalla medesima Sezione semplice, nel senso della nullità per difetto di causa
 
Testo Completo:Ordinanza interlocutoria del 12 marzo 2014, n. 5779
(Sezione Seconda Civile,Presidente R. M. Triola, Relatore R. M. Triola)

PROFESSIONI E PROFESSIONISTI - RESPONSABILE SANITARIO DI STUDIO ODONTOIATRICO - ILLECITO DISCIPLINARE PER OMESSA VIGILANZA - FATTISPECIE

PROFESSIONI E PROFESSIONISTI - RESPONSABILE SANITARIO DI STUDIO ODONTOIATRICO - ILLECITO DISCIPLINARE PER OMESSA VIGILANZA - FATTISPECIE
Commette illecito disciplinare il responsabile sanitario dello studio odontoiatrico che ometta le cautele necessarie ad evitare l’esecuzione di interventi medico-chirurgici da parte di personale non abilitato.
 
Testo Completo:Sentenza 3 marzo 2014, n. 4928
(Sezione Seconda Civile,Presidente E. Bucciante, Relatore M. R. San Giorgio)

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE – DETERMINAZIONE – SOPRASSUOLO ARBOREO – AUMENTO DEL VALORE VENALE DEL FONDO – INCIDENZA SULLA DETERMINAZIONE DELL’INDENNITÀ.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE – DETERMINAZIONE – SOPRASSUOLO ARBOREO – AUMENTO DEL VALORE VENALE DEL FONDO – INCIDENZA SULLA DETERMINAZIONE DELL’INDENNITÀ.
La Prima Sezione Civile della Corte, rimeditando un precedente consolidato indirizzo alla luce degli interventi della Corte costituzionale e della CEDU nonché dell’evoluzione normativa, ha ritenuto che la determinazione dell’indennità di esproprio di suoli che, qualunque ne sia la destinazione, dispongano di un soprassuolo arboreo idoneo a conferire particolari condizioni di sicurezza, utilità e amenità al fondo oggetto di espropriazione, deve tenere conto dell’aumento di valore di cui il suolo viene a beneficiare.
 
Testo Completo:

ELETTORATO - GIUDIZIO ELETTORALE – GIUDIZIO DI RINVIO – FORMA DELL’ATTO INTRODUTTIVO – RICORSO - TERMINE PER IL DEPOSITO DEL FASCICOLO DI PARTE – DECADENZA – ESCLUSIONE

ELETTORATO - GIUDIZIO ELETTORALE – GIUDIZIO DI RINVIO – FORMA DELL’ATTO INTRODUTTIVO – RICORSO - TERMINE PER IL DEPOSITO DEL FASCICOLO DI PARTE – DECADENZA – ESCLUSIONE
La Prima Sezione Civile della Corte ha ritenuto che, in materia elettorale, il giudizio conseguente a sentenza di cassazione con rinvio deve essere introdotto con ricorso, mentre il termine di dieci giorni, previsto per il deposito del fascicolo di parte con tutti gli atti e i documenti del processo, non è previsto a pena di decadenza.
 
Testo Completo:Sentenza n. 6298 del 19 marzo 2014
(Sezione Prima Civile, Presidente S. Salvago, Relatore L. Nazzicone)

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - ENTI LOCALI - ART. 23 DEL D.L. N. 66 DEL 1989 - CONTRATTI DI PRESTAZIONE D'OPERA PROFESSIONALE CONDIZIONATI AL FINANZIAMENTO DELL'OPERA - APPLICABILITA' - CONTRASTO - RIMESSIONE ALLE S.U.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - ENTI LOCALI - ART. 23 DEL D.L. N. 66 DEL 1989 - CONTRATTI DI PRESTAZIONE D'OPERA PROFESSIONALE CONDIZIONATI AL FINANZIAMENTO DELL'OPERA - APPLICABILITA' - CONTRASTO - RIMESSIONE ALLE S.U.
La Prima Sezione Civile della Corte ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione della causa alle Sezioni Unite in relazione al contrasto determinatosi con riferimento all’applicabilità, o meno, dell’art. 23, co. 2 e 3, d.l. n. 66 del 1989 – che subordina l’effettuazione di qualsiasi spesa alla sussistenza di una delibera autorizzativa e alla registrazione del relativo impegno contabile sul competente bilancio di previsione – ai contratti di prestazione d’opera professionale stipulati dagli enti pubblici territoriali nei quali il pagamento del compenso dovuto dal professionista sia condizionato al finanziamento dell’opera la cui progettazione costituisce oggetto dell’incarico conferito.
 
Testo Completo:Ordinanza Interlocutoria n. 6123 del 17 marzo 2014
(Sezione Prima Civile, Presidente G. Salmè - Relatore G. Mercolino)

COMUNITA' EUROPEA - FEDERCONSORZI - CREDITO PER IL MANDATO EX LEGE FRA STATO E CONSORZI AGRARI - LIMITAZIONE LEGALE DEGLI INTERESSI - DOMANDA DI PRONUNCIA PREGIUDIZIALE

COMUNITA' EUROPEA - FEDERCONSORZI - CREDITO PER IL MANDATO EX LEGE FRA STATO E CONSORZI AGRARI - LIMITAZIONE LEGALE DEGLI INTERESSI - DOMANDA DI PRONUNCIA PREGIUDIZIALE
Con riguardo al rapporto di mandato ex lege intercorso tra lo Stato ed i consorzi agrari per l’approvvigionamento e la distribuzione dei prodotti agricoli, la prima Sezione civile ha chiesto alla Corte di giustizia dell’Unione europea di pronunciarsi in via pregiudiziale interpretativa, ai sensi dell’art. 267 TFUE, sulla compatibilità dell’art. 12, comma 6, del d.l. 2 marzo 2012, n. 16, convertito con legge n. 26 aprile 2012, n. 44, laddove ha limitato per legge l’importo e la capitalizzazione degli interessi derivanti da quel rapporto, con le direttive europee 2000/35/CE e 2011/7/UE, recepite con i d.lgs. n. 231 del 2002 e n. 192 del 2012, in tema di lotta contro i ritardi nei pagamenti nelle transazioni commerciali.
 
Testo Completo:Ordinanza interlocutoria 28 febbraio 2014, n. 4801
(Sezione Prima Civile, Presidente C. Carnevale, Relatore S. Di Amato)

CONTRATTI BANCARI - GESTIONE DI PORTAFOGLIO MOBILIARE - CRITERIO DI GESTIONE ECCESSIVAMENTE "PRUDENZIALE" NELLA FASE CONCLUSIVA DEL RAPPORTO

CONTRATTI BANCARI - GESTIONE DI PORTAFOGLIO MOBILIARE - CRITERIO DI GESTIONE ECCESSIVAMENTE "PRUDENZIALE" NELLA FASE CONCLUSIVA DEL RAPPORTO
- VIOLAZIONE DEL DOVERE DI DILIGENZA - SUSSISTENZA - PRECEDENTE ADEGUATA GESTIONE - IRRILEVANZA
La Corte ha affermato che la banca è tenuta al risarcimento del danno, per violazione del dovere di diligenza nella gestione del patrimonio mobiliare dell’investitore, allorché abbia tenuto una condotta eccessivamente prudente nelle scelte attuate (nella specie, per avere ridotto la quota azionaria dell’investimento ben al di sotto del limite massimo pattuito) conseguendo così una redditività inferiore, a nulla rilevando che, grazie alla gestione degli anni precedenti, il cliente avesse conseguito idonei guadagni.
 
Testo Completo:Sentenza 24 febbraio 2014, n. 4393
(Sezione Prima Civile, Presidente U. Vitrone, Relatore A. Didone)

SOCIETA' - TRASFORMAZIONE DI S.R.L. IN S.P.A. - ART. 223 BIS, SECONDO COMMA, DISP. ATT. E TRANS. COD. CIV.

SOCIETA' - TRASFORMAZIONE DI S.R.L. IN S.P.A. - ART. 223 BIS, SECONDO COMMA, DISP. ATT. E TRANS. COD. CIV.
- MODIFICAZIONI STATUTARIE SOLO OCCASIONATE E NON NECESSITATE DALLA TRASFORMAZIONE - APPLICABILITA' - ESCLUSIONE - SANATORIA EX ART. 2500 BIS. COD. CIV. - INCONFIGURABILITA'
La Corte ha stabilito che l’art. 223 bis disp. att. e trans. cod. civ. – introdotto dal d.lgs. n. 6 del 2003 e che, sino al 30 settembre 2004, consentiva alle s.r.l. di deliberare, anche in deroga allo statuto, la loro trasformazione in società per azioni con il voto favorevole della metà del capitale – non si applica in ipotesi di modificazioni statutarie solo occasionate, e non necessitate, dalla trasformazione, né per esse vige la sanatoria ex art. 2500 bis cod. civ.
 
Testo Completo:Sentenza 24 febbraio 2014, n. 4388
(Sezione Prima Civile, Presidente U. Vitrone, Estensore M. Cristiano)

APPALTO PUBBLICO - "SORPRESA ARCHEOLOGICA" - MERA PROBABILITA' DELL'EMERSIONE DI REPERTI - FORZA MAGGIORE DI SOSPENSIONE DEI LAVORI - SUSSISTENZA

APPALTO PUBBLICO - "SORPRESA ARCHEOLOGICA" - MERA PROBABILITA' DELL'EMERSIONE DI REPERTI - FORZA MAGGIORE DI SOSPENSIONE DEI LAVORI - SUSSISTENZA
In tema di appalti pubblici, la sospensione dei lavori in ipotesi di cd. sorpresa archeologica è obbligatoria in presenza della mera esigenza di esplorazioni archeologiche, per la oggettiva probabilità della emersione del reperto, di per sé sufficiente ad integrare la “forza maggiore” di cui all’art. 30, primo comma, d.P.R. n. 1063 del 1962.
 
Testo Completo:Ordinanza interlocutoria 17 febbraio 2014, n. 3670
(Sezione Prima Civile, Presidente G. Salmé, Estensore L. Macioce)

FALLIMENTO E PROCEDURE CONCORSUALI - CONCORDATO PREVENTIVO - IPOTECA RILASCIATA SU PROPRI BENI DA SOCIO ILLIMITATAMENTE RESPONSABILTE - EFFETTO ESDEBITATORIO - (IN)SUSSISTENZA - RIMESSIONE ALLE S.U.

FALLIMENTO E PROCEDURE CONCORSUALI - CONCORDATO PREVENTIVO - IPOTECA RILASCIATA SU PROPRI BENI DA SOCIO ILLIMITATAMENTE RESPONSABILTE - EFFETTO ESDEBITATORIO - (IN)SUSSISTENZA - RIMESSIONE ALLE S.U.
La Sezione Prima civile ha rimesso al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, la questione, oggetto di contrasto e ritenuta di particolare importanza, se l’effetto esdebitatorio del concordato preventivo si estenda alla garanzia ipotecaria, prestata su propri beni dal socio illimitatamente responsabile di società personale per i debiti di quest’ultima, e se, in caso di risposta negativa, il creditore ipotecario conservi la garanzia per la parte di credito non coperta dalla percentuale concordataria.
 
Testo Completo:Ordinanza interlocutoria 12 febbraio 2014, n. 3163
(Sezione Prima Civile, Presidente G. Salmé, Relatore A. Didone)

sabato 29 marzo 2014

TRIBUTI - BENEFICI PRIMA CASA

TRIBUTI - BENEFICI PRIMA CASA
- APPARTAMENTO ACQUISTATO DA UNO DEI CONIUGI, GIA' PROPRIETARIO, ORIGINARIAMENTE IN COMUNIONE LEGALE CON L'ALTRO, DI DIVERSO IMMOBILE, DOPO LA LORO SEPARAZIONE LEGALE - SPETTANZA DEI BENEFICI - FONDAMENTO
In tema di benefici fiscali collegati all’acquisto della prima casa, la Suprema Corte ha affermato che, al verificarsi della separazione legale, la comunione tra coniugi di un diritto reale su un immobile, ancorchè originariamente acquistato in regime di comunione legale, deve essere equiparata alla contitolarità indivisa dei diritti sui beni tra soggetti tra loro estranei, che è compatibile con le agevolazioni, atteso che la facoltà di usare il bene comune, che non impedisca a ciascuno degli altri comunisti “di farne parimenti uso” ex art. 1102 cod. civ., non consente di destinare la casa comune ad abitazione di uno solo dei comproprietari, per cui la titolarità di una quota è simile a quella di un immobile inidoneo a soddisfarne le esigenze abitative.
 
Testo Completo:Sentenza 19 febbraio 2014, n. 3931
(Sezione Tributaria, Presidente A. Merone, Relatore M.G.C. Sambito)

TRIBUTI - IMPOSTA DI REGISTRO - INSUSSISTENZA DI MAGGIORE IMPOSTA DOVUTA RISPETTO A QUELLA ASSOLTA AL MOMENTO DELLA REGISTRAZIONE DELL'ATTO

TRIBUTI - IMPOSTA DI REGISTRO - INSUSSISTENZA DI MAGGIORE IMPOSTA DOVUTA RISPETTO A QUELLA ASSOLTA AL MOMENTO DELLA REGISTRAZIONE DELL'ATTO
- DEFINIZIONE AGEVOLATA DELLA LITE EX ART. 11 DELLA LEGGE N. 289 DEL 2002 - POSSIBILITA' - ESCLUSIONE
In tema di imposta di registro, la Suprema Corte ha escluso la possibilità di definizione agevolata della lite, ex art. 11 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, qualora non emerga alcuna maggiore imposta da pagare rispetto a quella assolta in sede di registrazione degli atti.
 
Testo Completo:Sentenza 19 febbraio 2014, n. 3954
(Sezione Tributaria, Presidente A. Merone, Relatore D. Chindemi)


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NOTIFICAZIONI – MODI – NOTIFICAZIONI E COMUNICAZIONI CON LE PARTI PRIVATE - UTILIZZO DELLA POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA - LEGITTIMITA' - ESCLUSIONE

NOTIFICAZIONI – MODI – NOTIFICAZIONI E COMUNICAZIONI CON LE PARTI PRIVATE - UTILIZZO DELLA POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA - LEGITTIMITA' - ESCLUSIONE
La Corte ha affermato che nel processo penale non possono essere effettuate notificazioni e comunicazioni con le parti private mediante l’utilizzo della posta elettronica certificata.
 
Testo Completo:Sentenza n. 7058 dell’11 febbraio 2014 – depositata il 13 febbraio 2014
(Sezione Terza Penale – Presidente C. Squassoni – Relatore A. Scarcella)

REATI MILITARI - REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE MILITARE – TRUFFA MILITARE – QUALITÀ DI MILITARE DEL SOGGETTO ATTIVO E DEL SOGGETTO PASSIVO – NECESSITÀ – FATTISPECIE IN TEMA DI TRUFFA COMMESSA NEI CONFRONTI DELLA BANCA D’ITALIA.

REATI MILITARI - REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE MILITARE – TRUFFA MILITARE – QUALITÀ DI MILITARE DEL SOGGETTO ATTIVO E DEL SOGGETTO PASSIVO – NECESSITÀ – FATTISPECIE IN TEMA DI TRUFFA COMMESSA NEI CONFRONTI DELLA BANCA D’ITALIA.
La Prima Sezione della Corte di Cassazione ha affermato che, per la configurabilità della truffa militare, è necessaria la qualità di militare sia del soggetto attivo che di quello passivo del reato ed ha di conseguenza escluso la sussistenza del delitto in esame in un’ipotesi in cui il fatto era stato commesso in danno della Banca d’Italia.
 
Testo Completo:
(Sezione Prima Penale, Presidente M. C. Siotto, Relatore R. Maggi)

OPPOSIZIONE A SANZIONE AMMINISTRATIVA - APPELLO - REGIME INTERMEDIO TRA IL DLG. N. 40 DEL 2006 E IL D.LGS. 150 DEL 2011 - FORMA DELL'ATTO - CITAZIONE - ERRONEA UTILIZZAZIONE DEL RICORSO - SANATORIA - LIMITI E CONDIZIONI

OPPOSIZIONE A SANZIONE AMMINISTRATIVA - APPELLO - REGIME INTERMEDIO TRA IL DLG. N. 40 DEL 2006 E IL D.LGS. 150 DEL 2011 - FORMA DELL'ATTO - CITAZIONE - ERRONEA UTILIZZAZIONE DEL RICORSO - SANATORIA - LIMITI E CONDIZIONI


Le Sezioni unite hanno enunciato il principio secondo il quale, nel regime intermedio tra il d.lgs. n. 40 del 2006 e il d.lgs. n. 150 del 2011, nei giudizi di opposizione ad ordinanza ingiunzione l’appello deve essere proposto con citazione e non con ricorso, la cui erronea utilizzazione è suscettibile di sanatoria solo a condizione che, nel termine previsto dalla legge, l’atto sia stato non solo depositato nella cancelleria del giudice ma anche notificato alla controparte.

Sentenza n. 2907 del 10 febbraio 2014
(Sezioni Unite Civili, Presidente F. Miani Canevari, Relatore S. Petitti)

TRIBUTI - AZIONE DI RECUPERO DI AIUTO DI STATO - INTERESSI DOVUTI SULLE SOMME DA RECUPERARE

TRIBUTI - AZIONE DI RECUPERO DI AIUTO DI STATO - INTERESSI DOVUTI SULLE SOMME DA RECUPERARE
- CRITERI DI DETERMINAZIONE - CALCOLO SU BASE SEMPLICE O COMPOSTA - INTERPRETAZIONE DEL DIRITTO DELL'UNIONE EUROPEA - RIMESSIONE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL'UNIONE EUROPEA
La Suprema Corte, a norma dell’art. 267 del Trattato di funzionamento dell’Unione Europea, ha rimesso alla Corte di Giustizia dell’Unione la pronuncia sulla questione pregiudiziale concernente l’interpretazione dell’art. 14 del Regolamento CE n. 659/99 del Consiglio del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell’art. 93 del Trattato CE, e gli artt. 9, 11 e 13 del Regolamento CE n. 794/04 della Commissione del 21 aprile 2004, recante disposizioni in esecuzione del Regolamento predetto, e, in particolare, se detta disciplina debba essere interpretata nel senso che osti ad una legislazione nazionale che, in relazione ad un’azione di recupero di un aiuto di Stato conseguente ad una decisione della Commissione notificata in data 7 giugno 2002, stabilisca l’applicazione del tasso di interesse in base al regime degli interessi composti.
 
Testo Completo:Ordinanza interlocutoria n. 3006 dell'11 febbraio 2014
(Sezione Tributaria, Presidente A. Cappabianca, Relatore B. Virgilio)

PREVIDENZA E ASSISTENZA (ASSICURAZIONI SOCIALI) - OMESSO VERSAMENTO- CONTRIBUTI

PREVIDENZA E ASSISTENZA (ASSICURAZIONI SOCIALI) - OMESSO VERSAMENTO- CONTRIBUTI
- AVVISO DI ACCERTAMENTO DELLA VIOLAZIONE DA PARTE DELL'ENTE PREVIDENZIALE - NOTIFICA PRESSO LA SEDE DELLA PERSONA GIURIDICA - DESTINATARIO NON PIU' AMMINISTRATORE - RILEVANZA AI FINI DELLA DECORRENZA DEL TERMINE DI TRE MESI PER PROVVEDERE ALLA REGOLARIZZAZIONE - ESCLUSIONE
La Corte ha affermato che, in tema di omesso versamento delle ritenute assistenziali e previdenziali, ai fini della decorrenza del termine di tre mesi concesso al datore di lavoro per provvedere al versamento dovuto, la notifica dell’avviso di accertamento da parte dell’Ente non può ritenersi validamente effettuata presso la sede della società qualora la persona fisica penalmente responsabile sia cessata dalla carica di amministratore. (Fattispecie in cui la Corte ha annullato la sentenza impugnata per consentire all’imputato di fruire della causa di non punibilità).
 
Testo Completo:Sentenza n. 6378 del 4 dicembre 2014 - depositata l'11 febbraio 2014
(Sezione Terza Penale, Presidente A. Fiale, Relatore L. Marini)

REATO - ESTINZIONE - PRESCRIZIONE – DICHIARAZIONI SPONTANEE RESE ALL'A.G. - EQUIPARAZIONE ALL'INTERROGATORIO – EFFICACIA INTERRUTTIVA DELLA PRESCRIZIONE – POSSIBILITÀ - CONDIZIONI.

REATO - ESTINZIONE - PRESCRIZIONE – DICHIARAZIONI SPONTANEE RESE ALL'A.G. - EQUIPARAZIONE ALL'INTERROGATORIO – EFFICACIA INTERRUTTIVA DELLA PRESCRIZIONE – POSSIBILITÀ - CONDIZIONI.
Le Sezioni Unite hanno affermato che le dichiarazioni rese in sede di presentazione spontanea all’autorità giudiziaria sono idonee ad interrompere la prescrizione, al pari dell’interrogatorio, purché all’indagato siano stati contestati i fatti addebitati.
 
Testo Completo:
 
(Sezioni Unite Penali, Presidente G. Santacroce, Relatore P. A. Bruno)

ESECUZIONE E ORDINAMENTO PENITENZIARIO – DIVIETO DI TRATTAMENTI INUMANI E DEGRADANTI – INTERPRETAZIONE DELLA CORTE EDU - SPAZIO INDIVIDUALE MINIMO INTRAMURARIO – MODALITÀ DI COMPUTO – RILEVANZA DEGLI ARREDI.

ESECUZIONE E ORDINAMENTO PENITENZIARIO – DIVIETO DI TRATTAMENTI INUMANI E DEGRADANTI – INTERPRETAZIONE DELLA CORTE EDU - SPAZIO INDIVIDUALE MINIMO INTRAMURARIO – MODALITÀ DI COMPUTO – RILEVANZA DEGLI ARREDI.
La Prima Sezione della Corte di cassazione ha affermato che, in base ai parametri elaborati dalla Corte EDU, per la determinazione dello spazio individuale minimo intramurario, pari o superiore a tre metri quadrati, da assicurare ad ogni detenuto, deve essere scomputata dalla superficie lorda della cella l’area occupata dagli arredi.
 
Testo Completo:
 
(Sezione Prima Penale, Presidente S. Chieffi, Relatore M. Vecchio)

EDILIZIA – RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA – INTERVENTI MODIFICATIVI DELLA SAGOMA – RICOSTRUZIONE DI EDIFICI CROLLATI O DEMOLITI - ART. 30 D.L. N. 69 DEL 2013 (“DECRETO DEL FARE”) – LEGGE N. 98 DEL 2013 – PRESUPPOSTI.

EDILIZIA – RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA – INTERVENTI MODIFICATIVI DELLA SAGOMA – RICOSTRUZIONE DI EDIFICI CROLLATI O DEMOLITI - ART. 30 D.L. N. 69 DEL 2013 (“DECRETO DEL FARE”) – LEGGE N. 98 DEL 2013 – PRESUPPOSTI.
La Terza Sezione della Corte di cassazione ha affermato che l’art. 30 della legge n. 98 del 2013 per qualificare come ristrutturazione edilizia anche gli interventi modificativi della sagoma dell’edificio esistente o che comportino la ricostruzione o il “ripristino” di edifici “eventualmente crollati o demoliti”, richiede l’accertamento della preesistente consistenza dell’immobile.
 
Testo Completo:
 
(Sezione Terza Penale, Presidente C. Squassoni, Relatore L. Marini)

REATI CONTRO LA PERSONA – SERVIZIO DI HOSTING PROVIDER – RESPONSABILITÀ - DATI PERSONALI CARICATI IN RETE DAGLI UTENTI - OBBLIGO GENERALE DI SORVEGLIANZA – SUSSISTENZA – ESCLUSIONE.

REATI CONTRO LA PERSONA – SERVIZIO DI HOSTING PROVIDER – RESPONSABILITÀ - DATI PERSONALI CARICATI IN RETE DAGLI UTENTI - OBBLIGO GENERALE DI SORVEGLIANZA – SUSSISTENZA – ESCLUSIONE.
La S.C. ha affermato che l’Internet Hosting Provider, per la mancanza di un obbligo generale di sorveglianza, non è responsabile della liceità del trattamento dei dati personali memorizzati a richiesta degli utenti su una piattaforma video accessibile sulla rete Internet.
 
Testo Completo:
 
(Sezione Terza Penale, Presidente S.F. Mannino, Relatore A.M. Andronio)

VIOLAZIONE DEI LIMITI ESTERNI DELLA GIURISDIZIONE – CONTROLLO DELLA CORTE DI CASSAZIONE – AMBITO – VERIFICA DELLA CONFORMITÀ DELLA DECISIONE AL DIRITTO DELL’UNIONE EUROPEA –ESCLUSIONE.

VIOLAZIONE DEI LIMITI ESTERNI DELLA GIURISDIZIONE – CONTROLLO DELLA CORTE DI CASSAZIONE – AMBITO – VERIFICA DELLA CONFORMITÀ DELLA DECISIONE AL DIRITTO DELL’UNIONE EUROPEA –ESCLUSIONE.
Le Sezioni Unite civili hanno affermato il principio secondo il quale il controllo, da parte della Corte di cassazione, del superamento del limite esterno della giurisdizione non include la verifica della conformità della decisione (nella specie, del giudice amministrativo) al diritto dell’Unione europea.
 
Testo Completo:

MISURE CAUTELARI – PERSONALI – SCELTA DELLE MISURE (CRITERI) – IMPUTATO PADRE CONVIVENTE DI PROLE DI ETÀ INFERIORE AI SEI ANNI

MISURE CAUTELARI – PERSONALI – SCELTA DELLE MISURE (CRITERI) – IMPUTATO PADRE CONVIVENTE DI PROLE DI ETÀ INFERIORE AI SEI ANNI
– MADRE CONVIVENTE IN PRECARIE CONDIZIONI DI SALUTE – NECESSITÀ DI DARE ASSISTENZA ANCHE AD ALTRO FIGLIO MINORENNE IN GRAVI CONDIZIONI – DIVIETO DI CUSTODIA CAUTELARE - SUSSISTENZA
La Prima Sezione della Corte di cassazione ha affermato che sussiste il divieto di disporre o mantenere la custodia in carcere, ai sensi dell’art. 275, comma quarto, cod. proc. pen., nei confronti di un imputato padre convivente di prole di età inferiore ai sei anni, qualora la madre sia impossibilitata a dare assistenza al bambino a causa delle sue precarie condizioni di salute e debba provvedere anche alle necessità di altro figlio minorenne, portatore di una grave malattia
 
Testo Completo:Sentenza n. 4748 del 12 dicembre 2013 - depositata il 31 gennaio 2014
(Sezione Prima Penale, Presidente A. Cortese, Relatore Barbarisi)

STUPEFACENTI – IN GENERE – PREPARAZIONE GALENICA ANTI-FAME CONTENENTE SOSTANZE AD EFFETTO PSICOTROPO – PRESCRIZIONE DA PARTE DI MEDICO – REATO DI CUI ALL’ART. 73 COMMA 1 D.P.R. N. 309 DEL 1990 - INTEGRAZIONE – SUSSISTENZA.

STUPEFACENTI – IN GENERE – PREPARAZIONE GALENICA ANTI-FAME CONTENENTE SOSTANZE AD EFFETTO PSICOTROPO – PRESCRIZIONE DA PARTE DI MEDICO – REATO DI CUI ALL’ART. 73 COMMA 1 D.P.R. N. 309 DEL 1990 - INTEGRAZIONE – SUSSISTENZA.
La Terza Sezione della Corte di cassazione ha annullato la sentenza di assoluzione di un medico accusato di aver prescritto, fatto preparare e venduto preparati galenici anti-fame a base di similamfetamine (dietilpropione e clorazepato), rinviando alla corte di merito per la verifica della concreta integrazione del reato di cui all’art. 73 comma 1 d.P.R. n. 309 del 1990, in ragione della indiscutibile natura di sostanze psicotrope dei suddetti preparati.
 
Testo Completo:
(Sezione Terza Penale, Presidente S. F. Mannino, Relatore S. Gazzara)

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