venerdì 15 maggio 2015

MISURE CAUTELARI – REALI – SEQUESTRO – RIESAME – PROCEDIMENTO – TERMINE PERENTORIO DI DIECI GIORNI EX ART. 324, COMMA 5, COD. PROC. PEN. – DECISIONE DI MERITO – NECESSITÀ – ESCLUSIONE – PRONUNCIA DI RITO – SUFFICIENZA.

La Seconda Sezione, modificando il precedente orientamento della Suprema Corte, ha affermato che nel procedimento di riesame del provvedimento di sequestro, entro il termine perentorio di dieci giorni previsto dall’art. 324, comma 5, cod. proc. pen. non deve necessariamente intervenire una decisione di merito, essendo, invece, sufficiente anche una mera pronuncia di rito, come una di incompetenza per territorio.


Presidente: M. Gentile
Relatore: A. Manna

MISURE CAUTELARI – REALI – SEQUESTRO – RIESAME – PROCEDIMENTO – TERMINE PERENTORIO DI DIECI GIORNI EX ART. 324, COMMA 5, COD. PROC. PEN. – DECISIONE DI MERITO – NECESSITÀ – ESCLUSIONE – PRONUNCIA DI RITO – SUFFICIENZA.

Sentenza n. 17853 ud. 12/03/2015 - deposito del 29/04/2015

giovedì 14 maggio 2015

REATI FALLIMENTARI - BANCAROTTA FRAUDOLENTA - IN GENERE – SEQUESTRO PREVENTIVO DI BENI DI PROPRIETA' DI TERZI - CONDIZIONI - RESTITUZIONE AL FORMALE INTESTATARIO DISPOSTA DAL GIUDICE E DELEGATO AL FALLIMENTO - PRECLUSIONE AL SEQUESTRO - ESCLUSIONE - RAGIONI

La sezione quinta ha affermato che il sequestro preventivo di beni di proprietà di terzi, quando sia certa la loro “pertinenza” al reato di bancarotta fraudolenta per effetto del carattere meramente fittizio della loro intestazione e per la loro effettiva riconducibilità all’indagato, non è impedito dal fatto che il giudice delegato al fallimento, accogliendo la domanda di rivendicazione, ne abbia disposto la restituzione al formale intestatario, in quanto le procedure fallimentare e penale sono autonome e l’efficacia di giudicato, nel procedimento penale, è limitata alle sole sentenze civili che abbiano deciso una questione sullo stato di famiglia o di cittadinanza.


Presidente: M. Fumo
Relatore: A. Settembre


REATI FALLIMENTARI - BANCAROTTA FRAUDOLENTA - IN GENERE – SEQUESTRO PREVENTIVO DI BENI DI PROPRIETA' DI TERZI - CONDIZIONI - RESTITUZIONE AL FORMALE INTESTATARIO DISPOSTA DAL GIUDICE E DELEGATO AL FALLIMENTO - PRECLUSIONE AL SEQUESTRO - ESCLUSIONE - RAGIONI

Sentenza n. 19078 ud. 22/01/2015 - deposito del 07/05/2015

REATI CONTRO LA PERSONA - VIOLENZA SESSUALE - INDUZIONE A COMPIERE O A SUBIRE ATTI SESSUALI CON ABUSO DELLE CONDIZIONI DI INFERIORITA' FISICA O PSICHICA - CONFIGURABILITA' DELL'AGGRAVANTE DI CUI ALL'ART. 36 COMMA 1 LEGGE N. 104 DEL 1992 - ESCLUSIONE

La Terza Sezione della Corte di Cassazione, ha affermato che nel delitto previsto dall’art. 609 bis comma 2 n. 1 cod. pen., lo stato di inferiorità fisica o psichica della persona offesa integra un elemento costitutivo del reato e lo stesso, anche se derivante da malattia, non può al contempo configurare l’aggravante prevista dall’art. 36 comma 1 della legge n. 104 del 1992.
 


Presidente: C. Squassoni
Relatore: L. Orilia


REATI CONTRO LA PERSONA - VIOLENZA SESSUALE - INDUZIONE A COMPIERE O A SUBIRE ATTI SESSUALI CON ABUSO DELLE CONDIZIONI DI INFERIORITA' FISICA O PSICHICA - CONFIGURABILITA' DELL'AGGRAVANTE DI CUI ALL'ART. 36 COMMA 1 LEGGE N. 104 DEL 1992 - ESCLUSIONE


Sentenza n. 19172 ud. 08/01/2015 - deposito del 08/05/2015

LAVORO PUBBLICO - DIRIGENTE AMMINISTRATIVO COMPARTO SANITÀ – RETRIBUZIONE DI POSIZIONE – INCARICO DIRIGENZIALE – SPETTANZA – PRESUPPOSTI.

La Sezione Lavoro ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite della questione, su cui vi è contrasto, relativa ai presupposti per la spettanza della retribuzione di posizione, di cui all’art. 40 del c.c.n.l. dirigenza non medica del comparto sanità del quadriennio 1998–2001, ripreso dall’art. 33 del successivo c.c.n.l. 2002–2005, ossia se sia necessaria la dimostrazione che l’incarico sia ricoperto, o che si sia in condizione di ricoprirlo, ovvero se sia sufficiente la previsione, nel contratto collettivo, della mera equiparazione a un livello dirigenziale.


Presidente: P. Stile
Relatore: G. Napoletano


LAVORO PUBBLICO - DIRIGENTE AMMINISTRATIVO COMPARTO SANITÀ – RETRIBUZIONE DI POSIZIONE – INCARICO DIRIGENZIALE – SPETTANZA – PRESUPPOSTI.

Ordinanza interlocutoria n. 9388 del 08/05/2015

LAVORO PUBBLICO - INSEGNANTE DI SCUOLA MATERNA – PASSAGGIO ALLA SCUOLA SUPERIORE – RICONOSCIMENTO ANZIANITÀ DI SERVIZIO – SPETTANZA – LIMITI.

La Sezione Lavoro ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite della questione, su cui vi è contrasto, relativa al riconoscimento, integrale o meno, della pregressa anzianità di servizio nel passaggio dal ruolo della scuola materna a quello della scuola superiore, ai sensi degli artt. 57 legge 11 luglio 1980, n. 312 e 83, d.P.R. 31 maggio 1974, n. 417.


Presidente: G. Vidiri
Relatore: N. De Marinis


LAVORO PUBBLICO - INSEGNANTE DI SCUOLA MATERNA – PASSAGGIO ALLA SCUOLA SUPERIORE – RICONOSCIMENTO ANZIANITÀ DI SERVIZIO – SPETTANZA – LIMITI.

Ordinanza interlocutoria n. 9378 del 08/05/2015

RICORSO PER CASSAZIONE - SENTENZA D’APPELLO - RIMESSIONE DELLA CAUSA AL GIUDICE DI PRIMO GRADO – RICORSO PER CASSAZIONE IMMEDIATO O SOLO DIFFERITO SENZA NECESSITÀ DI RISERVA – CONTRASTO

In tema d’impugnazioni civili, la Prima Sezione ha trasmesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite della questione, ritenuta di massima di particolare importanza e su cui vi è contrasto, concernente l’ammissibilità del ricorso immediato per cassazione o, al contrario, del solo ricorso differito ex art. 360, terzo comma, cod. proc. civ. avverso la sentenza d’appello che rimette la causa al giudice di primo grado.


Presidente: R. Rodorf
Relatore: R. Bernabei


RICORSO PER CASSAZIONE - SENTENZA D’APPELLO - RIMESSIONE DELLA CAUSA AL GIUDICE DI PRIMO GRADO – RICORSO PER CASSAZIONE IMMEDIATO O SOLO DIFFERITO SENZA NECESSITÀ DI RISERVA – CONTRASTO

Ordinanza interlocutoria n. 6127 del 26/03/2015

venerdì 8 maggio 2015

SOCIETÀ - SOCIETÀ DI CAPITALI – RESPONSABILITÀ DEGLI AMMINISTRATORI – AZIONE DEL CURATORE – MANCATA TENUTA DELLA CONTABILITÀ – DETERMINAZIONE DEL DANNO - DIFFERENZA TRA PASSIVO ACCERTATO E ATTIVO LIQUIDATO – RILEVANZA - CRITERIO DI LIQUIDAZIONE EQUITATIVA.

Nell’azione di responsabilità promossa dal curatore a norma dell’art. 146, comma secondo, legge fallim., la mancata (o irregolare) tenuta delle scritture contabili, pur se addebitabile all’amministratore convenuto, non giustifica che il danno risarcibile sia determinato e liquidato nella misura corrispondente alla differenza tra il passivo accertato e l’attivo liquidato in sede fallimentare, che integra solo un parametro per una liquidazione equitativa, ove ne sussistano le condizioni, sempreché il ricorso a tale criterio sia, in ragione delle circostanze del caso concreto, logicamente plausibile e, comunque, che l’attore abbia indicato le ragioni che gli hanno impedito l’accertamento degli specifici effetti dannosi concretamente riconducibili alla condotta dell’amministratore.


Presidente: L.A. Rovelli
Relatore: R. Rordorf



SOCIETÀ - SOCIETÀ DI CAPITALI – RESPONSABILITÀ DEGLI AMMINISTRATORI – AZIONE DEL CURATORE – MANCATA TENUTA DELLA CONTABILITÀ – DETERMINAZIONE DEL DANNO - DIFFERENZA TRA PASSIVO ACCERTATO E ATTIVO LIQUIDATO – RILEVANZA - CRITERIO DI LIQUIDAZIONE EQUITATIVA.

Sentenza n. 9100 del 06/05/2015

lunedì 4 maggio 2015

MPUGNAZIONI CIVILI - AZIONE DI CLASSE EX ART. 140 BIS, DELLA LEGGE N. 206 DEL 2005 – ORDINANZA DI INAMMISSIBILITÀ – RICORRIBILITÀ PER CASSAZIONE - RIMESSIONE ALLE SEZIONI UNITE

La Terza Sezione Civile ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite della questione se l’ordinanza di inammissibilità dell’azione collettiva, pronunciata ai sensi dell’art. 140 bis, della legge. n. 6 settembre 2005, n. 206sia o meno impugnabile per cassazione.


Presidente: G.B. Petti
Relatore: M. Rossetti


MPUGNAZIONI CIVILI - AZIONE DI CLASSE EX ART. 140 BIS, DELLA LEGGE N. 206 DEL 2005 – ORDINANZA DI INAMMISSIBILITÀ – RICORRIBILITÀ PER CASSAZIONE - RIMESSIONE ALLE SEZIONI UNITE

Ordinanza interlocutoria n. 8433 del 24/04/2015

giovedì 30 aprile 2015

REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA LIBERTÀ INDIVIDUALE - VIOLAZIONE DI DOMICILIO - IN GENERE - ACCESSO ABUSIVO AD UN SISTEMA INFORMATICO O TELEMATICO - LUOGO DI CONSUMAZIONE DEL REATO – INDIVIDUAZIONE – CRITERI

Con sentenza depositata il 24 aprile 2015, le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione, risolvendo un conflitto di competenza, hanno affermato che “il luogo di consumazione del delitto di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico di cui all’art. 615-ter cod. pen. coincide con quello nel quale si trova il soggetto che effettua l’introduzione abusiva o vi si mantiene abusivamente”.


Presidente: G.Santacroce
Relatore: C. Squassoni



REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA LIBERTÀ INDIVIDUALE - VIOLAZIONE DI DOMICILIO - IN GENERE - ACCESSO ABUSIVO AD UN SISTEMA INFORMATICO O TELEMATICO - LUOGO DI CONSUMAZIONE DEL REATO – INDIVIDUAZIONE – CRITERI

Sentenza n. 17325 ud. 26/03/2015 - deposito del 24/04/2015

REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA LIBERTÀ INDIVIDUALE - IN GENERE - ATTI PERSECUTORI - TERMINE PER LA PROPOSIZIONE DELLA QUERELA - MOMENTO CONSUMATIVO - INDIVIDUAZIONE

La S.C. ha affermato che il termine utile ai fini della proposizione della querela per il delitto di atti persecutori inizia a decorrere dalla consumazione del reato, che coincide con “l’evento di danno” consistente nella alterazione delle proprie abitudini di vita o in un perdurante stato di ansia o di paura, ovvero con “l’evento di pericolo” consistente nel fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto.


Presidente: P. Dubolino
Relatore: A. Guardiano



REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA LIBERTÀ INDIVIDUALE - IN GENERE - ATTI PERSECUTORI - TERMINE PER LA PROPOSIZIONE DELLA QUERELA - MOMENTO CONSUMATIVO - INDIVIDUAZIONE


Sentenza n. 17082 ud. 05/12/2014 - deposito del 23/04/2015

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