giovedì 30 dicembre 2010

RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITA' STRANIERE - MANDATO DI ARRESTO EUROPEO - CONSEGNA PER L'ESTERO - APPLICAZIONE DEL MOTIVO DI RIFIUTO DI CUI ALL'ART. 18, LETT. P), L. N. 69/2005 - CONDIZIONI

RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITA' STRANIERE - MANDATO DI ARRESTO EUROPEO - CONSEGNA PER L'ESTERO - APPLICAZIONE DEL MOTIVO DI RIFIUTO DI CUI ALL'ART. 18, LETT. P), L. N. 69/2005 - CONDIZIONI
In tema di mandato di arresto europeo, quando la richiesta di consegna presentata dall’autorità giudiziaria straniera riguardi fatti commessi in parte nel territorio dello Stato ed in parte in territorio estero, la verifica della sussistenza della condizione ostativa prevista dall’art. 18, comma primo, lett. p), della l. n. 69/2005, deve essere coordinata con la previsione della clausola di salvezza contenuta nell’ art. 31 della decisione quadro n. 2002/584/GAI del 13 giugno 2002, secondo cui “gli Stati membri possono continuare ad applicare gli accordi o intese bilaterali o multilaterali vigenti al momento dell’adozione della presente decisione quadro nella misura in cui questi consentono di approfondire o di andare oltre gli obiettivi di quest’ultima e contribuiscono a semplificare o agevolare ulteriormente la consegna del ricercato”. (Fattispecie relativa ad un m.a.e. processuale emesso dall’autorità tedesca per reati concernenti il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in Germania, in cui la S.C. ha rigettato il ricorso, ritenendo applicabile l’art. II dell’Accordo bilaterale italo-tedesco del 24 ottobre 1979, ratificato con l. 11 dicembre 1984, n. 969, con il quale le parti hanno inteso facilitare l’applicazione della Convenzione europea di estradizione del 1957, nell’ipotesi in cui la domanda di consegna riguardi anche altri reati non soggetti alla giurisdizione dello Stato di rifugio e risulti opportuno far giudicare tutti i reati nello Stato richiedente).

Testo Completo: Sentenza n. 45524 del 20 dicembre 2010 - depositata il 27 dicembre 2010

(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore E. Calvanese)


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IMPUGNAZIONI CIVILI - CASSAZIONE (RICORSO PER) - PROCEDIMENTO - IN GENERE - MORTE DELLA PARTE CHE SI DIFENDE DA SE - EFFETTI – INTERRUZIONE DEL PROCESSO –

IMPUGNAZIONI CIVILI - CASSAZIONE (RICORSO PER) - PROCEDIMENTO - IN GENERE - MORTE DELLA PARTE CHE SI DIFENDE DA SE - EFFETTI – INTERRUZIONE DEL PROCESSO –
QUESTIONE DI MASSIMA RILEVANZA – RIMESSIONE AL PRIMO PRESIDENTE PER L’EVENTUALE ASSEGNAZIONE ALLE SEZIONI UNITE
La sezione tributaria ha rimesso al Primo Presidente - ritenendo trattarsi di questione di massima rilevanza - la questione se debba disporsi o meno l’interruzione del processo in Cassazione, nel caso in cui la parte che si difenda da sé, senza altro condifensore, nel giudizio di legittimità sia deceduta.

Testo Completo: Ordinanza interlocutoria n. 25590 del 17 dicembre 2010

(Sezione Tributaria, Presidente M. Adamo, Relatore M. Persico)


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LAVORO (DIRITTO PENALE) – REATI DI OMICIDIO E LESIONI COLPOSE – MALATTIA PROFESSIONALI – ESPOSIZIONE AD AMIANTO IN AMBITO FERROVIARIO

LAVORO (DIRITTO PENALE) – REATI DI OMICIDIO E LESIONI COLPOSE – MALATTIA PROFESSIONALI – ESPOSIZIONE AD AMIANTO IN AMBITO FERROVIARIO
La IV sezione, chiamata ad esaminare una complessa serie di questioni in tema di causalità e colpa, con riguardo alla morte, dovuta a mesotelioma pleurico, di un lavoratore reiteratamente esposto, nel corso della sua esperienza lavorativa (esplicata in ambito ferroviario), ad una sostanza oggettivamente nociva come l’amianto, ha affermato che, ai fini della sussistenza del rapporto di causalità tra le violazioni delle norme antinfortunistiche ascrivibili ai datori di lavoro imputati e l’evento predetto, il giudice di merito deve accertare: (a) se presso la comunità scientifica sia sufficientemente radicata, su solide e obiettive basi, una legge scientifica in ordine all’effetto acceleratore della protrazione dell’esposizione dopo l’iniziazione del processo carcinogenetico; (b) in caso affermativo, se si sia in presenza di una legge universale o solo probabilistica in senso statistico; (c) nel caso in cui la generalizzazione esplicativa sia solo probabilistica, occorrerà chiarire se l’effetto acceleratore si sia determinato nel caso concreto, alla luce di definite e significative acquisizioni fattuali; (d) infine, per ciò che attiene alle condotte anteriori all’iniziazione e che hanno avuto durata inferiore all’arco di tempo compreso tra inizio dell’attività dannosa e l’iniziazione della stessa, si dovrà appurare se, alla luce del sapere scientifico, possa essere dimostrata una sicura relazione condizionalistica rapportata all’innesco del processo carcinogenetico. Con riguardo all’elemento psicologico, si è evidenziato che la pericolosità dell’esposizione all’amianto per il rischio di mesotelioma risale – con riferimento al settore ferroviario - almeno agli anni sessanta, e che gli imputati avrebbero potuto acquisire tali conoscenze sia direttamente, sia tramite i soggetti eventualmente delegati in materia di igiene e sicurezza, e si è conseguentemente ritenuto che si è in presenza di un comportamento soggettivamente rimproverabile a titolo di colpa quando l’attuazione delle cautele possibili all’epoca dei fatti avrebbe significativamente abbattuto le probabilità di contrarre la malattia.

Testo Completo: Sentenza n. 43786 del 17 settembre 2010 - depositata il 13 dicembre 2010

(Sezione Quarta Penale, Presidente F. Marzano, Relatore R. M. Blaiotta)


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SANZIONI AMMINISTRATIVE – CODICE DELLA STRADA - OPPOSIZIONE A VERBALE DI CONTESTAZIONE DELLA VIOLAZIONE – DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELLA SANZIONE PECUNIARIA

SANZIONI AMMINISTRATIVE – CODICE DELLA STRADA - OPPOSIZIONE A VERBALE DI CONTESTAZIONE DELLA VIOLAZIONE – DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELLA SANZIONE PECUNIARIA
Il giudice, adito in alternativa al ricorso al prefetto, ai sensi dell’art. 204-bis del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, nel rigettare l’opposizione al verbale di contestazione della violazione al codice della strada, può - anche d’ufficio - quantificare, in base al suo libero convincimento, la sanzione pecuniaria in misura congrua, tra il minimo ed il massimo edittale.

Testo Completo: Sentenza n. 25304 del 15 dicembre 2010

(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore U. Goldoni)


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domenica 26 dicembre 2010

COMUNIONE E CONDOMINIO – CAUSE DI IMPUGNAZIONE DI DELIBERE ASSEMBLEARI – POTERI DELL’AMMINISTRATORE NEI GIUDIZI DI IMPUGNAZIONE

COMUNIONE E CONDOMINIO – CAUSE DI IMPUGNAZIONE DI DELIBERE ASSEMBLEARI – POTERI DELL’AMMINISTRATORE NEI GIUDIZI DI IMPUGNAZIONE
La Seconda Sezione civile della Corte di cassazione, con ordinanza interlocutoria n. 25877 del 21 dicembre 2010, richiamate le sentenze nn. 18331 e 18332 del 2010 delle Sezioni Unite, ha rimesso all’esame delle medesime Sezioni Unite la questione relativa alla possibilità di far discendere dall’art. 1130, n. 1, cod. civ. – che prevede l’obbligo dell’amministratore di eseguire le deliberazioni dell’assemblea – anche la possibilità per il medesimo di costituirsi, senza autorizzazione dell’assemblea, in un giudizio volto all’annullamento di una delibera dell’assemblea stessa.

Testo Completo: Ordinanza interlocutoria n. 25877 del 21 dicembre 2010

(Sezione Seconda Civile, Presidente R. M. Triola – Relatore E. Bucciante)


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PRESCRIZIONE - RECIDIVA QUALIFICATA - ESCLUSIONE DA PARTE DEL GIUDICE - COMPUTO DEI TERMINI PRESCRIZIONALI - EFFETTI

PRESCRIZIONE - RECIDIVA QUALIFICATA - ESCLUSIONE DA PARTE DEL GIUDICE - COMPUTO DEI TERMINI PRESCRIZIONALI - EFFETTI
In tema di prescrizione del reato, quando il giudice abbia escluso la circostanza aggravante facoltativa della recidiva qualificata (art. 99, comma quarto, cod. pen.), non ritenendola in concreto espressione di maggiore colpevolezza o pericolosità sociale dell’imputato, la predetta circostanza deve ritenersi ininfluente anche ai fini del computo del tempo necessario a prescrivere il reato.

Testo Completo: Sentenza n. 43771 del 7 ottobre 2010 - depositata l'11 dicembre 2010

(Sezione Sesta Penale, Relatore G. De Roberto, Relatore F. Ippolito)


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MANDATO - OBBLIGAZIONI DEL MANDATARIO - OBBLIGO DI RENDICONTO – CONTRATTO DI GESTIONE DI PORTAFOGLI

MANDATO - OBBLIGAZIONI DEL MANDATARIO - OBBLIGO DI RENDICONTO – CONTRATTO DI GESTIONE DI PORTAFOGLI
Con riguardo al contratto di gestione patrimoniale, il rendiconto periodicamente inviato al cliente dalla società di gestione di portafogli costituisce un vero conto di gestione, ma la normativa di settore non pone alcun termine entro cui il cliente sia onerato della contestazione del rendiconto, né si dà applicazione analogica dell’art. 119 t.u.b. e dell’art. 1832 c.c. in tema di approvazione tacita dell’estratto conto bancario: pertanto, il mancato reclamo entro il termine prefissato non comporta la decadenza dal diritto di agire in responsabilità nei confronti del gestore, sebbene il comportamento complessivo del cliente, che, come quello del gestore deve essere improntato a buona fede, possa essere valutato dal giudice nel contesto delle risultanze istruttorie.

Testo Completo: Sentenza n. 24548 del 2 dicembre 2010

(Sezione Prima Civile, Presidente C. Carnevale, Relatore R. Rordorf)


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SANZIONI AMMINISTRATIVE – PROROGA DEL TERMINE SCADENTE IN GIORNO FESTIVO – APPLICABILITA’ – SUSSISTENZA.

SANZIONI AMMINISTRATIVE – PROROGA DEL TERMINE SCADENTE IN GIORNO FESTIVO – APPLICABILITA’ – SUSSISTENZA.

Il principio fissato dall’art. 155 cod. proc. civ., per cui, se il giorno di scadenza di un termine è festivo, la scadenza stessa è prorogata di diritto al primo giorno seguente non festivo, ha carattere generale e trova applicazione anche alla materia delle sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada.

Sentenza n. 24375 del 1° dicembre 2010

(Sezione Seconda Civile, Presidente G. Settimj, Relatore P. D'Ascola)

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PROFESSIONI E PROFESSIONISTI – DIPENDENTI PUBBLICI A TEMPO PARZIALE SVOLGENTI ANCHE LA PROFESSIONE DI AVVOCATO – INCOMPATIBILITA’ – QUESTIONE DI LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE

PROFESSIONI E PROFESSIONISTI – DIPENDENTI PUBBLICI A TEMPO PARZIALE SVOLGENTI ANCHE LA PROFESSIONE DI AVVOCATO – INCOMPATIBILITA’ – QUESTIONE DI LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE
Le Sezioni Unite della Corte di cassazione, con ordinanza interlocutoria n. 24689 del 6 dicembre 2010, hanno sollevato questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3, 4, 35 e 41 Cost., degli artt. 1 e 2 della legge n. 339 del 2003, nella parte in cui non prevedono che il regime di incompatibilità stabilito nell’art. 1 non si applichi ai dipendenti pubblici a tempo parziale ridotto, non superiore al 50 per cento, già iscritti all’albo degli avvocati alla data di entrata in vigore della medesima legge, prevedendo per costoro, invece, solo un breve periodo di tempo per esercitare l’opzione tra impiego ed esercizio della professione di avvocato

Testo Completo: Ordinanza interlocutoria n. 24689 del 6 dicembre 2010

(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore L. Mazziotti Di Celso)


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PROCESSO CIVILE – GIUDICE DI PACE – COMPETENZA PER VALORE – BENI IMMOBILI – CONTRASTO

PROCESSO CIVILE – GIUDICE DI PACE – COMPETENZA PER VALORE – BENI IMMOBILI – CONTRASTO
La Seconda Sezione civile della Corte di cassazione, con ordinanza interlocutoria n. 25480 del 16 dicembre 2010, ha rimesso alle Sezioni Unite il contrasto relativo all’interpretazione dell’art. 7 cod. proc. civ. in tema di limiti della competenza per valore del giudice di pace. Mentre per la Seconda Sezione, infatti, tale competenza è circoscritta alle controversie relative a beni mobili, l’ordinanza n. 17039 del 2010 della Terza Sezione civile l’ha riconosciuta anche in riferimento ad immobili (risarcimento danni subiti da immobile, nei limiti di cui all’art. 7 del codice).

Testo Completo: Ordinanza interlocutoria n. 25480 del 16 dicembre 2010

(Sezione Seconda Civile, Presidente G. Settimj – Relatore P. D’Ascola).


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OBBLIGAZIONI IN GENERE - OBBLIGAZIONI PECUNIARIE - INTERESSI - ANATOCISMO – CONTO CORRENTE BANCARIO

OBBLIGAZIONI IN GENERE - OBBLIGAZIONI PECUNIARIE - INTERESSI - ANATOCISMO – CONTO CORRENTE BANCARIO
Le S.U. hanno affermato che l’azione di ripetizione, proposta dal cliente di una banca, il quale lamenti la nullità della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi anatocistici maturati con riguardo ad un contratto di apertura di credito bancario regolato in conto corrente, è soggetta a prescrizione decennale decorrente, qualora i versamenti eseguiti dal correntista in pendenza del rapporto abbiano avuto solo funzione ripristinatoria della provvista, dalla data in cui è stato estinto il saldo di chiusura del conto in cui gli interessi non dovuti sono stati registrati. Dichiarata la nullità della clausola di capitalizzazione trimestrale, contemplata nel contratto di conto corrente bancario, per contrasto con il divieto di anatocismo stabilito dall’art. 1283 c.c., gli interessi a debito del correntista devono essere calcolati senza operare capitalizzazione alcuna.

Testo Completo: Sentenza n. 24418 del 2 dicembre 2010

(Sezioni Unite Civili, Presidente M. De Luca, Relatore R. Rordorf)


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REATI FALLIMENTARI – BANCAROTTA FRAUDOLENTA – SOGGETTO ATTIVO - LIQUIDATORE DEL CONCORDATO PREVENTIVO – ESCLUSIONE

REATI FALLIMENTARI – BANCAROTTA FRAUDOLENTA – SOGGETTO ATTIVO - LIQUIDATORE DEL CONCORDATO PREVENTIVO – ESCLUSIONE

Le Sezioni Unite hanno chiarito che il liquidatore dei beni del concordato preventivo con “cessio bonorum” non può essere soggetto attivo dei reati di bancarotta di cui agli artt. 223 e 224 legge fall., richiamati nell’art. 236, comma secondo, n. 1, stessa legge, in quanto non espressamente menzionato tra gli autori propri dei suddetti reati, per come indicati dalla disposizione da ultima citata, né può essere ricompreso nella categoria dei “liquidatori di società” menzionata dalla stessa disposizione.

Sentenza n. 43428 del 30 settembre 2010 – depositata il 7 dicembre 2010

(Sezioni Unite Penali, Presidente U. Giordano, Relatore M. Cassano)

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CONTRATTI IN GENERE – CLAUSOLA PENALE - RIDUZIONE

CONTRATTI IN GENERE – CLAUSOLA PENALE - RIDUZIONE
La clausola con cui si determina convenzionalmente la misura degli interessi moratori con funzione liquidativa del risarcimento dei danni conseguenti all'inadempimento di obbligazioni pecuniarie, è assimilabile alla clausola penale, e la domanda di riduzione può essere proposta per la prima volta in appello, potendo il giudice provvedervi anche d'ufficio, sempre che siano state dedotte e dimostrate dalle parti le circostanze rilevanti al fine di formulare il giudizio di manifesta eccessività.

Testo Completo: Sentenza n. 23273 del 18 novembre 2010

(Sezione Prima Civile, Presidente F. Trifone, Relatore R. Lanzillo)


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RESPONSABILITA’ CIVILE - PROFESSIONISTI - ATTIVITA' MEDICO-CHIRURGICA

RESPONSABILITA’ CIVILE - PROFESSIONISTI - ATTIVITA' MEDICO-CHIRURGICA

In tema di responsabilità del medico da nascita indesiderata, ai fini dell’accertamento del nesso di causalità tra l’omessa rilevazione e comunicazione della malformazione del feto e il mancato esercizio, da parte della madre, della facoltà di ricorrere all'interruzione volontaria della gravidanza, è sufficiente che la donna alleghi che si sarebbe avvalsa di quella facoltà se fosse stata informata della grave malformazione del feto, essendo in ciò implicita la ricorrenza delle condizioni di legge per farvi ricorso, tra le quali (dopo il novantesimo giorno di gestazione) v'è il pericolo per la salute fisica o psichica derivante dal trauma connesso all'acquisizione della notizia, a norma dell'art. 6, lett. b), della legge n. 194 del 1978; l’esigenza di prova sorge solo quando il fatto sia contestato dalla contraparte, nel qual caso si deve stabilire - in base al criterio (integrabile da dati di comune esperienza evincibili dall'osservazione dei fenomeni sociali) del "più probabile che non" e con valutazione correlata all'epoca della gravidanza - se, a seguito dell'informazione che il medico omise di dare per fatto ad esso imputabile, sarebbe insorto uno stato depressivo suscettibile di essere qualificato come grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna.

Sentenza n. 22837 del 10 novembre 2010

(Sezione Terza Civile, Presidente M. R. Morelli, Relatore A. Amatucci)

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TRIBUTI - RECUPERO DI AIUTI DI STATO IVA - NORMATIVA NAZIONALE SULLA PRESCRIZIONE - DISAPPLICAZIONE - POSSIBILITA'

TRIBUTI - RECUPERO DI AIUTI DI STATO IVA - NORMATIVA NAZIONALE SULLA PRESCRIZIONE - DISAPPLICAZIONE - POSSIBILITA'

In tema di recupero di aiuti di Stato, la S.C. ha affermato che la normativa nazionale sulla prescrizione deve essere disapplicata per contrasto con il principio di effettività proprio del diritto comunitario, qualora impedisca il recupero di un aiuto di Stato dichiarato incompatibile con decisione della Commissione europea divenuta definitiva.

Sentenza n. 23418 del 19 novembre 2010

(Sezione Tributaria, Presidente E. Papa, Relatore R. Botta)

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FINANZE E TRIBUTI – EVASIONE DELL'IVA ALL'IMPORTAZIONE - REATO DI CUI AGLI ARTT. 67 E 70 DEL D.P.R. N. 633 DEL 1972 - CONFIGURABILITA' NEI CONFRONTI DI CUI DETENGA LA MERCE DOPO L'IMPORTAZIONE IRREGOLARE - SUSSISTENZA

FINANZE E TRIBUTI – EVASIONE DELL'IVA ALL'IMPORTAZIONE - REATO DI CUI AGLI ARTT. 67 E 70 DEL D.P.R. N. 633 DEL 1972 - CONFIGURABILITA' NEI CONFRONTI DI CUI DETENGA LA MERCE DOPO L'IMPORTAZIONE IRREGOLARE - SUSSISTENZA
Con la decisione in esame la Corte, disattendendo motivatamente un proprio precedente orientamento, ha affermato che il reato di evasione dell'Iva all'importazione, previsto dagli artt. 67 e 70 del d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633, è configurabile non soltanto a carico dei soggetti che hanno importato la merce assoggettata al tributo, ma anche a carico di chi semplicemente la detiene dopo l'importazione.

Testo Completo: Sentenza n. 40161 del 7 ottobre 2010 – depositata il 29 novembre 2010

(Sezione Terza Penale, Presidente E. Altieri, Relatore A. Teresi)


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INFANTICIDIO - ABBANDONO MATERIALE E MORALE - CRITERI DI INDIVIDUAZIONE

INFANTICIDIO - ABBANDONO MATERIALE E MORALE - CRITERI DI INDIVIDUAZIONE
Per la configurabilità del reato di infanticidio di cui all'art. 578 c.p., non è necessario che la situazione di abbandono materiale e morale rivesta una oggettiva assolutezza, in quanto è sufficiente anche la percezione di totale abbandono avvertita dalla donna nell’ambito di una complessa esperienza emotiva e mentale quale quella che accompagna la gravidanza e poi il parto. Si tratta, dunque, di un elemento della fattispecie oggettiva da leggere in chiave soggettiva.

Testo Completo: Sentenza n. 40993 del 7 ottobre 2010 – depositata il 22 novembre 2010

(Sezione Prima Penale, Presidente U. Giordano, Relatore M. Cassano)


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SANZIONI AMMINISTRATIVE – OPPOSIZIONE – IMPUGNAZIONE – FORO ERARIALE – APPLICABILITÀ – ESCLUSIONE

SANZIONI AMMINISTRATIVE – OPPOSIZIONE – IMPUGNAZIONE – FORO ERARIALE – APPLICABILITÀ – ESCLUSIONE
Con le tre ordinanze nn. 23285, 23286 del 18 novembre e n. 23594 del 22 novembre 2010, le S.U. della S.C. hanno affermato che la regola del “foro erariale” non è applicabile ai giudizi di appello in materia di sanzioni amministrative.

Testo Completo: Ordinanza n. 23594 del 22 novembre 2010

(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore E. Bucciante)

Ordinanza n. 23286 del 18 novembre 2010

(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore E. Bucciante)

Ordinanza n. 23285 del 18 novembre 2010

(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore E. Bucciante)

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SANZIONI AMMINISTRATIVE – VIOLAZIONE COD. STRADA - TERMINE PER LA COMUNICAZIONE DEI DATI DEL CONDUCENTE AL MOMENTO DELL’INFRAZIONE

SANZIONI AMMINISTRATIVE – VIOLAZIONE COD. STRADA - TERMINE PER LA COMUNICAZIONE DEI DATI DEL CONDUCENTE AL MOMENTO DELL’INFRAZIONE
SOSPENSIONE IN ATTESA DELLA DEFINIZIONE DEL PROCEDIMENTO DI OPPOSIZIONE AL VERBALE DI ACCERTAMENTO DELL’ILLECITO - ESCLUSIONE
"Il termine entro cui il proprietario di un veicolo deve comunicare, ai sensi dell'art. 126-bis, secondo comma, quarto periodo, cod. strada, all'organo di polizia procedente, i dati del conducente al momento della commessa violazione non è sospeso in attesa della definizione del procedimento di opposizione avverso il verbale di accertamento dell’illecito presupposto, né l’annullamento del predetto verbale esclude la sanzione dell'art. 180, ottavo comma, cod. strada, stante l’autonomia delle due infrazioni, la seconda delle quali, attiene ad un obbligo di collaborazione nell’accertamento degli illeciti stradali, che rileva in se stesso".

Testo Completo: Sentenza n. 22881 del 10 novembre 2010

(Sezione Seconda Civile, Presidente G. Settimj, Relatore C. De Chiara)


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ASSICURAZIONE – RISOLUZIONE DI DIRITTO DEL CONTRATTO – PAGAMENTO DEL PREMIO.

ASSICURAZIONE – RISOLUZIONE DI DIRITTO DEL CONTRATTO – PAGAMENTO DEL PREMIO.


In tema di contratto di assicurazione, nel caso di risoluzione di diritto ai sensi dell'art. 1901, terzo comma, cod. civ., ove il contratto abbia durata annuale ed il pagamento del premio sia stato rateizzato in periodi più brevi, il periodo in corso - relativamente al quale è dovuto il pagamento anzidetto, nonostante l'avvenuta risoluzione del contratto - è quello più breve coperto dalla singola rata.

Sentenza n. 23264 del 18 novembre 2010

(Sezione Terza Civile, Presidente F. Trifone, Relatore R. Lanzillo)

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FALLIMENTO – SENTENZA DICHIARATIVA – RECLAMO – ENUNCIAZIONE DI SPECIFICI MOTIVI DI RICORSO – NECESSITÀ

FALLIMENTO – SENTENZA DICHIARATIVA – RECLAMO – ENUNCIAZIONE DI SPECIFICI MOTIVI DI RICORSO – NECESSITÀ
IMPUGNAZIONE ALLA CORTE D’APPELLO EX ART. 18 LEGGE FALL. DOPO IL D.LGS. N. 169 DEL 2007 – SOSTITUZIONE DELL’APPELLO CON IL RECLAMO – CONSEGUENZE – REVOCA DELLA SENTENZA PER RAGIONI NON ENUNCIATE NEL RICORSO – PRECLUSIONE – FONDAMENTO
Anche a seguito della sostituzione dell’appello con il reclamo, quale introdotto dal d.lgs. n. 169 del 2007, tale mezzo di impugnazione della sentenza dichiarativa di fallimento circoscrive il thema decidendum alle sole ragioni di critica della sentenza e circostanze di fatto specificamente rimesse al giudizio della corte d’appello, oltre a quelle, rilevabili d’ufficio, che ne costituiscano l’antecedente logico e su cui non sia intervenuta la pronuncia del tribunale, così in tali limiti realizzandosi l’effetto devolutivo del predetto gravame.

Testo Completo: Sentenza n. 22110 del 28 ottobre 2010

(Sezione Prima Civile , Presidente V. Proto, Relatore R. Rordorf)


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PERSONE GIURIDICHE – RESPONSABILITA’ DA REATO – REATO PRESUPPOSTO - CORRUZIONE INTERNAZIONALE – MISURE CAUTELARI INTERDITTIVE – APPLICABILITA’

PERSONE GIURIDICHE – RESPONSABILITA’ DA REATO – REATO PRESUPPOSTO - CORRUZIONE INTERNAZIONALE – MISURE CAUTELARI INTERDITTIVE – APPLICABILITA’

La Corte ha precisato che, in tema di responsabilità da reato degli enti, sono applicabili alla persona giuridica le misure cautelari interdittive anche qualora il reato presupposto sia quello di corruzione internazionale di cui all’art. 322 bis cod. pen., pur dovendosi verificare in concreto l’effettiva possibilità di applicare tali misure senza che ciò comporti, seppure solo nella fase esecutiva, il coinvolgimento degli organismi di uno Stato estero sul quale il giudice italiano non ha giurisdizione.

Sentenza n. 42701 del 30 settembre 2010 - depositata il 1° dicembre 2010

(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore G. Fidelbo)

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FALLIMENTO – SENTENZA DICHIARATIVA – RECLAMO – ENUNCIAZIONE DI SPECIFICI MOTIVI DI RICORSO – NECESSITÀ

FALLIMENTO – SENTENZA DICHIARATIVA – RECLAMO – ENUNCIAZIONE DI SPECIFICI MOTIVI DI RICORSO – NECESSITÀ
IMPUGNAZIONE ALLA CORTE D’APPELLO EX ART. 18 LEGGE FALL. DOPO IL D.LGS. N. 169 DEL 2007 – SOSTITUZIONE DELL’APPELLO CON IL RECLAMO – CONSEGUENZE – REVOCA DELLA SENTENZA PER RAGIONI NON ENUNCIATE NEL RICORSO – PRECLUSIONE – FONDAMENTO
Anche a seguito della sostituzione dell’appello con il reclamo, quale introdotto dal d.lgs. n. 169 del 2007, tale mezzo di impugnazione della sentenza dichiarativa di fallimento circoscrive il thema decidendum alle sole ragioni di critica della sentenza e circostanze di fatto specificamente rimesse al giudizio della corte d’appello, oltre a quelle, rilevabili d’ufficio, che ne costituiscano l’antecedente logico e su cui non sia intervenuta la pronuncia del tribunale, così in tali limiti realizzandosi l’effetto devolutivo del predetto gravame.

Testo Completo: Sentenza n. 22110 del 28 ottobre 2010

(Sezione Prima Civile , Presidente V. Proto, Relatore R. Rordorf)


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PROCEDIMENTO PER DECRETO – SENTENZA DI PROSCIOGLIMENTO – IMPUGNAZIONE

PROCEDIMENTO PER DECRETO – SENTENZA DI PROSCIOGLIMENTO – IMPUGNAZIONE

Le Sezioni Unite hanno ribadito che la sentenza di proscioglimento emessa dal g.i.p. investito della richiesta di decreto penale di condanna, può essere impugnata esclusivamente con il ricorso per cassazione. Nell’occasione la Corte ha altresì riaffermato il consolidato orientamento per cui, in presenza di una causa di estinzione del reato, l’ambito del controllo rimesso al giudice di legittimità sulla giustificazione della pronunzia che l’abbia rilevata è circoscritto all’evidenza delle eventuali condizioni per il proscioglimento nel merito, sulla base di un criterio che attiene alla constatazione piuttosto che all’apprezzamento, atteso che l’annullamento con rinvio risulta incompatibile con la declaratoria di estinzione del reato imposta dagli artt. 129, comma primo e 620, comma primo, lett. a), cod. proc. pen.

Sentenza n. 43055 del 30 settembre 2010 - depositata il 3 dicembre 2010

(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore R. Galbiati)

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sabato 4 dicembre 2010

FALLIMENTO – SENTENZA DICHIARATIVA – RECLAMO.

FALLIMENTO – SENTENZA DICHIARATIVA – RECLAMO.
PROCEDIMENTO PER LA DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO – OMESSA ATTIVITÀ DIFENSIVA DEL DEBITORE - IMPUGNAZIONE DELLA SENTENZA DICHIARATIVA – RECLAMO ALLA CORTE D’APPELLO EX ART. 18 LEGGE FALL. DOPO IL D.LGS. N. 169 DEL 2007 – EFFETTO DEVOLUTIVO – SUSSISTENZA - CONSEGUENZE. Il debitore che impugna la sentenza dichiarativa del proprio fallimento con il mezzo del reclamo, introdotto dal d.lgs. n. 169 del 2007 in sostituzione dell’appello, non subisce alcuna preclusione, quanto ai fatti che intende provare, in ragione della mancata costituzione avanti al tribunale e se pure non vi ha svolto alcuna difesa, essendo dunque, anche per la prima volta avanti alla corte d’appello, ammissibile eccepire e provare i fatti impeditivi del proprio fallimento, ex art. 1, comma 2, legge fall., realizzandosi in tale sede l’effetto devolutivo pieno del reclamo.

Testo Completo: Sentenza n. 22546 del 5 novembre 2010

(Sezione Prima Civile, Presidente V. Proto, Relatore A. Didone)


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PERSONE GIURIDCHE – RESPONSABILITA’ DA REATO – REATO PRESUPPOSTO - CORRUZIONE INTERNAZIONALE – MISURE CAUTELARI INTERDITTIVE – APPLICABILITA’

PERSONE GIURIDCHE – RESPONSABILITA’ DA REATO – REATO PRESUPPOSTO - CORRUZIONE INTERNAZIONALE – MISURE CAUTELARI INTERDITTIVE – APPLICABILITA’
La Corte ha precisato che, in tema di responsabilità da reato degli enti, sono applicabili alla persona giuridica le misure cautelari interdittive anche qualora il reato presupposto sia quello di corruzione internazionale di cui all’art. 322 bis cod. pen., pur dovendosi verificare in concreto l’effettiva possibilità di applicare tali misure senza che ciò comporti, seppure solo nella fase esecutiva, il coinvolgimento degli organismi di uno Stato estero sul quale il giudice italiano non ha giurisdizione.

Testo Completo: Sentenza n. 42701 udienza del 30 settembre 2010 - depositata il 1 dicembre 2010

(Sezione Sesta Penale, Presidente G. de Roberto, Relatore G. Fidelbo)


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FALLIMENTO – SENTENZA DICHIARATIVA – RECLAMO – ENUNCIAZIONE DI SPECIFICI MOTIVI DI RICORSO – NECESSITÀ.

FALLIMENTO – SENTENZA DICHIARATIVA – RECLAMO – ENUNCIAZIONE DI SPECIFICI MOTIVI DI RICORSO – NECESSITÀ.
IMPUGNAZIONE ALLA CORTE D’APPELLO EX ART. 18 LEGGE FALL. DOPO IL D.LGS. N. 169 DEL 2007 – SOSTITUZIONE DELL’APPELLO CON IL RECLAMO – CONSEGUENZE – REVOCA DELLA SENTENZA PER RAGIONI NON ENUNCIATE NEL RICORSO – PRECLUSIONE – FONDAMENTO. Anche a seguito della sostituzione dell’appello con il reclamo, quale introdotto dal d.lgs. n. 169 del 2007, tale mezzo di impugnazione della sentenza dichiarativa di fallimento circoscrive il thema decidendum alle sole ragioni di critica della sentenza e circostanze di fatto specificamente rimesse al giudizio della corte d’appello, oltre a quelle, rilevabili d’ufficio, che ne costituiscano l’antecedente logico e su cui non sia intervenuta la pronuncia del tribunale, così in tali limiti realizzandosi l’effetto devolutivo del predetto gravame.

Testo Completo: Sentenza n. 22110 dell'28 ottobre 2010

(Sezione Prima Civile, Presidente V. Proto , Relatore R. Rordorf)


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LOCAZIONE – USO NON ABITATIVO – DINIEGO DI RINNOVAZIONE – INTERPRETAZIONE ESTENSIVA.

LOCAZIONE – USO NON ABITATIVO – DINIEGO DI RINNOVAZIONE – INTERPRETAZIONE ESTENSIVA.
La norma di cui all’art. 29, primo comma, lett. c), della legge 27 luglio 1978, n. 392, sul diniego di rinnovazione del contratto alla prima scadenza nelle locazioni di immobili ad uso diverso da quello abitativo, è suscettibile di interpretazione estensiva e ad essa è riconducibile la fattispecie della realizzazione nell’area di sedime dell’immobile condotto in locazione di opere di urbanizzazione primaria (strade e parcheggi) da cedere ad amministrazione comunale, in forza di obbligo assunto nei confronti dell’ente pubblico dal proprietario e locatore dell’area stessa.

Testo Completo: Sentenza n. 16647 del 16 luglio 2010

(Sezione Terza Civile, Presidente R. Preden, Relatore C.Filadoro)


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PERSONE GIURIDCHE – RESPONSABILITA’ DA REATO – REATO PRESUPPOSTO - CORRUZIONE INTERNAZIONALE – MISURE CAUTELARI INTERDITTIVE – APPLICABILITA’

PERSONE GIURIDCHE – RESPONSABILITA’ DA REATO – REATO PRESUPPOSTO - CORRUZIONE INTERNAZIONALE – MISURE CAUTELARI INTERDITTIVE – APPLICABILITA’
La Corte ha precisato che, in tema di responsabilità da reato degli enti, sono applicabili alla persona giuridica le misure cautelari interdittive anche qualora il reato presupposto sia quello di corruzione internazionale di cui all’art. 322 bis cod. pen., pur dovendosi verificare in concreto l’effettiva possibilità di applicare tali misure senza che ciò comporti, seppure solo nella fase esecutiva, il coinvolgimento degli organismi di uno Stato estero sul quale il giudice italiano non ha giurisdizione.

Testo Completo: Sentenza n. 42701 udienza del 30 settembre 2010 - depositata il 1 dicembre 2010

(Sezione Sesta Penale, Presidente G. de Roberto, Relatore G. Fidelbo)


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CIRCOLAZIONE STRADALE – REATO DI GUIDA IN STATO DI EBBREZZA – SENTENZA DI PATTEGGIAMENTO – OMESSA STATUIZIONE CIRCA LA CONFISCA DEL VEICOLO – CONSEGUENZE DELLO IUS SUPERVENIENS (L. 29 LUGLIO 2010, N. 120) – INDIVIDUAZIONE.

CIRCOLAZIONE STRADALE – REATO DI GUIDA IN STATO DI EBBREZZA – SENTENZA DI PATTEGGIAMENTO – OMESSA STATUIZIONE CIRCA LA CONFISCA DEL VEICOLO – CONSEGUENZE DELLO IUS SUPERVENIENS (L. 29 LUGLIO 2010, N. 120) – INDIVIDUAZIONE.
Con la decisione in esame la Corte ha affermato che, ove il giudice, in sede di patteggiamento, abbia omesso – vigente la disciplina antecedente alla novella introdotta dalla L. 29 luglio 2010, n. 120 - di ordinare la confisca del veicolo per il reato di guida in stato di ebbrezza, la sentenza deve essere annullata con rinvio al fine di consentire al giudice di disporre la confisca amministrativa, non implicando la trasformazione della natura giuridica della confisca (oggi sanzione amministrativa accessoria, al pari della sospensione della patente di guida) alcuna violazione del principio di legalità di cui all’art. 1 della L. 24 novembre 1981, n 689.

Testo Completo: Sentenza n. 41080 udienza del 6 ottobre 2010 - depositata il 22 novembre 2010

(Quarta Sezione Penale, Presidente R. Galbiati, Relatore C. D’Isa)


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PROCESSO PENALE - NULLITA’ ASSOLUTE – SENTENZA EMESSA DAL G.I.P. A SEGUITO DI GIUDIZIO IMMEDIATO PER REATO A CITAZIONE DIRETTA – NULLITÀ ASSOLUTA PER INCOMPETENZA FUNZIONALE – SUSSISTENZA.

PROCESSO PENALE - NULLITA’ ASSOLUTE – SENTENZA EMESSA DAL G.I.P. A SEGUITO DI GIUDIZIO IMMEDIATO PER REATO A CITAZIONE DIRETTA – NULLITÀ ASSOLUTA PER INCOMPETENZA FUNZIONALE – SUSSISTENZA.
Con la decisione in esame la Corte ha affermato che è affetta da nullità assoluta, insanabile e rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del processo, la sentenza emessa dal G.i.p. a seguito di giudizio immediato disposto su richiesta del P.M. per reati per i quali si sarebbe dovuto procedere con citazione diretta, attesa l’incompetenza funzionale del G.i.p. che, non respingendo la richiesta del P.M., ha determinato un mutamento del giudice naturale, ossia il giudice del dibattimento, giudice che sarebbe stato competente ove l’azione penale fosse stata correttamente esercitata.

Testo Completo: Sentenza n. 41073 udienza del 3 novembre 2010 - depositata il 22 novembre 2010

(Quarta Sezione Penale, Presidente F. Marzano, Relatore V. Romis)


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CIRCOLAZIONE STRADALE – GUIDA IN STATO DI EBBREZZA – CONFISCA DEL VEICOLO - ART. 186 COD. STRADA – MODIFICHE INTRODOTTE CON LEGGE N. 120 DEL 2010 – NATURA GIURIDICA – SUCCESSIONE DI LEGGI NEL TEMPO – CONSEGUENZE.

CIRCOLAZIONE STRADALE – GUIDA IN STATO DI EBBREZZA – CONFISCA DEL VEICOLO - ART. 186 COD. STRADA – MODIFICHE INTRODOTTE CON LEGGE N. 120 DEL 2010 – NATURA GIURIDICA – SUCCESSIONE DI LEGGI NEL TEMPO – CONSEGUENZE.
La Corte di cassazione ha ritenuto che, per effetto delle modifiche apportate all’art. 186 Cod. strada dalla legge n. 120 del 2010, la confisca del veicolo, che consegue alla guida in stato di ebbrezza, ha assunto natura di sanzione amministrativa accessoria (in precedenza, le Sezioni Unite, con sentenza n. 23428 del 2010, avevano ritenuto che si trattasse di una pena accessoria). Si è anche precisato che la citata novella non ha abrogato l’istituto del sequestro prodromico alla confisca, ma si è limitata a modificarne la qualificazione giuridica, trattandosi ora di un sequestro amministrativo. Tuttavia, nei casi in cui il sequestro venne legittimamente eseguito secondo le regole all’epoca vigenti, in applicazione del principio della perpetuatio iurisdictionis il giudice penale, che è sempre competente ad infliggere le sanzioni amministrative conseguenti alla commissione di un reato, non deve investire della questione l’autorità amministrativa, ma deve valutare se l’atto già compiuto fosse conforme ai requisiti sostanziali di natura amministrativa attualmente necessari per l’adozione della misura.

Testo Completo: Sentenza n. 40523 udienza del 4 novembre 2010 - depositata il 16 novembre 2010

(Quarta Sezione Penale, Presidente F. Marzano, Relatore G. Maisano)


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MEDIAZIONE – RIFIUTO DEL CONFERENTE DI CONCLUDERE L’AFFARE – PREVISIONE DELL’OBBLIGO DI CORRISPONDERE COMUNQUE IL COMPENSO – VESSATORIETÀ DELLA CLAUSOLA – APPREZZAMENTO DEL GIUDICE – NECESSITÀ

MEDIAZIONE – RIFIUTO DEL CONFERENTE DI CONCLUDERE L’AFFARE – PREVISIONE DELL’OBBLIGO DI CORRISPONDERE COMUNQUE IL COMPENSO – VESSATORIETÀ DELLA CLAUSOLA – APPREZZAMENTO DEL GIUDICE – NECESSITÀ
In tema di mediazione, qualora - per il caso in cui il conferente l’incarico rifiuti di concludere l’affare con il terzo indicato dal mediatore - sia pattuito che quest’ultimo abbia comunque diritto ad un compenso pari a quello previsto per l’ipotesi di conclusione dell’affare, il giudice deve stabilire se tale clausola sia vessatoria, ai sensi dell'art. 1469 bis, comma primo, cod. civ. (ora art. 33, comma primo, codice del consumo), se nel detto patto non sia chiarito che, nell’ipotesi considerata, il compenso al mediatore è dovuto per l’attività sino a quel momento esplicata. Qualora, invece, il rifiuto del conferente tragga origine da circostanze ostative, non comunicate al mediatore al momento del contratto o cui il conferente abbia dato causa successivamente, è configurabile una responsabilità di quest'ultimo per violazione dei doveri di correttezza e buona fede; in tal caso la previsione dell'obbligo di pagare comunque la provvigione può integrare una clausola penale, soggetta al diverso apprezzamento di cui all'art. 1469 bis, comma terzo, n. 6, cod. civ., (ora art. 33, comma secondo, codice del consumo), concernente la presunzione di vessatorietà delle clausole che, in caso di inadempimento, prevedano il pagamento di una somma manifestamente eccessiva.

Testo Completo: Sentenza n. 22357 dell'3 novembre 2010

(Sezione Terza Civile, Presidente L.F. Di Nanni, relatore A. Amatucci)




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SANZIONI AMMINISTRATIVE – MACCHINE DA GIOCO RIPRODUCENTI LE REGOLE DEL “POKER” - DIVIETO

SANZIONI AMMINISTRATIVE – MACCHINE DA GIOCO RIPRODUCENTI LE REGOLE DEL “POKER” - DIVIETO
<< Il comma 7-bis dell’art. 110 del r.d. n. 773 del 1931 (T.U.L.P.S.), che vieta le macchine da gioco riproducenti le regole fondamentali del “poker”, non rientra nel novero delle “regole tecniche” che il legislatore nazionale deve comunicare alla Commissione europea prima della relativa adozione ai sensi dell’art. 8 della Direttiva 98/34/CE e, pertanto, non si pone in contrasto con tale normativa europea a causa dell’omissione, da parte dello Stato italiano, di tale preventivo adempimento. Peraltro, le predette macchine da gioco devono ritenersi vietate a norma del comma 7-bis del suddetto art. 110 anche quando siano conformi alle prescrizioni tecniche dettate dal precedente comma 7 e la violazione di tale divieto è sanzionata dal comma 9, lett. c), del medesimo art. 110>>.

Testo Completo: Sentenza n. 21637 dell'21 ottobre 2010

(Sezione Seconda Civile, Presidente M. Oddo, relatore L. Piccialli)


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RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITÀ STRANIERE – MANDATO DI ARRESTO EUROPEO – CONSEGNA PER L’ESTERO – ESECUTIVITÀ DELLA SENTENZA DI CONDANNA.

RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITÀ STRANIERE – MANDATO DI ARRESTO EUROPEO – CONSEGNA PER L’ESTERO – ESECUTIVITÀ DELLA SENTENZA DI CONDANNA.
In tema di mandato di arresto europeo, nell’ipotesi in cui la consegna sia stata richiesta dall’autorità estera ai fini della esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza privative della libertà, occorre che la relativa richiesta sia basata su una sentenza di condanna dotata di forza esecutiva, dovendosi ritenere che il nuovo sistema introdotto dalla decisione quadro n. 2002/584/GAI (ex art. 8, par. 1, lett. c) ) abbia inteso dare rilevanza alla sola “esecutività”, e non certo alla “irrevocabilità” della sentenza, quale condizione veramente essenziale della cooperazione per la consegna delle persone ricercate tra gli Stati membri dell’U.E. (Fattispecie relativa ad una richiesta di consegna avanzata dall’autorità giudiziaria francese, la quale ha affermato nel m.a.e. che la sentenza emessa dal giudice di secondo grado era “esecutiva”, benché ancora ricorribile per cassazione).

Testo Completo: Sentenza n. 42159 udienza del 16 novembre 2010 - depositata il 29 novembre 2010

(Sesta Sezione Penale, Presidente G. Lattanzi, Relatore E. Calvanese)


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venerdì 26 novembre 2010

DELITTI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – MALVERSAZIONE AI DANNI DELLO STATO – NOZIONE DI ENTE PUBBLICO

DELITTI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – MALVERSAZIONE AI DANNI DELLO STATO – NOZIONE DI ENTE PUBBLICO

La Corte ha precisato che, ai fini della sussistenza del delitto di malversazione ai danni dello Stato, l’ente pubblico erogatore dei fondi distratti dalla loro destinazione si identifica con l’organismo pubblico di cui all’art. 3, comma 26, d. lgs. 12 aprile 2006, n. 163, per cui è tale qualsiasi organismo istituito, anche in forma societaria, per soddisfare specificatamente esigenze di interesse generale, aventi carattere non industriale o commerciale, la cui attività sia finanziata in modo maggioritario dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali o da altri organismi di diritto pubblico oppure la cui gestione sia soggetto al controllo di questi ultimi ovvero il cui organo di amministrazione, di direzione o di vigilanza sia costituito da componenti dei quali più della metà sia designata dai medesimi soggetti suindicati, nonché, infine, sia dotato di personalità giuridica.

Sentenza n. 40830 del 3 giugno 2010 - depositata il 18 novembre 2010

(Sezione Sesta Penale, Presidente e Relatore S. F. Mannino)

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PATTEGGIAMENTO – AGGRAVANTE DELLA CLANDESTINITA’ – DECLARATORIA DI ILLEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE – CONSEGUENZE

PATTEGGIAMENTO – AGGRAVANTE DELLA CLANDESTINITA’ – DECLARATORIA DI ILLEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE – CONSEGUENZE
La Corte ha affermato che deve essere annullata la sentenza di patteggiamento di una pena determinata tenendo conto dell’aggravante della clandestinità di cui all’art. 61 n. 11 bis cod. pen., atteso che tale disposizione è stata successivamente dichiarata costituzionalmente illegittima con la sentenza n. 249 del 2010 della Corte Cost.

Testo Completo: Sentenza n. 40836 del 17 novembre 2010 - depositata il 18 novembre 2010

(Sezione Sesta Penale, Presidente N. Milo, Relatore G. Paoloni)


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RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITA' STRANIERE - MANDATO DI ARRESTO EUROPEO - PENDENZA DI UN PROCEDIMENTO PENALE IN ITALIA PER GLI STESSI FATTI ALLA BASE DEL M.A.E. - IPOTESI DI RIFIUTO DELLA CONSEGNA DI CUI ALL'ART. 18, LETT. O), L. N. 69/2005

RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITA' STRANIERE - MANDATO DI ARRESTO EUROPEO - PENDENZA DI UN PROCEDIMENTO PENALE IN ITALIA PER GLI STESSI FATTI ALLA BASE DEL M.A.E. - IPOTESI DI RIFIUTO DELLA CONSEGNA DI CUI ALL'ART. 18, LETT. O), L. N. 69/2005

In tema di mandato di arresto europeo, sussiste il motivo ostativo alla consegna di cui all’art. 18, comma primo, lett. o), della L. n. 69/2005, quando nei confronti della persona ricercata dall’autorità giudiziaria estera sia in corso un procedimento penale in Italia per lo stesso fatto, salva l’ipotesi in cui il mandato di arresto europeo riguardi l’esecuzione di una sentenza definitiva di condanna emessa in uno Stato membro dell’U.E.. (Fattispecie relativa ad un m.a.e. esecutivo emesso dall’autorità giudiziaria della Repubblica di Bulgaria per fatti di reclutamento di persone da avviare alla prostituzione, in cui la S.C. ha annullato con rinvio la decisione di consegna, dovendo la Corte distrettuale verificare la coincidenza delle condotte descritte nel m.a.e. con quelle, apparentemente analoghe, costituenti oggetto di una sentenza di condanna di primo grado, pronunciata in Italia nei confronti della medesima persona ricercata dall’autorità bulgara).

Sentenza n. 41370 del 16 novembre 2010 - depositata il 23 novembre 2010

(Sezione Sesta Penale, Presidente G. Lattanzi, Relatore G. Conti)


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lunedì 22 novembre 2010

SENTENZA – CONDANNA ALLE SPESE PROCESSUALI – CORRELAZIONE CON I REATI PER I QUALI VI E’ STATA CONDANNA – NECESSITA’

SENTENZA – CONDANNA ALLE SPESE PROCESSUALI – CORRELAZIONE CON I REATI PER I QUALI VI E’ STATA CONDANNA – NECESSITA’
La Corte, intervenendo sulla modifica, operata dall’art.67, comma secondo, lett. a), della l . n. 69 del 2009, dell’art. 535, comma primo, cod. proc. pen. (per effetto della quale non figura più espressamente menzionata la correlazione tra spese poste a carico dell’imputato e reati cui la condanna del medesimo si riferisce), ha chiarito come una tale correlazione sia tutt’ora da considerare quale presupposto necessario della condanna alle spese; alla luce infatti della contestuale soppressione del comma secondo dell’art. 535, mediante la quale, al vincolo di solidarietà tra coimputati condannati alle spese, è stato in sostanza sostituito l’accollo “pro quota” delle medesime, il legislatore ha evidentemente ritenuto non più necessaria la precisazione prima contenuta al comma primo; e del resto, ha sottolineato ancora la Corte, l’attuale testo del comma primo, limitandosi a stabilire che la sentenza di condanna pone a carico del condannato il pagamento delle spese processuali, non potrebbe di per sé essere logicamente interpretato se non nel senso di ritenere che queste ultime siano soltanto quelle relative ai reati per cui l’imputato sia stato condannato.

Testo Completo: Sentenza n. 39736 del 22 settembre 2010 - depositata l'11 novembre 2010

(Sezione Terza Penale, Presidente G. De Maio, Relatore A. Franco)


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SEQUESTRO PENALE – ESECUZIONE DEL SEQUESTRO PREVENTIVO - MODIFICHE NORMATIVE INTRODOTTE DALLA L. 15 LUGLIO 2009, N. 94 - NATURA PROCESSUALE - CONSEGUENZA

SEQUESTRO PENALE – ESECUZIONE DEL SEQUESTRO PREVENTIVO - MODIFICHE NORMATIVE INTRODOTTE DALLA L. 15 LUGLIO 2009, N. 94 - NATURA PROCESSUALE - CONSEGUENZA
Con la decisione in esame la Corte ha affermato che le nuove formalità previste dall’art. 104 disp. att. cod. proc. pen., in tema di esecuzione del sequestro preventivo, a seguito delle modifiche introdotte dall’art. 2, comma nono, della L. 15 luglio 2009, n. 94, avendo natura processuale, si applicano ai soli fatti successivi alla sua entrata in vigore, dovendosi quindi osservare, per i fatti antecedenti, le formalità previste per il sequestro probatorio.


Sentenza n. 40481 del 27 ottobre 2010 - depositata il 16 novembre 2010

(Sezione Terza Penale, Presidente e Relatore A. M. Lombardi)


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mercoledì 17 novembre 2010

CIRCOLAZIONE STRADALE – GUIDA IN STATO DI EBBREZZA - TASSO ALCOOLEMICO - ART. 186, COMMA 1, LETT. A), COD. STRADA - DEPENALIZZAZIONE - CONSEGUENZE

CIRCOLAZIONE STRADALE – GUIDA IN STATO DI EBBREZZA - TASSO ALCOOLEMICO - ART. 186, COMMA 1, LETT. A), COD. STRADA - DEPENALIZZAZIONE - CONSEGUENZE
La Corte di cassazione ha preso atto che la fattispecie di cui all’art. 186, comma 1, lett. a), Cod. strada (guida in stato di ebbrezza con tasso alcoolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8) è stata depenalizzata dall’art. 33, comma 4, l. n. 120 del 2010, ed ha ritenuto di non dover trasmettere gli atti alla competente autorità amministrativa, “in considerazione del principio di legalità – irretroattività”, operante sia per gli illeciti penali (art. 2 c.p.), sia per gli illeciti amministrativi (art. 1 l. n. 689 del 1981, richiamata dall’art. 194 Cod. strada), e non rinvenendosi nella legge n. 120 del 2010 una apposita previsione che imponga la trasmissione e che possa far ritenere derogato il suddetto principio di irretroattività.

Testo Completo: Sentenza n. 38692 del 28 settembre 2010 - depositata il 3 novembre 2010

(Sezione Quarta Penale, Presidente A. Morgigni, Relatore L. Bianchi)


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giovedì 11 novembre 2010

DISABILITA' - NORMATIVA DI SETTORE - INTERPRETAZIONE COSTITUZIONALMENTE ORIENTATA

DISABILITA' - NORMATIVA DI SETTORE - INTERPRETAZIONE COSTITUZIONALMENTE ORIENTATA
Il diritto all’assistenza socio-sanitaria del disabile è un diritto assoluto ed inviolabile che, pur non potendo godere di un regime di riconoscimento automatico, non può subire limitazioni od impedimenti dovuti ai procedimenti amministrativi relativi al suo formale riconoscimento, una volta che sia accertata, in concreto, l’esistenza e la gravità dell’handicap, posto che, in virtù di un’interpretazione costituzionalmente orientata, ai sensi degli art. 2 e 32 Cost. della normativa di settore e sulla base dell’esame delle fonti costituzionali europee (la Carta di Nizza, applicabile “ratione temporis”, attualmente trasfusa nel Trattato di Lisbona, definitivamente entrato in vigore il 2 dicembre 2009 ), può desumersi che nell’Unione europea è garantito un alto livello di protezione della salute umana e che la solidarietà sociale è un principio interpretativo immanente, a livello europeo, della normativa interna. Pertanto, le somme eventualmente anticipate dal privato per agevolare l’inserimento, del portatore di handicap, in struttura assistenziale (casa famiglia), indicata dai servizi socio sanitari comunali, proprio in considerazione dell’accertamento della gravità della disabilità, non possono essere negate a chi le ha versate a causa della mancata conclusione del procedimento amministrativo relativo al formale riconoscimento di tale condizione, posto che l’insorgenza del diritto alle prestazioni socio sanitarie deve essere fatto risalire alla data del verificato accertamento della condizione di grave handicap che ha determinato l’attivazione dei servizi pubblici di sostegno.

Testo Completo: Sentenza n. 18378 del 6 agosto 2010

(Sezione Terza Civile, Presidente M. R. Morelli, Relatore F. Uccella)


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STRANIERO - MINORE SOGGIORNANTE IN ITALIA - AUTORIZZAZIONE ALL'INGRESSO O ALLA PERMANENZA DEL GENITORE IRREGOLARE - CONDIZIONI

STRANIERO - MINORE SOGGIORNANTE IN ITALIA - AUTORIZZAZIONE ALL'INGRESSO O ALLA PERMANENZA DEL GENITORE IRREGOLARE - CONDIZIONI
Le Sezioni Unite, componendo un contrasto interno alla prima sezione, relativo all’interpretazione dell’art. 31, terzo comma del d.lgs n. 286 del 1998, hanno stabilito che la temporanea autorizzazione alla permanenza in Italia del familiare, irregolarmente soggiornante, del minore, prevista dalla norma, non richieda necessariamente l’esistenza di situazioni d’emergenza o di circostanze contingenti ed eccezionali strettamente collegate alla sua salute, potendo comprendere qualsiasi danno effettivo, concreto, percepibile ed obiettivamente grave che, in considerazione dell’età e delle condizioni di salute ricollegabili al suo complessivo equilibrio psico-fisico, deriva o deriverà certamente al minore dall’allontanamento del familiare o dal definitivo sradicamento dall’ambiente in cui è cresciuto. Deve trattarsi di situazioni di per sé non di lunga ed indeterminabile durata che, pur non prestandosi ad essere preventivamente catalogate e standardizzate, si concretino in eventi traumatici e non prevedibili nella vita del minore, trascendendo il normale e comprensibile disagio derivante dalla prospettiva del rimpatrio.

Testo Completo: Sentenza n. 21799 del 25 ottobre 2010

(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore S. Salvago)


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PROCESSO CIVILE – SENTENZE IN TEMA DI OPPOSIZIONE ALL’ESECUZIONE – REGIME IMPUGNATORIO.

PROCESSO CIVILE – SENTENZE IN TEMA DI OPPOSIZIONE ALL’ESECUZIONE – REGIME IMPUGNATORIO.


Le sentenze che hanno deciso opposizioni alle esecuzioni pubblicate tra il 1° marzo 2006 ed il 4 luglio 2009 sono soggette a ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost.; le sentenze che hanno deciso opposizioni alle esecuzioni, pubblicate successivamente alla predetta data del 4 luglio 2009, sono invece appellabili in virtù del nuovo regime impugnatorio dell’art. 616 cod. proc. civ. come novellato dalla legge n. 69 del 2009.

Testo Completo: Ordinanza n. 20324 del 27 settembre 2010
(Sezione Seconda Civile, Presidente G. Settimj, Relatore P. D'Ascola)



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martedì 26 ottobre 2010

MISURE CAUTELARI – CESSAZIONE DI EFFICACIA - IMPUGNAZIONE – INTERESSE – CONDIZIONI

MISURE CAUTELARI – CESSAZIONE DI EFFICACIA - IMPUGNAZIONE – INTERESSE – CONDIZIONI


La Corte ha precisato che, nel caso del provvedimento applicativo di una misura cautelare custodiale revocato o divenuta inefficace, persiste l’interesse dell’indagato alla sua impugnazione, nella prospettiva di una futura richiesta di riparazione per ingiusta detenzione, soltanto quando la stessa tenda a far valere l’insussistenza delle condizioni di applicabilità della misura restrittiva in relazione a presupposti diversi da quelli suscettibili di fondare la pronunzia di proscioglimento nel procedimento principale per una delle cause menzionate nel primo comma dell’art. 314 cod. proc. pen.



Testo Completo: Sentenza n. 37764 del 21 settembre 2010 - depositata il 22 ottobre 2010
(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore A. Cortese)



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TERMINI PROCESSUALI – SOSPENSIONE NEL PERIODO FERIALE – REATI DI CRIMINALITA’ ORGANIZZATA – MISURE CAUTELARI REALI – IMPUGNAZIONE – OPERATIVITA’ DELLA SOSPENSIONE - ESCLUSIONE

TERMINI PROCESSUALI – SOSPENSIONE NEL PERIODO FERIALE – REATI DI CRIMINALITA’ ORGANIZZATA – MISURE CAUTELARI REALI – IMPUGNAZIONE – OPERATIVITA’ DELLA SOSPENSIONE - ESCLUSIONE


Le Sezioni Unite hanno chiarito che la deroga alla sospensione in periodo feriale dei termini delle indagini preliminari nei procedimenti per reati di criminalità organizzata, prevista dall’art. 2, comma secondo, legge 7 ottobre 1969, n. 742, riguarda anche le procedure incidentali aventi ad oggetto misure cautelari reali. Nell’occasione la Corte ha altresì precisato che, per identificare i procedimenti ai quali si applica la disposizione menzionata, non deve guardarsi alla situazione del singolo indagato, bensì alla sua collocazione nell’ambito di un procedimento di criminalità organizzata, dovendosi ritenere tale quello che ha ad oggetto un reato associativo. In tal senso è dunque irrilevante che lo specifico reato contestato allo stesso indagato sia eventualmente aggravato dal fine di agevolare un sodalizio mafioso, rilevando invece soltanto che la stessa contestazione si inserisca nell’ambito del medesimo procedimento qualificabile, per l’appunto, di criminalità organizzata.



Testo Completo:
Sentenza n. 37501 del 15 luglio 2010 - depositata il 20 ottobre 2010

(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Fazzioli, Relatore G. Conti)

 

DELITTI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – ABUSO D’ATTI D’UFFICIO – DIPENDENTE DI POSTE ITALIANE S.P.A. ADDETTO AL C.P.O. – INCARICATO DI PUBBLICO SERVIZIO – REATO – SUSSISTENZA

DELITTI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – ABUSO D’ATTI D’UFFICIO – DIPENDENTE DI POSTE ITALIANE S.P.A. ADDETTO AL C.P.O. – INCARICATO DI PUBBLICO SERVIZIO – REATO – SUSSISTENZA

La Corte ha affermato che il dipendente di Poste Italiane s.p.a. addetto ad una struttura di accettazione della corrispondenza deve ritenersi incaricato di pubblico servizio, con la conseguenza che lo stesso commette il reato di abuso d’atti d’ufficio qualora invii indebitamente alla rete pubblica di distribuzione, in violazione di quanto disposto dal d. lgs. 22 luglio 1999, n. 261, corrispondenza priva della richiesta affrancatura.


Sentenza n. 37775 del 7 ottobre 2010 - depositata il 22 ottobre 2010
(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore L. Lanza)

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sabato 23 ottobre 2010

REATO - ESTINZIONE (CAUSE DI) - CONCORSO DI CAUSE ESTINTIVE - SOSPENSIONE CONDIZIONALE DELLA PENA - INDULTO - APPLICABILITA' DI ENTRAMBI I BENEFICI - ESCLUSIONE - PREVALENZA DELLA SOSPENSIONE CONDIZIONALE

REATO - ESTINZIONE (CAUSE DI) - CONCORSO DI CAUSE ESTINTIVE - SOSPENSIONE CONDIZIONALE DELLA PENA - INDULTO - APPLICABILITA' DI ENTRAMBI I BENEFICI - ESCLUSIONE - PREVALENZA DELLA SOSPENSIONE CONDIZIONALE


Risolvendo un contrasto interpretativo, le Sezioni Unite della Suprema Corte hanno affermato che l’indulto non può concorrere con la sospensione condizionale della pena, poiché quest’ultimo beneficio prevale sul primo.


Sentenza n. 36837 del 15 luglio 2010 – depositata il 15 ottobre 2010
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Fazzioli, Relatore M.C. Siotto)



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giovedì 14 ottobre 2010

PROCESSO CIVILE – PROCEDIMENTO D’INGIUNZIONE – OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO – RIDUZIONE DEI TERMINI DI COSTITUZIONE DELL’OPPONENTE E DELL’OPPOSTO – EFFETTO AUTOMATICO CONSEGUENTE ALLA PROPOSIZIONE DELL’OPPOSIZIONE

PROCESSO CIVILE – PROCEDIMENTO D’INGIUNZIONE – OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO – RIDUZIONE DEI TERMINI DI COSTITUZIONE DELL’OPPONENTE E DELL’OPPOSTO – EFFETTO AUTOMATICO CONSEGUENTE ALLA PROPOSIZIONE DELL’OPPOSIZIONE
Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, la riduzione a metà del termine di costituzione dell’opponente consegue automaticamente al solo fatto della proposizione dell’opposizione, prevedendo l’art. 645 cod. proc. civ. che i termini a comparire siano ridotti a metà in ogni caso di opposizione; qualora, tuttavia, l’opponente assegni un termine di comparizione pari o superiore a quello legale, resta salva la facoltà dell’opposto, costituitosi nel termine dimidiato, di chiedere l’anticipazione dell’udienza di comparizione ai sensi dell’art. 163 bis, terzo comma, c.p.c..

Testo Completo: Sentenza n. 19246 del 9 settembre 2010

(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore G. Salmè)


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LAVORO SUBORDINATO - CONTRATTO DI FORMAZIONE E LAVORO - TRASFORMAZIONE IN CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO - ANZIANITA' DI SERVIZIO MATURATA NEL PERIODO DI FORMAZIONE E LAVORO - COMPUTO AI FINI DEGLI AUMENTI PERIODICI DI ANZIANITA' - NECESSITA'

LAVORO SUBORDINATO - CONTRATTO DI FORMAZIONE E LAVORO - TRASFORMAZIONE IN CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO - ANZIANITA' DI SERVIZIO MATURATA NEL PERIODO DI FORMAZIONE E LAVORO - COMPUTO AI FINI DEGLI AUMENTI PERIODICI DI ANZIANITA' - NECESSITA'
Il contratto collettivo nazionale non può validamente escludere la rilevanza, ai fini degli scatti di anzianità (o di altri istituti contrattuali), del periodo di lavoro svolto con contratto di formazione e lavoro, poi trasformato in contratto a tempo indeterminato.

Testo Completo: Sentenza n. 20074 del 23 settembre 2010

(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore G. Amoroso)


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CONTRATTI COLLETTIVI - RICORSO PER CASSAZIONE - ONERE DI DEPOSITO DEL TESTO INTEGRALE – NECESSITÀ A PENA DI IMPROCEDIBILITÀ DEL RICORSO

CONTRATTI COLLETTIVI - RICORSO PER CASSAZIONE - ONERE DI DEPOSITO DEL TESTO INTEGRALE – NECESSITÀ A PENA DI IMPROCEDIBILITÀ DEL RICORSO
Le Sezioni Unite della S.C. hanno risolto un contrasto di giurisprudenza in tema di produzione del contratto collettivo di diritto privato in cassazione, affermando che l'onere di depositare il testo integrale dei contratti collettivi, previsto a pena di improcedibilità, riguarda il contratto nel suo testo integrale e non la singola clausole invocate.

Testo Completo: Sentenza n. 20075 del 23 settembre 2010

(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore G. Amoroso)


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mercoledì 13 ottobre 2010

LAVORO - RAPPORTO NON ASSISTITO DA STABILITA' REALE - RISARCIMENTO DEL DANNO DERIVANTE DALLA VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI DI CUI ALL'ART. 2087 COD. CIV. - PRESCRIZIONE - DECORRENZA IN COSTANZA DI RAPPORTO

LAVORO - RAPPORTO NON ASSISTITO DA STABILITA' REALE - RISARCIMENTO DEL DANNO DERIVANTE DALLA VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI DI CUI ALL'ART. 2087 COD. CIV. - PRESCRIZIONE - DECORRENZA IN COSTANZA DI RAPPORTO
In tema di prescrizione dei crediti del lavoratore, il principio di cui agli artt. 2948 n.4, 2955 n. 2 e 2956 n. 1 cod. civ. (quali risultanti dalla pronuncia della Corte costituzionale n. 63 del 1966), secondo i quali la prescrizione non decorre in costanza di rapporto di lavoro non assistito da stabilità reale, riguarda per espressa previsione il solo diritto alla retribuzione e non si estende al diritto del lavoratore al risarcimento del danno derivante dalla violazione degli obblighi di cui all’art. 2087 cod. civ., la cui prescrizione (decennale in caso di azione di responsabilità contrattuale) decorre dal momento in cui il danno si è manifestato, anche in corso di rapporto di lavoro.

Testo Completo: Sentenza n. 17629 del 28 luglio 2010


(Sezione Quarta Lavoro, Presidente F. Roselli, Relatore A. Ianniello)


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martedì 12 ottobre 2010

INDAGINI PRELIMINARI - UDIENZA DI CONVALIDA – RICHIESTA DI MISURA COERCITIVA - ACCESSO AGLI ATTI – PRECLUSIONE – CONSEGUENZE

INDAGINI PRELIMINARI - UDIENZA DI CONVALIDA – RICHIESTA DI MISURA COERCITIVA - ACCESSO AGLI ATTI – PRECLUSIONE – CONSEGUENZE
Chiamata a decidere sul contrasto creatosi in ordine alla configurabilità o meno del diritto del difensore dell’arrestato o del fermato di accedere alla richiesta di misura cautelare e agli atti posti a fondamento di essa, la Corte ha affermato che al difensore spetta il diritto di esame, oltre che di estrazione di copia, degli atti su cui si fondano la richiesta di convalida e di applicazione di misura cautelare, facendo leva sull’equipollenza normativamente stabilita dall’art. 294, comma primo, cod. proc. pen. tra interrogatorio per la convalida e interrogatorio di garanzia e, quindi, sulla conseguente equivalenza della dimensione conoscitiva degli elementi necessari per articolare in maniera effettiva la difesa. Ha inoltre precisato che il rigetto della richiesta di accesso agli atti determina una nullità di ordine generale a regime intermedio, sanabile ex art. 182, comma secondo, cod. proc. pen. ove non eccepita nell’udienza di convalida.

Testo Completo: Sentenza n. 36212 del 30 settembre 2010 - depositata l'11 ottobre 2010
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore A. Macchia)


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REATO - CIRCOSTANZE - AGGRAVANTI COMUNI - MINORATA DIFESA (ART. 61 N. 5 C.P.) - MODIFICHE DI CUI ALLA L. N. 94 DEL 2009 - EFFETTI

REATO - CIRCOSTANZE - AGGRAVANTI COMUNI - MINORATA DIFESA (ART. 61 N. 5 C.P.) - MODIFICHE DI CUI ALLA L. N. 94 DEL 2009 - EFFETTI
In una delle prime applicazioni riguardanti le modifiche al codice penale introdotte con la l. n. 94 del 2009, la Corte di cassazione, premesso che la ratio della modifica dell’art. 61 n. 5 c.p. (consistita nell’espresso riferimento, tra le condizioni di minorata difesa, all’età senile della persona offesa dal reato) va individuata nella volontà di tutelare le persone anziane contro i pericoli dello sfruttamento, a fini illeciti, dell’età senile, ha affermato che, ai fini della sussistenza dell’aggravante in oggetto, il giudice deve verificare in concreto se, agli occhi dell’aggressore, la capacità di percezione e di reazione a condotte antigiuridiche della vittima anziana fosse concretamente menomata a cagione dell’età avanzata, ovvero, con giudizio controfattuale, se astrattamente la condotta criminosa avrebbe avuto le medesime probabilità di successo se posta in essere in danno di persona non anziana, o se essa sia stata agevolata dalla scarsa lucidità e dalla sostanziale incapacità delle vittime di orientarsi nella comprensione degli avvenimenti.

Testo Completo: Sentenza n. 35997 del 23 settembre 2010 - depositata il 7 ottobre 2010


(Sezione Seconda Penale, Presidente G. M. Cosentino, Relatore D. Chindemi)


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lunedì 11 ottobre 2010

LICENZIAMENTI – SANZIONI DISCIPLINARI - TERMINE CONTRATTUALE PER L'IRROGAZIONE - SPEDIZIONE DEL PROVVEDIMENTO DISCIPLINARE PRIMA DEL TERMINE E RICEZIONE SUCCESSIVA - DECADENZA - ESCLUSIONE

LICENZIAMENTI – SANZIONI DISCIPLINARI - TERMINE CONTRATTUALE PER L'IRROGAZIONE - SPEDIZIONE DEL PROVVEDIMENTO DISCIPLINARE PRIMA DEL TERMINE E RICEZIONE SUCCESSIVA - DECADENZA - ESCLUSIONE
La sentenza applica al recesso datoriale disciplinare la distinzione, già affermata dalle sezioni unite con riferimento al diverso caso dell'impugnativa del licenziamento, tra efficacia dell'atto unilaterale recettizio (collegata al ricevimento del provvedimento disciplinare da parte del lavoratore) ed estinzione per decadenza del potere di emetterlo prevista dalla contrattazione collettiva (ricollegata alla spedizione del provvedimento oltre il termine).

Testo Completo: Sentenza n. 20566 del 4 ottobre 2010


(Sezione Lavoro, Presidente G. Vidiri, Relatore G. Napoletano)


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GIURISDIZIONE – REGOLAMENTO D’UFFICIO – DIFETTO DI GIURISDIZIONE DICHIARATO CON PROVVEDIMENTO D’URGENZA – CONSEGUENZE

GIURISDIZIONE – REGOLAMENTO D’UFFICIO – DIFETTO DI GIURISDIZIONE DICHIARATO CON PROVVEDIMENTO D’URGENZA – CONSEGUENZE
Anche a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 59 della legge n. 69 del 2009, ove il difetto di giurisdizione sia stato dichiarato dal giudice ordinario con provvedimento d’urgenza, ex art. 700 cod. proc. civ., é inammissibile il regolamento preventivo di giurisdizione sollevato d’ufficio dal giudice amministrativo successivamente adito, il quale non può essere considerato “il giudice davanti al quale la causa é riassunta”, ex art. 59, comma 3, legge 18 giugno 2009, n. 69, che é, invece, il giudice investito della causa di merito, il quale non può sollevare d’ufficio la questione di giurisdizione rimettendola alle S.U. della S.C. ma é tenuto a statuire sulla stessa ai sensi dell’art. 37 cod. proc. civ.

Testo Completo: Ordinanza n. 19256 del 9 settembre 2010


(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore R. Vivaldi)


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CONTRATTO IN GENERALE – PROPOSTA IRREVOCABILE – PRESUPPOSTO – DETERMINAZIONE DEL TERMINE DI IRREVOCABILITA’ – NECESSITA’

CONTRATTO IN GENERALE – PROPOSTA IRREVOCABILE – PRESUPPOSTO – DETERMINAZIONE DEL TERMINE DI IRREVOCABILITA’ – NECESSITA’
Ove il termine di irrevocabilità della proposta contrattuale, ex art. 1329 cod. civ., sia fissato dalle parti in coincidenza con la sottoscrizione del contratto preliminare di compravendita o, in difetto, con il rogito notarile di trasferimento della proprietà, deve negarsi l'esistenza stessa della sua apposizione alla proposta.

Testo Completo: Sentenza n. 18001 del 5 agosto 2010


(Sezione Seconda Civile, Presidente e Relatore M. Oddo)



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PROFESSIONI E PROFESSIONISTI – INGEGNERI ARCHITETTI – ART. 14 TARIFFA PROFESSIONALE – INTERPRETAZIONE

PROFESSIONI E PROFESSIONISTI – INGEGNERI ARCHITETTI – ART. 14 TARIFFA PROFESSIONALE – INTERPRETAZIONE
L'art. 14 della tariffa professionale degli ingegneri ed architetti (approvata con la legge 2 marzo 1949, n. 143) non consente di liquidare un compenso frazionato ove la classe di appartenenza delle opere non sia suddivisa in categorie.

Testo Completo: Sentenza n. 18249 del 5 agosto 2010


(Sezione Seconda Civile, Presidente O. Schettino, Relatore L. Piccialli)


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LOCAZIONE – USO NON ABITATIVO – DINIEGO DI RINNOVAZIONE – INTERPRETAZIONE ESTENSIVA

LOCAZIONE – USO NON ABITATIVO – DINIEGO DI RINNOVAZIONE – INTERPRETAZIONE ESTENSIVA
La norma di cui all’art. 29, primo comma, lett. c), della legge 27 luglio 1978, n. 392, sul diniego di rinnovazione del contratto alla prima scadenza nelle locazioni di immobili ad uso diverso da quello abitativo, è suscettibile di interpretazione estensiva e ad essa è riconducibile la fattispecie della realizzazione nell’area di sedime dell’immobile condotto in locazione di opere di urbanizzazione primaria (strade e parcheggi) da cedere ad amministrazione comunale, in forza di obbligo assunto nei confronti dell’ente pubblico dal proprietario e locatore dell’area stessa.

Testo Completo: Sentenza n. 16647 del 5 luglio 2010


(Sezione Terza Civile, Presidente R. Preden, Relatore C. Filadoro)


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DELITTI CONTRO LA PERSONA – TUTELA DELL'ONORE - DIFFAMAZIONE - DIRETTORE DI GIORNALE "ON LINE" A NORMA DELL'ART. 57 C.P. - ESCLUSIONE

DELITTI CONTRO LA PERSONA – TUTELA DELL'ONORE - DIFFAMAZIONE - DIRETTORE DI GIORNALE "ON LINE" A NORMA DELL'ART. 57 C.P. - ESCLUSIONE


La S.C. ha escluso la punibilità del direttore di un giornale “on line” a norma dell’art. 57 cod. pen., sottolineando come tale disposizione si riferisca esplicitamente all’informazione diffusa attraverso la “carta stampata”.

Testo Completo: Sentenza n. 35511 del 16 luglio 2010 - depositata il 1° ottobre 2010
(Sezione Quinta Penale, Presidente G. Ferrua, Relatore M. Fumo)




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venerdì 8 ottobre 2010

LAVORO PUBBLICO - CONDOTTA ANTISINDACALE DELLA P.A. – INCIDENZA SULLE PREROGATIVE SINDACALI E SUL RAPPORTO DI IMPIEGO NON CONTRATTUALIZZATO - CONTROVERSIA PROMOSSA DAL SINDACATO - GIURISDIZIONE DEL GIUDICE ORDINARIO

LAVORO PUBBLICO - CONDOTTA ANTISINDACALE DELLA P.A. – INCIDENZA SULLE PREROGATIVE SINDACALI E SUL RAPPORTO DI IMPIEGO NON CONTRATTUALIZZATO - CONTROVERSIA PROMOSSA DAL SINDACATO - GIURISDIZIONE DEL GIUDICE ORDINARIO


Ove la condotta antisindacale dell’Amministrazione pubblica, patita dal sindacato, incida sulle prerogative dell’associazione sindacale e sulle situazioni individuali dei dipendenti pubblici il cui rapporto di impiego non sia stato contrattualizzato (quale quello intercorrente, nella specie, tra la Banca d’Italia e i suoi dipendenti), non sussiste un’esigenza costituzionale per derogare alla regola della giurisdizione del giudice ordinario.


Testo Completo: Ordinanza n. 20161 del 24 settembre 2010
(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore G. Amoroso)



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giovedì 7 ottobre 2010

PERSONA GIURIDICA – RESPONSABILITA’ DA REATO – CONFISCA DEL PROFITTO DEL REATO

PERSONA GIURIDICA – RESPONSABILITA’ DA REATO – CONFISCA DEL PROFITTO DEL REATO


In tema di responsabilità da reato degli enti, la Corte, nel ribadire i principi affermati dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 26654 del 2008, ha precisato che il sequestro preventivo funzionale alla confisca può avere ad oggetto i crediti vantati dalla persona giuridica, purchè questi siano certi, liquidi ed esigibili e costituiscano effettivamente il profitto del reato presupposto, evidenziando altresì che il perimetro del provvedimento cautelare è segnato dagli stessi limiti riconosciuti dalla legge per quello definitivo di ablazione.



Testo Completo: Sentenza n. 35748 del 17 giugno 2010 - depositata il 5 ottobre 2010
(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore G. Fidelbo)



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RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITA' STRANIERE - MANDATO DI ARRESTO EUROPEO - RINVIO DELLA CONSEGNA ALL'ESTERO PER MOTIVI DI GIUSTIZIA INTERNA - NATURA DI DISCREZIONALE DELLA DECISIONE - CONSEGUENZE

RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITA' STRANIERE - MANDATO DI ARRESTO EUROPEO - RINVIO DELLA CONSEGNA ALL'ESTERO PER MOTIVI DI GIUSTIZIA INTERNA - NATURA DI DISCREZIONALE DELLA DECISIONE - CONSEGUENZE


In tema di mandato d'arresto europeo, la facoltà riconosciuta alla Corte d'appello di rinviare la consegna per consentire alla persona richiesta di essere sottoposta a procedimento penale in Italia per un reato diverso da quello oggetto del mandato d'arresto implica una scelta discrezionale basata sui criteri desumibili dall'art. 20 della L. n. 69/2005, del cui mancato esercizio il consegnando non puo’ dolersi, a meno che egli non l’abbia espressamente sollecitata, adducendo al riguardo uno specifico interesse.



Testo Completo: Sentenza n. 35181 del 28 settembre 2010 - depositata il 29 settembre 2010
(Sezione Sesta Penale, Presidente A. S. Agrò, Relatore G. Conti)



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RECIDIVA - CONTESTAZIONE - OBBLIGATORIETA' - APPLICAZIONE DA PARTE DEL GIUDICE - NECESSITA' - ESCLUSIONE - CONDIZIONI

RECIDIVA - CONTESTAZIONE - OBBLIGATORIETA' - APPLICAZIONE DA PARTE DEL GIUDICE - NECESSITA' - ESCLUSIONE - CONDIZIONI


Le Sezioni unite, investite della questione relativa alla preclusione al cd. “patteggiamento allargato” per i soggetti gravati da recidiva reiterata a norma dell’art. 99, comma quarto, c.p., hanno ritenuto che la recidiva, in quanto operante come circostanza aggravante, va obbligatoriamente contestata dal p.m., ma che il giudice, purché non si tratti del caso previsto dal comma quinto di detto articolo, può escluderla, ove non la ritenga espressione di maggiore colpevolezza o pericolosità del reo, con la conseguenza che in tal modo vengono non solo sterilizzati i suoi effetti sulla determinazione della pena, ma anche quelli ulteriori costituiti dal divieto di prevalenza delle attenuanti, dal limite minimo di aumento di pena per il cumulo di cui all’art. 81, comma quarto, c.p. e dall’inibizione all’accesso al patteggiamento allargato e alla relativa riduzione premiale di cui all’art. 444, comma 1-bis c.p.p.

Testo Completo: Sentenza n. 35738 del 27 maggio 2010 - depositata il 5 ottobre 2010
(Sezioni Unite Penali, Presidente V. Carbone, Relatore G. Fumu)



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mercoledì 6 ottobre 2010

STUPEFACENTI – CESSIONE A SOGGETTO MINORENNE - FATTO DI LIEVE ENTITA' - COMPATIBILITA'

STUPEFACENTI – CESSIONE A SOGGETTO MINORENNE - FATTO DI LIEVE ENTITA' - COMPATIBILITA'


Le Sezioni Unite hanno stabilito che l’aggravante di cessione di sostanze stupefacenti a soggetto minore di età (art. 80, comma 1, lett. a), D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309) è compatibile con l’attenuante del fatto di lieve entità (art. 73, comma 5, stesso D.P.R.).
Testo Completo: Sentenza n. 35737 del 24 giugno 2010 - depositata il 5 ottobre 2010
(Sezioni Unite Penali, Presidente T. Gemelli, Relatore F. Fiandanese)



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lunedì 4 ottobre 2010

IMPUGNAZIONI – SENTENZA IN ABBREVIATO - GIUDIZIO CAMERALE D'APPELLO - IMPUTATO SOTTOPOSTO A MISURA CAUTELARE - RICHIESTA TEMPESTIVA DI PARTECIPAZIONE - DIRITTO A PRESENZIARE - SUSSISTENZA - CONSEGUENZE

IMPUGNAZIONI – SENTENZA IN ABBREVIATO - GIUDIZIO CAMERALE D'APPELLO - IMPUTATO SOTTOPOSTO A MISURA CAUTELARE - RICHIESTA TEMPESTIVA DI PARTECIPAZIONE - DIRITTO A PRESENZIARE - SUSSISTENZA - CONSEGUENZE


Le Sezioni unite hanno affermato che l’imputato detenuto ha il diritto di presenziare al giudizio camerale d’appello avverso la sentenza pronunciata in sede di giudizio abbreviato, anche se si trovi fuori della circoscrizione del giudice che procede, sempre che ne faccia richiesta, per la quale però non vale la regola della presentazione almeno cinque giorni prima. Hanno poi precisato che l’assenza di un termine rigido di prosposizione della richiesta non esclude che debba essere presentata con modalità tali da consentire la traduzione dell’imputato all’udienza, salvo che questi non possa osservare dette modalità come nel caso in cui sia stato ristretto immediatamente a ridosso dell’udienza. Infine, le Sezioni unite hanno statuito che il giudice d’appello del rito abbreviato, ove l’imputato sottoposto a misure restrittive non si sia rivolto al giudice competente per chiedere l’autorizzazione a recarsi in udienza o l’accompagnamento o la traduzione o questi non abbia dato l’autorizzazione, non può procedere allo svolgimento dell’udienza – sempre che gli sia comunque pervenuta a tempo la manifestazione di volontà dell’imputato di essere presente – e deve disporre la traduzione di quest’ultimo, a pena di nullità assoluta ed insanabile dell’udienza e della successiva pronunzia, ai sensi degli artt. 178, lett. c) e 179 cod. proc. pen.



Testo Completo: Sentenza n. 35399 del 24 giugno 2010 - depositata il 1° ottobre 2010
(Sezioni Unite Penali, Presidente T. Gemelli, Relatore A. Franco)



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sabato 2 ottobre 2010

ARBITRATO – REGOLAMENTO DI COMPETENZA EX ART. 819 TER COD. PROC. CIV. – APPLICABILITA’ “RATIONE TEMPORIS”

ARBITRATO – REGOLAMENTO DI COMPETENZA EX ART. 819 TER COD. PROC. CIV. – APPLICABILITA’ “RATIONE TEMPORIS”
La disciplina sull'impugnabilità con regolamento di competenza della sentenza del giudice di merito affermativa o negatoria della propria competenza sulla convenzione di arbitrato, recata dal nuovo testo dell'art. 819-ter cod. proc. civ. (introdotto dall'art. 22 del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40), trova applicazione soltanto in relazione a sentenze pronunciate con riferimento a procedimenti arbitrali iniziati successivamente alla data del 2 marzo 2006.

Testo Completo: Ordinanza n. 19047 del 6 settembre 2010


(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore G. Salmè)


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AVVOCATO E PROCURATORE – PATROCINIO A SPESE DELLO STATO – LIQUIDAZIONE A CARICO DELL’ERARIO IN CASO DI IRREPERIBILITA’ DEL PATROCINATO – PRESUPPOSTI

AVVOCATO E PROCURATORE – PATROCINIO A SPESE DELLO STATO – LIQUIDAZIONE A CARICO DELL’ERARIO IN CASO DI IRREPERIBILITA’ DEL PATROCINATO – PRESUPPOSTI
In tema di patrocinio a spese dello Stato, la condizione di irreperibilità del patrocinato, alla quale l'art. 117 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 subordina la liquidazione degli onorari e delle spese di difesa a carico dell'Erario, attiene ad una situazione sostanziale e di fatto, indipendente dalla pronuncia processuale di irreperibilità, che, rendendo il debitore non rintracciabile al momento in cui la pretesa creditoria diventa azionabile, impedisce di effettuare qualunque procedura per il recupero del credito professionale.

Testo Completo: Sentenza n. 17021 del 20 luglio 2010


(Sezione Seconda Civile, Presidente A. Elefante, Relatore S. Petitti)

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AVVOCATO E PROCURATORE – INGIUNZIONE PER CREDITI PROFESSIONALI – FORO EX ART. 637, TERZO COMMA, COD. PROC. CIV. – INDIVIDUAZIONE

AVVOCATO E PROCURATORE – INGIUNZIONE PER CREDITI PROFESSIONALI – FORO EX ART. 637, TERZO COMMA, COD. PROC. CIV. – INDIVIDUAZIONE
In tema di procedimento di ingiunzione per prestazioni professionali di avvocato, il foro facoltativo e concorrente dell'art. 637, terzo comma, cod. proc. civ. va individuato in relazione al giudice del luogo in cui ha sede il consiglio dell'ordine al cui albo il legale è iscritto “attualmente”, cioè con riferimento al momento della proposizione del ricorso.

Testo Completo: Ordinanza n. 17049 del 20 luglio 2010


(Sezione Seconda Civile, Presidente G. Settimj, Relatore A. Giusti)



PROCESSO CIVILE – COMPETENZA – AZIONE RISARCITORIA PER EQUIVALENTE DI DANNO A BENE IMMOBILE – COMPETENZA DEL GIUDICE DI PACE – SUSSISTENZA

PROCESSO CIVILE – COMPETENZA – AZIONE RISARCITORIA PER EQUIVALENTE DI DANNO A BENE IMMOBILE – COMPETENZA DEL GIUDICE DI PACE – SUSSISTENZA
Nel caso in cui il danno riguardi un bene immobile, la relativa domanda di risarcimento per equivalente spetta, ai sensi dell’art. 7 cod. proc. civ., ove la somma richiesta sia entro il limite previsto da tale norma, alla competenza del giudice di pace.

Testo Completo: Ordinanza n. 17039 del 20 luglio 2010


(Sezione Terza Civile, Presidente M. Finocchiaro, Relatore R. Frasca)

 

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martedì 28 settembre 2010

PROVE – COMUNICAZIONI TELEFONICHE DEL PARLAMENTARE – INTERCETTAZIONI “CASUALI”

PROVE – COMUNICAZIONI TELEFONICHE DEL PARLAMENTARE – INTERCETTAZIONI “CASUALI”
Le Corte di cassazione, in continuità con quanto affermato dalla Corte costituzionale (sentenza nn. 113 e 114 del 2010) ha statuito che la “casualità” delle operazioni di intercettazione telefonica che abbiano visto indirettamente coinvolto un parlamentare, per poter essere affermata, deve emergere dalla motivazione del provvedimento che faccia uso dei risultati di quelle operazioni, nell’esame puntuale di una molteplicità di profili, attinenti al tipo dei rapporti intercorrenti tra il parlamentare e il terzo sottoposto al controllo telefonico, all’attività criminosa oggetto di indagine, al numero delle conversazioni intercorse tra il terzo e il parlamentare, al periodo di tempo entro il quale l’attività di captazione è avvenuta.

Testo Completo: Sentenza n. 34244 del 9 settembre 2010 - depositata il 22 settembre 2010

(Sezione Feriale Penale, Presidente S. Chieffi, Relatore M. Cassano)



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