sabato 29 gennaio 2011

DELITTI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – DANNEGGIAMENTO O SOTTRAZIONE DI COSE SOTTOPOSTE A SEQUESTRO – CIRCOLAZIONE ABUSIVA DI VEICOLO SEQUESTRATO –

DELITTI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – DANNEGGIAMENTO O SOTTRAZIONE DI COSE SOTTOPOSTE A SEQUESTRO – CIRCOLAZIONE ABUSIVA DI VEICOLO SEQUESTRATO –
CONCORSO CON L’ILLECITO AMMINISTRATIVO PREVISTO DALL’ART. 213 COD. STRADA – ESCLUSIONE – SPECIALITA’ DELLA NORMA SANZIONATORIA AMMINISTRATIVA – SUSSISTENZA
Le Sezioni Unite, dopo aver ribadito che il principio di specialità posto dall’art. 9 della l. n. 689 del 1981 quale criterio di soluzione dell’eventuale concorso tra norme penali incriminatici e norme amministrative sanzionatorie presuppone il confronto strutturale tra le rispettive fattispecie astratte, hanno affermato che l’art. 213, comma quarto, Cod. Strada, che punisce con la sanzione amministrativa l’abusiva circolazione del veicolo sottoposto a sequestro amministrativo, deve ritenersi speciale rispetto all’art. 334 cod. pen., nel quale è configurato invece il delitto di sottrazione da parte del custode o del proprietario di beni di cui è stato disposto il sequestro penale o amministrativo.

Testo Completo: Sentenza n. 1963 del 28 ottobre 2010 - depositata il 21 gennaio 2011

(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore C. G. Brusco)


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LAVORO- INFORTUNIO – MORTE DEL LAVORATORE- DANNO ESISTENZIALE, DANNO MORALE, DANNO BIOLOGICO TERMINALE IURE SUCCESSIONIS- SPETTANZA – LIMITI

LAVORO- INFORTUNIO – MORTE DEL LAVORATORE- DANNO ESISTENZIALE, DANNO MORALE, DANNO BIOLOGICO TERMINALE IURE SUCCESSIONIS- SPETTANZA – LIMITI
Con riferimento alle domande -accolte dalla corte territoriale- di risarcimento del danno esistenziale per perdita del rapporto parentale e del danno morale e biologico jure successionis invocati dalla madre di un lavoratore deceduto dopo quattro giorni da un infortunio sul lavoro, la S.C., mentre ha negato il danno esistenziale (in quanto duplicazione del danno morale jure proprio già riconosciuto) ed il danno morale jure successionis (in quanto duplicazione del danno biologico richiesto allo stesso titolo), ha confermato il riconoscimento nella misura del 100% del danno biologico terminale jure successionis, considerando, più che il lasso temporale tra l'infortunio e la morte, l'intensità delle sofferenze provate dalla vittima dell'illecito per la presenza di una sofferenza e di una disperazione esistenziale di intensità tale da determinare nella percezione dell'infortunato un danno catastrofico, in una situazione di attesa lucida e disperata dell'estinzione della vita.

Testo Completo: Sentenza n. 1072 del 18 gennaio 2011

(Sezione Lavoro, Presidente G. Vidiri, Relatore P. Zappia )


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PREVIDENZA SOCIALE – DOMANDA DI RILIQUIDAZIONE DI INDENNITA' DI DISOCCUPAZIONE AGRICOLA - TERMINE DI DECADENZA EX ART. 47 D.P.R. 30 APRILE 1970, N. 639 - APPLICABILITA' – RIMESSIONE DELLA QUESTIONE ALLE SEZIONI UNITE.

PREVIDENZA SOCIALE – DOMANDA DI RILIQUIDAZIONE DI INDENNITA' DI DISOCCUPAZIONE AGRICOLA - TERMINE DI DECADENZA EX ART. 47 D.P.R. 30 APRILE 1970, N. 639 - APPLICABILITA' – RIMESSIONE DELLA QUESTIONE ALLE SEZIONI UNITE.

Con l'ordinanza interlocutoria in epigrafe e le due immediatamente successive, la Sezione Lavoro della S.C. ha rimesso alle sezioni unite della Corte la questione relativa all'applicabilità del termine di decadenza ex art. 47 d.p.r. 30 aprile 1970, n. 639, con riferimento alle domande di riliquidazione delle prestazioni previdenziali (nella specie, l'indennità di disoccupazione agricola), già oggetto di liquidazione da parte dell'Istituto previdenziale in misura inferiore a quella successivamente pretesa dal privato.

Ordinanza interlocutoria n. 1069 del 18 gennaio 2011

(Sezione Lavoro, Presidente F. Miani Canevari F., Relatore M. La Terza)

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COMUNIONE E CONDOMINIO – DIFFUSIONE DEI DATI DI CONDOMINO MOROSO MEDIATE AFFISIONE NELLA BACHECA CONDOMINIALE – VIOLAZIONE DELLA “PRIVACY” – SUSSISTENZA.

COMUNIONE E CONDOMINIO – DIFFUSIONE DEI DATI DI CONDOMINO MOROSO MEDIATE AFFISIONE NELLA BACHECA CONDOMINIALE – VIOLAZIONE DELLA “PRIVACY” – SUSSISTENZA.

L’affissione nella bacheca dell’androne condominiale, da parte dell’amministratore, dell’informazione concernente le posizioni debitorie dei singoli condomini costituisce una indebita diffusione di dati, come tale illecita e fonte di responsabilità, ai sensi degli artt. 11 e 15 del d.lgs. n. 196 del 2003 (codice in materia di protezione dei dati personali).

Ordinanza n. 186 del 4 gennaio 2011

(Sezione Seconda Civile, Presidente G. Settimj, Relatore A. Giusti)

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SOCIETÀ - SOCIETÀ PER AZIONI – ASSEMBLEA - DELIBERAZIONI - ACQUISTO DI AZIONI PROPRIE

SOCIETÀ - SOCIETÀ PER AZIONI – ASSEMBLEA - DELIBERAZIONI - ACQUISTO DI AZIONI PROPRIE
SOCIETÀ - SOCIETÀ PER AZIONI – ASSEMBLEA DELIBERAZIONI - VIZI
La deliberazione con cui una s.p.a. autorizza l’acquisto di azioni proprie, assunta ai sensi dell’art. 2357 cod. civ., legittimamente tiene conto, nel calcolo dei limiti di legge, sia della riserva da sovrapprezzo delle azioni (divenuta disponibile dopo la trasformazione della società da cooperativa a s.p.a.), sia dell’aumento di capitale sociale successivo all’ultimo bilancio approvato; mentre la violazione del diritto di opzione spettante ai soci o l’errore nel calcolo del quorum deliberativo possono comportare la mera annullabilità della deliberazione assembleare.

Testo Completo: Sentenza n. 1361 del 20 gennaio 2011, n. 1361

Sezione Prima Civile, Presidente C. Carnevale, Relatore R. Rordorf)


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TRIBUNALI ECCLESIASTICI - SENTENZE IN MATERIA MATRIMONIALE - GIUDIZIO DI DELIBAZIONE - SENTENZA DICHIARATIVA DELLA NULLITA' DEL MATRIMONIO PER ESCLUSIONE DEL BONUM PROLIS

TRIBUNALI ECCLESIASTICI - SENTENZE IN MATERIA MATRIMONIALE - GIUDIZIO DI DELIBAZIONE - SENTENZA DICHIARATIVA DELLA NULLITA' DEL MATRIMONIO PER ESCLUSIONE DEL BONUM PROLIS
Ostano alla delibazione positiva della sentenza ecclesiastica di nullità del matrimonio, ai fini della sua efficacia nell’ordinamento italiano, l’avvenuta pronuncia a motivo del rifiuto della procreazione sottaciuto da un coniuge all’altro, in caso di convivenza particolarmente prolungata oltre il matrimonio (nella specie, per un ventennio), in quanto espressiva di una volontà di accettazione del rapporto che ne è seguito.

Testo Completo: Sentenza n. 1343 del 20 gennaio 2011

(Sezione Prima Civile, Presidente e Relatore P. Vittoria)


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SOCIETÀ DI PERSONE - CESSIONE DELLA QUOTA – RESPONSABILITÀ PER LE OBBLIGAZIONI SOCIALI

SOCIETÀ DI PERSONE - CESSIONE DELLA QUOTA – RESPONSABILITÀ PER LE OBBLIGAZIONI SOCIALI
Le norme del codice civile che regolano la responsabilità per le obbligazioni sociali del socio di società personale (in particolare, gli art. 2269 sul socio entrante, 2290 sul socio uscente, 2263 sul riparto delle perdite e 2289 sulla liquidazione della quota) si applicano soltanto quanto alla responsabilità dei soci verso i terzi, e non ai rapporti interni fra cedente e cessionario della partecipazione sociale, che restano affidati all’autonomia contrattuale delle parti.

Testo Completo: Sentenza n. 525 del 12 gennaio 2011

(Sezione Prima Civile, Presidente M. Varrone, Relatore A. Amendola)


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PROCESSO CIVILE – DECISIONE SU OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO EX ART. 30 LEGGE N. 794 DEL 1942 – REGIME IMPUGNATORIO RELATIVO – INDIVIDUAZIONE

PROCESSO CIVILE – DECISIONE SU OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO EX ART. 30 LEGGE N. 794 DEL 1942 – REGIME IMPUGNATORIO RELATIVO – INDIVIDUAZIONE
Il regime impugnatorio del provvedimento che ha deciso l’opposizione a decreto ingiuntivo per onorari ed altre spettanze professionali dovute dal cliente al proprio difensore, ex art. 30 della legge 13 giugno 1942, n. 794, è conseguente alla forma del provvedimento medesimo adottata dal giudice, ove la stessa sia frutto di una consapevole scelta, che può essere anche implicita e desumibile dalle modalità con le quali si è in concreto svolto il relativo procedimento.

Testo Completo: Sentenza n. 390 dell'11 gennaio 2011

(Sezioni Unite Civili, Presidente M. De Luca, Relatore L. Piccialli)


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PERSONA GIURIDICA – RESPONSABILITA’ DA REATO DEGLI ENTI – PROCEDIMENTO – COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE – AMMISSIBILITA’ – ESCLUSIONE

PERSONA GIURIDICA – RESPONSABILITA’ DA REATO DEGLI ENTI – PROCEDIMENTO – COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE – AMMISSIBILITA’ – ESCLUSIONE
La Corte, occupandosi per la prima volta della questione, ha escluso che nel processo instaurato per l’accertamento della responsabilità da reato dell’ente sia ammissibile la costituzione di parte civile, sottolineando come la mancata disciplina dell’istituto nell’ambito del d.lgs. n. 231 del 2001 non costituisca una lacuna, bensì la conseguenza di una consapevole e legittima scelta operata dal legislatore in ragione del fatto che la persona giuridica è chiamata a rispondere non del reato, bensì di un autonomo illecito inidoneo a fondare una altrettanto autonoma pretesa risarcitoria.

Testo Completo: Sentenza n. 2251 del 5 ottobre 2010 - depositata il 22 gennaio 2011

(Sezione Sesta Penale, Presidente A. Di Virginio, Relatore G. Fidelbo)


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IMPUGNAZIONI – IMPUTATO LATITANTE - CONDANNA CONTUMACIALE - RESTITUZIONE NEL TERMINE PER IMPUGNAZIONE - RINNOVAZIONE ISTRUZIONE - POSSIBILITA'

IMPUGNAZIONI – IMPUTATO LATITANTE - CONDANNA CONTUMACIALE - RESTITUZIONE NEL TERMINE PER IMPUGNAZIONE - RINNOVAZIONE ISTRUZIONE - POSSIBILITA'
Con la decisione in esame, la Corte ha affermato che il condannato in contumacia, restituito nel termine per l’impugnazione per non avere avuto conoscenza del procedimento, può ottenere la rinnovazione dell’istruzione in appello senza che l’avvenuta dichiarazione di latitanza sia di per sé elemento che porti ad escludere la mancata incolpevole conoscenza della citazione a giudizio.

Testo Completo: Sentenza n. 1805 del 1° dicembre 2010 - depositata il 20 gennaio 2011

(Sezione Terza Penale, Presidente e Relatore C. Squassoni)


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sabato 22 gennaio 2011

LAVORO SUBORDINATO - SANZIONI DISCIPLINARI -DIPENDENTE LIQUIDATORE DI SOCIETÀ DI ASSICURAZIONI - RIPETUTO PAGAMENTO DI INDENNIZZI NON DOVUTI - ILLECITO DISCIPLINARE - CONFIGURABILITÀ -

LAVORO SUBORDINATO - SANZIONI DISCIPLINARI -DIPENDENTE LIQUIDATORE DI SOCIETÀ DI ASSICURAZIONI - RIPETUTO PAGAMENTO DI INDENNIZZI NON DOVUTI - ILLECITO DISCIPLINARE - CONFIGURABILITÀ -
INCIDENZA DI ATTIVITÀ ESTORSIVA DI ASSOCIAZIONI CRIMINALI - IRRILEVANZA Con riferimento alle prestazioni di lavoro del liquidatore dipendente di un'agenzia di assicurazioni, la S.C. ha affermato che costituisce illecito disciplinare il ripetuto pagamento di indennizzi, con pacifica irregolarità delle relative procedure ed a causa di attività estorsiva da parte di associazioni delinquenziali, quando il liquidatore non abbia tempestivamente informato dei singoli fatti, ossia delle pressioni ricevute, la datrice di lavoro né gli organi di polizia, quand'anche la detta attività delinquenziale costituisca fatto genericamente notorio.

Testo Completo: Sentenza n. 26489 del 30 dicembre 2010

(Sez. Lavoro, Presidente F. Roselli, Relatore P. Stile)


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RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITA' STRANIERE - MANDATO DI ARRESTO EUROPEO - RICHIESTA DI INFORMAZIONI INTEGRATIVE - PROROGA FORMALE DEL TERMINE PER LA DECISIONE - NECESSITA' - ESCLUSIONE

RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITA' STRANIERE - MANDATO DI ARRESTO EUROPEO - RICHIESTA DI INFORMAZIONI INTEGRATIVE - PROROGA FORMALE DEL TERMINE PER LA DECISIONE - NECESSITA' - ESCLUSIONE
In tema di mandato di arresto europeo, quando la Corte d’appello richiede allo Stato membro di emissione le informazioni integrative ai sensi dell’art. 16 della l. n. 69/2005, non è necessario che disponga una formale proroga del termine di sessanta giorni previsto dall’art. 17, comma 2, per la decisione sulla richiesta di esecuzione del m.a.e. (In motivazione, la S.C. ha chiarito che la proroga è invece doverosa in tutte quelle situazioni, non espressamente disciplinate dalla legge, in cui sia ravvisata l’impossibilità oggettiva di rispettare il termine ordinario di sessanta giorni per l’adozione della decisione).

Testo Completo: Sentenza n. 821 del 1° dicembre 2010 – depositata il 17 gennaio 2011

(Sezione Sesta Penale, Presidente A. S. Agrò, Relatore E. Calvanese)


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FINANZE E TRIBUTI – REATI TRIBUTARI - FRODE FISCALE - TRUFFA AGGRAVATA AI DANNI DELLO STATO - RAPPORTO DI SPECIALITA' - SUSSISTENZA

FINANZE E TRIBUTI – REATI TRIBUTARI - FRODE FISCALE - TRUFFA AGGRAVATA AI DANNI DELLO STATO - RAPPORTO DI SPECIALITA' - SUSSISTENZA
Con la decisione in esame le Sezioni Unite, risolvendo un contrasto giurisprudenziale, hanno affermato che sia il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 2, D.Lgs. n. 74 del 2000) che quello di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 8, D.Lgs. n. 74 del 2000) sono in rapporto di specialità rispetto al delitto di truffa aggravata ai danni dello Stato (art. 640, comma secondo, n. 1, cod. pen.), in quanto qualsiasi condotta di frode al fisco – purchè non ne derivi un profitto ulteriore e diverso rispetto all’evasione fiscale, quale l’ottenimento di pubbliche erogazioni - non può che esaurirsi all’interno del quadro sanzionatorio delineato dall’apposita normativa.

Testo Completo: Sentenza n. 1235 del 28 ottobre 2010 - depositata il 19 gennaio 2011

(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore F. Fiandanese)


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PROCESSO CIVILE – PROCEDIMENTO DI OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO – DOMANDA DELL’OPPONENTE – MODIFICAZIONI – AZIONE DI ADEMPIMENTO ED AZIONE DI ARRICCHIMENTO SENZA CAUSA.

PROCESSO CIVILE – PROCEDIMENTO DI OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO – DOMANDA DELL’OPPONENTE – MODIFICAZIONI – AZIONE DI ADEMPIMENTO ED AZIONE DI ARRICCHIMENTO SENZA CAUSA.

Nel risolvere un contrasto di giurisprudenza, le Sezioni Unite hanno affermato che la domanda di ingiustificato arricchimento è diversa rispetto a quella di adempimento contrattuale, perché diversi sono i fatti giuridicamente rilevanti posti a rispettivo fondamento e diverso è il bene giuridico perseguito. Ne consegue che, nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, al creditore opposto è consentita la sua proposizione soltanto se tale esigenza nasca dalle difese dell’ingiunto-opponente contenute nell’atto di opposizione a decreto ingiuntivo e purché la relativa domanda sia proposta – a pena di inammissibilità rilevabile d’ufficio – nella comparsa di costituzione e risposta della parte opposta.

Sentenza n. 26128 del 27 dicembre 2010

(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore R. Vivaldi)

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COMUNIONE E CONDOMINIO – VENDITA DI UNITÀ IMMOBILIARE DI PROPRIETÀ ESCLUSIVA – LAVORI DI STRAORDINARIA MANUTENZIONE, RISTRUTTURAZIONE O INNOVAZIONI – RIPARTIZIONE DELLE SPESE PER LE PARTI COMUNI TRA VENDITORE E COMPRATORE – DETERMINAZIONE – CRITERI

COMUNIONE E CONDOMINIO – VENDITA DI UNITÀ IMMOBILIARE DI PROPRIETÀ ESCLUSIVA – LAVORI DI STRAORDINARIA MANUTENZIONE, RISTRUTTURAZIONE O INNOVAZIONI – RIPARTIZIONE DELLE SPESE PER LE PARTI COMUNI TRA VENDITORE E COMPRATORE – DETERMINAZIONE – CRITERI

In caso di vendita di unità immobiliare in condominio, nel quale siano stati deliberati lavori di straordinaria manutenzione, ristrutturazione o innovazione sulle parti comuni, qualora venditore ed acquirente non si siano accordati in ordine alla ripartizione delle relative spese, è tenuto a sopportarne i costi colui che era proprietario dell’immobile al momento della delibera assembleare che abbia disposto l’esecuzione dei detti interventi. Pertanto, ove le spese in questione siano state deliberate prima della stipula del contratto di vendita, ne risponde il venditore, a nulla rilevando che tali opere siano state, in tutto o in parte, eseguite successivamente, e l'acquirente ha diritto di rivalersi nei confronti del suo dante causa di quanto pagato al condominio per tali spese, in forza del principio di solidarietà passiva di cui all’art. 63 disp. att. cod.civ..

Sentenza n. 24654 del 3 dicembre 2010

(Sezione Seconda Civile, Presidente G. Settimj, Relatore A. Giusti)

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LOCAZIONE – IMMOBILE ADIBITO AD USO ABITATIVO – VIGENZA DELLA LEGGE N. 431 DEL 1998 – DIRITTO DI PRELAZIONE E DI RISCATTO DEL CONDUTTORE - CONDIZIONI

LOCAZIONE – IMMOBILE ADIBITO AD USO ABITATIVO – VIGENZA DELLA LEGGE N. 431 DEL 1998 – DIRITTO DI PRELAZIONE E DI RISCATTO DEL CONDUTTORE - CONDIZIONI

In tema di locazione di immobile adibito ad uso abitativo, nel vigore della legge 9 dicembre 1998, n. 431, in capo al conduttore sussiste il diritto di prelazione (e, quindi, di riscatto), nei confronti del terzo acquirente, solo nel caso in cui il locatore abbia intimato disdetta per la prima scadenza manifestando, in tale atto, a giustificazione della propria opposizione alla rinnovazione del contratto, l’intenzione di vendere a terzi l’unità immobiliare. Ne consegue che, in caso di disdetta immotivata per la predetta scadenza, il conduttore ha unicamente il diritto alla rinnovazione del contratto.

Sentenza n. 25450 del 16 dicembre 2010

(Sezione Terza Civile, Presidente F. Trifone Relatore M. Finocchiaro)

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PROCESSO DEL LAVORO – NULLITA' DEL TERMINE APPOSTO AL CONTRATTO DI LAVORO E CONSEGUENTE CONDANNA AL RISARCIMENTO DEL DANNO - IMPUGNAZIONE SULLA SOLA DECLARATORIA DI NULLITA' - CONSEGUENZE - GIUDICATO SUL RISARCIMENTO DEL DANNO - SUSSISTENZA - SOPRAVVENIENZA DELLA NORMA RETROATTIVA DELL'ART. 32 CO. 5, DELLA LEGGE N. 183 DEL 2010 - APPLICABILITA' - ESCLUSIONE

PROCESSO DEL LAVORO – NULLITA' DEL TERMINE APPOSTO AL CONTRATTO DI LAVORO E CONSEGUENTE CONDANNA AL RISARCIMENTO DEL DANNO - IMPUGNAZIONE SULLA SOLA DECLARATORIA DI NULLITA' - CONSEGUENZE - GIUDICATO SUL RISARCIMENTO DEL DANNO - SUSSISTENZA - SOPRAVVENIENZA DELLA NORMA RETROATTIVA DELL'ART. 32 CO. 5, DELLA LEGGE N. 183 DEL 2010 - APPLICABILITA' - ESCLUSIONE

La S.C. ha precisato che l'applicazione retroattiva dell'art. 32, co. 5, della legge n. 183 del 2010 trova limite nel giudicato formatosi sulla domanda risarcitoria conseguente alla impugnazione del termine illegittimamente apposto al contratto di lavoro, rilevando che l'impugnazione del solo capo relativo alla declaratoria di nullità del termine non impedisce la formazione del giudicato sul capo di domanda relativo al risarcimento del danno.

Sentenza n. 65 del 3 gennaio 2011

(Sezione Lavoro, Presidente F. Roselli, Relatore P. Zappia)

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LAVORO SUBORDINATO – NULLITA' DEL TERMINE APPOSTO AL CONTRATTO DI LAVORO - JUS SUPERVENIENS - DISCIPLINA SUL RISARCIMENTO DEL DANNO EX ART. 32, CO. 5-7, LEGGE N. 183 DEL 2010

LAVORO SUBORDINATO – NULLITA' DEL TERMINE APPOSTO AL CONTRATTO DI LAVORO - JUS SUPERVENIENS - DISCIPLINA SUL RISARCIMENTO DEL DANNO EX ART. 32, CO. 5-7, LEGGE N. 183 DEL 2010
APPLICABILITA' RETROATTIVA - LIMITI - PERTINENZA RISPETTO ALLE QUESTIONI OGGETTO DI CENSURA NEL RICORSO - FORMULAZIONE DI SPECIFICO QUESITO DI DIRITTO RELATIVO ALLE CONSEGUENZE PATRIMONIALI DELL'ACCERTATA NULLITA' DEL TERMINE - NECESSITA'
La S.C. ha precisato che l'applicazione retroattiva dell'art. 32, co. 5, della legge n. 183 del 2010 è possibile solo in quanto la nuova disciplina sia pertinente rispetto alle questioni oggetto di censura nel ricorso e vi sia stata la formulazione di uno specifico quesito di diritto relativo alle conseguenze patrimoniali dell'accertata nullità del termine.

Testo Completo: Sentenza n. 80 del 4 gennaio 2011

(Sezione Lavoro, Presidente F. Roselli, Relatore A. Ianniello)

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LAVORO SUBORDINATO – OBBLIGO CONTRATTUALE DI SOSTITUZIONE DI COLLEGA ASSENTE - PRESTAZIONE AGGIUNTIVA - ASTENSIONE COLLETTIVA DA TALE PRESTAZIONE - SCIOPERO - CONFIGURABILITA' - ESCLUSIONE - CONSEGUENZE - SANZIONI DISCIPLINARI - LEGITTIMITA'

LAVORO SUBORDINATO – OBBLIGO CONTRATTUALE DI SOSTITUZIONE DI COLLEGA ASSENTE - PRESTAZIONE AGGIUNTIVA - ASTENSIONE COLLETTIVA DA TALE PRESTAZIONE - SCIOPERO - CONFIGURABILITA' - ESCLUSIONE - CONSEGUENZE - SANZIONI DISCIPLINARI - LEGITTIMITA'

Con riferimento al caso in cui un accordo collettivo contenga una disposizione che obblighi il dipendente a sostituire, oltre la sua prestazione contrattuale già determinata, in quota parte oraria, un collega assente, remunerandolo con una quota di retribuzione inferiore alla maggiorazione per lavoro straordinario, la relativa astensione collettiva da tale prestazione non attiene al legittimo esercizio del diritto di sciopero, ma costituisce inadempimento parziale degli obblighi contrattuali, sicché non sono di per sé illegittime le sanzioni disciplinari irrogate dal datore ai dipendenti che hanno rifiutato la prestazione aggiuntiva loro richiesta e il comportamento datoriale non è antisindacale.

Sentenza n. 548 del 12 gennaio 2011

(Sezione Lavoro, Presidente F. Miani Canevari, Relatore P. Curzio)

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martedì 11 gennaio 2011

IMPUTATO – LEGITTIMO IMPEDIMENTO – ACCERTAMENTO MEDICO INDIFFERIBILE – SUSSISTENZA – CONDIZIONI

IMPUTATO – LEGITTIMO IMPEDIMENTO – ACCERTAMENTO MEDICO INDIFFERIBILE – SUSSISTENZA – CONDIZIONI

La Corte ha precisato che la necessità di sottoporsi ad un accertamento medico certificato come indifferibile a causa delle esigenze organizzative della struttura sanitaria presso cui deve essere eseguito e non in ragione delle specifiche ed impellenti condizioni di salute dell’imputato non costituisce legittimo ed assoluto impedimento di quest’ultimo a partecipare al processo.

Sentenza n. 45659 del 19 novembre 2010 - depositata il 30 dicembre 2010

(Sezione Sesta Penale, Presidente A. Di Virginio, Relatore C. Citterio)

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PERSONA GIURIDICA – RESPONSABILITA’ DA REATO DEGLI ENTI – SOGGETTI – SOCIETA’ PER AZIONI ESERCENTE FUNZIONI TRASFERITE DA ENTI PUBBLICI TERRITORIALI – CONFIGURABILITA’

PERSONA GIURIDICA – RESPONSABILITA’ DA REATO DEGLI ENTI – SOGGETTI – SOCIETA’ PER AZIONI ESERCENTE FUNZIONI TRASFERITE DA ENTI PUBBLICI TERRITORIALI – CONFIGURABILITA’

La Corte ha affermato che la società d’ambito costituita nella forma di società per azioni per svolgere, secondo criteri di economicità, le funzioni in materia di raccolta e smaltimento dei rifiuti trasferite alla stessa da enti pubblici territoriali, è soggetta alla normativa in materia di responsabilità da reato degli enti.

Sentenza n. 234 del 26 ottobre 2010 - depositata il 10 gennaio 2011

(Sezione Seconda Penale, Presidente F. Pagano, Relatore G. Diotallevi)

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lunedì 10 gennaio 2011

REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - INDUZIONE A NON RENDERE DICHIARAZIONI O A RENDERE DICHIARAZIONI MENDACI ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA - TENTATIVO - CONFIGURABILITA' - CONDIZIONI

REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - INDUZIONE A NON RENDERE DICHIARAZIONI O A RENDERE DICHIARAZIONI MENDACI ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA - TENTATIVO - CONFIGURABILITA' - CONDIZIONI

Ai fini della configurabilità della fattispecie tentata del reato di induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria (art. 377 – bis cod. pen.), assume un ruolo decisivo la qualità soggettiva di “persona chiamata” dinanzi all’autorità giudiziaria, trattandosi di un reato proprio con riferimento al destinatario della condotta, realizzabile solo in quanto tale soggetto sia in grado di rendere dichiarazioni utilizzabili nel procedimento (ad es., le persone dell’imputato, del coimputato e dell’imputato in reato connesso ex art. 12, lett. a) e c), c.p.p., che rendano dichiarazioni sul fatto altrui). (Fattispecie in cui la S.C. ha annullato senza rinvio la pronuncia impugnata, escludendo la configurabilità del tentativo in quanto non risultava dagli atti che il destinatario della condotta fosse stato chiamato a rendere dichiarazioni davanti all’autorità giudiziaria).

Sentenza n. 45626 del 25 novembre 2010 - depositata il 29 dicembre 2010

(Sezione Sesta Penale, Presidente e Relatore G. De Roberto)

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