lunedì 23 dicembre 2013

PROCESSO CIVILE - TESTAMENTO OLOGRAFO - CONTESTAZIONE DELL'AUTENTICITA' - RIMEDI ESPERIBILI - RIMESSIONE ALLE SS.UU.

PROCESSO CIVILE - TESTAMENTO OLOGRAFO - CONTESTAZIONE DELL'AUTENTICITA' - RIMEDI ESPERIBILI - RIMESSIONE ALLE SS.UU.
La Seconda Sezione Civile ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite ai fini della soluzione del contrasto di pronunce sulla questione dell’individuazione dello strumento processuale (querela di falso o disconoscimento della scrittura privata) utilizzabile per contestare l’autenticità del testamento olografo.
 
Testo Completo:Ordinanza interlocutoria n. 28586 del 20 dicembre 2013
(Seconda Sezione Civile,  Presidente M. Oddo, Relatore A. Giusti)

DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO – DIAGNOSI DIFFERENZIALE TRA ESTORSIONE ED ESERCIZIO ARBITRARIO DELLA PROPRIE RAGIONI –ELEMENTO INTENZIONALE - RILEVANZA ESCLUSIVA

DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO – DIAGNOSI DIFFERENZIALE TRA ESTORSIONE ED ESERCIZIO ARBITRARIO DELLA PROPRIE RAGIONI –ELEMENTO INTENZIONALE - RILEVANZA ESCLUSIVA
La Seconda Sezione della Corte ha affermato che i reati di esercizio arbitrario delle proprie ragioni e di estorsione si distinguono non per la materialità del fatto, che può essere identica, ma per l’elemento intenzionale che, qualunque sia stato il livello di intensità o gravità della violenza o della minaccia, integra la fattispecie estorsiva soltanto quando abbia di mira l’attuazione di una pretesa non tutelabile davanti all’autorità giudiziaria.
 
Testo Completo:Sentenza n. 51433 del 4 dicembre 2013, depositata il 19 dicembre 2013(Sezione Seconda Penale, Presidente C. Petti, Relatore G. Rago)

DELITTI CONTRO LA FAMIGLIA –VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI DI ASSISTENZA INERENTI LA POTESTA’ GENITORIALE – LIMITI DELL’INCRIMINAZIONE - FATTISPECIE

DELITTI CONTRO LA FAMIGLIA –VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI DI ASSISTENZA INERENTI LA POTESTA’ GENITORIALE – LIMITI DELL’INCRIMINAZIONE - FATTISPECIE
La Sesta Sezione della Corte ha affermato che, per la sussistenza dell’ipotesi delittuosa di cui all’articolo 570, prima comma, cod. pen., non rilevano i comportamenti omissivi contrassegnati da minimo disvalore o da mere disfunzioni dei rapporti intra-familiari, ma soltanto le condotte che, attraverso la sostanziale dismissione delle funzioni genitoriali, pongano seriamente in pericolo il pieno ed equilibrato sviluppo della personalità del minore. (Nel caso di specie è stata confermata la responsabilità di un genitore che, attraverso condotte persistenti di aperto rifiuto e totale disinteresse per il minore, aveva determinato il pericolo di indurre nello stesso sentimenti di colpa, di abbandono e di scarsa autostima, anche in ragione della sofferenza derivante dal confronto con i coetanei inseriti in contesti di stabili relazioni familiari).
 
Testo Completo:Sentenza n. 51488 del 24 ottobre 2013, depositata il 19 dicembre 2013(Sezione Sesta Penale, Presidente L. Lanza, Relatore G. De Amicis)

PRIVILEGIO GENERALE – CREDITI DERIVANTI DA RAPPORTI DI AGENZIA – NATURA DI SOCIETÀ DI CAPITALI DELL’AGENTE – INAPPLICABILITÀ.

PRIVILEGIO GENERALE – CREDITI DERIVANTI DA RAPPORTI DI AGENZIA – NATURA DI SOCIETÀ DI CAPITALI DELL’AGENTE – INAPPLICABILITÀ.
Le Sezioni unite, a composizione di un contrasto, hanno enunciato il principio secondo cui l’art. 2751-bis, n. 3, cod. civ. deve interpretarsi nel senso che il privilegio generale ivi previsto non assiste i crediti per provvigioni spettanti alla società di capitali che eserciti l’attività di agente.
 
Testo Completo:

(Sezioni Unite Civili, Presidente R. Preden, Relatore S. Di Palma)

venerdì 20 dicembre 2013

FAMIGLIA - ASSEGNO PER IL FIGLIO MAGGIORENNE ULTRATRENTENNE - FREQUENZA DI STUDI UNIVERSITARI SENZA CONSEGUIRE IL TITOLO - DEBENZA DELL'ASSEGNO - ESCLUSIONE - LIMITI

FAMIGLIA - ASSEGNO PER IL FIGLIO MAGGIORENNE ULTRATRENTENNE - FREQUENZA DI STUDI UNIVERSITARI SENZA CONSEGUIRE IL TITOLO - DEBENZA DELL'ASSEGNO - ESCLUSIONE - LIMITI
La prima Sezione ha precisato che non è dovuto l’assegno di mantenimento per il figlio maggiorenne non autosufficiente, allorché egli sia ultratrentenne, dotato di patrimonio personale e svolga gli studi universitari in luogo diverso dalla sede di residenza, senza aver ingiustificatamente né conseguito il titolo, né essersi procurato un’occupazione remunerativa.
 
Testo Completo:Sentenza 6 dicembre 2013, n. 27377
(Sezione Prima Civile, Presidente U. Vitrone, Relatore M. C. Giancola)

DIRITTO ALLA RISERVATEZZA - ATTIVITA' GIORNALISTICA - PUBBLICAZIONE DI DATI ED IMMAGINI DI CONGIUNTI DI PERSONAGGIO PUBBLICO

DIRITTO ALLA RISERVATEZZA - ATTIVITA' GIORNALISTICA - PUBBLICAZIONE DI DATI ED IMMAGINI DI CONGIUNTI DI PERSONAGGIO PUBBLICO
In tema di tutela della riservatezza, viola il limite dell’essenzialità dell’informazione la pubblicazione giornalistica di dati e fotografie coinvolgenti i congiunti di un personaggio pubblico non interessati ai fatti, tanto più ove accompagnati dall’immagine dell’abitazione familiare, non potendo la notorietà di una persona affievolire i diritti alla riservatezza ed all’intimità della vita privata dei congiunti.
 
Testo Completo:Sentenza n. 27381 del 6 dicembre 2013
(Sezioni  Prima Civile, Presidente C. Carnevale, Relatore A. Didone)

giovedì 19 dicembre 2013

DISCIPLINARE MAGISTRATI - DIVIETO DI ESERCITARE "QUALSIASI LIBERA PROFESSIONE" - GESTIONE DI CORSI A PAGAMENTO PER LA PREPARAZIONE A CONCORSI O ESAMI PER L'ACCESSO A PROFESSIONI DEL SETTORE GIURIDICO - ILLECITO DISCIPLINARE

DISCIPLINARE MAGISTRATI - DIVIETO DI ESERCITARE "QUALSIASI LIBERA PROFESSIONE" - GESTIONE DI CORSI A PAGAMENTO PER LA PREPARAZIONE A CONCORSI O ESAMI PER L'ACCESSO A PROFESSIONI DEL SETTORE GIURIDICO - ILLECITO DISCIPLINARE
L’illecito disciplinare consistente nell’esercizio, da parte del magistrato, di “qualsiasi libera professione” è integrato anche dall’organizzazione individuale, in forma continuativa, di un’attività di gestione di corsi a pagamento di preparazione a concorsi o esami per l’accesso a professioni del settore giuridico, essendo irrilevante che l’attività didattica non abbia assunto carattere di attività di impresa.
 
Testo Completo:Sentenza n. 27493 del 10 dicembre 2013
(Sezioni Unte Civili, Presidente L. A. Rovelli, Relatore A. Giusti)

GIURISDIZIONE - CONSIGLIO DI STATO QUALE GIUDICE DEL PROPRIO CONCORSO - ISTANZA DI RICUSAZIONE - DECISIONE DI PROSECUZIONE DEL GIUDIZIO PER ESSERE L'ISTANZA INAMMISSIBILE O MANIFESTAMENTE INFONDATA

GIURISDIZIONE - CONSIGLIO DI STATO QUALE GIUDICE DEL PROPRIO CONCORSO - ISTANZA DI RICUSAZIONE - DECISIONE DI PROSECUZIONE DEL GIUDIZIO PER ESSERE L'ISTANZA INAMMISSIBILE O MANIFESTAMENTE INFONDATA
- RICORRIBILITA' IN CASSAZIONE PER MOTIVI DI GIURISDIZIONE - ESCLUSIONE
Le sezioni unite hanno affermato che, in ipotesi di ricusazione del giudice amministrativo, nella specie per il fatto di essere parti nel giudizio anche magistrati amministrativi, l’applicazione dell’art. 18, comma 4, del codice del processo amministrativo – il quale consente che il collegio investito della controversia possa disporre la prosecuzione del giudizio se ad un sommario esame ritenga l’istanza inammissibile o manifestamente infondata – appartiene alle regole del processo amministrativo, sicché sono configurabili solo eventuali errores in procedendo che non ridondano in possibili vizi di giurisdizione censurabili con ricorso per cassazione ex art. 362, primo comma, cod. proc. civ., salvo che non risulti la mancata (o meramente apparente o abnorme) applicazione di tali regole processuali, deducibile invece sotto il profilo dell’eccesso di potere giurisdizionale per violazione dei limiti esterni della giurisdizione stessa.
 
Testo Completo:Sentenza n. 27847 del 12 dicembre 2013
(Sezioni Unite Civili, Presidente M. Adamo, Relatore G. Amoroso)

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITA ' - COMPORTAMENTI POSTI IN ESSERE IN CARENZA DI POTERE , OVVERO IN VIA DI MERO FATTO DALLA P.A. - GIURISDIZIONE DEL GIUDICE ORDINARIO

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITA ' - COMPORTAMENTI POSTI IN ESSERE IN CARENZA DI POTERE , OVVERO IN VIA DI MERO FATTO DALLA P.A. - GIURISDIZIONE DEL GIUDICE ORDINARIO
In merito ad una domanda risarcitoria, avanzata in relazione ad un’occupazione di fatto realizzata dall’ANAS al di fuori di un procedimento di espropriazione, è stato confermato il principio secondo cui spettano alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie aventi ad oggetto comportamenti posti in essere in carenza di potere, ovvero in via di mero fatto, dalla pubblica amministrazione.
 
Testo Completo:Ordinanza n. 27994 del 16 dicembre 2013
(Sezioni Unte Civili, Presidente L. A. Rovelli, Relatore S. Salvago)

SOCIETA' - DANNO DIRETTO AI SOCI DA PARTE DI TERZI DANNEGGIANTI - LEGITTIMAZIONE ATTIVA DEL SOCIO - CONDIZIONI

SOCIETA' - DANNO DIRETTO AI SOCI DA PARTE DI TERZI DANNEGGIANTI - LEGITTIMAZIONE ATTIVA DEL SOCIO - CONDIZIONI
I soci di una società di capitali non hanno titolo al risarcimento dei danni che costituiscano mero riflesso del pregiudizio arrecato da terzi alla società, in quanto siano una mera porzione di quello stesso danno subito dalla stessa, con conseguente reintegrazione indiretta a favore del socio; peraltro, un danno non può considerarsi giuridicamente riflesso quando tale possibilità non sussista, come per i danni arrecati alla sua sfera personale (diritto all’onore o alla reputazione) o di taluni danni patrimoniali, come quelli derivanti dalla perdita di opportunità personali, economiche e lavorative, o dalla riduzione del cd. merito creditizio, i quali vanno risarciti in favore del socio da parte del terzo responsabile.
 
Testo Completo:Sentenza n. 27733 del 12 dicembre 2013
(Sezioni  Prima Civile, Presidente C. Carnevale, Relatore A. P. Lamorgese)

REATI CONTRO LA FEDE PUBBLICA - FALSITA' IN ATTI – DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETA’ INCOMPLETA – FALSO INNOCUO O GROSSOLANO - CONFIGURABILITÀ - ESCLUSIONE

REATI CONTRO LA FEDE PUBBLICA - FALSITA' IN ATTI – DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETA’ INCOMPLETA – FALSO INNOCUO O GROSSOLANO - CONFIGURABILITÀ - ESCLUSIONE
La Corte ha affermato che la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà priva di una delle molteplici sottoscrizioni degli apparenti dichiaranti non integra la fattispecie del falso innocuo o grossolano, posto che la mancanza di una firma, pur incidendo sulla completezza strutturale dell’atto, non lo rende inidoneo al raggiungimento dello scopo e non elimina il pericolo di lesione dell’interesse protetto dalla norma.
 
Testo Completo:Sentenza n. 51166 del 6 novembre 2013 - depositata il 18 dicembre 2013
(Sezione Quinta Penale, Presidente G. Ferrua, Relatore Paolo Giovanni De Marco Albengo)

domenica 15 dicembre 2013

AVVOCATO E PROCURATORE - DIPENDENTI PUBBLICI PART-TIME SVOLGENTI ATTIVITA' DI AVVOCATO EX L. N. 662 DEL 1996 - INCOMPATIBILITA' AI SENSI DELLA L. N. 339 DEL 2003 - ABROGAZIONE IN FORZA DI NORME SUCCESSIVE - ESCLUSIONE

AVVOCATO E PROCURATORE - DIPENDENTI PUBBLICI PART-TIME SVOLGENTI ATTIVITA' DI AVVOCATO EX L. N. 662 DEL 1996 - INCOMPATIBILITA' AI SENSI DELLA L. N. 339 DEL 2003 - ABROGAZIONE IN FORZA DI NORME SUCCESSIVE - ESCLUSIONE
La disciplina introdotta dalla legge 25 novembre 2003, n. 339, che sancisce l’incompatibilità tra impiego pubblico part-time e professione forense, non è stata tacitamente abrogata dalle norme successive, di cui al d.l. 13 agosto 2011, n. 138 (conv., con modif., dalla legge 14 settembre 2011, n. 148) e d.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, né contrasta con la Costituzione e con i principî comunitari.
 
Testo Completo:Sentenza del 5 dicembre 2013, n. 27266
(Sezioni Unite Civili, Presidente L. A. Rovelli, Relatore V. Mazzacane)

PROCESSO CIVILE - LITISPENDENZA - CAUSE IDENTICHE PENDENTI IN GRADI DIVERSI - CONFIGURABILITA'

PROCESSO CIVILE - LITISPENDENZA - CAUSE IDENTICHE PENDENTI IN GRADI DIVERSI - CONFIGURABILITA'
Le Sezioni Unite Civili hanno affermato che quando una stessa causa sia stata proposta davanti a giudici diversi, quello successivamente adito è tenuto a dichiarare la litispendenza, anche se la controversia iniziata in precedenza pende ormai davanti al giudice dell’impugnazione, non potendo aver luogo la sospensione del processo instaurato per secondo.
 
Testo Completo:Sentenza del 12 dicembre 2013, n. 27846
(Sezioni Unite Civili, Presidente L. A. Rovelli, Relatore S. Petitti)

GIUDIZIO – DIBATTIMENTO – POTERE DEL GIUDICE DI ORDINARE AL P.M. IL DEPOSITO DI ATTI DI INDAGINE – INSUSSISTENZA

GIUDIZIO – DIBATTIMENTO – POTERE DEL GIUDICE DI ORDINARE AL P.M. IL DEPOSITO DI ATTI DI INDAGINE – INSUSSISTENZA
La Corte ha affermato che non sussiste un potere generalizzato del giudice del dibattimento di ordinare al P.M. il deposito di atti di indagine, spettando all’organo dell’accusa il potere di individuare e di allegare atti riguardanti i soggetti e le imputazioni per cui viene esercitata l’azione penale
 
Testo Completo:Sentenza n. 49516 del 24 ottobre 2013 – depositata il 9 dicembre 2013(Sezione Quinta Penale – Presidente G. Marasca – Relatore P. G. De Marchi Albengo)

MISURE DI PREVENZIONE – PROCEDIMENTI NON DISCIPLINATI DAL D.LGS N. 159 DEL 2011 – CREDITORI CHIROGRAFARI – MANCATA PROPOSIZIONE DELL’AZIONE ESECUTIVA PRIMA DEL SEQUESTRO – AMMISSIONE AL PASSIVO – ESCLUSIONE – ECCEZIONE

MISURE DI PREVENZIONE – PROCEDIMENTI NON DISCIPLINATI DAL D.LGS N. 159 DEL 2011 – CREDITORI CHIROGRAFARI – MANCATA PROPOSIZIONE DELL’AZIONE ESECUTIVA PRIMA DEL SEQUESTRO – AMMISSIONE AL PASSIVO – ESCLUSIONE – ECCEZIONE
La Corte ha affermato che, per effetto delle disposizioni dettate dalla legge 24 dicembre 2012, n. 228, nei procedimenti di prevenzione ai quali non si applica la disciplina del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, i creditori chirografari che non hanno proposto azione esecutiva prima del sequestro non sono ammessi a partecipare alla distribuzione del ricavato derivante dalla liquidazione dei cespiti ablati, salva la possibilità, qualora il debitore sia una impresa di cui sia stato confiscato l’intero patrimonio aziendale, di chiederne la dichiarazione di fallimento e di essere inseriti al passivo.
 
Testo Completo:Sentenza n. 49821, udienza del 17 ottobre 2013 - depositata il 10 dicembre 2013
(Sezione Sesta Penale, Presidente Agrò, Relatore Paternò Raddusa)

mercoledì 11 dicembre 2013

MISURE DI PREVENZIONE PATRIMONIALI - PROCEDIMENTO – CONDIZIONE GIURIDICA DI “ TERZO” LEGITTIMATO A PROPORRE INCIDENTE DI ESECUZIONE AVVERSO CONFISCA DEFINITIVA – SOCIETÀ INTERAMENTE RIFERIBILE AL PROPOSTO - ESCLUSIONE

MISURE DI PREVENZIONE PATRIMONIALI - PROCEDIMENTO – CONDIZIONE GIURIDICA DI “ TERZO” LEGITTIMATO A PROPORRE INCIDENTE DI ESECUZIONE AVVERSO CONFISCA DEFINITIVA – SOCIETÀ INTERAMENTE RIFERIBILE AL PROPOSTO - ESCLUSIONE
La Prima sezione della Corte di Cassazione ha affermato che non riveste la qualità di “terzo”, legittimato a proporre incidente di esecuzione avverso il provvedimento di confisca definitiva, la società le cui quote siano tutte intestate al proposto.
 
Testo Completo:
(Sezione Prima Penale, Presidente U. Giordano, Relatore R. Maggi)

REATI CONTRO IL PATRIMONIO - RICICLAGGIO DI CARTE DI CREDITO PROVENIENTI DA DELITTO - DELITTO PRESUPPOSTO - UTILIZZAZIONE INDEBITA DI CARTE DI CREDITO - ESCLUSIONE.

REATI CONTRO IL PATRIMONIO - RICICLAGGIO DI CARTE DI CREDITO PROVENIENTI DA DELITTO - DELITTO PRESUPPOSTO - UTILIZZAZIONE INDEBITA DI CARTE DI CREDITO - ESCLUSIONE.
La seconda sezione penale della Corte di cassazione ha affermato che, in caso di riciclaggio di carte di credito rubate o clonate, l’indebita utilizzazione delle carte stesse non costituisce reato presupposto del riciclaggio, ma reato strumentale alla commissione del riciclaggio medesimo.
 
Testo Completo:
(Sezione Seconda Penale, Presidente C. Petti, Relatore F. Fiandanese)

GIUDIZIO ABBREVIATO - GIUDIZIO D’APPELLO CELEBRATO IN CAMERA DI CONSIGLIO- PRINCIPIO D’IMMUTABILITÀ DEL GIUDICE- APPLICABILITÀ – SUSSISTENZA.

GIUDIZIO ABBREVIATO - GIUDIZIO D’APPELLO CELEBRATO IN CAMERA DI CONSIGLIO- PRINCIPIO D’IMMUTABILITÀ DEL GIUDICE- APPLICABILITÀ – SUSSISTENZA.
La Quinta Sezione della Suprema Corte ha affermato che il principio della immutabilità del giudice previsto dall’art. 525 cod. proc. pen., trova applicazione anche nel giudizio di appello celebrato in camera di consiglio a seguito dell’impugnazione di una sentenza emessa all’esito di rito abbreviato.
 
Testo Completo:
(Sezione Quinta Penale, Presidente M. Lombardi, Relatore P. G De Marchi Albengo)

MISURE CAUTELARI – CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE – CONDIZIONI DI APPLICABILITA’ – LIMITE EDITTALE – MODIFICA DELL’ART. 280 COMMA 2 COD. PROC. PEN. PER EFFETTO DELLA LEGGE N. 94 DEL 2013 – IMMEDIATA APPLICAZIONE – FATTISPECIE.

MISURE CAUTELARI – CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE – CONDIZIONI DI APPLICABILITA’ – LIMITE EDITTALE – MODIFICA DELL’ART. 280 COMMA 2 COD. PROC. PEN. PER EFFETTO DELLA LEGGE N. 94 DEL 2013 – IMMEDIATA APPLICAZIONE – FATTISPECIE.
La Corte ha affermato che è applicabile anche ai procedimenti in corso alla data della sua entrata in vigore la nuova disciplina dell’art. 280, comma 2, cod. proc. pen., la quale – per effetto della legge 9 agosto 2013, n. 94, che ha convertito con modificazioni il d.l. 1 luglio 2013, n. 78 – ha innalzato da quattro a cinque anni di reclusione il limite minimo del massimo edittale necessario per disporre la custodia cautelare in carcere. (Fattispecie in cui è stata annullata ordinanza relativa al reato di violenza privata, rilevandosi che il massimo edittale previsto per la fattispecie è pari a quattro anni).
 
Testo Completo:
 
(Sezione Sesta Penale, Presidente T. Garribba, Relatore G. De Amicis)

IMPUGNAZIONI – CASSAZIONE – RICORSO STRAORDINARIO PER ERRORE DI FATTO – ACCOGLIMENTO – CONSEGUENZE – REVOCA INTEGRALE DELLA SENTENZA IMPUGNATA – NECESSITA’ - ESCLUSIONE – FATTISPECIE.

IMPUGNAZIONI – CASSAZIONE – RICORSO STRAORDINARIO PER ERRORE DI FATTO – ACCOGLIMENTO – CONSEGUENZE – REVOCA INTEGRALE DELLA SENTENZA IMPUGNATA – NECESSITA’ - ESCLUSIONE – FATTISPECIE.
La Corte ha affermato che l’accoglimento del ricorso straordinario per errore materiale o di fatto ex art. 625 bis cod. proc. pen. impone la revoca integrale della precedente sentenza di legittimità solo se tale misura costituisce il provvedimento più idoneo a correggere il vizio rilevato. (Fattispecie in cui, per rimediare all’omessa risposta ad un motivo di ricorso attinente al trattamento sanzionatorio, la Corte ha ritenuto sufficiente disporre la correzione della sentenza impugnata in relazione allo specifico punto).
 
Testo Completo:
 
(Sezione Sesta Penale, Presidente A. Agrò, Relatore C. Citterio)

MANDATO D’ARRESTO EUROPEO – SENTENZA EMESSA DA STATO DELL’UNIONE EUROPEA – RICHIESTA DI ESPIARE LA PENA IN ITALIA – DENUNCIA DELLA VIOLAZIONE DEL DIRITTO ALL’EQUO PROCESSO NELLO STATO ESTERO – AMMISSIBILITA’ – ESCLUSIONE – FATTISPECIE.

MANDATO D’ARRESTO EUROPEO – SENTENZA EMESSA DA STATO DELL’UNIONE EUROPEA – RICHIESTA DI ESPIARE LA PENA IN ITALIA – DENUNCIA DELLA VIOLAZIONE DEL DIRITTO ALL’EQUO PROCESSO NELLO STATO ESTERO – AMMISSIBILITA’ – ESCLUSIONE – FATTISPECIE.
La Corte ha affermato che il destinatario di mandato di arresto europeo non può opporsi all’esecutività di una sentenza di condanna pronunciata in altro Stato dell’Unione Europea deducendo che la stessa è stata adottata all’esito di un processo non equo (nella specie, “in absentia”), se ha chiesto ed ottenuto di espiare in Italia la pena irrogata, così implicitamente accettando gli effetti della decisione.
 
Testo Completo:
 
(Sezione sesta Penale, Presidente T. Garribba, Relatore E. Aprile)

martedì 10 dicembre 2013

CIRCOLAZIONE STRADALE - GUIDA IN STATO DI EBBREZZA - AGGRAVANTE DI AVER PROVOCATO UN INCIDENTE STRADALE - RICONOSCIMENTO DI CIRCOSTANZE ATTENUANTI - PENA SOSTITUTIVA DEL LAVORO DI PUBBLICA UTILITA' - APPLICABILITA' - ESCLUSIONE

CIRCOLAZIONE STRADALE - GUIDA IN STATO DI EBBREZZA - AGGRAVANTE DI AVER PROVOCATO UN INCIDENTE STRADALE - RICONOSCIMENTO DI CIRCOSTANZE ATTENUANTI - PENA SOSTITUTIVA DEL LAVORO DI PUBBLICA UTILITA' - APPLICABILITA' - ESCLUSIONE
La Quarta Sezione della Corte di cassazione ha affermato che nel reato di guida in stato di ebbrezza la mera contestazione della circostanza aggravante di aver provocato un incidente stradale è ostativa alla sostituzione della pena detentiva e pecuniaria con il lavoro di pubblica utilità.
 
Testo Completo:Sentenza n. 48534 del 24 ottobre 2013 – depositata il 4 dicembre 2013
(Sezione Quarta Penale, Presidente C. G. Brusco, Relatore P. Piccialli)


Documenti:

FALLIMENTO - CONTRATTO PRELIMINARE - AZIONE DEL PRIVATO EX ART. 2932 COD. CIV. - FACOLTA' DEL CURATORE DI SCIOGLIERSI DAL CONTRATTO EX ART. 72 L. FALL. - RIMESSIONE ALLE S.U.

FALLIMENTO - CONTRATTO PRELIMINARE - AZIONE DEL PRIVATO EX ART. 2932 COD. CIV. - FACOLTA' DEL CURATORE DI SCIOGLIERSI DAL CONTRATTO EX ART. 72 L. FALL. - RIMESSIONE ALLE S.U.
La Prima Sezione ha rimesso al Primo Presidente, perché valuti l’opportunità di una pronuncia delle Sezioni Unite, la questione concernente la possibilità per il curatore di esercitare la facoltà, concessagli dall’art. 72 legge fall., di sciogliersi dal contratto preliminare, con il quale l’imprenditore poi fallito abbia promesso in vendita un immobile a un terzo, anche nel caso in cui il terzo promissario acquirente abbia trascritto, prima del fallimento, la domanda di cui all’art. 2932 c.c.
 
Testo Completo:Ordinanza interlocutoria n. 27111 del 4 dicembre 2013
(Sezione Prima Civile, Presidente R.Rordorf, Relatore M. Cristiano)

VENDITA - REGOLE GENERALI DI INFORMAZIONE DEI CONSUMATORI E DI ETICHETTATURA DEI PRODOTTI - OBBLIGO DI CONSEGNA ALL'ACQUIRENTE ANCHE DI UNA "SCHEDA-PRODOTTO" - ESCLUSIONE

VENDITA - REGOLE GENERALI DI INFORMAZIONE DEI CONSUMATORI E DI ETICHETTATURA DEI PRODOTTI - OBBLIGO DI CONSEGNA ALL'ACQUIRENTE ANCHE DI UNA "SCHEDA-PRODOTTO" - ESCLUSIONE
Le norme che dispongono l’informazione dei consumatori e l’etichettatura dei prodotti commercializzati di qualsiasi categoria, di cui alla legge 10 aprile 1991, n. 126 e al d.m. 8 febbraio 1997, n. 101, non impongono al venditore di consegnare anche la “scheda-prodotto”, obbligo introdotto soltanto per gli oggetti in legno con la circolare del Ministero delle attività produttive del 3 agosto 2004, n. 1.
 
Testo Completo:Sentenza n. 27404 del 6 dicembre 2013 (Sezione Seconda Civile, Presidente U. Goldoni, Relatore A. Scalisi)

DELITTI CONTRO LA P.A. - ART. 316 - TER COD. PEN. - ILLECITA PERCEZIONE DI PUBBLICHE EROGAZIONI - PENSIONE INPS - DECESSO DEL BENEFICIARIO - OMESSA COMUNICAZIONE - ASSENZA DI COMPORTAMENTI FRAUDOLENTI - TRUFFA AGGRAVATA - ESCLUSIONE

DELITTI CONTRO LA P.A. - ART. 316 - TER COD. PEN. - ILLECITA PERCEZIONE DI PUBBLICHE EROGAZIONI - PENSIONE INPS - DECESSO DEL BENEFICIARIO - OMESSA COMUNICAZIONE - ASSENZA DI COMPORTAMENTI FRAUDOLENTI - TRUFFA AGGRAVATA - ESCLUSIONE
La Seconda Sezione della Corte, ha affermato che integra la fattispecie criminosa di cui all’art. 316 ter cod. pen. l’indebita percezione di ratei della pensione di pertinenza di soggetto deceduto conseguita dal cointestatario del medesimo conto corrente che ometta di comunicare all’Ente previdenziale il decesso del pensionato, precisando che il comportamento omissivo può integrare un artificio o raggiro e diventare sussumibile nell’ipotesi delittuosa della truffa, solo ove presenti un quid pluris che lo caratterizzi e qualifichi come comportamento di natura fraudolenta.
 
Testo Completo:Sentenza n. 48820 del 23 ottobre 2013, depositata il 5 dicembre 2013
(Sezione Seconda Penale, Presidente C. Petti, Relatore D. Gentile)

sabato 7 dicembre 2013

ASTENSIONE DAL LAVORO - SCIOPERO DELLE MANSIONI - NOZIONE - LEGITTIMITA' - ESCLUSIONE.

ASTENSIONE DAL LAVORO - SCIOPERO DELLE MANSIONI - NOZIONE - LEGITTIMITA' - ESCLUSIONE.
In tema di astensione collettiva dal lavoro, la Sezione Lavoro ha affermato che non costituisce legittimo esercizio del diritto di sciopero il rifiuto di rendere la prestazione, per una data unita' di tempo, che non sia integrale, ma riguardi solo uno o piu' tra i compiti che il lavoratore e' tenuto a svolgere (cd. sciopero delle mansioni), come ad esempio il rifiuto di sostituire un collega assente, nonostante l'obbligo in tal senso previsto dalla contrattazione collettiva.
 
Testo Completo:Sentenza n. 23528 del 16 ottobre 2013 (Sezione Lavoro, Presidente V. Di Cerbo, Est. P. Venuti)

ORDINANZA RESA IN UDIENZA – ASSENZA DELLE PARTI COSTITUITE - ORDINE DI RINNOVO DELLA NOTIFICAZIONE O L’INTEGRAZIONE DEL CONTRADDITTORIO – COMUNICAZIONE - NECESSITÀ.

ORDINANZA RESA IN UDIENZA – ASSENZA DELLE PARTI COSTITUITE - ORDINE DI RINNOVO DELLA NOTIFICAZIONE O L’INTEGRAZIONE DEL CONTRADDITTORIO – COMUNICAZIONE - NECESSITÀ.
L’ordinanza con la quale la Corte di cassazione disponga, in udienza pubblica o in sede di adunanza camerale, la rinnovazione della notificazione del ricorso o l’integrazione del contraddittorio, quando sia emessa in assenza delle parti costituite, rappresentate dai rispettivi difensori, deve essere comunicata a cura della cancelleria.
 
Testo Completo:

giovedì 5 dicembre 2013

IVA – SISTEMA DEL REVERSE CHARGE – INOSSERVANZA DEGLI OBBLIGHI FORMALI E CONTABILI – SANZIONE DEL DINIEGO DEL DIRITTO ALLA DETRAZIONE – INTERPRETAZIONE DEL DIRITTO EUROUNITARIO – RIMESSIONE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UNIONE.

IVA – SISTEMA DEL REVERSE CHARGE – INOSSERVANZA DEGLI OBBLIGHI FORMALI E CONTABILI – SANZIONE DEL DINIEGO DEL DIRITTO ALLA DETRAZIONE – INTERPRETAZIONE DEL DIRITTO EUROUNITARIO – RIMESSIONE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UNIONE.
La S.C., a norma dell’art. 267 del Trattato di funzionamento dell’Unione Europea, ha rimesso alla Corte di Giustizia dell’Unione le questioni pregiudiziali, chiedendo di stabilire: 1) se i principi dichiarati dalla CGUE, nella sentenza 8 maggio 2008 (in cause riunite C-95/07 e C-96/07), secondo i quali gli artt. 18, n. 1, lett. d), e 22 della Sesta direttiva 77/388, come modificati dalla Dir. 91/680/CEE sull’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari, ostano ad una prassi di rettifica delle dichiarazioni e di accertamento dell’IVA la quale sanzioni un’inosservanza, per un verso, degli obblighi derivanti dalle formalità introdotte dalla normativa nazionale in applicazione di tale art. 18, n. 1, lett. d), e, per altro verso, degli obblighi contabili nonché di dichiarazione risultanti, rispettivamente, dal detto art. 22, nn. 2 e 4, con il diniego del diritto a detrazione in caso di applicazione del regime dell’inversione contabile, siano applicabili anche in caso di totale inosservanza degli obblighi previsti dalla medesima normativa quando non vi è comunque dubbio circa la posizione di soggetto tenuto al pagamento dell’imposta e del suo diritto alla detrazione; 2) se le espressioni obblighi sostanziali, substantive requirements e exigences de fond, utilizzate dalla Corte di Giustizia nelle diverse versioni linguistiche della citata sentenza 8 maggio 2008, si riferiscono, rispetto alle ipotesi di inversione contabile prevista in materia di IVA, alla necessità del pagamento del tributo oppure all’assunzione del debito d’imposta ovvero ancora all’esistenza delle condizioni sostanziali che giustificano l’assoggettamento del contribuente allo stesso tributo e che disciplinano il diritto alla detrazione volto a salvaguardare il principio di neutralità (es. inerenza, imponibilità e totale detraibilità).
 
Testo Completo:

martedì 3 dicembre 2013

NOTIFICAZIONE DEL CONTRORICORSO PRESSO LA CANCELLERIA E NON ALL’INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA INDICATO IN RICORSO – INAMMISSIBILITÀ.

NOTIFICAZIONE DEL CONTRORICORSO PRESSO LA CANCELLERIA E NON ALL’INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA INDICATO IN RICORSO – INAMMISSIBILITÀ.
La Sesta Sezione Civile - 2 ha dichiarato inammissibile il controricorso notificato non all’indirizzo di posta elettronica certificata indicato in ricorso, ma presso la cancelleria della Corte, sull’erroneo presupposto che ivi fosse domiciliato il ricorrente.
 
Testo Completo:

Archivio articoli

 
Sentenze e massime - Ultime dalla Corte di Cassazione