lunedì 17 dicembre 2012

ESECUZIONE FORZATA - IPOTECA REGOLATA DAL REGIME DEL CREDITO FONDIARIO ANTERIORE AL D.LGS. N. 385 DEL 1993 - ATTI DI DISPOSIZIONE DEL BENE IMMOBILE PIGNORATO - OPPONIBILITA' AGLI AGGIUDICATARI - CRITERI

ESECUZIONE FORZATA - IPOTECA REGOLATA DAL REGIME DEL CREDITO FONDIARIO ANTERIORE AL D.LGS. N. 385 DEL 1993 - ATTI DI DISPOSIZIONE DEL BENE IMMOBILE PIGNORATO - OPPONIBILITA' AGLI AGGIUDICATARI - CRITERI
Nel regime del credito fondiario anteriore all’entrata in vigore del d.lgs. n. 385 del 1993, sono inopponibili agli aggiudicatari gli atti di disposizione del bene immobile pignorato, trascritti anteriormente al pignoramento, ma successivamente all’iscrizione dell’ipoteca regolata dalla disciplina del credito fondiario, anche se il creditore fondiario agisca a tutela del suo credito mediante intervento in una procedura espropriativa su detti beni iniziata in base a crediti non fondiari.
Testo Completo: Sentenza n. 19761 del 13 novembre 2012
(Sezione Terza Civile, Presidente F. Trifone, Relatore F. De Stefano)

RESPONSABILITA’ CIVILE - DANNO AMBIENTALE - DECRETO-LEGGE N. 135 DEL 2009 - ADEGUAMENTO ALL'ORDINAMENTO COMUNITARIO - DOMANDA DI RISARCIMENTO DEL DANNO - COMPRENSIONE NELLA MEDESIMA DELLA DOMANDA DI RIDUZIONE IN PRISTINO - CRITERI

RESPONSABILITA’ CIVILE - DANNO AMBIENTALE - DECRETO-LEGGE N. 135 DEL 2009 - ADEGUAMENTO ALL'ORDINAMENTO COMUNITARIO - DOMANDA DI RISARCIMENTO DEL DANNO - COMPRENSIONE NELLA MEDESIMA DELLA DOMANDA DI RIDUZIONE IN PRISTINO - CRITERI
Con riferimento al danno ambientale, alla luce del principio secondo cui vanno evitate tutte le distonie tra l’ordinamento comunitario e quello nazionale, la possibilità di chiedere la riduzione in pristino dello stato dei luoghi – alla luce del nuovo testo dell’art. 303 del t.u. n. 152 del 2006, applicabile anche alle domande proposte in precedenza – deve ritenersi compresa, sebbene non espressamente formulata, nella generica domanda di risarcimento del danno medesimo.
Testo Completo: Sentenza n. 22382 del 10 dicembre 2012
(Sezione Terza Civile, Presidente M. Massera, Relatore A. Amendola)

martedì 11 dicembre 2012

STUPEFACENTI - VENDITA DI SEMI DI PIANTE IDONEE A PRODURRE TALI SOSTANZE CON INDICAZIONE DI MODALITA' DI COLTIVAZIONE E RESA - RILEVANZA PENALE

STUPEFACENTI - VENDITA DI SEMI DI PIANTE IDONEE A PRODURRE TALI SOSTANZE CON INDICAZIONE DI MODALITA' DI COLTIVAZIONE E RESA - RILEVANZA PENALE
Chiamate a decidere "se integra il reato di istigazione all’uso di sostanze stupefacenti la pubblicizzazione e la messa in vendita di semi di piante idonee a produrre dette sostanze, con l’indicazione delle modalità di coltivazione e della resa", le Sezioni Unite penali hanno affermato che "l’offerta in vendita di semi di piante dalle quali è ricavabile una sostanza drogante, correlata da precise indicazioni botaniche sulla coltivazione delle stesse, non integra il reato dell’art. 82 T.U. stup., salva la possibilità di sussistenza dei presupposti per configurare il delitto previsto dall’art. 414 cod. pen. con riferimento alla condotta di istigazione alla coltivazione di sostanze stupefacenti", ritenendo conseguentemente necessaria, ai fini della decisione, anche la risoluzione di questioni di fatto esulanti dai limiti cognitivi del giudizio di legittimità: di qui, l’annullamento con rinvio della decisione impugnata, che aveva assolto gli imputati perché il fatto (di cui agli artt. 82 T.U. stup. e/o 414 c.p.) non sussiste.
Testo Completo: Sentenza n. 47604 del 18 ottobre 2012 - depositata il 7 dicembre 2012(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore C. Squassoni)

domenica 9 dicembre 2012

DISCIPLINARE MAGISTRATI - MAGISTRATO DEL PUBBLICO MINISTERO - ASTENSIONE IN PRESENZA DI INTERESSE PROPRIO O DI UN PROSSIMO CONGIUNTO - SUSSISTENZA DELL'OBBLIGO - FONDAMENTO

DISCIPLINARE MAGISTRATI - MAGISTRATO DEL PUBBLICO MINISTERO - ASTENSIONE IN PRESENZA DI INTERESSE PROPRIO O DI UN PROSSIMO CONGIUNTO - SUSSISTENZA DELL'OBBLIGO - FONDAMENTO
Nel naturale sviluppo di quanto di recente affermato con riguardo al magistrato che esercita le funzioni civili, le Sezioni Unite hanno stabilito che l’obbligo di astensione del pubblico ministero, rilevante in sede disciplinare, sussiste, per effetto dell’art. 323 cod. pen. e nonostante la diversa lettera dell’art. 52 cod. proc. pen., in tutte le ipotesi che configurano oggettivamente un conflitto di interessi, così come è previsto per i giudice dall’art. 36 cod. proc. pen., dal momento che l’equiparazione, a questi fini, tra obblighi del giudice e del p.m. affonda le radici nello statuto costituzionale di quest’ultimo, indispensabilmente partecipe dell’indipendenza del giudice e sottratto all’influenza dell’esecutivo.
Testo Completo: Sentenza n. 21853 del 5 dicembre 2012
(Sezioni Unite Civili, Presidente R. Preden, Relatore P. D’Ascola)

martedì 4 dicembre 2012

ESPROPRIAZIONE IMMOBILIARE - SOPRAVVENUTO ACCERTAMENTO, DOPO LA VENDITA, DELL'INESISTENZA DEL TITOLO POSTO A BASE DELL'ESECUZIONE - IDONEITA' AD INCIDERE SULL'AVVENUTA AGGIUDICAZIONE - CONDIZIONI - CONSEGUENZE

ESPROPRIAZIONE IMMOBILIARE - SOPRAVVENUTO ACCERTAMENTO, DOPO LA VENDITA, DELL'INESISTENZA DEL TITOLO POSTO A BASE DELL'ESECUZIONE - IDONEITA' AD INCIDERE SULL'AVVENUTA AGGIUDICAZIONE - CONDIZIONI - CONSEGUENZE
Le Sezioni Unite, pronunciando a norma dell’art. 363, terzo comma, cod. proc. civ. su questione di particolare importanza, a composizione di contrasto di giurisprudenza hanno affermato il seguente principio di diritto: “Il sopravvenuto accertamento dell’inesistenza di un titolo idoneo a giustificare l’esercizio dell’azione esecutiva non fa venir meno l’acquisto dell’immobile pignorato, che sia stato compiuto dal terzo nel corso della procedura espropriativa in conformità alle regole che disciplinano lo svolgimento di tale procedura, salvo che sia dimostrata la collusione del terzo col creditore procedente, fermo peraltro restando il diritto dell’esecutato di far proprio il ricavato della vendita e di agire per il risarcimento dell’eventuale danno nei confronti di chi, agendo senza la normale prudenza, abbia dato corso al procedimento esecutivo in difetto di un titolo idoneo”.

Sentenza n. 21110 del 28 novembre 2012
(Sezioni Unite Civili, Presidente R. Preden, Relatore R. Rordorf)

POSSESSO - AD USUCAPIONEM - IMMOBILE OGGETTO DI ESPROPRIAZIONE - MANCATA REALIZZAZIONE DELL'OPERA PUBBLICA - ASSENZA DI OCCUPAZIONE DEL BENE DA PARTE DELL'ENTE ESPRIOPRIANTE -

POSSESSO - AD USUCAPIONEM - IMMOBILE OGGETTO DI ESPROPRIAZIONE - MANCATA REALIZZAZIONE DELL'OPERA PUBBLICA - ASSENZA DI OCCUPAZIONE DEL BENE DA PARTE DELL'ENTE ESPRIOPRIANTE -
PROVA DELL'INTERVESIONE DEL POSSESSO DA PARTE DEL PRIVATO - NECESSITA' - CONTRASTO DI GIURISPRUDENZA
La Sezione Seconda civile ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite della risoluzione della questione, oggetto di contrasto giurisprudenziale, concernente la necessità, ai fini dell’acquisto per usucapione di un immobile, oggetto di espropriazione per pubblica utilità, della prova dell’interversione del possesso, nonostante il continuativo possesso dell’immobile, da parte del privato, sin da epoca anteriore all’emanazione del decreto espropriativo, in assenza di realizzazione dell’opera pubblica e di occupazione dell’immobile da parte dell’ente espropriante, né essendo stato mai stipulato un contratto di locazione o di comodato relativamente al medesimo immobile.
Testo Completo: Ordinanza interlocutoria n. 21121 del 28 novembre 2012(Seconda Sezione Civile, Presidente M. Oddo, Relatore A. Carrato)

RISARCIMENTO DANNI - CONSENSO INFORMATO - REQUISITI - ONERE DELLA PROVA - CRITERI

RISARCIMENTO DANNI - CONSENSO INFORMATO - REQUISITI - ONERE DELLA PROVA - CRITERI
In materia di consenso informato, la S.C. ha precisato i seguenti princìpi: 1) non può esservi un consenso tacito per facta concludentia; 2) la qualità personale del soggetto da informare (nella specie, medico) non fa venire meno l’obbligo di informazione; 3) l’onere della prova con riguardo all’avvenuta illustrazione delle possibili conseguenze dannose della terapia spetta al medico, una volta dedotto dal paziente il relativo inadempimento.
Testo Completo: Sentenza n. 20984 del 27 novembre 2012(Terza Sezione Civile, Presidente G. B. Petti, Relatore R. Vivaldi)

sabato 1 dicembre 2012

DIRITTI DELLA PERSONALITA' - AZIONE PER RIMUOVERE OSTACOLI MATERIALI ALL'ACCESSO A LUOGO DI CULTO - ATTINENZA AL DIRITTO DI LIBERTA' RELIGIOSA - BILANCIAMENTO DEL GIUDICE DI MERITO

DIRITTI DELLA PERSONALITA' - AZIONE PER RIMUOVERE OSTACOLI MATERIALI ALL'ACCESSO A LUOGO DI CULTO - ATTINENZA AL DIRITTO DI LIBERTA' RELIGIOSA - BILANCIAMENTO DEL GIUDICE DI MERITO
L’azione diretta ad ottenere la rimozione delle opere materiali, che impediscono o rendono disagevole l’accesso ad un edificio destinato all’esercizio pubblico del culto (nella specie, la recinzione del fondo, tramite il quale si accedeva al luogo di culto, e la sua chiusura con cancello automatico), attiene alla tutela del diritto costituzionale di libertà religiosa, che si esprime anche nel diritto all’uso e alla frequenza degli edifici di culto, sia collettivamente, che individualmente. Ne consegue che nel valutare se detto accesso sia, di fatto, ostacolato, il giudice del merito deve operare un bilanciamento tra le esigenze peculiari del fondo servente e quelle dei titolari del diritto di libertà religiosa, che si esprime con l’accesso, libero e comodo, al luogo di culto.
Testo Completo: Sentenza n. 21129 del 28 novembre 2012(Sezione Seconda Civile, Presidente F. Felicetti, Relatore A. Giusti)

GIURISDIZIONE – MILITARE NATO DI STANZA IN ITALIA – FATTO NON PREVISTO DALLA SUA LEGGE NAZIONALE COME REATO – DETERMINAZIONE DELLA GIURISDIZIONE

GIURISDIZIONE – MILITARE NATO DI STANZA IN ITALIA – FATTO NON PREVISTO DALLA SUA LEGGE NAZIONALE COME REATO – DETERMINAZIONE DELLA GIURISDIZIONE


La Corte, in un procedimento relativo ad una operazione di c.d. “estraordinary rendition” eseguita con il concorso di personale militare statunitense, ha affermato che, nel caso di sequestro di persona effettuato in territorio italiano da militare straniero di stanza in Italia, sussiste, ai sensi dell’art. VII comma 2 lett. b) della Convenzione di Londra del 19 giugno 1951 (c.d. Convenzione NATO-SOFA), la giurisdizione esclusiva dell’autorità giudiziaria italiana qualora il fatto non sia previsto come reato dalla legge nazionale del suddetto militare. Nella medesima occasione la Corte ha altresì stabilito che l’apposizione del segreto di Stato intervenuta successivamente alla legittima acquisizione da parte dell’autorità giudiziaria delle notizie cui lo stesso si riferisce non ne determina l’inutilizzabilità ai fini del giudizio.
Sentenza n. 46340 del 19 settembre 2012 - depositata il 29 novembre 2012(Sezione Quinta Penale, Presidente G. Zecca, Relatore G. Marasca)

mercoledì 28 novembre 2012

PROCESSO CIVILE - TRENTINO-ALTO ADIGE - PRINCIPIO DEL BILINGUISMO - APPLICABILITA' AI SOLI CITTADINI RESIDENTI NELLA PROVINCIA DI BOLZANO

PROCESSO CIVILE - TRENTINO-ALTO ADIGE - PRINCIPIO DEL BILINGUISMO - APPLICABILITA' AI SOLI CITTADINI RESIDENTI NELLA PROVINCIA DI BOLZANO
In base allo statuto speciale del Trentino-Alto Adige ed alle sue norme di attuazione (segnatamente, d.P.R. n. 574 del 1988, modificato dal d.lgs. n. 283 del 2001), il principio del bilinguismo nell’ambito del processo civile riguarda soltanto i cittadini italiani residenti nella Provincia di Bolzano e non può essere esteso in favore di altri soggetti, con la conseguenza che questi ultimi sono tenuti alla regola processuale generale di cui all’art. 122 cod. proc. civ.
Testo Completo: Sentenza n. 20715 del 22 novembre 2012(Sezione Seconda Civile, Presidente e Relatore L. Piccialli)

CONTRATTI - DOMANDA DI ANNULLAMENTO - RILIEVO D'UFFICIO DELLA NULLITA' - AMMISSIBILITA' - QUESTIONE

CONTRATTI - DOMANDA DI ANNULLAMENTO - RILIEVO D'UFFICIO DELLA NULLITA' - AMMISSIBILITA' - QUESTIONE
La Seconda Sezione civile ha rimesso al Primo presidente la seguente questione di massima di particolare importanza: “se la nullità del contratto possa essere rilevata d’ufficio non soltanto allorché sia stata proposta domanda di adempimento o di risoluzione, ma anche nel caso in cui sia domandato l’annullamento del contratto stesso”.
Testo Completo: Ordinanza interlocutoria n. 21083 del 27 novembre 2012(Sezione Seconda Civile, Presidente L. A. Rovelli, Relatore A. Scrima)

sabato 24 novembre 2012

DISCIPLINARE MAGISTRATI - OBBLIGO DI ASTENSIONE - INTERESSE PROPRIO O DI UN PROSSIMO CONGIUNTO - SUSSISTENZA DELL'OBBLIGO - MERA FACOLTA' DI ASTENSIONE EX ART. 51 COD. PROC. CIV. - ABROGAZIONE - LIMITI

DISCIPLINARE MAGISTRATI - OBBLIGO DI ASTENSIONE - INTERESSE PROPRIO O DI UN PROSSIMO CONGIUNTO - SUSSISTENZA DELL'OBBLIGO - MERA FACOLTA' DI ASTENSIONE EX ART. 51 COD. PROC. CIV. - ABROGAZIONE - LIMITI
Le Sezioni Unite hanno stabilito che l’obbligo di astensione del magistrato, rilevante in sede disciplinare, sussiste, per effetto dell’art. 323 cod. pen., in tutti i casi nei quali ricorra un interesse, anche di natura non patrimoniale, proprio del magistrato o di un suo prossimo congiunto, e che, pertanto, in tal caso, con riferimento al giudice civile, la facoltà di astenersi per gravi ragioni di convenienza ex art. 51 cod. proc. civ. deve ritenersi abrogata per incompatibilità e sostituita dal corrispondente obbligo.
Testo Completo: Sentenza n. 19704 del 13 novembre 2012(Sezioni Unite Civili, Presidente R. Preden, Relatore A. Segreto)

DIRITTI DELLA PERSONALITA' - DIRITTO AL NOME - PRENOME "ANDREA" - IMPOSIZIONE A SOGGETTO FEMMINILE - LEGITTIMITA'

DIRITTI DELLA PERSONALITA' - DIRITTO AL NOME - PRENOME "ANDREA" - IMPOSIZIONE A SOGGETTO FEMMINILE - LEGITTIMITA'
Il prenome “Andrea” può essere imposto ad una persona di sesso femminile, in quanto, anche per la sua peculiarità lessicale, nell’attuale contesto culturale e giuridico non esclusivamente nazionalistico non può più ritenersi attribuibile solo ad un soggetto di genere maschile.
Testo Completo: Sentenza 20 novembre 2012, n. 20385 (Prima Sezione Civile, Presidente G. Luccioli, Relatore M. Acierno)

MISURE CAUTELARI - REGOLA DI RETRODATAZIONE DEI TERMINI DELLA MISURA CAUTELARE - DEDUCIBILITÀ IN SEDE DI RIESAME - AMMISSIBILITÀ – CONDIZIONI.

MISURE CAUTELARI - REGOLA DI RETRODATAZIONE DEI TERMINI DELLA MISURA CAUTELARE - DEDUCIBILITÀ IN SEDE DI RIESAME - AMMISSIBILITÀ – CONDIZIONI.
Le Sezioni Unite hanno affermato che in tema di contestazione a catena, la retrodatazione della decorrenza del termine di custodia cautelare può essere dedotta anche in sede di riesame solo se per effetto della retrodatazione lo stesso termine sia interamente scaduto al momento della emissione del secondo provvedimento cautelare e se tutti gli elementi risultino desumibili dall’ordinanza che ha disposto la misura coercitiva.
Testo Completo:

lunedì 19 novembre 2012

PERSONE GIURIDICHE – RESPONSABILITA’ DA REATO DEGLI ENTI – FALLIMENTO DELLA SOCIETA’ – ESTINZIONE DELL’ILLECITO – ESCLUSIONE

PERSONE GIURIDICHE – RESPONSABILITA’ DA REATO DEGLI ENTI – FALLIMENTO DELLA SOCIETA’ – ESTINZIONE DELL’ILLECITO – ESCLUSIONE
La Corte ha stabilito che il fallimento di una società non costituisce causa estintiva dell’illecito previsto dal d. lgs. n. 231 del 2001, né delle sanzioni irrogate a seguito dell’accertamento della sua responsabilità da reato. In proposito i giudici della quinta Sezione hanno sottolineato come, in assenza di una espressa previsione normativa in tal senso, non sia nemmeno possibile ritenere che tale effetto estintivo si produca ricorrendo all’applicazione analogica dell’art. 150 cod. pen., non essendo equiparabile il fallimento della persona giuridica alla morte di quella fisica, atteso che l’apertura della procedura concorsuale non determina la cessazione dell’ente, ma semplicemente il suo assoggettamento alla medesima e alle sue regole.
Testo Completo:

mercoledì 14 novembre 2012

VENDITA - VIZI DELLA COSA - ASSUNZIONE DELL'OBBLIGO DI ELIMINAZIONE - SORGERE DEL CORRISPONDENTE DIRITTO - PRESCRIZIONE ORDINARIA - CONFIGURABILITA'

VENDITA - VIZI DELLA COSA - ASSUNZIONE DELL'OBBLIGO DI ELIMINAZIONE - SORGERE DEL CORRISPONDENTE DIRITTO - PRESCRIZIONE ORDINARIA - CONFIGURABILITA'
< - AZIONI QUANTI MINORIS E RISOLUTORIA - PERMANENZA DELLA PRESCRIZIONE EX ART. 1495 COD. CIV. - SUSSISTENZA
Le Sezioni unite hanno stabilito, nell’interpretare l’art. 1495 cod. civ., che l’impegno del venditore all’ eliminazione dei vizi della cosa, accettato dal compratore, comporta il sorgere del corrispondente diritto, soggetto alla prescrizione decennale, mentre i diritti alla riduzione del prezzo ed alla risoluzione del contratto rimangono soggetti alla prescrizione annuale, dalla norma specificamente prevista.
Testo Completo: Sentenza n. 19702 del 13 novembre 2012
(Sezioni Unite Civili, , Presidente R. Preden, Relatore E. Bucciante)

lunedì 12 novembre 2012

RESPONSABILITA' CIVILE - RESPONSABILITA' DI CUI ALL'ART. 2048 C.C. - SCUOLA - APPLICABILITA' - LIMITI

RESPONSABILITA' CIVILE - RESPONSABILITA' DI CUI ALL'ART. 2048 C.C. - SCUOLA - APPLICABILITA' - LIMITI
Gli obblighi di sorveglianza e di tutela a carico dell’istituto scolastico sussistono solo a partire dal momento in cui l’allievo entra nella scuola, mentre quanto accade prima di tale momento, ancorché in prossimità della scuola stessa, può ricevere tutela, ricorrendone le condizioni, solo ai sensi dell’art. 2051 c.c. (Fattispecie in tema di caduta di una bambina sui gradini esterni di una scuola, sdrucciolevoli ed instabili).
Testo Completo: Sentenza n. 19160 del 6 novembre 2012
(Terza Sezione Civile, Presidente M. Massera, Relatore A. Amendola)

IMPUGNAZIONI - SENTENZA DI PROSCIOGLIMENTO PER DIFETTO DI QUERELA - INTERESSE DELLA PARTE CIVILE ALL'IMPUGNAZIONE - ESCLUSIONE - RAGIONI

IMPUGNAZIONI - SENTENZA DI PROSCIOGLIMENTO PER DIFETTO DI QUERELA - INTERESSE DELLA PARTE CIVILE ALL'IMPUGNAZIONE - ESCLUSIONE - RAGIONI
Le Sezioni Unite hanno affermato che “la parte civile è priva di interesse a proporre impugnazione avverso la sentenza di proscioglimento dell’imputato per improcedibilità dell’azione penale dovuta a difetto di querela”. È stato, in tal modo, chiarito che l’impugnazione della parte civile di una pronuncia penale meramente processuale si palesa priva di ogni idoneità ad apportare al proponente effetti di vantaggio, non potendo configurarsi alcuna utilità, ai fini dell’azione civilistica intentata, che, in modo concreto e attuale, immediato e diretto, possa risultare connessa all’accoglimento dell’impugnazione.
Testo Completo: Sentenza n. 35599 del 21 giugno 2012, depositata il 17 settembre 2012
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore R. Galbiati)

martedì 6 novembre 2012

PROCESSO CIVILE - ESTINZIONE - ORDINANZA EX ART. 308 C.P.C. - RECLAMO AL TRIBUNALE - DECISIONE CON SENTENZA - FORMA PER L'APPELLO

PROCESSO CIVILE - ESTINZIONE - ORDINANZA EX ART. 308 C.P.C. - RECLAMO AL TRIBUNALE - DECISIONE CON SENTENZA - FORMA PER L'APPELLO
La Seconda Sezione ha rimesso al Primo Presidente la questione, reputata di particolare importanza, se l’impugnazione della sentenza, la quale abbia deciso sul reclamo avverso la declaratoria di estinzione del giudizio, ai sensi dell’art. 308 c.p.c., vada proposta con citazione, oppure con ricorso.
Testo Completo: Ordinanza interlocutoria n. 18900 del 5 novembre 2012(Sezione Seconda Civile, Presidente M. Oddo, Relatore M. R. San Giorgio)

lunedì 5 novembre 2012

LOCAZIONE - IMMOBILE SOGGETTO A PROCEDURA DI ESPROPRIAZIONE - LETTERA DEL CONDUTTORE CHE INVITA IL LOCATORE AD ATTIVARSI PER SCONGIURARE LA VENDITA - NATURA DI ATTO DI CONVALIDA - ESCLUSIONE

LOCAZIONE - IMMOBILE SOGGETTO A PROCEDURA DI ESPROPRIAZIONE - LETTERA DEL CONDUTTORE CHE INVITA IL LOCATORE AD ATTIVARSI PER SCONGIURARE LA VENDITA - NATURA DI ATTO DI CONVALIDA - ESCLUSIONE
L’istituto della convalida tacita, di cui all’art. 1444, secondo comma, cod. civ., non è configurabile in relazione alla richiesta formulata dal conduttore al locatore di un immobile, con la quale quest’ultimo sia stato invitato ad attivarsi per evitare la vendita forzata del bene oggetto del contratto (nella specie, il conduttore aveva smesso di pagare il canone una volta venuto a sapere della pendenza della procedura espropriativa, in tal modo mostrando di non avere intenzione di dare volontaria esecuzione al contratto annullabile).
Testo Completo: Sentenza n. 18502 del 26 ottobre 2012(Terza Sezione Civile, Presidente F. Trifone, Relatore A. Amatucci).

martedì 30 ottobre 2012

PROCESSO CIVILE - AZIONE DI PETIZIONE EREDITARIA DA PARTE DI SOGGETTO RICONOSCIUTO COME FIGLIO NATURALE DEL DE CUIUS DA SENTENZA DI PRIMO GRADO IMPUGNATA IN APPELLO

PROCESSO CIVILE - AZIONE DI PETIZIONE EREDITARIA DA PARTE DI SOGGETTO RICONOSCIUTO COME FIGLIO NATURALE DEL DE CUIUS DA SENTENZA DI PRIMO GRADO IMPUGNATA IN APPELLO
- SOSPENSIONE DEL PROCESSO IN ATTESA DELLA DEFINIZIONE DI QUELLO SULLO STATUS DI FIGLIO - APPLICABILITA' DELL'ART. 337 C.P.C. E NON DELL'ART. 337 C.P.C.
Risolvendo una questione di massima di particolare importanza, la sentenza ha enunciato il seguente principio di diritto: “Fuori dei casi in cui sia espressamente disposto che un giudizio debba rimanere sospeso sino a che un altro da cui dipenda sia definito con decisione passata in giudicato, intervenuta nel primo decisione in primo grado, il secondo di cui sia stata in quel grado ordinata la sospensione può essere ripreso dalla parte che vi abbia interesse entro il termine dal passaggio in giudicato della detta decisione stabilito dall’art. 297 cod. proc. civ. Definito il primo giudizio senza che nel secondo la sospensione sia stata disposta o ripreso il secondo giudizio dopo che il primo sia stato definito, la sospensione del secondo può solo essere pronunciata sulla base dell’art. 337, secondo comma, cod. proc. civ., dal giudice che ritenga di non poggiarsi sull’autorità della decisione pronunciata nel primo giudizio. A questo regime non si sottrae la relazione tra il giudizio promosso per la dichiarazione di filiazione naturale definito con sentenza, pur non passata in giudicato, che l’accerta ed il giudizio di petizione d’eredità promosso da chi risulterebbe chiamato all’eredità se la sua qualità di figlio naturale dell’ereditando fosse riconosciuta”.
Testo Completo: Sentenza n. 10027 del 19 giugno 2012(Sezioni Unite Civili, Presidente e Relatore P. Vittoria)

PROFESSIONI E PROFESSIONISTI - NOTAI – SANZIONI DISCIPLINARI

PROFESSIONI E PROFESSIONISTI - NOTAI – SANZIONI DISCIPLINARI
1. - Nel giudizio di cassazione riferito al procedimento disciplinare nei confronti dei notai, siccome regolato in modo speciale dall’art. 158 ter della legge n. 89 del 1913 (abrogato dal d.lgs. n. 150 del 2011, ma applicabile ratione temporis), non trova applicazione la disciplina dettata dagli artt. 380 bis e 380 ter cod. proc. civ., dovendo esso svolgersi in camera di consiglio, nel contraddittorio delle parti, e concludersi con sentenza.
2. - Per i giudizi disciplinari nei confronti dei notai soggetti alla disciplina dell’art. 158 ter della legge n. 89 del 1913, il termine lungo per l’impugnazione in sede di legittimità è di un anno dal deposito della sentenza di appello, non trovando applicazione il termine semestrale di cui all’art. 327 cod. proc. civ., come modificato dall’art. 46 della legge n. 69 del 2009.
3. - La sentenza, inoltre, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 146, commi 1 e 2, della legge n. 89 del 1913, come sostituito dall’art. 29 del d.lgs. n. 249 del 2006, per eccesso di delega in riferimento all’art. 76 Cost., in relazione ai principii e criteri direttivi di cui all’art. 7 della legge n. 246 del 2005 e, segnatamente, al comma 1, lett. e), n. 3, il quale concerne unicamente la previsione della sospensione della prescrizione in caso di procedimento penale, mentre non riguarda la disciplina dell’interruzione della prescrizione, né l’allungamento del relativo termine.
Testo Completo: Ordinanza interlocutoria n. 17697 del 16 ottobre 2012(Seconda Sezione Civile, Presidente E. Bucciante Relatore A. Carrato)

venerdì 26 ottobre 2012

RIPARAZIONE - DOMANDA DI EQUA RIPARAZIONE PER IRRAGIONEVOLE DURATA DEL PROCESSO - PROPOSIZIONE IN PENDENZA DEL GIUDIZIO - DECORRENZA DELLA PRESCRIZIONE

RIPARAZIONE - DOMANDA DI EQUA RIPARAZIONE PER IRRAGIONEVOLE DURATA DEL PROCESSO - PROPOSIZIONE IN PENDENZA DEL GIUDIZIO - DECORRENZA DELLA PRESCRIZIONE
Le SU – componendo un contrasto di giurisprudenza – danno continuità all’indirizzo tradizionale, secondo cui l’art. 4 della legge 24 marzo 2001, n. 89, nella parte in cui prevede la facoltà di agire per l’indennizzo in pendenza del processo presupposto, non consente di far decorrere il relativo termine di prescrizione prima della scadenza del termine decadenziale, previsto dal medesimo art. 4 per la proposizione della domanda.
Testo Completo: Sentenza n. 16783 del 2 ottobre 2012(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore G. Salmè)

AVVOCATO - DISCIPLINARE AVVOCATI - ATTO DI APERTURA DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE - IMMEDIATA RICORRIBILITA' INNANZI AL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE

AVVOCATO - DISCIPLINARE AVVOCATI - ATTO DI APERTURA DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE - IMMEDIATA RICORRIBILITA' INNANZI AL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE
- ESCLUSIONE - OVERRULING PER SOPRAVVENUTO MUTAMENTO DI GIURISPRUDENZA DI LEGITTIMITA' - NOZIONE - INSUSSISTENZANel ribadire che l’atto di apertura del procedimento disciplinare, disposto dal Consiglio dell’ordine territoriale a carico di un avvocato, non è autonomamente impugnabile davanti al Consiglio nazionale forense, le S.U. escludono che, nella specie, si versi in un’ipotesi in cui possa trovare applicazione la recente giurisprudenza in tema di overruling, la cui nozione provvedono altresì a puntualizzare.
Testo Completo: Sentenza n. 17402 del 12 ottobre 2012(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore G. Salmè)

ASSICURAZIONE - RESPONSABILITA' CIVILE AUTOVEICOLI - COMUNICAZIONE ALL'IMPRESA DESIGNATA EX ART. 25 DELLA LEGGE N. 990 DEL 1969 - NATURA

ASSICURAZIONE - RESPONSABILITA' CIVILE AUTOVEICOLI - COMUNICAZIONE ALL'IMPRESA DESIGNATA EX ART. 25 DELLA LEGGE N. 990 DEL 1969 - NATURA
La comunicazione di cui all’art. 25, secondo comma, della legge n. 990 del 1969 ha natura di denuntiatio litis, ma non costituisce una vocatio in ius; ove l’impresa designata, quindi, decida di rimanere inerte, essa non diviene parte del processo, neppure contumace, e non è legittimata ad impugnare la sentenza conclusiva del giudizio.
Testo Completo: Sentenza n. 18155 del 23 ottobre 2012(Terza Sezione Civile, Presidente G. B. Petti, Relatore M. Massera)

ASSICURAZIONE - RESPONSABILITA' CIVILE AUTOVEICOLI - CIRCOLAZIONE DEL VEICOLO INVITO DOMINO - TERZO TRASPORTATO CONSENZIENTE - AZIONE CONTRO IL F.G.V.S. - ESCLUSIONE

ASSICURAZIONE - RESPONSABILITA' CIVILE AUTOVEICOLI - CIRCOLAZIONE DEL VEICOLO INVITO DOMINO - TERZO TRASPORTATO CONSENZIENTE - AZIONE CONTRO IL F.G.V.S. - ESCLUSIONE
Nel sistema di cui alla legge n. 990 del 1969, qualora il veicolo circoli contro la volontà del proprietario, il terzo trasportato consenziente – benché eventualmente inconsapevole del carattere illegale della circolazione – non ha azione per il risarcimento dei danni contro il F.G.V.S., ma unicamente nei confronti del conducente del veicolo al momento del sinistro.
Testo Completo: Sentenza n. 18159 del 23 ottobre 2012(Terza Sezione Civile, Presidente M. Finocchiaro, Relatore G. Giacalone)

PROCEDIMENTO DI RIPARAZIONE DELL’INGIUSTA DETENZIONE – PROCEDIMENTO CAMERALE

PROCEDIMENTO DI RIPARAZIONE DELL’INGIUSTA DETENZIONE – PROCEDIMENTO CAMERALE
– SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO DEL 10 APRILE 2012 - TRATTAZIONE IN PUBBLICA UDIENZA – NECESSITÀ – ADEGUAMENTO AI PRINCIPI DELLA CEDU – QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE
A seguito della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 10 aprile 2012 (caso Lorenzetti c/ Italia), secondo cui anche per la trattazione del procedimento di riparazione per ingiusta detenzione deve procedersi nelle forme dell’udienza pubblica anziché con il rito camerale, le Sezioni Unite Penali hanno dichiarato rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 315, comma terzo, in relazione all’art. 646, comma primo, cod. proc. pen., in riferimento agli artt. 117, comma primo, e 111 Cost, nella parte in cui non consentono che, su istanza degli interessati, la procedura si svolga davanti alla Corte d’appello nelle forme dell’udienza pubblica.
Testo Completo: Ordinanza n. 41694 del 18 ottobre 2012 - depositata il 25 ottobre 2012
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore A. Macchia)

giovedì 25 ottobre 2012

PROCEDIMENTI SPECIALI – GIUDIZIO ABBREVIATO CONDIZIONATO – IMPOSSIBILITA’ SOPRAVVENUTA DELL’INTEGRAZIONE PROBATORIA – REVOCABILITA’ DELL’ORDINANZA DI AMMISSIONE AL RITO – ESCLUSIONE

PROCEDIMENTI SPECIALI – GIUDIZIO ABBREVIATO CONDIZIONATO – IMPOSSIBILITA’ SOPRAVVENUTA DELL’INTEGRAZIONE PROBATORIA – REVOCABILITA’ DELL’ORDINANZA DI AMMISSIONE AL RITO – ESCLUSIONE
Le Sezioni Unite hanno stabilito che l’ordinanza di ammissione al giudizio abbreviato condizionato ad integrazione probatoria non è revocabile nel caso in cui l’acquisizione della prova dedotta in condizione divenga impossibile per circostanze imprevedibili e sopraggiunte, osservando in proposito come il vincolo di subordinazione insito nella richiesta condizionata debba ritenersi utilmente assolto con l’instaurazione del rito e l’ammissione della prova sollecitata dall’imputato. La Corte ha altresì precisato come, presentando una richiesta condizionata, quest’ultimo sin dall’inizio assuma il rischio che l’integrazione probatoria invocata non sia in concreto esperibile, senza per questo vedere leso il suo diritto di difesa, atteso che anche nel caso di retrocessione dal rito alternativo a quello ordinario egli non potrebbe comunque avvalersi della prova la cui acquisizione è divenuta impossibile.
Testo Completo: Sentenza n. 41461 del 19 luglio 2012 - depositata il 24 ottobre 2012(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore M. Cassano)

REATI CONTRO LA PERSONA – DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA – CONCORSO DEL DIRETTORE CON L’AUTORE DELL’ARTICOLO DIFFAMATORIO –CONFIGURABILITA’

REATI CONTRO LA PERSONA – DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA – CONCORSO DEL DIRETTORE CON L’AUTORE DELL’ARTICOLO DIFFAMATORIO –CONFIGURABILITA’
La Corte, dopo aver rilevato la compatibilità dell’art. 595 c.p. con l’art. 10 CEDU, ha ribadito che il direttore di un periodico risponde del reato di diffamazione – e non di quello meno grave di omesso controllo previsto dall’art. 57 c.p. – per la pubblicazione di un articolo lesivo dell’onore e della reputazione altrui l’identità del cui autore è rimasta celata dietro lo pseudonimo utilizzato per firmarlo, qualora da un complesso di circostanze esteriorizzate nella pubblicazione del testo (come la forma, l’evidenza, la collocazione tipografica, i titoli, le illustrazioni e la correlazione dello scritto con il contesto culturale che impegna e caratterizza l’edizione su cui compare l’articolo) possa dedursi il suo meditato consenso alla pubblicazione dell’articolo medesimo nella consapevole adesione al suo contenuto, tanto da far ritenere per l’appunto che la suddetta pubblicazione rappresenti il frutto di una scelta redazionale.
Testo Completo: Sentenza n. 41249 del 26 settembre 2012 - depositata il 23 ottobre 2012(Sezione Quinta Penale, Presidente A. Grassi, Relatore A. Bevere)

mercoledì 24 ottobre 2012

PROCESSO CIVILE - ART. 59 DISP. ATT. COD. PROC. CIV. -COMPARIZIONE DELLA PARTE ENTRO UN'ORA DALL'ORARIO D'UDIENZA FISSATO - PRINCIPIO GENERALE - SUSSISTENZA - ESCLUSIONE

PROCESSO CIVILE - ART. 59 DISP. ATT. COD. PROC. CIV. -COMPARIZIONE DELLA PARTE ENTRO UN'ORA DALL'ORARIO D'UDIENZA FISSATO - PRINCIPIO GENERALE - SUSSISTENZA - ESCLUSIONE
L’art. 59 disp. att. cod. proc. civ., secondo cui la dichiarazione di contumacia della parte non costituita nell’udienza di cui all’articolo 171 cod. proc. civ. è fatta “quando è decorsa almeno un’ora dall’apertura dell’udienza”, non esprime un principio di portata generale, valido per tutte le udienze istruttorie, e non attribuisce, pertanto, alla parte il diritto di comparire entro sessanta minuti dall’orario fissato.
Testo Completo: Sentenza n. 18048 del 19 ottobre 2012(Sezione Seconda Civile, Presidente R. M.Triola, Relatore P. D'Ascola)

lunedì 22 ottobre 2012

TUTELA DEI DIRITTI - RAPPORTO DI AGENZIA - PRIVILEGIO EX ART. 2751 BIS N. 3 C.C. - SOCIETA' DI CAPITALI - APPLICABILITA' - CONTRASTO

TUTELA DEI DIRITTI - RAPPORTO DI AGENZIA - PRIVILEGIO EX ART. 2751 BIS N. 3 C.C. - SOCIETA' DI CAPITALI - APPLICABILITA' - CONTRASTO
È rimessa al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle S.U., la questione concernente l’applicabilità del privilegio generale sui mobili, previsto dall’art. 2751 bis, n. 3, c.c., ai crediti per provvigioni ed indennità derivanti dal rapporto di agenzia vantati dalle società di capitali.
Testo Completo: Ordinanza interlocutoria n. 17366 dell'11 ottobre 2012(Sezione Prima Civile, Presidente D.Plenteda, Relatore M. Cristiano)

venerdì 19 ottobre 2012

GIURISDIZIONE - URBANISTICA - GIUDIZIO DI OTTEMPERANZA - CONSIGLIO DI STATO ANNULLA PERMESSO DI COSTRUIRE CONCESSO DA COMMISSARIO AD ACTA

GIURISDIZIONE - URBANISTICA - GIUDIZIO DI OTTEMPERANZA - CONSIGLIO DI STATO ANNULLA PERMESSO DI COSTRUIRE CONCESSO DA COMMISSARIO AD ACTA
La sentenza ha precisato i limiti dell’eccesso di potere giurisdizionale, che giustifica il ricorso alle Sezioni Unite, in caso di ipotetico abuso dello strumento del giudizio di ottemperanza, stabilendo che esso si verifica non in presenza di un errore nella scelta del rito o di violazione delle regole processuali amministrative (ove è astrattamente possibile configurare errores in procedendo, non esorbitanza dai confini del potere), ma unicamente se, per effetto dell’estensione della giurisdizione al merito ex art. 134, comma 1, lett. a, cod. proc. amm., ne sia derivato un indebito sconfinamento del provvedimento giurisdizionale nella sfera delle attribuzioni proprie dell’amministrazione o, eventualmente, di un giudice appartenente ad un ordine diverso.
Testo Completo: Sentenza n. 17936 del 19 ottobre 2012
(Sezioni Unite Civili, Presidente R. Preden, Relatore R. Rordorf)

giovedì 18 ottobre 2012

SPESE GIUDIZIALI CIVILI - LIQUIDAZIONE – ABROGAZIONE DELLE TARIFFE PROFESSIONALI – DISCIPLINA TRANSITORIA - ART. 41 DEL D.M. 140 DEL 2012

SPESE GIUDIZIALI CIVILI - LIQUIDAZIONE – ABROGAZIONE DELLE TARIFFE PROFESSIONALI – DISCIPLINA TRANSITORIA - ART. 41 DEL D.M. 140 DEL 2012
Le S.U. hanno affermato che, agli effetti dell’art. 41 del d. m. 20 luglio 2012, n. 140, il quale ha dato attuazione all’art. 9, secondo comma, del d.l. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito in legge 24 marzo 2012, n. 27, i nuovi parametri, cui devono essere commisurati i compensi dei professionisti in luogo delle abrogate tariffe professionali, sono da applicare ogni qual volta la liquidazione giudiziale intervenga in un momento successivo alla data di entrata in vigore del predetto decreto e si riferisca al compenso spettante ad un professionista che, a quella data, non abbia ancora completato la propria prestazione professionale, ancorché tale prestazione abbia avuto inizio e si sia in parte svolta quando ancora erano in vigore le tariffe abrogate.
Testo Completo: Sentenza n. 17405 del 12 ottobre 2012
(Sezioni Unite Civili, Presidente R. Preden, Relatore R. Rordorf)

SUCCESSIONI - COMUNIONE EREDITARIA – APPLICABILITÀ DELL’ART. 1108 COD. CIV. – SUSSISTENZA

SUCCESSIONI - COMUNIONE EREDITARIA – APPLICABILITÀ DELL’ART. 1108 COD. CIV. – SUSSISTENZA
L’art. 1108 cod. civ., il quale richiede per le alienazioni il consenso di tutti i comproprietari, è applicabile anche alla comunione ereditaria, in quanto espressione di una regola generale pertinente ad ogni specie di comunione.
Testo Completo: Sentenza n. 17216 del 9 ottobre 2012(Sezione Seconda Civile, Presidente O. Schettino, Relatore E. Bucciante)

LAVORO AUTONOMO - CONTRATTO D’OPERA - RICONOSCIMENTO DEI VIZI – ART. 1667 C.C. – NON NECESSITÀ DELLA DENUNZIA – APPLICABILITÀ – TERMINE DI PRESCRIZIONE – QUESTIONI DI MASSIMA DI PARTICOLARE IMPORTANZA

LAVORO AUTONOMO - CONTRATTO D’OPERA - RICONOSCIMENTO DEI VIZI – ART. 1667 C.C. – NON NECESSITÀ DELLA DENUNZIA – APPLICABILITÀ – TERMINE DI PRESCRIZIONE – QUESTIONI DI MASSIMA DI PARTICOLARE IMPORTANZA
La Sezione Seconda civile ha rimesso gli atti al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, con riguardo alla questione concernente l’applicabilità dell’art. 1667 cod. civ. al contratto d’opera, quanto alla non necessità della denunzia in ipotesi di riconoscimento dei vizi da parte del prestatore, ed all’ulteriore questione del termine di prescrizione in tal caso applicabile (se annuale, ex art. 2226 c.c., ovvero decennale ex art. 2946 c.c.).
Testo Completo: Ordinanza interlocutoria n. 17497 del 12 ottobre 2012(Seconda Sezione Civile, Presidente O. Schettino, Relatore A. Scrima)

DANNI CIVILI - NASCITA INDESIDERATA DI MINORE MALFORMATO - OMESSA INFORMAZIONE DA PARTE DEL MEDICO CIRCA PIU' EFFICACI ACCERTAMENTI DIAGNOSTICI PRENATALI - RESPONSABILITA' - SOGGETTI DANNEGGIATI

DANNI CIVILI - NASCITA INDESIDERATA DI MINORE MALFORMATO - OMESSA INFORMAZIONE DA PARTE DEL MEDICO CIRCA PIU' EFFICACI ACCERTAMENTI DIAGNOSTICI PRENATALI - RESPONSABILITA' - SOGGETTI DANNEGGIATI
Il risarcimento del danno c.d. da nascita indesiderata, scaturente dall’errore del medico che, non rilevando malformazioni congenite del concepito, impedisca alla madre l’esercizio del diritto di interruzione della gravidanza, spetta non solo ai genitori del bimbo nato malformato, ma anche ai suoi fratelli.
Nel caso in cui il medico ometta di segnalare alla gestante l'esistenza di più efficaci test diagnostici prenatali rispetto a quello in concreto prescelto, impedendole così di accertare l'esistenza d'una una malformazione congenita del concepito, quest’ultimo, ancorché privo di soggettività giuridica fino al momento della nascita, una volta venuto ad esistenza ha diritto, fondato sugli art. 2, 3, 29, 30 e 32 Cost., ad essere risarcito da parte del sanitario del danno consistente nell’essere nato non sano, rappresentato dell'interesse ad alleviare la propria condizione di vita impeditiva di una libera estrinsecazione della personalità.
Testo Completo: Sentenza n. 16754 del 2 ottobre 2012(Terza Sezione Civile, Presidente A. Amatucci, Relatore G. Travaglino)

PROCEDIMENTO CIVILE – RAPPORTI CON QUELLO PENALE – COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE NEL PROCESSO PENALE – DEFINIZIONE DI QUEST’ULTIMO CON ESTINZIONE PER REMISSIONE DI QUERELA – DEFINIZIONE DEL GIUDIZIO CIVILE IN DATA ANTERIORE – EVENTUALE ESTINZIONE – CRITERI

PROCEDIMENTO CIVILE – RAPPORTI CON QUELLO PENALE – COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE NEL PROCESSO PENALE – DEFINIZIONE DI QUEST’ULTIMO CON ESTINZIONE PER REMISSIONE DI QUERELA – DEFINIZIONE DEL GIUDIZIO CIVILE IN DATA ANTERIORE – EVENTUALE ESTINZIONE – CRITERI
La Terza Sezione Civile – richiamandosi all’ordinanza interlocutoria n. 7820 del 2012 emessa dalla medesima Sezione – ha rimesso all’esame delle Sezioni Unite il problema del rapporto tra il trasferimento dell’azione civile in sede penale e la conseguente estinzione del giudizio civile (qualificabile in termini di deroga al regime della litispendenza, ovvero di preclusione), evidenziando peraltro la diversità della vicenda in esame, rispetto a quella oggetto della precedente rimessione.
Testo Completo: Ordinanza interlocutoria n. 17137 dell'8 ottobre 2012(Sezione Terza Civile, Presidente M. M. Chiarini, Relatore L. A. Scarano)

domenica 14 ottobre 2012

STUPEFACENTI – CIRCOSTANZE AGGRAVANTI – INGENTE QUANTITÀ - CONFIGURABILITÀ – CRITERI DI INDIVIDUAZIONE.

STUPEFACENTI – CIRCOSTANZE AGGRAVANTI – INGENTE QUANTITÀ - CONFIGURABILITÀ – CRITERI DI INDIVIDUAZIONE.
Chiamate a stabilire se, per il riconoscimento della circostanza aggravante speciale dell’ingente quantità nei reati concernenti il traffico illecito di sostanze stupefacenti (art. 80, comma 2, d.P.R. n. 309 del 1990), si debba fare ricorso al criterio quantitativo con predeterminazione di limiti ponderali per tipo di sostanza, ovvero debba aversi riguardo ad altri indici che, al di là di soglie quantitative prefissate, valorizzino il grado di pericolo per la salute pubblica derivante dallo smercio di un elevato quantitativo e la potenzialità di soddisfare numerosi consumatori per l’alto numero di dosi ricavabili, le Sezioni Unite hanno ritenuto che la predetta aggravante "non è di norma ravvisabile quando la quantità sia inferiore a 2.000 volte il valore massimo in milligrammi (valore-soglia), determinato per ogni sostanza nella tabella allegata al d.m. 11 aprile 2006, ferma restando la discrezionale valutazione del giudice di merito, quando tale quantità sia superata".
Testo Completo:

REATI CONTRO IL PATRIMONIO – RAPINA IMPROPRIA – TENTATIVO – CONFIGURABILITA’

REATI CONTRO IL PATRIMONIO – RAPINA IMPROPRIA – TENTATIVO – CONFIGURABILITA’
La Corte a Sezioni Unite, risolvendo il contrasto radicatosi sul punto, ha affermato la configurabilità del tentativo di rapina impropria (e non invece del concorso tra tentativo di furto e i reati di violenza o minaccia) laddove il soggetto agente, dopo avere compiuto atti idonei diretti in modo non equivoco alla sottrazione di cosa altrui, adoperi violenza o minaccia per procurare a sé o ad altri l’impunità.
Testo Completo: Sentenza n. 34952 del 19 aprile 2012, depositata il 12 settembre 2012
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Estensore F. Fiandanese).

DIVISIONE - DIVISIONE GIUDIZIALE - PROGETTO DI DIVISIONE DEL GIUDICE ISTRUTTORE - CONTESTAZIONI – PRONUNCIA – REGIME IMPUGNATORIO

DIVISIONE - DIVISIONE GIUDIZIALE - PROGETTO DI DIVISIONE DEL GIUDICE ISTRUTTORE - CONTESTAZIONI – PRONUNCIA – REGIME IMPUGNATORIO
Risolvendo una questione di massima di particolare importanza, le S.U. hanno affermato che, in tema di scioglimento di comunioni, l'ordinanza con cui il giudice istruttore dichiara esecutivo il progetto di divisione, in presenza di contestazioni, ha natura di sentenza ed è quindi impugnabile con l’appello. Nel caso deciso, peraltro, le S.U. hanno ritenuto ammissibile il ricorso straordinario per cassazione, in quanto proposto dalla parte in base all’orientamento giurisprudenziale consolidato all’epoca della sua formulazione.
Testo Completo: Sentenza n. 16727 del 2 ottobre 2012
(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore S. Petitti)

IMPIEGO PUBBLICO - CONCORSI – DIRITTO DEL VINCITORE ALL’INQUADRAMENTO PREVISTO NEL BANDO

IMPIEGO PUBBLICO - CONCORSI – DIRITTO DEL VINCITORE ALL’INQUADRAMENTO PREVISTO NEL BANDO
Risolvendo una questione di massima di particolare importanza, le S.U. hanno affermato che, in tema di impiego pubblico privatizzato, il diritto del candidato vincitore ad assumere l’inquadramento previsto dal bando di concorso, espletato dalla P.A. per il reclutamento dei propri dipendenti, è subordinato alla permanenza, al momento dell’adozione del provvedimento di nomina, dell’assetto organizzativo degli uffici in forza del quale il bando era stato emesso.
Testo Completo: Sentenza n. 16728 del 2 ottobre 2012
(Sezioni Unite Civili, Presidente L.A. Rovelli, Relatore G. Mammone)

giovedì 20 settembre 2012

PROCESSO CIVILE - C.T.U. – OSSERVAZIONI DI PARTE – NELLA COMPARSA CONCLUSIONALE – AMMISSIBILITÀ – CONTRASTO

PROCESSO CIVILE - C.T.U. – OSSERVAZIONI DI PARTE – NELLA COMPARSA CONCLUSIONALE – AMMISSIBILITÀ – CONTRASTO
La Prima Sezione ha rimesso al Primo Presidente la questione, in ordine alla quale ha rilevato un contrasto, se le osservazioni critiche alla consulenza tecnica d’ufficio possano o no essere formulate dalle parti nella comparsa conclusionale e, quindi, esaminate dal giudice, ai fini della decisione.
Testo Completo: Ordinanza interlocutoria 4 settembre 2012, n. 14769
(Prima Sezione Civile, Presidente C. Carnevale, Relatore S. Di Palma)

CONTRATTI - AZIONE DI RISOLUZIONE - RILEVABILITA' D'UFFICIO DELLA NULLITA' - AMMISSIBILITA'

CONTRATTI - AZIONE DI RISOLUZIONE - RILEVABILITA' D'UFFICIO DELLA NULLITA' - AMMISSIBILITA'
Componendo un contrasto di giurisprudenza, le S.U. hanno enunciato il seguente principio di diritto: “Il giudice del merito ha il potere di rilevare, dai fatti allegati e provati o emergenti ex actis, ogni forma di nullità non soggetta a regime speciale e, provocato il contraddittorio sulla questione, deve rigettare la domanda di risoluzione, volta ad invocare la forza del contratto. Pronuncerà con efficacia idonea al giudicato sulla questione di nullità ove, anche a seguito di rimessione in termini, sia stata proposta la relativa domanda. Nell’uno e nell’altro caso dovrà disporre, se richiesto, le restituzioni”.
Testo Completo: Sentenza n. 14828 del 4 settembre 2012
(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore P. D'Ascola)

ARBITRATO - ORDINANZA PRESIDENZIALE EX ART. 814 C.P.C. – RICORRIBILITÀ PER CASSAZIONE – ESCLUSIONE

ARBITRATO - ORDINANZA PRESIDENZIALE EX ART. 814 C.P.C. – RICORRIBILITÀ PER CASSAZIONE – ESCLUSIONE
Le Sezioni Unite Civili hanno dichiarato inammissibile il ricorso straordinario per cassazione, ai sensi dell'art. 111 Cost., avverso provvedimento di determinazione del compenso e delle spese dovuti agli arbitri, ex art. 814, secondo comma, cod. proc. civ., confermandosi l’orientamento espresso da Cass. S.U. n. 15586 del 3 luglio 2009. Nella sentenza, viene affermato che, pur non esistendo nel nostro sistema processuale una norma che imponga la regola dello stare decisis, essa costituisce, tuttavia, un valore immanente nell'ordinamento, per cui, soprattutto in tema di norme processuali, ove siano compatibili con la lettera della legge due diverse interpretazioni, deve sempre preferirsi quella sulla cui base si sia formata una sufficiente stabilità di applicazione nella giurisprudenza della Corte di cassazione.
Testo Completo: Sentenza 31 luglio 2012, n. 13620
(Sezioni Unite Civili, Presidente R. Preden, Relatore V. Mazzacane)

lunedì 10 settembre 2012

MISURE CAUTELARI - PERSONALI - CUSTODIA IN CARCERE - PRESUNZIONE DI ADEGUATEZZA - MOMENTO GENETICO E VICENDE SUCCESSIVE - OPERATIVITA' PIENA - REATI AGGRAVATI EX ART. 7 D.L. N. 152 DEL 1991 - QUESTIONE DI COSTITUZIONALITA'

MISURE CAUTELARI - PERSONALI - CUSTODIA IN CARCERE - PRESUNZIONE DI ADEGUATEZZA - MOMENTO GENETICO E VICENDE SUCCESSIVE - OPERATIVITA' PIENA - REATI AGGRAVATI EX ART. 7 D.L. N. 152 DEL 1991 - QUESTIONE DI COSTITUZIONALITA'
Le Sezioni unite hanno stabilito il principio di diritto secondo cui la presunzione di adeguatezza della custodia cautelare in carcere di cui all’art. 275 comma 3 c.p.p. opera non solo in occasione dell’adozione del provvedimento genetico della misura coercitiva ma anche nelle vicende successive che attengono alla permanenza delle esigenze cautelari. Hanno poi rimesso alla Corte costituzionale la questione di costituzionalità della disposizione che prevede la presunzione di adeguatezza della custodia cautelare in carcere, senza far salva l’ipotesi in cui da elementi specifici risulti in concreto che le esigenze cautelari possano essere soddisfatte da altre e meno afflittive misure, per i reati aggravati ex art. 7 d.l. n. 152 del 1991, prospettando un contrasto con gli artt. 3, 13 primo comma e 27 secondo comma Cost.
Testo Completo: Ordinanza n. 34474 del 19 luglio 2012 - depositata il 10 settembre 2012
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore V. Romis)

MISURE CAUTELARI - PERSONALI - CUSTODIA IN CARCERE - PRESUNZIONE DI ADEGUATEZZA - MOMENTO GENETICO E VICENDE SUCCESSIVE - OPERATIVITA' PIENA - REATI AGGRAVATI EX ART. 7 D.L. N. 152 DEL 1991 - QUESTIONE DI COSTITUZIONALITA'

MISURE CAUTELARI - PERSONALI - CUSTODIA IN CARCERE - PRESUNZIONE DI ADEGUATEZZA - MOMENTO GENETICO E VICENDE SUCCESSIVE - OPERATIVITA' PIENA - REATI AGGRAVATI EX ART. 7 D.L. N. 152 DEL 1991 - QUESTIONE DI COSTITUZIONALITA'
Le Sezioni unite hanno stabilito il principio di diritto secondo cui la presunzione di adeguatezza della custodia cautelare in carcere di cui all’art. 275 comma 3 c.p.p. opera non solo in occasione dell’adozione del provvedimento genetico della misura coercitiva ma anche nelle vicende successive che attengono alla permanenza delle esigenze cautelari. Hanno poi rimesso alla Corte costituzionale la questione di costituzionalità della disposizione che prevede la presunzione di adeguatezza della custodia cautelare in carcere, senza far salva l’ipotesi in cui da elementi specifici risulti in concreto che le esigenze cautelari possano essere soddisfatte da altre e meno afflittive misure, per i reati aggravati ex art. 7 d.l. n. 152 del 1991, prospettando un contrasto con gli artt. 3, 13 primo comma e 27 secondo comma Cost.
Testo Completo: Ordinanza n. 34473 del 19 luglio 2012 - depositata il 10 settembre 2012
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore V. Romis)

ESECUZIONE - GIUDICATO DI CONDANNA - ASSERITA VIOLAZIONE NEL PROCESSO DI COGNIZIONE DEL DIRITTO ALL'EQUO PROCESSO -

ESECUZIONE - GIUDICATO DI CONDANNA - ASSERITA VIOLAZIONE NEL PROCESSO DI COGNIZIONE DEL DIRITTO ALL'EQUO PROCESSO -
ASSENZA SENTENZA DELLA CORTE EDU - DECLARATORIA DI INEFFICACIA DEL GIUDICATO - FATTISPECIE - QUESTIONE DI COSTITUZIONALITA' - RILEVANZA E NON MANIFESTA INFONDATEZZA
Le Sezioni unite erano state chiamate a stabilire "se il giudice dell’esecuzione, in attuazione dei principi dettati dalla Corte EDU con la sentenza 17 settembre 2009, Scoppola c. Italia, possa sostituire la pena dell’ergastolo, inflitta all’esito del giudizio abbreviato, con la pena di anni trenta di reclusione, in tal modo modificando il giudicato con l’applicazione, nella successione di leggi intervenute in materia, di quella più favorevole", con riguardo ad una fattispecie nella quale la posizione del ricorrente era sostanzialmente sovrapponibile a quella dello Scoppola.
Il Supremo Collegio ha premesso che, in tal situazione, l’estensione del principi affermati dalla Corte di Strasburgo non può trovare ostacolo nel fatto che il ricorrente non abbia a sua volta adito la Corte sovranazionale: "una tale situazione, anche a costo di porre in crisi il “dogma” del giudicato, non può essere tollerata perché legittimerebbe l’esecuzione di una pena ritenuta, oggettivamente e quindi ben al di là della species facti, illegittima dall’interprete autentico della CEDU e determinerebbe una patente violazione del principio di parità di trattamento tra condannati che versano in identica posizione". Ciò premesso, ha dichiarato d’ufficio rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli articoli 7 e 8 del decreto legge 24 novembre 2000, n. 341, convertito dalla legge 19 gennaio 2001, n. 4, in riferimento agli articoli 3 e 117, comma primo, della Costituzione (quest’ultimo in relazione all’articolo 7 della Convenzione EDU), "nella parte in cui le disposizioni interne operano retroattivamente, e, più specificamente, in relazione alla posizione di coloro che, pur avendo formulato richiesta di giudizio abbreviato nella vigenza della sola legge n. 479 del 1999, sono stati giudicati successivamente, quando cioè, a far data dal pomeriggio del 24 novembre 2000 (pubblicazione della Gazzetta Ufficiale, ai sensi dell’art. 2 r.d. n. 1252 del 7 giugno 1923), era entrato in vigore il citato decreto legge, con conseguente applicazione del più sfavorevole trattamento sanzionatorio previsto dal medesimo decreto", ritenendo impraticabile un’interpretazione della predetta normativa interna conforme all’articolo 7 CEDU, nell’interpretazione datane dalla Corte di Strasburgo.
Testo Completo: Ordinanza n. 34472 del 19 aprile 2012 - depositata il 10 settembre 2012
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore N. Milo)

ESECUZIONE - GIUDICATO DI CONDANNA - ASSERITA VIOLAZIONE NEL PROCESSO DI COGNIZIONE DEL DIRITTO ALL'EQUO PROCESSO IN DIFETTO DI DECLARATORIA DELLA CORTE EDU - DECLARATORIA DI INEFFICACIA DEL GIUDICATO – FATTISPECIE - ESCLUSIONE.

ESECUZIONE - GIUDICATO DI CONDANNA - ASSERITA VIOLAZIONE NEL PROCESSO DI COGNIZIONE DEL DIRITTO ALL'EQUO PROCESSO IN DIFETTO DI DECLARATORIA DELLA CORTE EDU - DECLARATORIA DI INEFFICACIA DEL GIUDICATO – FATTISPECIE - ESCLUSIONE.
Chiamate a stabilire “se il giudice dell’esecuzione, in attuazione dei principi dettati dalla Corte EDU con la sentenza 17 settembre 2009, Scoppola c. Italia, possa sostituire la pena dell’ergastolo, inflitta all’esito del giudizio abbreviato, con la pena di anni trenta di reclusione, in tal modo modificando il giudicato con l’applicazione, nella successione di leggi intervenute in materia, di quella più favorevole” , le Sezioni Unite hanno affermato che, in caso di condanna all’esito del giudizio abbreviato, la pena da infliggere per i reati astrattamente punibili con l’ergastolo è quella prevista dalla legge vigente nel momento della richiesta di accesso al rito: ne consegue che, ove quest’ultima sia intervenuta nel vigore dell’art. 7 d.l. n. 341 del 2000, va applicata (ed eseguita) la sanzione prevista da tale norma. Ciò in quanto, tra le diverse leggi succedutesi nel tempo, che prevedono la specie e l’entità della pena da infliggere all’imputato in caso di condanna all’esito del giudizio abbreviato per i reati astrattamente punibili con l’ergastolo, non trova applicazione la legge intermedia più favorevole, quando la richiesta di accesso al rito speciale non sia avvenuta durante la vigenza di quest’ultima, ma soltanto successivamente, nel vigore della legge posteriore che modifica quella precedente.
Testo Completo:

sabato 21 luglio 2012

PROCEDIMENTO CIVILE - PROCEDIMENTO CAUTELARE - SEQUESTRO - SENTENZA CHE DICHIARA L'ESTINZIONE DEL GIUDIZIO DI MERITO - INEFFICACIA DEL SEQUESTRO - PASSAGGIO IN GIUDICATO DELLA SENTENZA - NECESSITA' - ESCLUSIONE - CONSEGUENZE

PROCEDIMENTO CIVILE - PROCEDIMENTO CAUTELARE - SEQUESTRO - SENTENZA CHE DICHIARA L'ESTINZIONE DEL GIUDIZIO DI MERITO - INEFFICACIA DEL SEQUESTRO - PASSAGGIO IN GIUDICATO DELLA SENTENZA - NECESSITA' - ESCLUSIONE - CONSEGUENZE
La misura cautelare del sequestro perde efficacia per effetto della dichiarazione di estinzione del correlato giudizio di merito, senza che a tale effetto sia necessario che la pronuncia sia divenuta inoppugnabile, sì che la stessa va assunta a presupposto dei provvedimenti ripristinatori previsti dall’art. 669 novies, secondo comma, cod. proc. civ.
Testo Completo: Sentenza n. 12103 del 16 luglio 2012
(Sezioni Unite Civili, Presidente e Relatore P.Vittoria)

venerdì 20 luglio 2012

INTERCETTAZIONI TELEFONICHE - RELATIVA DISCIPLINA - APPLICABILITA' ALLA CORRISPONDENZA - ESCLUSIONE - RAGIONI

INTERCETTAZIONI TELEFONICHE - RELATIVA DISCIPLINA - APPLICABILITA' ALLA CORRISPONDENZA - ESCLUSIONE - RAGIONI
Le Sezioni Unite, a risoluzione di un contrasto, hanno affermato il principio per cui la disciplina delle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni (art. 266 e ss. cod. proc. pen.) non è applicabile alla corrispondenza, dovendosi applicare, ai fini dell'utilizzazione probatoria del contenuto epistolare, le norme relative al sequestro di corrispondenza (artt. 254 e 353 cod. proc. pen.) e, in caso di detenuti, dovendosi rispettare le particolari formalità stabilite dall'art. 18 Ord. pen.
Testo Completo:

RICORSO STRAORDINARIO PER ERRORE DI FATTO - IMPUTATO CONDANNATO SOLO AGLI EFFETTI CIVILI - LEGITTIMAZIONE - SUSSISTENZA

RICORSO STRAORDINARIO PER ERRORE DI FATTO - IMPUTATO CONDANNATO SOLO AGLI EFFETTI CIVILI - LEGITTIMAZIONE - SUSSISTENZA
Le Sezioni Unite, risolvendo il contrasto formatosi sul punto nella giurisprudenza di legittimità, hanno affermato che è legittimato alla proposizione del ricorso straordinario ex art. 625-bis cod. proc. pen. il condannato al solo risarcimento dei danni in favore della parte civile che prospetti un errore di fatto nella decisione della Corte di cassazione relativamente al capo concernente le statuizioni civili.
Testo Completo: Sentenza n. 28718 del 21 giugno 2012 - depositata il 17 luglio 2012
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore A. Macchia)

IMPUGNAZIONI - RICORSO STRAORDINARIO - SENTENZE RICORRIBILI - ANNULLAMENTO CON RINVIO - AMMISSIBILITA'

IMPUGNAZIONI - RICORSO STRAORDINARIO - SENTENZE RICORRIBILI - ANNULLAMENTO CON RINVIO - AMMISSIBILITA'

Le Sezioni unite hanno stabilito il principio di diritto secondo cui le sentenze di annullamento con rinvio in relazione alla sussitenza di una circostanza aggravante, che comportano l'irrevocabilità della parte relativa all'affermazione di responsabilità e quindi alla condanna, sono passibili di impugnazione per mezzo del ricorso straordinario per errore di fatto.

Sentenza n. 28717 del 21 giugno 2012 - depositata il 17 luglio 2012
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore A. Macchia)

COMUNIONE - LOCAZIONE DELLA COSA COMUNE DA PARTE DI UNO DEI COMPROPRIETARI

COMUNIONE - LOCAZIONE DELLA COSA COMUNE DA PARTE DI UNO DEI COMPROPRIETARI
GESTIONE D'AFFARI - CONFIGURABILITA' - DIRITTO DEL COMPROPRIETARIO NON LOCATORE DI ESIGERE I CANONI LOCATIVI DAL CONDUTTORE - NECESSITA' DEL CONTRADDITTORIO CON IL COMPROPRIETARIO LOCATORE
Le Sezioni Unite Civili hanno affermato che la locazione della cosa oggetto di comunione da parte di uno dei comproprietari rientra nell’ambito della gestione di affari ed è soggetta alle regole di tale istituto, sicché, nel caso di gestione non rappresentativa, il comproprietario non locatore può ratificare l’operato del gestore ed esigere dal conduttore, nel contraddittorio con il comproprietario locatore, la quota dei canoni proporzionata alla rispettiva quota di proprietà indivisa.
Testo Completo: Sentenza n. 11135 del 4 luglio 2012(Sezioni Unite Civili,, Presidente P. Vittoria, Relatore S. Petitti)

lunedì 16 luglio 2012

PROCEDIMENTI SPECIALI – GIUDIZIO ABBREVIATO – ECCEZIONE DI INCOMPETENZA TERRITORIALE – AMMISSIBILITA’ – CONDIZIONI

PROCEDIMENTI SPECIALI – GIUDIZIO ABBREVIATO – ECCEZIONE DI INCOMPETENZA TERRITORIALE – AMMISSIBILITA’ – CONDIZIONI
Le Sezioni Unite, risolvendo il contrasto formatosi sul punto nella giurisprudenza di legittimità, hanno affermato che l’eccezione di incompetenza territoriale è proponibile anche nel giudizio abbreviato, precisando però che, qualora il rito alternativo venga instaurato nell’udienza preliminare, l’incidente di competenza può essere sollevato solo se già proposto e rigettato nel corso della stessa udienza, mentre nell’ipotesi di abbreviato atipico l’eccezione può essere proposta per la prima volta in limine al giudizio speciale nella fase dedicata alla verifica della costituzione delle parti.
Testo Completo: Sentenza n. 27996 del 29 marzo 2012 - depositata il 13 luglio 2012(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore M. C. Siotto)

martedì 10 luglio 2012

TITOLO ESECUTIVO - SENTENZA - INTERPRETAZIONE EXTRATESTUALE - AMMISSIBILITÀ - CONDIZIONI - CONSEGUENZE.

TITOLO ESECUTIVO - SENTENZA - INTERPRETAZIONE EXTRATESTUALE - AMMISSIBILITÀ - CONDIZIONI - CONSEGUENZE.
La sentenza, fatta valere quale titolo esecutivo, non si esaurisce nel documento giudiziario, in cui è consacrato l'obbligo, essendone consentita l'interpretazione extratestuale, sulla base degli elementi ritualmente acquisiti nel processo in cui è stata emessa. Ne consegue che il giudice dell'opposizione all'esecuzione non può dichiarare d'ufficio la illiquidità del credito, portato dalla sentenza fatta valere come titolo esecutivo, senza invitare le parti a discutere la questione e ad integrare le rispettive difese, anche sul piano probatorio.
Testo Completo:

sabato 30 giugno 2012

M.A.E. EMESSO DALL’A.G. ITALIANA NELLA PROCEDURA ATTIVA DI CONSEGNA O NELLA PROCEDURA DI ESTENSIONE ATTIVA DELLA CONSEGNA - IMPUGNABILITÀ NELL’AMBITO DELL’ORDINAMENTO INTERNO – ESCLUSIONE

M.A.E. EMESSO DALL’A.G. ITALIANA NELLA PROCEDURA ATTIVA DI CONSEGNA O NELLA PROCEDURA DI ESTENSIONE ATTIVA DELLA CONSEGNA - IMPUGNABILITÀ NELL’AMBITO DELL’ORDINAMENTO INTERNO – ESCLUSIONE
Le Sezioni Unite, chiamate a risolvere un contrasto sulla competenza funzionale ad emettere il mandato di arresto europeo per l’esecuzione di una misura cautelare custodiale, non hanno risolto tale questione, ma hanno affermato il principio secondo cui il m.a.e. emesso dall’A.G. italiana nella procedura attiva di consegna (artt. 28 – 29 - 30 l. 22 aprile 2005, n. 69) ed il provvedimento emesso, eventualmente in forma di m.a.e., dalla stressa A.G. nella procedura di estensione attiva della consegna (artt. 32 e 36 l. cit.) non sono impugnabili nell’ambito dell’ordinamento interno, neanche ai sensi degli artt. 111, comma settimo, Cost. e 568, comma 2, cod. proc. pen., potendo i vizi riguardanti detti atti essere fatti valere solo nello Stato richiesto qualora incidenti sulla procedura di sua pertinenza e secondo le regole previste nel relativo ordinamento.
Testo Completo:

PROCEDIMENTO CIVILE - AVVOCATO ESERCITANTE FUORI DALLA CIRCOSCRIZIONE DEL TRIBUNALE CUI E' ASSEGNATO

PROCEDIMENTO CIVILE - AVVOCATO ESERCITANTE FUORI DALLA CIRCOSCRIZIONE DEL TRIBUNALE CUI E' ASSEGNATO
- ELEZIONE DI DOMICILIO EX LEGE PRESSO LA CANCELLERIA DEL GIUDICE - CONDIZIONI - MANCATA INDICAZIONE DELL'INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA COMUNICATO ALL'ORDINE - CONFIGURABILITA'
La Sezioni Unite Civili Civili hanno affermato che l'art. 82 del r.d. 22 gennaio 1934, n. 37, relativo alla domiciliazione ex lege dell’avvocato esercente il proprio ufficio fuori della circoscrizione del tribunale di assegnazione, trova applicazione anche nel caso in cui il giudizio sia in corso innanzi alla corte d'appello e l'avvocato risulti essere iscritto ad un ordine di un tribunale diverso da quello nella cui circoscrizione ricade la sede della corte d'appello. Tuttavia, a partire dalla data di entrata in vigore delle modifiche degli artt. 366 e 125 cod. proc. civ., apportate dall’art. 25 della legge 12 novembre 2011, n. 183, tale domiciliazione ex lege può conseguire soltanto ove il difensore non abbia indicato l'indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine.
Testo Completo: Sentenza n. 10143 del 20 giugno 2012
(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore G. Amoroso)

venerdì 29 giugno 2012

PROCESSO TRIBUTARIO - IMPOSTA REGIONALE SULLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE (IRAP) – IMPUTAZIONE “PER TRASPARENZA” AI SOCI – CONSEGUENZE - LITISCONSORZIO NECESSARIO CON LA SOCIETÀ – SUSSISTENZA

PROCESSO TRIBUTARIO - IMPOSTA REGIONALE SULLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE (IRAP) – IMPUTAZIONE “PER TRASPARENZA” AI SOCI – CONSEGUENZE - LITISCONSORZIO NECESSARIO CON LA SOCIETÀ – SUSSISTENZA
Non vi è stato rèvirement. Nel decidere su questione di massima di particolare importanza, le S.U. hanno confermato il precedente orientamento che, nell’assimilare l’Irap all’Ilor, imputa l’imposta per trasparenza ai soci, ai sensi dell’art. 5 TUIR, con la conseguenza che va ravvisata un’ipotesi di necessaria partecipazione dei medesimi al giudizio di accertamento dell’Irap dovuta dalla società.
Testo Completo: Sentenza n. 10146 del 20 giugno 2012
(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore R. Botta)

giovedì 28 giugno 2012

IMPUGNAZIONI – TRASMISSIONE DEGLI ATTI ALL’AUTORITA’ AMMINISTRATIVA – INTERESSE AD IMPUGNARE – SUSSISTENZA

IMPUGNAZIONI – TRASMISSIONE DEGLI ATTI ALL’AUTORITA’ AMMINISTRATIVA – INTERESSE AD IMPUGNARE – SUSSISTENZA
Le Sezioni Unite, risolvendo il contrasto formatosi sul punto, hanno affermato che in ipotesi di assoluzione perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato, sussiste l’interesse dell’imputato ad impugnare con ricorso per cassazione la statuizione concernente l’ordine di trasmissione degli atti all’autorità amministrativa. Ha, peraltro, precisato che tale ultimo ordine non va disposto laddove la normativa depenalizzatrice non contenga disposizioni transitorie analoghe a quelle di cui agli artt. 40 e 41 della legge n. 689 del 1981.
Testo Completo: Sentenza n. 25457 del 29 marzo 2012 - depositata il 28 giugno 2012(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore A. Fiale)

mercoledì 27 giugno 2012

PROCESSO TRIBUTARIO - IMPOSTA REGIONALE SULLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE (IRAP) – IMPUTAZIONE “PER TRASPARENZA” AI SOCI – CONSEGUENZE - LITISCONSORZIO NECESSARIO CON LA SOCIETÀ – SUSSISTENZA

PROCESSO TRIBUTARIO - IMPOSTA REGIONALE SULLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE (IRAP) – IMPUTAZIONE “PER TRASPARENZA” AI SOCI – CONSEGUENZE - LITISCONSORZIO NECESSARIO CON LA SOCIETÀ – SUSSISTENZA
Non vi è stato rèvirement. Nel decidere su questione di massima di particolare importanza, le S.U. hanno confermato il precedente orientamento che, nell’assimilare l’Irap all’Ilor, imputa l’imposta per trasparenza ai soci, ai sensi dell’art. 5 TUIR, con la conseguenza che va ravvisata un’ipotesi di necessaria partecipazione dei medesimi al giudizio di accertamento dell’Irap dovuta dalla società.
Testo Completo: Sentenza n. 10145 del 20 giugno 2012
(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore R. Botta)

martedì 26 giugno 2012

CASSA NAZIONALE DI PREVIDENZA E ASSISTENZA FORENSE - RISCOSSIONE DEI CONTRIBUTI TRAMITE AGENTE - AZIONE DELLA CASSA CONTRO L’AGENTE PER OMESSO RIVERSAMENTO DEGLI IMPORTI A RUOLO - GIURISDIZIONE ORDINARIA – SUSSISTENZA.

CASSA NAZIONALE DI PREVIDENZA E ASSISTENZA FORENSE - RISCOSSIONE DEI CONTRIBUTI TRAMITE AGENTE - AZIONE DELLA CASSA CONTRO L’AGENTE PER OMESSO RIVERSAMENTO DEGLI IMPORTI A RUOLO - GIURISDIZIONE ORDINARIA – SUSSISTENZA.
La controversia tra la Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense e l'agente di riscossione dei contributi degli iscritti, che abbia omesso il riversamento degli importi a ruolo, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario e non alla giurisdizione della Corte dei conti, poiché la natura "pubblica" della contribuzione, inerente alla sua finalità istituzionale, riguarda unicamente il rapporto previdenziale tra la Cassa e il proprio iscritto.

Ordinanza n. 10132 del 20 giugno 2012
(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore M. D'Alonzo)

GIURISDIZIONE ORDINARIA E AMMINISTRATIVA - IMPIEGO PUBBLICO PRIVATIZZATO - CONTENZIOSO - DEVOLUZIONE AL GIUDICE ORDINARIO - REGIME TRANSITORIO

GIURISDIZIONE ORDINARIA E AMMINISTRATIVA - IMPIEGO PUBBLICO PRIVATIZZATO - CONTENZIOSO - DEVOLUZIONE AL GIUDICE ORDINARIO - REGIME TRANSITORIO
In linea con l’orientamento inaugurato dalla propria sentenza n. 3183 del 2012, le Sezioni Unite hanno stabilito che, ai sensi dell'art. 69, comma 7, del d.lgs. n. 165 del 2001, interpretato secondo i princìpi di concentrazione ed effettività della tutela, quando il pubblico dipendente “privatizzato” deduce l’inadempimento unitario dell'amministrazione per omessa attribuzione del trattamento economico corrispondente alla qualifica posseduta, la protrazione della fattispecie oltre il discrimine del 30 giugno 1998 radica la giurisdizione presso il giudice ordinario anche per il periodo anteriore a tale data, non operando il frazionamento
Testo Completo: Sentenza n. 8520 del 29 maggio 2012
(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore U. Morcavallo)

giovedì 21 giugno 2012

INDAGINI PRELIMINARI – DECRETO DI IRREPERIBILITA’ – IDONEITA’ AI FINI DELL NOTIFICA DEL DECRETO DI CITAZIONE A GIUDIZIO

INDAGINI PRELIMINARI – DECRETO DI IRREPERIBILITA’ – IDONEITA’ AI FINI DELL NOTIFICA DEL DECRETO DI CITAZIONE A GIUDIZIO
La Corte, risolvendo il contrasto formatosi sul punto, ha affermato che il decreto di irreperibilità emesso dal pubblico ministero ai fini della notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari di cui all’art. 415-bis cod. proc.pen. conserva efficacia ai fini della notifica del decreto di citazione a giudizio, salvo che il pubblico ministero effettui ulteriori indagini dopo la notifica del menzionato avviso di conclusione delle indagini preliminari.
Testo Completo: Sentenza n. 24527 del 24 maggio 2012 - depositata il 20 giugno 2012
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore C. Davigo)

martedì 19 giugno 2012

PROCEDIMENTO CIVILE - GRATUITO PATROCINIO - OPPOSIZIONE ALLA LIQUIDAZIONE DELL'ONORARIO AL DIFENSORE - LEGITTIMATO PASSIVO - INDIVIDUAZIONE - MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - FONDAMENTO

PROCEDIMENTO CIVILE - GRATUITO PATROCINIO - OPPOSIZIONE ALLA LIQUIDAZIONE DELL'ONORARIO AL DIFENSORE - LEGITTIMATO PASSIVO - INDIVIDUAZIONE - MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - FONDAMENTO
Le S.U. hanno stabilito che la legittimazione passiva nel procedimento di opposizione alla liquidazione degli onorari dei difensori dei soggetti ammessi al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell’art. 170 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – avente natura di autonomo giudizio civile contenzioso – spetta al Ministero della giustizia, sebbene non sia parte del giudizio presupposto, ma sul cui bilancio, ai sensi dell’art. 185, comma 1, del citato d.P.R., grava l’onere economico relativo, respingendo sia la tesi che vede come legittimata passiva l’Agenzia delle Entrate, sia quella che attribuisce tale veste al pubblico ministero.
Testo Completo: Sentenza n. 8516 del 29 maggio 2012
(Sezioni Unite Civili, Presidente P. Vittoria, Relatore A. Cappabianca)

lunedì 11 giugno 2012

DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO - ACQUIRENTE FINALE DI UN PRODOTTO CON MARCHIO CONTRAFFATTO O COMUNQUE DI ORIGINE E PROVENIENZA DIVERSA DA QUELLA INDICATA - ILLECITO CONFIGURABILE

DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO - ACQUIRENTE FINALE DI UN PRODOTTO CON MARCHIO CONTRAFFATTO O COMUNQUE DI ORIGINE E PROVENIENZA DIVERSA DA QUELLA INDICATA - ILLECITO CONFIGURABILE
Le Sezioni Unite hanno affermato che non può configurarsi una responsabilità a titolo di ricettazione (art. 648 cod. pen.) o di acquisto di cose d sospetta provenienza (art. 712 cod. pen.) per l’acquirente finale di un prodotto con marchio contraffatto o comunque di origine e provenienza diversa da quella indicata, ma piuttosto l’illecito amministrativo previsto dal d.l. 14 marzo 2005, n. 35, conv. in l. 14 maggio 2005, n. 35, nella versione modificata dalla legge 23 luglio 2009, n. 99, che va considerato prevalente rispetto sia al delitto che alla contravvenzione previsti dal codice penale. Tale rapporto di specialità, secondo la Corte, trova fondamento: 1) con riguardo al soggetto agente, che, mentre per i reati codicistici può essere “chiunque”, per l’illecito amministrativo può essere il solo acquirente finale; 2) per l’oggetto, attesa la maggiore specificità delle “cose che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per l'entità del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprietà industriale” rispetto alle “cose provenienti da delitto” di cui all’art. 648 cod. pen.; 3) per l’eliminazione della formula “senza averne accertata la legittima provenienza”, il cui venir meno consente di allargare l’ambito applicativo dell’elemento psicologico dell’agente, ammettendo indifferentemente dolo o colpa.
Testo Completo: Sentenza n. 22225 del 19 gennaio 2012 - depositata l'8 giugno 2012(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore F. Fiandanese)

mercoledì 6 giugno 2012

DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO – ESTORSIONE - CIRCOSTANZA AGGRAVANTE DI PIU’ PERSONE RIUNITE – PRESUPPOSTI

DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO – ESTORSIONE - CIRCOSTANZA AGGRAVANTE DI PIU’ PERSONE RIUNITE – PRESUPPOSTI
La Corte a Sezioni Unite, risolvendo il contrasto interpretativo formatosi sul punto, ha affermato che, ai fini dell’integrazione della circostanza aggravante speciale delle “più persone riunite” nel delitto di estorsione è necessaria la contemporanea presenza di più persone nel luogo ed al momento in cui si eserciti la violenza o la minaccia; a tale conclusione inducono sia l’interpretazione letterale, rispettosa del principio di legalità nella duplice accezione della precisione – determinatezza della condotta punibile e del divieto di analogia in malam partem, sia il criterio logico – sistematico fondato sulla ratio dell’aggravante risiedente nel maggiore effetto intimidatorio della condotta con conseguente minorata possibilità di difesa della vittima.
Testo Completo: Sentenza n. 21837 del 29 marzo 2012, depositata il 5 giugno 2012
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore G. Marasca).

venerdì 1 giugno 2012

DICHIARAZIONE DELLA NULLITÀ DELLA CITAZIONE PER GENERICITÀ – RICORSO PER CASSAZIONE – POTERI DELLA CORTE – ESTENSIONE.

DICHIARAZIONE DELLA NULLITÀ DELLA CITAZIONE PER GENERICITÀ – RICORSO PER CASSAZIONE – POTERI DELLA CORTE – ESTENSIONE.
Le Sezioni Unite, a composizione di contrasto di giurisprudenza, hanno enunciato il seguente principio di diritto: Quando col ricorso per cassazione venga denunciato un vizio che comporti la nullità del procedimento o della sentenza impugnata, ed in particolare un vizio afferente alla nullità dell’atto introduttivo del giudizio per indeterminatezza dell’oggetto della domanda o delle ragioni poste a suo fondamento, il giudice di legittimità non deve limitare la propria cognizione all’esame della sufficienza e logicità della motivazione con cui il giudice di merito ha vagliato la questione, ma è investito del potere di esaminare direttamente gli atti ed i documenti sui quali il ricorso si fonda, purché la censura sia stata proposta dal ricorrente in conformità alle regole fissate al riguardo dal codice di rito (ed oggi quindi, in particolare, in conformità alle prescrizioni dettate dagli artt. 366, primo comma, n. 6, e 369, secondo comma, n. 4, cod. proc. civ.).
Testo Completo:
CIVILE:

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