mercoledì 30 giugno 2010

GIURISDIZIONE CIVILE – RICORSO PER CASSAZIONE CONTRO DECISIONI DEI GIUDICI AMMINISTRATIVI SULLE VALUTAZIONI TECNICHE DELLE COMMISSIONE DI CONCORSO –

GIURISDIZIONE CIVILE – RICORSO PER CASSAZIONE CONTRO DECISIONI DEI GIUDICI AMMINISTRATIVI SULLE VALUTAZIONI TECNICHE DELLE COMMISSIONE DI CONCORSO – SUSSISTENZA DELLA GIURISDIZIONE AMMINISTRATIVA – CONDIZIONI
Le valutazioni tecniche delle commissioni esaminatrici dei pubblici concorsi sono assoggettabili al sindacato giurisdizionale del giudice amministrativo – senza comportare un’invasione della sfera del merito amministrativo - qualora risultino affette da almeno uno dei vizi riconducibili all’illogicità manifesta o travisamento del fatto od irragionevolezza evidente o grave, l’ultimo dei quali si configura anche quando la valutazione negativa sia stata conseguenza dell’attribuzione alla traccia di una prova di una portata delimitante i risultati “accettabili” in termini indebitamente restrittivi (fattispecie relativa a concorso notarile).

Testo Completo: Sentenza n. 14893 del 21 giugno 2010

(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore L. Macioce)


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PROCEDIMENTO CIVILE – TERMINI PROCESSUALI – RIMESSIONE IN TERMINI – CONDIZIONI

PROCEDIMENTO CIVILE – TERMINI PROCESSUALI – RIMESSIONE IN TERMINI – CONDIZIONI
Alla luce del principio costituzionale del giusto processo, la parte che abbia proposto ricorso per cassazione facendo affidamento su un consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità in ordine alle norme regolatrici del processo, incorre in errore scusabile ed ha diritto ad essere rimessa in termini ai sensi dell’art. 184 bis cod. proc. civ., “ratione temporis” applicabile, anche in assenza dell’istanza di parte, se, esclusivamente a causa del mutamento di orientamento interpretativo, si sia determinato un vizio d’inammissibilità od improcedibilità dell’impugnazione dovuta alla diversità delle forme e dei termini da osservare sulla base del nuovo orientamento sopravvenuto alla proposizione del ricorso.

Testo Completo: Ordinanza interlocutoria n. 14627 del 17 giugno 2010

(Seconda Sezione Civile, Presidente A. Elefante, Relatore A. Giusti)


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IMPUGNAZIONI – MORTE DELLA PARTE VITTORIOSA – CONSEGUENZE SULLA NOTIFICAZIONE DELL’ATTO DI IMPUGNAZIONE – AMMISSIBILITA’ DELLA NOTIFICA AGLI EREDI IMP

IMPUGNAZIONI – MORTE DELLA PARTE VITTORIOSA – CONSEGUENZE SULLA NOTIFICAZIONE DELL’ATTO DI IMPUGNAZIONE – AMMISSIBILITA’ DELLA NOTIFICA AGLI EREDI IMPERSONALMENTE E COLLETTIVAMENTE – CONDIZIONI
L'atto di impugnazione della sentenza, nel caso di morte della parte vittoriosa (o parzialmente vittoriosa), deve essere rivolto agli eredi indipendentemente sia dal momento in cui il decesso è avvenuto, sia dall'eventuale ignoranza dell'evento, anche se incolpevole, da parte del soccombente; peraltro, tale notifica - che può sempre essere effettuata personalmente ai singoli eredi - può anche essere rivolta agli eredi in forma collettiva ed impersonale purché entro l'anno dalla pubblicazione (comprensivo dell'eventuale periodo di sospensione feriale) nell'ultimo domicilio della parte defunta ovvero, nel solo caso di notifica della sentenza ad opera della parte deceduta dopo l'avvenuta notificazione, nei luoghi di cui al primo comma dell'art. 330 del codice di rito.

Testo Completo: Sentenza n. 14699 del 18 giugno 2010

(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore L. Mazziotti Di Celso)


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REGOLAMENTO DI GIURISDIZIONE – NUOVA DISCIPLINA SULLE QUESTIONI DI GIURISDIZIONE PREVISTA DALL’ART. 59 LEGGE N. 69 DEL 2009 – CONSEGUENZE SULLA PRECLU

REGOLAMENTO DI GIURISDIZIONE – NUOVA DISCIPLINA SULLE QUESTIONI DI GIURISDIZIONE PREVISTA DALL’ART. 59 LEGGE N. 69 DEL 2009 – CONSEGUENZE SULLA PRECLUSIONE ALLA PROPOSIZIONE DEL RIMEDIO EX ART. 41 CPC
Nell'attuale quadro normativo processuale determinatosi a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 59 della legge n. 69 del 2009 non è più possibile limitare la preclusione del regolamento preventivo di giurisdizione dopo che il giudice di merito abbia emesso una pronuncia declinatoria della propria giurisdizione alla sola ipotesi di proposizione dell'indicato rimedio nell'ambito del giudizio instaurato dinanzi a detto giudice, estendendosi tale preclusione, in difetto di impugnativa sulla pronuncia di difetto di giurisdizione, anche al giudizio riassunto dinanzi al secondo giudice in virtù della formazione del giudicato implicito sulla giurisdizione.

Testo Completo: Ordinanza n. 14828 del 18 giugno 2010

(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore M. R. San Giorgio)


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CIRCOLAZIONE STRADALE – USO DEL CRONOTACHIGRAFO – VIOLAZIONI – UTILIZZO DI FOGLIO DI REGISTRAZIONE DI ALTRO CONDUCENTE

CIRCOLAZIONE STRADALE – USO DEL CRONOTACHIGRAFO – VIOLAZIONI – UTILIZZO DI FOGLIO DI REGISTRAZIONE DI ALTRO CONDUCENTE
In tema di violazioni connesse al prescritto uso del cronotachigrafo, di cui all’art. 179, comma 2, del codice della strada, la sanzionata fattispecie di mancato inserimento del foglio di registrazione è integrata non solo dal mancato utilizzo a detto fine del foglio di registrazione proprio del conducente, ma anche dalla utilizzazione di un foglio di registrazione appartenente ad altro conducente.

Testo Completo: Sentenza n. 14440 del 15 giugno 2010

(Sezione Seconda Civile, Presidente G. Settimj, Relatore S. Petitti)


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ASSICURAZIONE – POLIZZA DI COPERTURA SPESE PER RICOVERI DA MALATTIA – RETICENZE – RILEVANZA

ASSICURAZIONE – POLIZZA DI COPERTURA SPESE PER RICOVERI DA MALATTIA – RETICENZE – RILEVANZA
In tema di contratto di assicurazione che copra le spese per ricoveri da malattia, l’inesattezza delle dichiarazioni o le reticenze di cui agli artt. 1892 e 1893 cod. civ. possono essere integrate da qualsiasi circostanza sintomatica dello stato di salute dell’assicurato che l’assicuratore abbia considerato potenzialmente rilevante ai fini della valutazione del rischio, domandandone di esserne informato tramite la compilazione di un questionario.

Testo Completo: Sentenza n. 14069 dell'11 giugno 2010

(Sezione Terza Civile, Presidente M. R. Morelli, Relatore A. Amatucci)


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SOCIETÀ PER AZIONI - EMISSIONE DI OBBLIGAZIONI CONVERTIBILI IN AZIONI DI RISPARMIO - O.P.A. RESIDUALE - CONSEGUENTE REVOCA DELLA QUOTAZIONE DI BORSA

SOCIETÀ PER AZIONI - EMISSIONE DI OBBLIGAZIONI CONVERTIBILI IN AZIONI DI RISPARMIO - O.P.A. RESIDUALE - CONSEGUENTE REVOCA DELLA QUOTAZIONE DI BORSA DELLA SOCIETA'
La sentenza ha escluso che sussista inadempimento imputabile alla società emittente obbligazioni convertibili in azioni di risparmio, tale da comportarne la responsabilità ai sensi dell’art. 1218 cod. civ., allorché sopravvenga l’impossibilità per il sottoscrittore di convertirle in azioni a causa della revoca della quotazione in borsa della società, scaturita dal lancio di un’offerta pubblica di acquisto residuale imputabile (non ad un comportamento della stessa società, bensì) ai nuovi soci di controllo, cui l’ordinamento impone l’o.p.a. delle azioni residue in caso di flottante inferiore al dieci per cento (art. 10, nono comma, l. 12 febbraio 1992 n. 149), ed ha escluso, altresì, che alla società possa essere rimproverato di non avere aumento il capitale sociale per riportare il flottante al di sopra della soglia del dieci per cento, al fine di salvaguardare la prestazione promessa.

Testo Completo: Sentenza n. 11125 del 7 maggio 2010

(Sezione Prima Civile, Presidente C. Carnevale, Relatore A. Ceccherini)

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FALLIMENTO - IMPRESE SOGGETTE - IN GENERE – REQUISITI DIMENSIONALI DELL'IMPRENDITORE - ONERE DELLA PROVA - QUALITA' DI PICCOLO IMPRENDITORE EX ART. 20

FALLIMENTO - IMPRESE SOGGETTE - IN GENERE – REQUISITI DIMENSIONALI DELL'IMPRENDITORE - ONERE DELLA PROVA - QUALITA' DI PICCOLO IMPRENDITORE EX ART. 2083 COD. CIV. - IRRILEVANZA
La Corte ha precisato che, secondo il principio di c.d. prossimità della prova, è onere del debitore provare di essere esente dal fallimento e che oggi la figura dell’imprenditore fallibile è affidata a parametri soggettivi, restando indifferente la qualifica di piccolo imprenditore di cui all’art. 2083 cod. civ. Inoltre, ha evidenziato che ciò non esclude, ai sensi dell’art. 15, 6° comma, l fall., la verifica officiosa dei requisiti da parte del tribunale fallimentare, il quale può assumere informazioni, utili al completamento del bagaglio istruttorio.

Testo Completo: Sentenza n. 13086 del 28 maggio 2010

(Sezione Prima Civile, Presidente U. R. Panebianco, Relatore M. R. Cultrera)

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CONSORZI VOLONTARI DI URBANIZZAZIONE – APPLICABILITA' DELLA DISCIPLINA DEI CONSORZI PER IL COORDINAMENTO DELLA PRODUZIONE E DEGLI SCAMBI - ESCLUSIONE

CONSORZI VOLONTARI DI URBANIZZAZIONE – APPLICABILITA' DELLA DISCIPLINA DEI CONSORZI PER IL COORDINAMENTO DELLA PRODUZIONE E DEGLI SCAMBI - ESCLUSIONE
Ribadendone la natura di enti di associazione non riconosciuta, La Corte ha escluso la possibilità di applicare ai consorzi volontari di urbanizzazione la disciplina di cui agli art. 2602 e seguenti del codice civile.

Testo Completo: Sentenza n. 13417 del 1° giugno 2010

(Sezione Prima Civile, Presidente M. G. Luccioli, Relatore C. Piccininni)

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CONSORZI CON ATTIVITÀ ESTERNA – FALLIMENTO – RESPONSABILITA' DEGLI AMMINISTRATORI - AZIONE DEI CREDITORI SOCIALI - TITOLARITA' IN CAPO AL CURATORE DEL

CONSORZI CON ATTIVITÀ ESTERNA – FALLIMENTO – RESPONSABILITA' DEGLI AMMINISTRATORI - AZIONE DEI CREDITORI SOCIALI - TITOLARITA' IN CAPO AL CURATORE DEL FALLIMENTO - ESCLUSIONE
La Corte ha escluso che rientri nelle attribuzioni del curatore del fallimento di un consorzio con attività esterna – in mancanza di una norma ad hoc, sulla falsariga di quella prevista per le s.p.a. dall’art. 2394 cod. civ. e, per l’ipotesi di fallimento, dall’art. 2394 bis cod. civ. – l’esercizio dell’azione di responsabilità spettante ai creditori contro gli amministratori del consorzio con attività esterna.

Testo Completo: Sentenza n. 13465 del 3 giugno 2010

(Sezione Prima Civile, Presidente V. Proto, Relatore R. Rordorf)


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SOCIETÀ IN ACCOMANDITA SEMPLICE - SOCI ACCOMANDANTI - PRESTAZIONE DI GARANZIE E PRELIEVO DALLE CASSE SOCIALI - ASSUNZIONE DELLA RESPONSABILITA' ILLIMI

SOCIETÀ IN ACCOMANDITA SEMPLICE - SOCI ACCOMANDANTI - PRESTAZIONE DI GARANZIE E PRELIEVO DALLE CASSE SOCIALI - ASSUNZIONE DELLA RESPONSABILITA' ILLIMITATA - ESCLUSIONE
Con riguardo all’immistione dell’accomandante di s.a.s. nella gestione sociale, prevista dall’art. 2320 cod. civ., e da cui consegue l’estensione al socio del fallimento della società per l’art. 147 della legge fall., la Corte ha ritenuto che la prestazione di garanzie e il prelievo di fondi dalle casse sociali per le esigenze personali (quand’anche quest’ultimo sia indebito o addirittura illecito) non integrano atti di ingerenza nell’amministrazione.

Testo Completo: Sentenza n. 13468 del 3 giugno 2010

(Sezione Prima Civile, Presidente U. R. Panebianco, Relatore A. Nappi)


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DIRITTI REALI - USUFRUTTO - ESTENSIONE ALLE ACCESSIONI DEL BENE - CONDIZIONI - ESCLUSIONE

DIRITTI REALI - USUFRUTTO - ESTENSIONE ALLE ACCESSIONI DEL BENE - CONDIZIONI - ESCLUSIONE
L'estensione dell'usufrutto alle accessioni della cosa non è subordinata, nel caso di costruzioni o piantagioni fatte dal proprietario con il consenso dell'usufruttuario o per disposizione della pubblica autorità, alla condizione della corresponsione degli interessi sulle somme impiegate.

Testo Completo: Sentenza n. 14442 del 15 giugno 2010

(Sezione Seconda Civile, Presidente O. Schettino, Relatore E. Bucciante)


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CONTRATTI IN GENERE – CONTRATTO PER ADESIONE – ACQUISTO DI BIGLIETTO AEREO - INTEGRAZIONE DELLA FATTISPECIE DELL'ART. 1342 COD. CIV. - SUSSISTENZA

CONTRATTI IN GENERE – CONTRATTO PER ADESIONE – ACQUISTO DI BIGLIETTO AEREO - INTEGRAZIONE DELLA FATTISPECIE DELL'ART. 1342 COD. CIV. - SUSSISTENZA
La Corte ha deciso che l’acquisto di un biglietto aereo presso l’agenzia di viaggi comporta la conclusione di un contratto di trasporto con le modalità dell’art. 1342 cod. civ., essendo state le condizioni di contratto predisposte dalla compagnia aerea per regolamentare la serie indefinita di rapporti con tutti coloro che acquistino il biglietto.

Testo Completo: Sentenza n. 11361 dell'11 maggio 2010

(Sezione Terza Civile, Presidente F. Trifone, Relatore R. Vivaldi)


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PROCEDIMENTO CIVILE - REVOCAZIONE - PROCEDIMENTI SOGGETTI AL RITO DEL LAVORO - TERMINE - DECORRENZA

PROCEDIMENTO CIVILE - REVOCAZIONE - PROCEDIMENTI SOGGETTI AL RITO DEL LAVORO - TERMINE - DECORRENZA
Le modalità di proposizione previste per il rito del lavoro si applicano anche nel caso di instaurazione di un giudizio di revocazione che riguardi una delle controversie assoggettate a tale rito, sicché, ai fini della tempestività della relativa domanda, occorre porre riferimento al momento del deposito del ricorso.

Testo Completo: Sentenza n. 13834 del 9 giugno 2010

(Sezione Terza Civile, Presidente M. R. Morelli, Relatore B. Spagna Musso)


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LAVORO SUBORDINATO - ASSUNZIONE OBBLIGATORIA - APPOSIZIONE DEL TERMINE AL RAPPORTO DI LAVORO – INDICAZIONE DELLE RAGIONI – NECESSITA’ - ESCLUSIONE

LAVORO SUBORDINATO - ASSUNZIONE OBBLIGATORIA - APPOSIZIONE DEL TERMINE AL RAPPORTO DI LAVORO – INDICAZIONE DELLE RAGIONI – NECESSITA’ - ESCLUSIONE
La Corte, pronunciandosi per la prima volta sul tema specifico, ha affermato, in materia di collocamento obbligatorio degli invalidi, che, in caso di assunzione con contratto a tempo determinato di un disabile psichico -sulla base di specifica previsione della convenzione stipulata tra l'impresa che assume e la P.A., ai sensi dell'art. 11 della legge 12 marzo 1999 n. 68- non è richiesta l'indicazione nel contratto di lavoro delle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo che giustificano l'apposizione del termine, sicché la mancanza di tale indicazione non comporta l'inefficacia del termine e la trasformazione del rapporto in lavoro a tempo indeterminato.

Testo Completo: Sentenza n. 13285 del 31 maggio 2010

(Sezione Lavoro, Presidente G. Vidiri, Relatore A. Ianniello)

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RISARCIMENTO DANNI - INFORTUNIO SUL LAVORO - DANNO TANATOLOGICO - TRASMISSIBILITA' AGLI EREDI

RISARCIMENTO DANNI - INFORTUNIO SUL LAVORO - DANNO TANATOLOGICO - TRASMISSIBILITA' AGLI EREDI
In caso di infortunio sul lavoro, dal quale sia derivata la morte del lavoratore a distanza temporale dal fatto anche brevissima, è risarcibile al lavoratore, ed è quindi trasmissibile jure hereditatis, il c.d. danno tanatologico o da morte immediata, il quale va ricondotto nella dimensione del danno morale, inteso nella sua più ampia accezione, come sofferenza della vittima che assiste allo spegnersi della propria vita.

Testo Completo: Sentenza n. 13672 del 4 giugno 2010

(Sezione Lavoro, Presidente F. Roselli, Relatore V. Nobile)

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PREVIDENZA – INVALIDITA’ INPS – ACCERTAMENTO DELL’INVALIDITA’ IN CORSO DI CAUSA – DECORRENZA

PREVIDENZA – INVALIDITA’ INPS – ACCERTAMENTO DELL’INVALIDITA’ IN CORSO DI CAUSA – DECORRENZA
In materia di prestazioni per l’invalidità, la Corte ha esteso alla materia previdenziale il principio, già affermato in materia assistenziale, secondo cui, in caso di sopravvenienza dell'invalidità pensionabile nel corso del procedimento giurisdizionale, le prestazioni previdenziali decorrono dalla data di insorgenza dello stato invalidante e non dal primo giorno del mese successivo a detto accertamento.

Testo Completo: Sentenza n. 11259 del 10 giugno 2010

(Sezione Lavoro, Presidente G. Sciarelli, Relatore G. D'Agostino)

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PREVIDENZA – ASSEGNI FAMILIARI - GENITORE DI FIGLI NATURALI RICONOSCIUTI - SPETTANZA

PREVIDENZA – ASSEGNI FAMILIARI - GENITORE DI FIGLI NATURALI RICONOSCIUTI - SPETTANZA
In tema di famiglia di fatto, la S.C. riconosce il diritto agli assegni familiari al genitore di figli naturali riconosciuti, ancorché ancora legato in matrimonio con altra persona (dalla quale non era neppure legalmente separato), affermando che la normativa sull’assegno richiede la condizione di figlio naturale riconosciuto e non anche necessariamente l’inserimento nella famiglia legittima.

Testo Completo: Sentenza n. 14783 del 18 giugno 2010

(Sezione Lavoro, Presidente F. Roselli, Relatore P.Curzio)

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INDAGINI PRELIMINARI – ARCHIVIAZIONE – ORDINANZA DI PROSECUZIONE DELLE INDAGINI – NUOVA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE – OPPOSIZIONE DELLA P.O. – POTERI

INDAGINI PRELIMINARI – ARCHIVIAZIONE – ORDINANZA DI PROSECUZIONE DELLE INDAGINI – NUOVA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE – OPPOSIZIONE DELLA P.O. – POTERI DEL GIUDICE
Le Sezioni Unite, risolvendo il contrasto interpretativo insorto in merito, hanno affermato che, nel caso in cui il pubblico ministero riproponga richiesta di archiviazione all’esito delle nuove investigazioni disposte a seguito del mancato accoglimento della precedente richiesta opposta dalla persona offesa, il giudice può provvedere sulla stessa con decreto, senza dunque obbligo di instaurare nuovamente il contraddittorio incidentale, qualora la persona offesa non abbia nuovamente presentato opposizione ovvero quando quest’ultima risulti inammissibile.

Testo Completo: Sentenza n. 23909 del 27 maggio 2010 - depositata il 22 giugno 2010

(Sezioni Unite Penali, Presidente V. Carbone, Relatore M. Rotella)


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CIRCOLAZIONE STRADALE – GUIDA IN STATO DI EBBREZZA – RIFIUTO DI SOTTOPORSI AL TEST ALCOLIMETRICO - CONFISCA DEL VEICOLO – NATURA – SANZIONE PENALE

CIRCOLAZIONE STRADALE – GUIDA IN STATO DI EBBREZZA – RIFIUTO DI SOTTOPORSI AL TEST ALCOLIMETRICO - CONFISCA DEL VEICOLO – NATURA – SANZIONE PENALE ACCESSORIA
Le Sezioni Unite, componendo il contrasto interpretativo insorto in proposito, hanno stabilito che la confisca del veicolo prevista in caso di condanna per la contravvenzione di rifiuto di sottoporsi agli accertamenti alcolimetrici, così come per quella di guida in stato di ebbrezza, ha natura di sanzione penale accessoria e che la stessa, in quanto tale, non può essere disposta in relazione agli illeciti commessi prima dell’entrata in vigore delle norme che l’hanno introdotta.

Testo Completo: Sentenza n. 23428 del 25 maggio 2010 - depositata il 18 giugno 2010

(Sezioni Unite Penali, Presidente T. Gemelli, Relatore G. Marasca)

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REATO – PRESCRIZIONE – NORMATIVA TRANSITORIA EX LEGE N. 251 DEL 2005 – QUESTIONE DI LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE

REATO – PRESCRIZIONE – NORMATIVA TRANSITORIA EX LEGE N. 251 DEL 2005 – QUESTIONE DI LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE
La Corte ha dichiarato rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art.10 della legge n. 251 del 2005, laddove lo stesso esclude l’applicazione dei nuovi termini di prescrizione, se più brevi, per i “processi già pendenti in grado di appello o avanti alla corte di cassazione”, in relazione all’art. 117 della Costituzione e all’art.7 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo; per effetto di tale ultima norma, in particolare, da ritenere “norma interposta” rispetto al parametro dell’art. 117 Cost. (secondo lo schema delineato dalla Corte cost. con le sentenze nn. 348 e 349 del 2007), dovrebbe, nell’interpretazione della Corte europea dei diritti dell’uomo, operare non solo il principio della irretroattività della legge penale più severa, ma anche, implicitamente, il principio di retroattività della legge penale meno severa (in essa inclusi, stante quanto a suo tempo affermato dalla Corte cost. con sentenza n. 393 del 2006, i profili inerenti alla riduzione dei termini di prescrizione), dovendo peraltro restare devoluta al solo giudizio della Corte costituzionale la verifica di eventuali aspetti di conflitto della norma convenzionale con altri principi della Costituzione.

Testo Completo: Ordinanza n. 22357 del 27 maggio 2010 - depositata l'11 giugno 2010

(Sezione Seconda Penale, Presidente P. A. Sirena, Relatore G. Casucci)


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OPPOSIZIONE A SANZIONI AMMINISTRATIVE – COSTITUZIONE DELLA P.A. A MEZZO POSTA – AMMISSIBILITA’ - FONDAMENTO

OPPOSIZIONE A SANZIONI AMMINISTRATIVE – COSTITUZIONE DELLA P.A. A MEZZO POSTA – AMMISSIBILITA’ - FONDAMENTO
E’ legittima la costituzione in giudizio da parte della P.A. avvenuta tramite la trasmissione in cancelleria a mezzo posta della memoria difensiva ricorrendo la stessa “ratio” della fattispecie decisa dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 98 del 2004, a seguito della quale é stata riconosciuta l’ammissibilità della spedizione del ricorso in opposizione mediante l’utilizzo del servizio postale.

Testo Completo: Sentenza n. 12663 del 24 maggio 2010

(Sezione Seconda Civile, Presidente G. Settimj, Relatore S. Petitti)

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CONDOMINIO – APERTURA DI VEDUTE SUL CORTILE COMUNE – LEGITTIMITA’ – FONDAMENTO

CONDOMINIO – APERTURA DI VEDUTE SUL CORTILE COMUNE – LEGITTIMITA’ – FONDAMENTO
L'apertura di finestre ovvero la trasformazione di luce in veduta su un cortile comune rientra nei poteri spettanti ai singoli condomini ai sensi dell'art. 1102 cod. civ., posto che i cortili comuni, assolvendo alla precipua finalità di dare aria e luce agli immobili circostanti, sono utilmente fruibili a tale scopo dai condomini stessi, senza incontrare le limitazioni prescritte, in materia di luci e vedute, a tutela dei proprietari degli immobili di proprietà esclusiva.

Testo Completo: Sentenza n. 13874 del 9 giugno 2010

(Sezione Seconda Civile, Presidente M. Oddo, Relatore E. Migliucci)


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LOCAZIONE – PRELAZIONE LEGALE – PREVALENZA SULLA PRELAZIONE CONVENZIONALE

LOCAZIONE – PRELAZIONE LEGALE – PREVALENZA SULLA PRELAZIONE CONVENZIONALE
La prelazione legale spettante al conduttore di immobile destinato ad uso non abitativo, ex art. 38 della legge n. 392 del 1978, prevale sulla prelazione convenzionale stipulata anteriormente alla vigenza di detta legge, ove il proprietario dell’immobile medesimo decida di venderlo dopo l’entrata della medesima legge.

Testo Completo: Sentenza n. 13244 del 31 maggio 2010

(Sezione Terza Civile, Presidente F. Trifone, Relatore A. Amendola)


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RESPONSABILITA’ CIVILE – DANNO DA PRODOTTI DIFETTOSI – MANCATA INDIVIDUAZIONE DEL PRODUTTORE - ONERE DI INFORMAZIONE A CARICO DEL FORNITORE

RESPONSABILITA’ CIVILE – DANNO DA PRODOTTI DIFETTOSI – MANCATA INDIVIDUAZIONE DEL PRODUTTORE - ONERE DI INFORMAZIONE A CARICO DEL FORNITORE
In tema di responsabilità per danno da prodotti difettosi, nell’ipotesi in cui il produttore non sia individuato, il fornitore è gravato, in base all’art. 4 del d.P.R. n. 224 del 1988 (disciplina attualmente trasfusa nell’art. 116 del d.lgs. n. 206 del 2005), da un onere di informazione dei relativi dati in suo possesso, che deve essere assolto, comunque, “in limine litis” e in modo effettivo, anche in assenza della preventiva richiesta che la norma anzidetta pone a carico del consumatore.

Testo Completo: Sentenza n. 13432 del 1° giugno 2010

(Sezione Terza Civile, Presidente M. Varrone, Relatore A. Ambrosio)


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LOCAZIONE – OMESSA PREVISIONE DI CLAUSOLA RELATIVA ALL’APPLICABILITA’ DI NORMATIVE TECNICHE SPECIALI – RESPONSABILITA’ DEL LOCATORE - ESCLUSIONE

LOCAZIONE – OMESSA PREVISIONE DI CLAUSOLA RELATIVA ALL’APPLICABILITA’ DI NORMATIVE TECNICHE SPECIALI – RESPONSABILITA’ DEL LOCATORE - ESCLUSIONE
Non è ravvisabile la responsabilità del locatore qualora il conduttore invochi la risoluzione del contratto per inidoneità dei locali alla destinazione di uffici aperti al pubblico in ordine all'osservanza di particolari regole tecniche previste da una normativa speciale senza che sia stata prevista in contratto alcuna clausola diretta appositamente a rendere operante tra le parti tale normativa (nella specie d.m. Lavori pubblici 9 gennaio 1996).

Testo Completo: Sentenza n. 13841 del 9 giugno 2010

(Sezione Terza Civile, Presidente R. Preden, Relatore G. Federico)


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PERSONA GIURIDICA – RESPONSBAILITA’ DA REATO DEGLI ENTI – MISURE CAUTELARI – PRINCIPIO DI FRAZIONABILITA’ DELLE SANZIONI INTERDITTIVE – APPLICABILITA’

PERSONA GIURIDICA – RESPONSBAILITA’ DA REATO DEGLI ENTI – MISURE CAUTELARI – PRINCIPIO DI FRAZIONABILITA’ DELLE SANZIONI INTERDITTIVE – APPLICABILITA’
La Corte, con riguardo responsabilità da reato degli enti, ha affermato che il giudice, quando dispone una misura cautelare interdittiva o procede alla nomina del commissario giudiziale, deve limitare, ove possibile, l'efficacia del provvedimento alla specifica attività della persona giuridica alla quale si riferisce l'illecito. In proposito si è altresì chiarito che tale principio rimane valido anche nel caso in cui l'ente svolga una sola attività, ma la misura possa essere limitata ad una parte della stessa.

Testo Completo: Sentenza n. 20560 del 25 gennaio 2010 - depositata il 31 maggio 2010

(Sezione Sesta Penale, Presidente G. Lattanzi, Relatore G. Fidelbo)


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MISURE CAUTELARI - PERSONALI - MISURE COERCITIVE - ARRESTI DOMICILIARI - AUTORIZZAZIONE A SVOLGERE UN'ATTIVITA' LAVORATIVA - CRITERI DI PARTICOLARE RI

MISURE CAUTELARI - PERSONALI - MISURE COERCITIVE - ARRESTI DOMICILIARI - AUTORIZZAZIONE A SVOLGERE UN'ATTIVITA' LAVORATIVA - CRITERI DI PARTICOLARE RIGORE - OBBLIGO DI MOTIVAZIONE - ATTIVITA' LAVORATIVA SVOLTA DA ANNI
La Corte ha affermato, in tema di arresti domiciliari, che se la valutazione ai fini della concessione del beneficio ex art. 284, comma terzo, cod. proc. pen., deve essere improntata a criteri di particolare rigore, tenendo conto della compatibilita' dell'attivita' lavorativa proposta rispetto alle esigenze cautelari poste a base della misura coercitiva, deve peraltro riconoscersi rilevanza alla situazione di colui che invochi la possibilità di continuare un’attività lavorativa svolta già da anni.

Testo Completo: Sentenza n. 20550 del 21 maggio 2010 - depositata il 28 maggio 2010

(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore G. Paoloni)


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RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITA' STRANIERE - MANDATO DI ARRESTO EUROPEO - CONSEGNA PER L'ESTERO - CONSEGNA DEL RESIDENTE NELLO STATO - NOZIONE

RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITA' STRANIERE - MANDATO DI ARRESTO EUROPEO - CONSEGNA PER L'ESTERO - CONSEGNA DEL RESIDENTE NELLO STATO - NOZIONE DI RESIDENTE
La Corte ha precisato, in tema di mandato di arresto europeo, che la nozione di “residenza” che viene in considerazione per l'applicazione dei diversi regimi di consegna previsti dalla L. 22 aprile 2005 n. 69, presuppone l'esistenza di un radicamento reale e non estemporaneo dello straniero nello Stato, tra i cui indici necessari, anche se non sufficienti, si pone in primo luogo quello della formale iscrizione o residenza anagrafica nel territorio dello Stato.

Testo Completo: Sentenza n. 20553 del 27 maggio 2010 - depositata il 28 maggio 2010

(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore C. Citterio)

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TRIBUTI - CONTROVERSIE IN MATERIA DI IVA- GIUDICATO RELATIVO A DIVERSA ANNUALITA' - AUTORITA' - ESCLUSIONE

TRIBUTI - CONTROVERSIE IN MATERIA DI IVA- GIUDICATO RELATIVO A DIVERSA ANNUALITA' - AUTORITA' - ESCLUSIONE
La sezione tributaria, - sulla scorta della sent. della Corte di Giustizia CE, 3 settembre 2009, in causa C-2/08 – ha ritenuto che, in materia di IVA, non possa essere applicato il principio secondo cui il giudicato esterno ha effetti anche con riferimento a periodi imposta diversi da quelli che hanno costituito oggetto dell’accertamento.

Testo Completo: Sentenza n. 12249 del 19 maggio 2010

(Sezione Quinta Civile, Presidente e Relatore E. Altieri)


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TRASCRIZIONE - SISTEMA TAVOLARE - GIUDIZIO DI DIVISIONE - TIPI DI FRAZIONAMENTO - OMISSIONE

TRASCRIZIONE - SISTEMA TAVOLARE - GIUDIZIO DI DIVISIONE - TIPI DI FRAZIONAMENTO - OMISSIONE
Ove il giudizio di divisione abbia ad oggetto beni immobili soggetti al regime tavolare di pubblicità, incorre in violazione dell'art. 112 cod. proc. civ. il giudice che - in presenza di un'espressa richiesta delle parti - ometta di provvedere alla divisione sulla base di tipi di frazionamento intavolabili.

Testo Completo: Sentenza n. 13112 del 28 maggio 2010

(Sezione Seconda Civile, Presidente A. Elefante, Relatore M. R. San Giorgio)


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martedì 8 giugno 2010

RESPONSABILITA’ PATRIMONIALE – AZIONE REVOCATORIA ORDINARIA – SEPARAZIONE PERSONALE DEI CONIUGI – ASSEGNAZIONE DELLA CASA FAMILIARE – SUCCESSIVA COSTI

RESPONSABILITA’ PATRIMONIALE – AZIONE REVOCATORIA ORDINARIA – SEPARAZIONE PERSONALE DEI CONIUGI – ASSEGNAZIONE DELLA CASA FAMILIARE – SUCCESSIVA COSTITUZIONE DEL DIRITTO DI USUFRUTTO
Ove in sede di separazione personale sia stato attribuito ad uno dei coniugi, tenendo conto dell'interesse dei figli, il diritto personale di godimento sulla casa familiare, la successiva costituzione per donazione, in favore dello stesso coniuge affidatario, del diritto di usufrutto vita natural durante sul medesimo immobile, compiuta dall’altro coniuge, costituisce atto avente funzione dispositiva e contenuto patrimoniale, soggetto ad azione revocatoria ex art. 2901 cod. civ.

Testo Completo: Sentenza n. 12045 del 17 maggio 2010

(Sezione Seconda Civile, Presidente R. Triola, Relatore A. Giusti)

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STUPEFACENTI - CIRCOSTANZA AGGRAVANTE DELL'INGENTE QUANTITA' - CONFIGURABILITA' - CRITERI DI INDIVIDUAZIONE - FATTISPECIE

STUPEFACENTI - CIRCOSTANZA AGGRAVANTE DELL'INGENTE QUANTITA' - CONFIGURABILITA' - CRITERI DI INDIVIDUAZIONE - FATTISPECIE
In tema di stupefacenti, ai fini del riconoscimento della circostanza aggravante di cui all’art. 80, comma secondo, d. P.R. n. 309/1990, non possono di regola definirsi “ingenti” i quantitativi di droghe “pesanti” (ad es., eroina e cocaina) o “leggere” (ad es., hashish e marijuana) che, sulla base di una percentuale media di principio attivo per il tipo di sostanza, siano rispettivamente al di sotto dei limiti di due chilogrammi e cinquanta chilogrammi. (Fattispecie in cui la S.C. ha escluso l’aggravante “de qua” in relazione al quantitativo di gr. 948,11 di cocaina, con principio attivo del 62 per cento, pari a circa 4.000 dosi singole droganti).

Testo Completo: Sentenza n. 20119 del 2 marzo 2010 – depositata il 26 maggio 2010

(Sezione Sesta Penale, Presidente A. S. Agro', Relatore G. Conti)

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NULLITA’ PROCESSUALI – ATTI ABNORMI - PROCEDIMENTO PER DECRETO - SENTENZA DI PROSCIOGLIMENTO EMESSA DAL G.I.P. SUCCESSIVAMENTE ALL'OPPOSIZIONE

NULLITA’ PROCESSUALI – ATTI ABNORMI - PROCEDIMENTO PER DECRETO - SENTENZA DI PROSCIOGLIMENTO EMESSA DAL G.I.P. SUCCESSIVAMENTE ALL'OPPOSIZIONE - E' TALE
Con la decisione in esame le Sezioni Unite hanno affermato che è affetta da abnormità genetica o strutturale (in quanto emessa in carenza di potere, ponendosi la stessa al di fuori del sistema normativo) la sentenza di proscioglimento emessa dal G.i.p. a seguito dell’opposizione, non soltanto perché il G.i.p. che ha emesso il decreto penale (provvedimento decisorio sul merito dell’azione penale, assimilabile ad una sentenza di condanna) non ha il potere di pronunciare successivamente sentenza di proscioglimento sullo stesso fatto – reato, ma anche perché, da un lato, tale successivo atto incide su un provvedimento definitivo, non revocabile se non nei casi tassativamente previsti dalla legge, e, dall’altro, perché dopo l’opposizione, il G.i.p. è tenuto ad emettere gli atti di impulso indicati dall’art. 464 cod. proc. pen. e, in questa fase, è privo del potere di pronunciare sentenza di proscioglimento a norma dell’art. 129 cod. proc. pen.

Testo Completo: Sentenza n. 21243 del 25 marzo 2010 – depositata il 4 giugno 2010

(Sezioni Unite Penali, Presidente T. Gemelli, Relatore G. Conti)


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EQUA RIPARAZIONE - VIOLAZIONE DEL DIRITTO ALLA RAGIONEVOLE DURATA DEL PROCESSO - PROCESSO ESECUTIVO - OPPOSIZIONE ALL'ESECUZIONE - PERIODO DI SOSPENSI

EQUA RIPARAZIONE - VIOLAZIONE DEL DIRITTO ALLA RAGIONEVOLE DURATA DEL PROCESSO - PROCESSO ESECUTIVO - OPPOSIZIONE ALL'ESECUZIONE - PERIODO DI SOSPENSIONE - SCOMPUTO DALLA DURATA - ESCLUSIONE- VALUTAZIONE NELL'AMBITO DELLA COMPLESSITA' DEL CASO
In tema di equa riparazione da irragionevole durata del processo e ai fini del calcolo della durata del processo esecutivo, la S.C. ha escluso che possa essere scomputato il periodo di durata del giudizio di opposizione all'esecuzione; peraltro, ha riconosciuto che lo stesso periodo possa essere valutato dal giudice dell'equa riparazione nell'ambito della considerazione della complessità del caso.

Testo Completo: Sentenza n. 12867 del 26 maggio 2010

(Sezione Prima Civile, Presidente U. Vitrone, Relatore F. M. Fioretti)


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LAVORO – LAVORO SUBORDINATO – TRASFERIMENTO D’AZIENDA

LAVORO – LAVORO SUBORDINATO – TRASFERIMENTO D’AZIENDA
Con un’ampia motivazione, la Corte ha ritenuto che, ai fini dell’applicabilità della disciplina del trasferimento d’azienda ai sensi dell’art. 2112 cod. civ., non è necessario che l’impresa sia esercitata a fini di lucro, essendo sufficiente che sussista un’organizzazione di mezzi produttivi idonei a fornire un prodotto o un servizio obiettivamente caratterizzati ed economicamente valutabili.

Testo Completo: Sentenza n. 8262 del 7 aprile 2010

(Sezione Lavoro, Presidente F. Roselli, Relatore P. Picone)


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PREVIDENZA - TRASCRIZIONE TARDIVA DEL MATRIMONIO RELIGIOSO – CESSAZIONE DEL DIRITTO DEL CONIUGE SUPERSTITE ALLA PENSIONE DI REVERSIBILITÀ DEL CONIUGE

PREVIDENZA - TRASCRIZIONE TARDIVA DEL MATRIMONIO RELIGIOSO – CESSAZIONE DEL DIRITTO DEL CONIUGE SUPERSTITE ALLA PENSIONE DI REVERSIBILITÀ DEL CONIUGE DEFUNTO - DALLA DATA DI CELEBRAZIONE DEL MATRIMONIO CANONICO
In caso di trascrizione tardiva del matrimonio religioso, per volontà dei coniugi, lo stato vedovile di uno o di entrambi i coniugi cessa, retroattivamente, a far data dalla celebrazione del matrimonio e, per l'effetto, viene meno, con la stessa decorrenza, anche il diritto del coniuge superstite alla pensione di reversibilità del coniuge defunto a causa di sopravvenuto matrimonio.

Testo Completo: Sentenza n. 9464 del 21 aprile 2010

(Sezione Lavoro, Presidente G. Sciarelli, Relatore G. D'Agostino)


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lunedì 7 giugno 2010

TRIBUTI - IVA - AVVISO DI ACCERTAMENTO - NOTIFICA AL CURATORE FALLIMENTARE - RINVIO AL VERBALE DI CONSTATAZIONE NOTIFICATO AL CONTRIBUENTE ANCORA "IN

TRIBUTI - IVA - AVVISO DI ACCERTAMENTO - NOTIFICA AL CURATORE FALLIMENTARE - RINVIO AL VERBALE DI CONSTATAZIONE NOTIFICATO AL CONTRIBUENTE ANCORA "IN BONIS" - LEGITTIMITA'
In tema di IVA, la S.C. ha affermato che è legittimo l'avviso di accertamento notificato al curatore del fallito, motivato "per relationem", mediante rinvio al pubblico verbale di constatazione precedentemente notificato al contribuente ancora “in bonis”.

Testo Completo: Sentenza n. 11784 del 14 maggio 2010

(Sezion Unite Civili, Presidente E. Papa, Relatore A. Greco)


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TRIBUTI - ATTI DELL'AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA - INDICAZIONE DEL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO E MOTIVAZIONE "PER RELATIONEM" - ART. 7 DELLO STATUTO

TRIBUTI - ATTI DELL'AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA - INDICAZIONE DEL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO E MOTIVAZIONE "PER RELATIONEM" - ART. 7 DELLO STATUTO DEL CONTRIBUENTE - PREVISIONI
La S.C., interpretando l’art. 7 dello Statuto del contribuente, ha affermato che l’indicazione del responsabile del procedimento negli atti dell'amministrazione finanziaria non è richiesta a pena di nullità e che, in caso di motivazione “per relationem” con rinvio ad altro atto già pubblicato o notificato al contribuente, non ne è necessaria l’allegazione alla cartella sempre che in essa siano indicati i relativi estremi di notificazione o di pubblicazione.

Testo Completo: Sentenza n. 11722 del 14 maggio 2010

(Sezione Tributaria, Presidente V. Carbone, Relatore R. Botta)

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PROVE - MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA - INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI - IN GENERE -

PROVE - MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA - INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI - IN GENERE -
UTILIZZAZIONE A FINI CAUTELARI - DIRITTO DEL DIFENSORE DI OTTENERE LA TRASPOSIZIONE SU NASTRO MAGNETICO DELLE REGISTRAZIONI DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI INTERCETTATE - VIOLAZIONE - CONSEGUENZE
La Suprema Corte ha stabilito che l'ingiustificato rifiuto da parete del P.M. di consegnare al difensore la trasposizione su supporto informatico delle registrazioni poste a base della misura cautelare, non inficia l’attività di ricerca della prova ed il risultato probatorio, in sé considerati, ma determina - a causa della illegittima compressione del diritto di difesa - una nullità di ordine generale a regime intermedio, ai sensi dell’art. 178, lett. c), cod. proc. pen., pertanto soggetta alla deducibilità ed alle sanatorie di cui agli artt. 180, 182 e 183 cod. proc. pen.. Di conseguenza, qualora tale vizio sia stato ritualmente dedotto in sede di riesame (ed il Tribunale non abbia potuto acquisire d'ufficio il relativo supporto fonico entro il termine perentorio di cui all’art. 309, nono comma, cod. proc. pen..), il giudice non può utilizzare le suddette registrazioni come prova. La Corte ha altresì precisato che l’eventuale annullamento del provvedimento cautelare, per le ragioni testé indicate, non preclude al pubblico ministero la possibilità di reiterare la richiesta ed al G.I.P. di accoglierla la nuova richiesta, se corredata dal relativo supporto fonico.

Testo Completo: Sentenza n. 20300 del 22 aprile 2010 – depositata il 27 maggio 2010

(Sezioni Unite Penali, Presidente T. Gemelli, Relatore F. Marzano)

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MISURE DI SICUREZZA - PERSONALI - ESPULSIONE DAL TERRITORIO DELLO STATO - TUNISIA - RISCHIO DI TRATTAMENTI CONTRARI ALL'ART. 3 DELLA CEDU - MISURA CAU

MISURE DI SICUREZZA - PERSONALI - ESPULSIONE DAL TERRITORIO DELLO STATO - TUNISIA - RISCHIO DI TRATTAMENTI CONTRARI ALL'ART. 3 DELLA CEDU - MISURA CAUTELARE SOSPENSIVA EMESSA DALLA CORTE EUROPEA PER I DIRITTI DELL'UOMO - CONSEGUENZE
La Corte, con la sentenza in esame, ha preso in considerazione la misura emessa in data 13 aprile 2010 dalla Corte europea per i diritti dell’uomo, ai sensi dell’art. 34 della Cedu, con la quale veniva sospesa in via cautelare un’espulsione disposta dall’A.G. italiana verso la Tunisia, in considerazione del rischio reale di trattamenti contrari all’art. 3 della Convenzione che la persona ad essa sottoposta possa subire in detto Stato. La Suprema Corte ha stabilito che da tale pronuncia deriva per ogni articolazione dello Stato italiano la necessità di verificare il rigoroso rispetto dell’art. 3 cit. ed in particolare per le autorità giudiziarie competenti a deliberare decisioni che comportino trasferimenti di persone verso la Tunisia il dovere di individuare ed adottare, in caso di ritenuta pericolosità della persona, misure appropriate di sicurezza diverse dall’espulsione. E ciò fino a quando la situazione di allarme descritta dalla Corte europea non venga a mutare.

Testo Completo: Sentenza n. 20514 del 28 aprile 2010 – depositata il 28 maggio 2010

(Sezione Sesta Penale, Presidente G. Lattanzi, Relatore F. Ippolito)


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TRIBUTI – PRIVILEGIO GENERALE EX ART. 2752 ULTIMO COMMA COD. CIV. - CREDITI DA TRIBUTI LOCALI - APPLICABILITA' ALL'I.C.I.

TRIBUTI – PRIVILEGIO GENERALE EX ART. 2752 ULTIMO COMMA COD. CIV. - CREDITI DA TRIBUTI LOCALI - APPLICABILITA' ALL'I.C.I.
La Corte, attraverso un’interpretazione estensiva dell’art. 2752 ultimo comma cod. civ., ha ritenuto applicabile anche all’imposta comunale sugli immobili (I.C.I.) il privilegio generale mobiliare previsto nella norma codicistica per le imposte, tasse e tributi dei comuni e delle province previste dalla finanza locale.

Testo Completo: Sentenza n. 11930 del 17 maggio 2010

(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore S. Salvago)


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DELITTI CONTRO L’ECONOMIA PUBBLICA – COMMERCIALIZZAZIONE DI PRODOTTI RECANTI FALSE O FALLACI INDICAZIONI DI PROVENIENZA O DI ORIGINE - EVOLUZIONE NORM

DELITTI CONTRO L’ECONOMIA PUBBLICA – COMMERCIALIZZAZIONE DI PRODOTTI RECANTI FALSE O FALLACI INDICAZIONI DI PROVENIENZA O DI ORIGINE - EVOLUZIONE NORMATIVA - CONSEGUENZE IN TEMA DI SEQUESTRO
Con la decisione in esame la Corte ha precisato che, a seguito delle modifiche introdotte all’art. 4, comma 49, della L. 24 dicembre 2003, n. 350 (in tema di tutela penale del c.d. made in Italy) dall’art. 16 del D.L. 25 settembre 2009, n. 135 - conv. con modd. dalla L. 20 novembre 2009, n. 166 - non costituisce più reato l’omessa indicazione del luogo di fabbricazione degli oggetti prodotti all’estero su cui siano apposti marchi di aziende italiane, attesa, da un lato, l’abrogazione espressa operata dall’art. 16, comma ottavo, del d.l. citato dell’art. 17, comma quarto, della L. 23 luglio 2009, n. 99 e, dall’altro, l’inserimento, all’art. 4 della L. n. 350/2003, del comma 49-bis che non prevede più come indispensabile in tale ipotesi l’indicazione del paese di fabbricazione e assoggetta a sanzione amministrativa la violazione dell’obbligo di indicazione dell’origine estera del prodotto recante un marchio che induca il consumatore a ritenere che il prodotto o la merce sia di origine italiana. Ne consegue che il giudice, qualora il fatto non sia riconducibile alle residuali ipotesi di rilevanza penale ancora contemplate dal comma 49 della richiamata disposizione, deve procedere alla revoca del sequestro, probatorio o preventivo, non essendo più il fatto previsto dalla legge come reato.

Testo Completo: Sentenza n. 19746 del 9 febbraio 2010 – depositata il 25 maggio 2010

(Sezione Terza Penale, Presidente E Lupo, Relatore A. Franco)


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SANZIONI AMMINISTRATIVE – COMMERCIO – NOZIONE DI COMMERCIO AL DETTAGLIO

SANZIONI AMMINISTRATIVE – COMMERCIO – NOZIONE DI COMMERCIO AL DETTAGLIO
Ai fini dell’applicazione delle sanzioni amministrative per violazioni della disciplina del commercio, di cui al d.lgs. n. 114 del 1998, rientra nella nozione di commercio al dettaglio la cessione diretta al consumatore finale di bibita in lattina e di acqua in bottiglia quando essa – ancorché avvenuta a titolo gratuito, senza un diretto pagamento di una somma di denaro – non sia dettata da spirito di liberalità, ma sia diretta a perseguire un obiettivo di natura promozionale e di fidelizzazione della clientela, volta ad incrementare i profitti aziendali derivanti dalla vendita dei prodotti preparati e cucinati dal cedente.

Testo Completo: Sentenza n. 10411 del 29 aprile 2010

(Sezione Seconda Civile, Presidente G. Settimj, Relatore A. Giusti)


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LAVORO – MOLESTIE SESSUALI – PROVA - RISARCIMENTO DEL DANNO

LAVORO – MOLESTIE SESSUALI – PROVA - RISARCIMENTO DEL DANNO
In tema di molestie sessuali sul luogo di lavoro, la Corte di Cassazione si è pronunciata sul valore processuale delle dichiarazioni rese in sede di interrogatorio dalla lavoratrice molestata, nonché sul danno, anche di tipo esistenziale, risarcibile alla lavoratrice.

Testo Completo: Sentenza n. 12318 del 19 maggio 2010

(Sezione Lavoro, Presidente G. Vidiri, Relatore A. Ianniello)


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ESECUZIONE - GIUDICE DELL'ESECUZIONE - PROCEDIMENTO - IN GENERE

ESECUZIONE - GIUDICE DELL'ESECUZIONE - PROCEDIMENTO - IN GENERE
RIGETTO DELLA RICHIESTA DI APPLICAZIONE DELL'INDULTO - RIPROPOSIZIONE DELLA RICHIESTA A SEGUITO DI MUTAMENTO DI GIURISPRUDENZA INTERVENUTO "MEDIO TEMPORE" CON DECISIONE DELLE SEZIONI UNITE - AMMISSIBILITA'
Risolvendo un contrasto interpretativo, le Sezioni Unite della Suprema Corte hanno affermato che il mutamento di giurisprudenza, intervenuto con decisione delle Sezioni Unite, integrando un nuovo elemento di diritto, rende ammissibile la riproposizione, in sede esecutiva, della richiesta di applicazione dell’indulto in precedenza rigettata.

Testo Completo: Sentenza n. 18288 del 21 gennaio 2010 – depositata il 13 maggio 2010

(Sezioni Unite Penali, Presidente T. Gemelli, Relatore N. Milo)


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