mercoledì 5 febbraio 2014

ASSICURAZIONE - INCIDENTE STRADALE - RESPONSABILITA' CIVILE - MASSIMALE - DIRETTIVA N. 84/5/CEE DEL CONSIGLIO - ADEGUAMENTO DA PARTE DELLO STATO ITALIANO - TEMPISTICA - INOSSERVANZA - CONSEGUENZA

ASSICURAZIONE - INCIDENTE STRADALE - RESPONSABILITA' CIVILE - MASSIMALE - DIRETTIVA N. 84/5/CEE DEL CONSIGLIO - ADEGUAMENTO DA PARTE DELLO STATO ITALIANO - TEMPISTICA - INOSSERVANZA - CONSEGUENZA
In materia di assicurazione della responsabilità civile da circolazione stradale, l’obbligo per lo Stato italiano, previsto dall’art. 1, comma 2, della direttiva n. 84/5/CEE, di innalzare il massimale di assicurazione fino alla soglia ivi indicata entro il 31 dicembre 1987, era suscettibile di differimento al 31 dicembre 1990 solo se, entro l’originaria scadenza, fosse comunque intervenuto un aumento in misura pari alla metà della differenza tra l’importo “a regime” e quello in vigore alla data del 1 gennaio 1984, con la conseguenza che, in assenza di un tempestivo intervento normativo di “adeguamento intermedio”, vanno direttamente applicati, a far data dal 1 gennaio 1988, i valori previsti dalla citata direttiva.
 
Testo Completo:Sentenza n. 2186 del 31 gennaio 2014
(Sezione Terza Civile, Presidente G. B. Petti, Relatore F.M. Cirillo)

FINANZE E TRIBUTI – REATI TRIBUTARI - CIRCOSTANZA ATTENUANTE - PAGAMENTO DEL DEBITO TRIBUTARIO - GIUDIZIO ABBREVIATO - TERMINE PER L'ADEMPIMENTO - INDIVIDUAZIONE

FINANZE E TRIBUTI – REATI TRIBUTARI - CIRCOSTANZA ATTENUANTE - PAGAMENTO DEL DEBITO TRIBUTARIO - GIUDIZIO ABBREVIATO - TERMINE PER L'ADEMPIMENTO - INDIVIDUAZIONE
La S.C. ha affermato che, nel rito abbreviato, ai fini del riconoscimento della circostanza attenuante di cui all’art. 13 del d.lgs. n. 74 del 2000, il pagamento del debito tributario deve aver luogo prima dell’inizio della discussione.
 
Testo Completo:Sentenza n. 5457 del 28 novembre 2013 - depositata il 4 febbraio 2014
(Sezione Terza Penale , Presidente A. Teresi, Relatore G. Andreazza)

MISURE DI PREVENZIONE - CONFISCA – RICHIESTA NEI CONFRONTI DEI SUCCESSORI DI PERSONA DECEDUTA – RICORSO PER CASSAZIONE – DIFENSORE NON MUNITO DI PROCURA SPECIALE – INAMMISSIBILITA’

MISURE DI PREVENZIONE - CONFISCA – RICHIESTA NEI CONFRONTI DEI SUCCESSORI DI PERSONA DECEDUTA – RICORSO PER CASSAZIONE – DIFENSORE NON MUNITO DI PROCURA SPECIALE – INAMMISSIBILITA’
La Corte ha affermato che, anche quando il procedimento di prevenzione è iniziato direttamente nei confronti dei successori di persona contro cui potrebbe essere disposta la confisca, è inammissibile il ricorso per cassazione presentato dal difensore degli aventi causa non munito di procura speciale.
 
Testo Completo:Sentenza n. 5085 del 23 gennaio 2014 - depositata il 31 gennaio 2014
(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore E. Aprile)

ESTRADIZIONE PER L’ESTERO - REATO POLITICO – NOZIONE – FATTISPECIE

ESTRADIZIONE PER L’ESTERO - REATO POLITICO – NOZIONE – FATTISPECIE
La Corte ha affermato che, in tema di estradizione per l’estero, la nozione di reato politico si riferisce a quelle condotte che, in ragione degli interessi giuridici lesi, espongono l’estradando, se consegnato, al concreto pericolo di essere sottoposto nello Stato richiedente ad un processo penale non equo o alla esecuzione di una pena discriminatoria o ispirata da iniziative persecutorie. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso il divieto di estradizione con riferimento a reati in materia di armi asseritamente commessi al fine di tutelarsi contro eventuali iniziative di appartenenti ad altri gruppi etnici all’interno di uno Stato democratico).
 
Testo Completo:Sentenza n. 5089  del 23 gennaio 2014 - depositata il 31 gennaio 2014
(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore E. Aprile)


Documenti:

MANDATO D’ARRESTO EUROPEO - DIVIETO DI CONSEGNA – “NE BIS IN IDEM” – IDENTITA’ DEI FATTI – PRESUPPOSTI – IDENTITA’ DELLA VITTIMA – NECESSITA’ – ESCLUSIONE – FATTISPECIE

MANDATO D’ARRESTO EUROPEO - DIVIETO DI CONSEGNA – “NE BIS IN IDEM” – IDENTITA’ DEI FATTI – PRESUPPOSTI – IDENTITA’ DELLA VITTIMA – NECESSITA’ – ESCLUSIONE – FATTISPECIE
La Corte ha affermato che, in tema di mandato di arresto europeo, ai fini del divieto di consegna derivante dall’applicazione del “ne bis in idem”, l’identità dei fatti oggetto dei diversi procedimenti deve essere accertata con riguardo al contenuto ed alla finalità di garanzia della previsione ostativa, e, pertanto, non implica necessariamente né identità di qualificazione giuridica, né, almeno quando la condotta arrechi danno ad una pluralità di persone, identità della vittima. (Fattispecie in tema di traffico di persone e di minori e di reati concernenti la prostituzione e l’immigrazione clandestina).
 
Testo Completo:Sentenza n. 5092 del 30 gennaio 2014 - depositata il 31 gennaio 2014
(Sezione Sesta Penale, Presidente T. Garribba, Relatore G. De Amicis)

martedì 4 febbraio 2014

TERMINI PROCESSUALI - IN GENERE - SOSPENSIONE DEI PROCESSI PENALI DISPOSTA PER EVENTI SISMICI DAL D.L. N. 74 DEL 2002, CONVERTITO IN L. N. 122 DEL 2012


TERMINI PROCESSUALI - IN GENERE - SOSPENSIONE DEI PROCESSI PENALI DISPOSTA PER EVENTI SISMICI DAL D.L. N. 74 DEL 2002, CONVERTITO IN L. N. 122 DEL 2012
- PROROGA DELLA SOSPENSIONE DEI TERMINI DISPOSTA DAL D.L. N. 174 DEL 2012, CONVERTITO IN L. 213 DEL 2012 - APPLICABILITA' AI PROCESSI PENALI - ESCLUSIONE
La Terza sezione della Corte ha affermato che non si applica al processo penale la proroga sino al 30 giugno 2013, operata dal D. L. n. 174 del 2012 (convertito in L. n. 213 del 2012), della sospensione dei termini processuali originariamente fissata sino al 31 dicembre 2012 dal D. L . n. 74 del 2012 (convertito in L. n. 122 del 2012) per i soggetti colpiti dagli eventi sismici occorsi in Emilia Romagna nel maggio 2012.
 
Testo Completo:Sentenza n. 5106 del 13 dicembre 2013 - depositata il 3 febbraio 2014
(Sezione Terza Penale, Presidente A. Teresi, Relatore V. Di Nicola)

INDAGINI PRELIMINARI - CHIUSURA DELLE INDAGINI PRELIMINARI - RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE

INDAGINI PRELIMINARI - CHIUSURA DELLE INDAGINI PRELIMINARI - RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE
- IMPUTAZIONE COATTA IN ORDINE AD ALTRI FATTI COSTITUENTI REATO A CARICO DEL MEDESIMO SOGGETTO INDAGATO O DI ALTRI SOGGETTI NON INDAGATI - ABNORMITA' - SUSSISTENZA
Le Sezioni Unite penali, nel risolvere un ulteriore contrasto in materia di delimitazione dei poteri di controllo del giudice per le indagini preliminari sull’operato del pubblico ministero, hanno affermato che, sia l’ordine di imputazione coatta ex art. 409, comma 5, cod.proc. pen. nei confronti di persona non indagata, sia quello emesso nei confronti dell’indagato ma in relazione ad un reato diverso da quello oggetto della richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero, costituiscono atti abnormi in quanto esorbitano dai poteri del giudice per le indagini preliminari, precisando che le disposizioni dell’art. 409, commi 4 e 5, cod. proc. pen. devono formare oggetto di interpretazione estremamente rigorosa, al fine di evitare qualsiasi ingerenza dell’organo giudicante nella sfera di autonomia della pubblica accusa.
 
Testo Completo:Sentenza n. 4319, udienza del 28 novembre 2013 - depositata il 30 gennaio 2014
(Sezioni Unite Penali, Presidente G. Santacroce, Relatore A.M. Lombardi)

domenica 2 febbraio 2014

ISTANZA DI INESEGUIBILITA’ DI MISURA PERSONALE – NATURA GIURIDICA –DISCIPLINA APPLICABILE – REGIME DELLE IMPUGNAZIONI – FATTISPECIE.

ISTANZA DI INESEGUIBILITA’ DI MISURA PERSONALE – NATURA GIURIDICA –DISCIPLINA APPLICABILE – REGIME DELLE IMPUGNAZIONI – FATTISPECIE.
La Corte ha affermato che la richiesta di dichiarazione di ineseguibilità di una misura di prevenzione personale (nella specie, deducendo la violazione del principio di specialità dell’estradizione) è equiparabile analogicamente ad un’istanza afferente l’esecuzione della stessa, con la conseguenza che il relativo procedimento è disciplinato dall’art. 7 della legge n. 1423 del 1956 (oggi art. 11 d.lgs. n. 159 del 2011), e che, quindi, l’impugnazione proponibile avverso la decisione del primo giudice è esclusivamente il ricorso in appello.
 
Testo Completo:
 
(Sezione Prima Penale, Presidente M. C. Siotto, Relatore R. Magi)

SOSPENSIONE CONDIZIONALE DELLA PENA – SUBORDINAZIONE ALLE RESTITUZIONI IN ASSENZA DI COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE – AMMISSIBILITA’ – ESCLUSIONE – RAGIONI – FATTISPECIE.

SOSPENSIONE CONDIZIONALE DELLA PENA – SUBORDINAZIONE ALLE RESTITUZIONI IN ASSENZA DI COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE – AMMISSIBILITA’ – ESCLUSIONE – RAGIONI – FATTISPECIE.
La Corte ha affermato che il giudice, in mancanza della costituzione di parte civile, non può subordinare la sospensione condizionale della pena alle restituzioni, perché queste, come il risarcimento, riguardano il solo danno civile e non anche il danno criminale. (Fattispecie in cui la Corte, con riferimento ad una condanna per appropriazione indebita di denaro e documentazione contabile e amministrativa, ha annullato la sentenza impugnata anche nella parte in cui aveva subordinato la concessione del beneficio “alla restituzione dei documenti e delle somme di cui all’imputazione”).
 
Testo Completo:
 
(Sezione Seconda Penale, Presidente U. De Crescienzo, Relatore G. Rago)

AZIONE COSTITUTIVA EX ART. 2932 COD. CIV. – AZIONE DICHIARATIVA DELL’EFFETTO REALE DA CONTRATTO DEFINITIVO – “EMENDATIO” O “MUTATIO LIBELLI” – QUALIFICAZIONE.

AZIONE COSTITUTIVA EX ART. 2932 COD. CIV. – AZIONE DICHIARATIVA DELL’EFFETTO REALE DA CONTRATTO DEFINITIVO – “EMENDATIO” O “MUTATIO LIBELLI” – QUALIFICAZIONE.
La Sezione Seconda ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite di un ricorso involgente la questione, oggetto di contrasto, se integri un’ammissibile “emendatio libelli” o un’inammissibile “mutatio” il passaggio dalla domanda di pronuncia costitutiva ex art. 2932 cod. civ. alla domanda di pronuncia dichiarativa dell’effetto reale, riqualificato il negozio come contratto definitivo, anziché preliminare, di compravendita.
 
Testo Completo:
Ordinanza Interlocutoria n. 2096 del 30 gennaio 2014
(Sezione Seconda Civile, Presidente G. A. Bursese, Relatore A. Carrato)

EDILIZIA - IN GENERE - PIANO DI INSEDIAMENTO PRODUTTIVO (P.I.P.) - ORGANO LEGITTIMATO A MODIFICARE LA DESTINAZIONE DELLE AREE IVI RICOMPRESE

EDILIZIA - IN GENERE - PIANO DI INSEDIAMENTO PRODUTTIVO (P.I.P.) - ORGANO LEGITTIMATO A MODIFICARE LA DESTINAZIONE DELLE AREE IVI RICOMPRESE
- PERMESSI DI COSTRUIRE RILASCIATI IN VIOLAZIONE DELLA COMPETENZA E DELLA PROCEDURA - ILLEGITTIMITA'
In tema di lottizzazione abusiva, la Terza sezione della Corte ha affermato che è illegittimo un permesso di costruire per l’esecuzione di opere diverse da quelle previste su un’area ricompresa in un Piano di Insediamento Produttivo, rilasciato in assenza di previa modifica del Piano medesimo adottata dal competente consiglio comunale ed approvata dalla Regione.
 
Testo Completo:Sentenza n. 3649 del 3 dicembre 2013 - depositata il 27 gennaio 2014
(Sezione Terza Penale, Presidente C. Squassoni, Relatore L. Marini)

FALLIMENTO E PROCEDURE CONCORSUALI - CONCORDATO CON CESSIONE DEI BENI - PREDEDUCIBILITA' DEI CREDITI

FALLIMENTO E PROCEDURE CONCORSUALI - CONCORDATO CON CESSIONE DEI BENI - PREDEDUCIBILITA' DEI CREDITI
In tema di concordato con cessione dei beni, la prededucibilità dei crediti sorti “in occasione” della procedura, prevista dall’art. 111, secondo comma, legge fall., va riconosciuta al credito del proprietario di locali occupati senza titolo da beni ceduti dal debitore ai creditori nella procedura.
 
Testo Completo:Sentenza 24 gennaio 2014, n. 1513
(Sezione Prima Civile, Presidente G. Salmé, Estensore S. Di Amato)

CONSORZI CON ATTIVITA' ESTERNA - SOCIETA' CONSORTILE - OBBLIGAZIONI ASSUNTE DALLA CONSORZIATA - RESPONSABILITA' PATRIMONIALE DELLA SOCIETA' CONSORTILE - ESCLUSIONE - RAGIONI


CONSORZI CON ATTIVITA' ESTERNA - SOCIETA' CONSORTILE - OBBLIGAZIONI ASSUNTE DALLA CONSORZIATA - RESPONSABILITA' PATRIMONIALE DELLA SOCIETA' CONSORTILE - ESCLUSIONE - RAGIONI
La Corte ha chiarito che delle obbligazioni verso terzi, assunte da una società consorziata nell’esecuzione dell’appalto ad essa assegnato dalla società consortile (nella specie, società cooperativa consortile ammessa ai pubblici appalti), non risponde quest’ultima con il suo patrimonio, non configurandosi alcun rapporto di immedesimazione organica fra essa e la società consorziata conseguente alla delega conferita per l’assegnazione dei lavori, in quanto ciò non trova riscontro nella disciplina generale dei consorzi dettata dal codice civile, né in quella di settore riguardante i consorzi di cooperative e la loro partecipazione alle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici.
 
Testo Completo:Sentenza 27 gennaio 2014, n. 1636
(Sezione Prima Civile, Presidente U. Vitrone, Estensore G. Mercolino)

PROCESSO TRIBUTARIO - SENTENZA DELLA COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE - MOTIVAZIONE - ADESIONE, MEDIANTE INTEGRALE TRASCRIZIONE, DELLE CONTRODEDUZIONI DEPOSITATE DALL'UFFICIO - INADEGUATA ESPLICITAZIONE DELLE RAGIONI DI TALE SCELTA - VALIDITA' - QUESTIONE DI MASSIMA DI PARTICOLARE IMPORTANZA

PROCESSO TRIBUTARIO - SENTENZA DELLA COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE - MOTIVAZIONE - ADESIONE, MEDIANTE INTEGRALE TRASCRIZIONE, DELLE CONTRODEDUZIONI DEPOSITATE DALL'UFFICIO - INADEGUATA ESPLICITAZIONE DELLE RAGIONI DI TALE SCELTA - VALIDITA' - QUESTIONE DI MASSIMA DI PARTICOLARE IMPORTANZA

La Sezione Tributaria ha rimesso al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, la questione, ritenuta di massima di particolare importanza, se debba considerarsi nulla, o meno, la sentenza della CTR la cui motivazione costituisce integrale trascrizione delle controdeduzioni depositate dall’Agenzia delle entrate, senza che siano adeguatamente esplicitate le ragioni dell’adesione alla relativa tesi.

Ordinanza interlocutoria 27 gennaio 2014, n. 1531
(Sezione Tributaria, Presidente M. Adamo, Estensore E. Cirillo)

ESECUZIONE - GIUDICE DELL'ESECUZIONE - QUESTIONI SUL TITOLO ESECUTIVO - OMESSA CELEBRAZIONE DELL'UDIENZA IN CAMERA DI CONSIGLIO - SOSPENSIONE DELL'ORDINE ESECUTIVO EMESSO DAL PM - LEGITTIMITA' - CONDIZIONI

ESECUZIONE - GIUDICE DELL'ESECUZIONE - QUESTIONI SUL TITOLO ESECUTIVO - OMESSA CELEBRAZIONE DELL'UDIENZA IN CAMERA DI CONSIGLIO - SOSPENSIONE DELL'ORDINE ESECUTIVO EMESSO DAL PM - LEGITTIMITA' - CONDIZIONI
La Prima sezione della Corte ha affermato che il giudice dell’esecuzione, investito del controllo sul corretto esercizio dei poteri del PM di cui all’art. 656 cod. proc. pen., può legittimamente decidere anche senza previa celebrazione della udienza in camera di consiglio, a condizione che sia stato comunque assicurato alle parti un contraddittorio effettivo e sostanziale.
 
Testo Completo:Sentenza n. 2283 del 3 dicembre 2013 – depositata il 20 gennaio 2014(Prima Sezione Penale, Presidente A. Cortese, Relatore E. G. Sandrini)

REATO – IN GENERE – CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI LA TUTELA DELLA RISERVATEZZA - PERSONA OFFESA DA ATTI DI VIOLENZA SESSUALE - DIVULGAZIONE DELLE GENERALITA' O DELL'IMMAGINE - DIVIETO - SCRIMINANTE DELL'ESERCIZIO DEL DIRITTO DI CRONACA - ESCLUSIONE

REATO – IN GENERE – CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI LA TUTELA DELLA RISERVATEZZA - PERSONA OFFESA DA ATTI DI VIOLENZA SESSUALE - DIVULGAZIONE DELLE GENERALITA' O DELL'IMMAGINE - DIVIETO - SCRIMINANTE DELL'ESERCIZIO DEL DIRITTO DI CRONACA - ESCLUSIONE
La Terza sezione, dopo aver rilevato che con il reato previsto dall’art. 734-bis cod. pen. il legislatore ha affermato un vero e proprio diritto all’anonimato per le vittime di atti di violenza sessuale, ha escluso che la condotta di chi divulghi, senza il consenso dell’interessato, le generalità o le immagini di persone offese da uno dei delitti indicati dalla norma possa essere scriminata dall’esercizio del diritto di cronaca.
 
Testo Completo:Sentenza n. 2887 del 12 dicembre 2013 – depositata il 22 gennaio 2014
(Sezione Terza Penale, Presidente A. Teresi,  Relatore V. Pezzella)


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MISURE CAUTELARI - REALI - SEQUESTRO PREVENTIVO - IN GENERE - DOMANDA DEL P.M. - NECESSITA'

MISURE CAUTELARI - REALI - SEQUESTRO PREVENTIVO - IN GENERE - DOMANDA DEL P.M. - NECESSITA'
Con sentenza emessa il 20 dicembre 2013, la Sesta sezione della Corte di cassazione, annullando senza rinvio il provvedimento con cui il G.I.P. presso il Tribunale di Taranto aveva disposto, su richiesta del custode ed amministratore giudiziario di beni di alcune società già sottoposti a sequestro preventivo funzionale alla confisca ex art. 19 del d. lgs. n. 231 del 2001, l’estensione del sequestro ad ulteriori beni, appartenenti ad altre società, estranee ai fatti oggetto di contestazione, ha affermato che l'applicazione delle misure cautelari, sia personali che reali, postula, come indefettibile presupposto, uno specifico atto propulsivo, rappresentato dalla domanda del pubblico ministero
 
Testo Completo:Sentenza n. 2658 del 20 dicembre 2013 - depositata il 21 gennaio 2014(Sezione Sesta Penale, Presidente A. Agrò, Relatore G. De Amicis)

IMPUGNAZIONI – PRESENTAZIONE A MEZZO TELEGRAMMA O RACCOMANDATA – SPEDIZIONE TRAMITE SERVIZIO DI RECAPITO PRIVATO - AMMISSIBILITA' - RAGIONI

IMPUGNAZIONI – PRESENTAZIONE A MEZZO TELEGRAMMA O RACCOMANDATA – SPEDIZIONE TRAMITE SERVIZIO DI RECAPITO PRIVATO - AMMISSIBILITA' - RAGIONI
La Corte ha affermato che è ammissibile la presentazione di un atto di impugnazione a mezzo di raccomandata spedita tramite servizio di recapito privato, non rientrando tale servizio tra quelli riservati in via esclusiva a Poste Italiane dalla norma dell’art. 4 del d.lgs. 22 luglio 1999, n. 261.
 
Testo Completo:Sentenza n. 2886 del 28 novembre 2013 – depositata il 22 gennaio 2014
(Sezione Terza Penale, Presidente A. Teresi, Relatore G. Andreazza)

RESPONSABILITA' PER COLPA MEDICA - ESCLUSIONE NEI CASI DI COLPA LIEVE AI SENSI DELL'ART. 3 LEGGE N. 189 DELL'8 NOVEMBRE 2012 - FATTISPECIE

RESPONSABILITA' PER COLPA MEDICA - ESCLUSIONE NEI CASI DI COLPA LIEVE AI SENSI DELL'ART. 3 LEGGE N. 189 DELL'8 NOVEMBRE 2012 - FATTISPECIE
La Quinta sezione della Corte di Cassazione ha escluso la configurabilità della colpa lieve contemplata dall’art 3 della legge n. 189 del 2012, in relazione alla condotta del primario di un reparto di ginecologia che ebbe a rinviare un parto cesareo già programmato come intervento urgente, non impedendo in tal modo l’interruzione della gravidanza della paziente ricoverata con una diagnosi di epatogestosi . I giudici della Suprema Corte, in particolare, hanno escluso che tale condotta, non accompagnata oltretutto da un monitoraggio cardiografico laddove erano stati evidenziati sintomi di tachicardia fetale, fosse conforme “ a buone pratiche” accreditate dalla comunità scientifica così come richiesto dalla nuova normativa ai fini dell’esclusione della responsabilità penale del sanitario.
 
Testo Completo:Sentenza n. 660 del 13 novembre 2013 - depositata il 10 gennaio 2014
(Sezione Quinta Penale, Presidente S. Palla, Relatore C. Zaza)

PERSONA GIURIDICA- SOCIETA’- IN GENERE - RESPONSABILITA' DA REATO DEGLI ENTI - CONFISCA - SEQUESTRO - PROFITTO - DIRETTA CORRELAZIONE CON IL REATO - CONSEGUIMENTO DI UN RISULTATO ECONOMICO POSITIVO - ACCERTAMENTO - NECESSITA'

PERSONA GIURIDICA- SOCIETA’- IN GENERE - RESPONSABILITA' DA REATO DEGLI ENTI - CONFISCA - SEQUESTRO - PROFITTO - DIRETTA CORRELAZIONE CON IL REATO - CONSEGUIMENTO DI UN RISULTATO ECONOMICO POSITIVO - ACCERTAMENTO - NECESSITA'
Con sentenza emessa il 20 dicembre 2013, la Sesta sezione della Corte di cassazione, ha annullato senza rinvio l’ordinanza con cui il Tribunale del riesame di Taranto aveva confermato il sequestro preventivo di beni funzionale alla confisca ex art. 19 d.lgs. 231 del 2001, per un valore di oltre otto miliardi di euro, equivalente al profitto derivante dal delitto di associazione per delinquere e dai reati-scopo ambientali contestati a due società, affermando che il profitto non può corrispondere al risparmio di spesa conseguente al mancato adeguamento degli impianti dello stabilimento siderurgico, dovendosi ritenere necessario l’accertamento della diretta correlazione causale con i reati presupposto e del conseguimento di un risultato economico positivo.
 
Testo Completo:Sentenza n. 3635 del  20 dicembre 2013 - depositata il 24 gennaio 2014
(Sezione Sesta Penale, Presidente A. Agrò, Relatore G. De Amicis)

        

MISURE CAUTELARI – ESIGENZE CAUTELARI – SOGGETTO INDAGATO PER CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA – PRESUNZIONE DI ADEGUATEZZA DELLA CUSTODIA IN CARCERE – SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE N. 57 DEL 2013 – EFFETTI

MISURE CAUTELARI – ESIGENZE CAUTELARI – SOGGETTO INDAGATO PER CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA – PRESUNZIONE DI ADEGUATEZZA DELLA CUSTODIA IN CARCERE – SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE N. 57 DEL 2013 – EFFETTI
Nei confronti del soggetto raggiunto da ordinanza cautelare per concorso esterno in associazione mafiosa, anche dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 57 del 2013, continua ad applicarsi la presunzione di adeguatezza della misura custodiale di cui all’art. 275, comma terzo, cod. proc. pen.
 
Testo Completo:
(Sezione Prima Penale, Presidente M. C. Siotto, Relatore R. Magi)

MANDATO D’ARRESTO EUROPEO – PROCEDURA ATTIVA DI CONSEGNA – AUTORITA’ GIUDIZIARIA EMITTENTE – INDIVIDUAZIONE – GIUDICE PROCEDENTE

MANDATO D’ARRESTO EUROPEO – PROCEDURA ATTIVA DI CONSEGNA – AUTORITA’ GIUDIZIARIA EMITTENTE – INDIVIDUAZIONE – GIUDICE PROCEDENTE
Le Sezioni unite della Corte di cassazione, risolvendo un contrasto giurisprudenziale, hanno affermato che, nella procedura attiva di consegna, la competenza funzionale ad emettere il mandato d’arresto europeo spetta al giudice che procede. (Nella specie, il principio in questione è stato applicato ad un’ipotesi in cui il m.a.e. era stato emesso nell’ambito di una procedura di estensione attiva della consegna, al fine di sottoporre una persona, già ristretta in Italia in esecuzione di un precedente m.a.e., ad un ulteriore provvedimento restrittivo concernente un fatto anteriore e diverso da quello per cui era stata disposta la consegna).
 
Testo Completo:Sentenza n. 2850 del 28 novembre 2013 - depositata il 21 gennaio 2014
(Sezioni Unite Penali, Presidente G. Santacroce, Relatore A. Cortese)

STUPEFACENTI – MODIFICA DA PARTE DEL COMMA QUINTO DELL’ART. 73 DEL D.P.R. N. 309 DEL 1990 DA PARTE DEL D.L. N. 146 DEL 2013 - SIGNIFICATO – CONSEGUENZE

STUPEFACENTI – MODIFICA DA PARTE DEL COMMA QUINTO DELL’ART. 73 DEL D.P.R. N. 309 DEL 1990 DA PARTE DEL D.L. N. 146 DEL 2013 - SIGNIFICATO – CONSEGUENZE
La fattispecie prevista dal comma quinto dell’art. 73 del d.P.R. n. 309 del 1990, così come modificata dall’art. 2, comma 1, lett. a) del d.l. n. 146 del 2013, costituisce un’autonoma ipotesi di reato e non più una circostanza attenuante e di conseguenza non sono più applicabili, nei suoi confronti, i criteri di bilanciamento delle circostanze previsti dal comma quarto dell’art. 69 cod. pen.
 
Testo Completo:Sentenza n. 2295 udienza del 15 ottobre 2013 – depositata il 20 gennaio 2014 (Sezione Sesta Penale, Presidente N. Milo, Relatore G. Paoloni)

COMPETENZA – COMPETENZA PER TERRITORIO – ECCEZIONE DI INCOMPETENZA – TERMINI PER LA RILEVABILITA’ DINANZI AL GUP DISTRETTUALE – INDICAZIONE

COMPETENZA – COMPETENZA PER TERRITORIO – ECCEZIONE DI INCOMPETENZA – TERMINI PER LA RILEVABILITA’ DINANZI AL GUP DISTRETTUALE – INDICAZIONE
La regola generale secondo cui l’incompetenza per territorio va rilevata o eccepita, a pena di decadenza, prima della conclusione dell’udienza preliminare si applica anche nell’ipotesi in cui l’udienza preliminare sia tenuta dinanzi al Gup distrettuale, ai sensi dell’art. 328, comma primo bis cod. proc. pen.
 
Testo Completo:Sentenza n. 2296 udienza del 13 novembre 2013 – depositata il 20 gennaio 2014 (Sezione Sesta Penale, Presidente N. Milo, Relatore G. De Amicis)

ESTRADIZIONE PER L’ESTERO – RICHIESTA CAUTELARE DEL MINISTRO – SOTTOSCRIZIONE DA PARTE DEL DIRETTORE GENERALE IN VIRTU’ DI DELEGA – LEGITTIMITA’

ESTRADIZIONE PER L’ESTERO – RICHIESTA CAUTELARE DEL MINISTRO – SOTTOSCRIZIONE DA PARTE DEL DIRETTORE GENERALE IN VIRTU’ DI DELEGA – LEGITTIMITA’
Le richieste formulate in materia cautelare dal Ministro della Giustizia sono legittime ed efficaci anche se sottoscritte dal direttore generale del Ministero, in virtù di una delega, anche di carattere generale, conferitagli dal Ministro.
 
Testo Completo:Sentenza n. 2657 udienza del 20 dicembre 2013 – depositata il 21 gennaio 2014(Sezione Sesta Penale, Presidente A. Agro, Relatore G. De Amicis)

RICORSO PER CASSAZIONE - LAMENTATA INOSSERVANZA DELLE DISPOSIZIONI DELLA CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO - CONTENUTO DEL RICORSO - ONERE DEL RICORRENTE

RICORSO PER CASSAZIONE - LAMENTATA INOSSERVANZA DELLE DISPOSIZIONI DELLA CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO - CONTENUTO DEL RICORSO - ONERE DEL RICORRENTE

Nel ricorso per cassazione per violazione di legge, la parte che deduce l’inosservanza in proprio danno delle disposizioni della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (nella specie, gli artt. 6 e 14), ha l’onere di indicare la regola desumibile dalla Convenzione o dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo in casi analoghi e di allegare in che modo il giudice di merito si sia discostato dai parametri della Convenzione, indicando gli elementi concreti di analogia tra il proprio caso e gli altri nei quali in sede europea siano stati applicati i parametri più adeguati e comunque più favorevoli che invoca.

Sentenza 7 gennaio 2014, n. 76 
(Sezione Lavoro, Presidente P. Stile, Relatore D. Blasutto)

TRIBUTI - ACCORDI REGOLANTI IL REGIME PATRIMONIALE TRA I CONIUGI IN CONSEGUENZA DELLO SCIOGLIMENTO DEL MATRIMONIO O DELLA SEPARAZIONE PERSONALE - AGEVOLAZIONI EX ART. 19 DELLA LEGGE N. 74 DEL 1987 - SPETTANZA - CONDIZIONI

TRIBUTI - ACCORDI REGOLANTI IL REGIME PATRIMONIALE TRA I CONIUGI IN CONSEGUENZA DELLO SCIOGLIMENTO DEL MATRIMONIO O DELLA SEPARAZIONE PERSONALE - AGEVOLAZIONI EX ART. 19 DELLA LEGGE N. 74 DEL 1987 - SPETTANZA - CONDIZIONI
L’agevolazione fiscale prevista dall’art. 19 della legge 6 marzo 1987, n. 74 per gli atti esecutivi degli accordi intervenuti tra i coniugi, sotto il controllo del giudice, per regolare i loro rapporti patrimoniali conseguenti allo scioglimento del matrimonio o alla separazione personale (ivi compresi quelli aventi ad oggetto il riconoscimento o il trasferimento della proprietà esclusiva mobiliare od immobiliare) spetta solo per gli accordi tra i coniugi e le prestazioni esecutive rese da un coniuge nei confronti dell’altro e non anche rispetto a terzi.
 
Testo Completo:Sentenza 17 gennaio 2014, n. 860
(Sezione Tributaria, Presidente A. Merone, Relatore M.G.C. Scambito)

REATI CONTRO IL PATRIMONIO - DELITTI – FRAUDOLENTA DISTRUZIONE DELLA COSA PROPRIA – IN GENERE

REATI CONTRO IL PATRIMONIO - DELITTI – FRAUDOLENTA DISTRUZIONE DELLA COSA PROPRIA – IN GENERE
La Seconda sezione della Suprema Corte ha affermato che non sussiste un rapporto di alternatività formale tra le condotte tipizzate nel primo e nel secondo comma dell’art.642 cod. pen., trattandosi di fattispecie di reato differenti e dotate di autonoma rilevanza penale che, quindi, ove ne siano integrati gli estremi fattuali, concorrono fra loro.
 
Testo Completo:Sentenza n. 1856 del 17 dicembre 2013 -  depositata il 17 gennaio 2014
(Sezione Seconda Penale, Presidente G. Casucci, Relatore  G. Rago)

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