lunedì 30 marzo 2015

STUPEFACENTI – ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE COSTITUITA PER COMMETTERE FATTI DI LIEVE ENTITÀ – IPOTESI AUTONOMA DI REATO RICONDUCIBILE ALL’ASSOCIAZIONE DI CUI ALL’ART. 416 COD. PEN. – CONSEGUENZE IN TEMA DI APPLICAZIONE DELL’INDULTO.

STUPEFACENTI – ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE COSTITUITA PER COMMETTERE FATTI DI LIEVE ENTITÀ – IPOTESI AUTONOMA DI REATO RICONDUCIBILE ALL’ASSOCIAZIONE DI CUI ALL’ART. 416 COD. PEN. – CONSEGUENZE IN TEMA DI APPLICAZIONE DELL’INDULTO.

Sentenza n. 13062 ud. 19/03/2015 - deposito del 27/03/2015

In tema di stupefacenti, la Prima sezione della Corte di cassazione ha affermato che l’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di fatti di lieve entità, di cui all’art. 74, sesto comma, d.P.R. n. 309 del 1990, costituisce un’ipotesi autonoma di reato riconducibile all’art. 416 cod. pen.; ne consegue che a tale associazione – anche se aggravata ai sensi dei commi quarto e quinto dell’art. 74 - è applicabile l’indulto di cui alla L. n. 241 del 2006, in quanto il divieto di applicazione del beneficio è previsto, dalla predetta legge, per le sole ipotesi di cui all’art. 74, commi primo, quarto e quinto, del citato d.P.R. n. 309 del 1990.


Presidente: A. Cortese
Relatore: L. P. Caiazzo

giovedì 19 marzo 2015

PERSONA GIURIDICA - SOCIETÀ - IN GENERE - RESPONSABILITA' DA REATO DEGLI ENTI - SANZIONI - SEQUESTRO PREVENTIVO FINALIZZATO ALLA CONFISCA DI BENI EQUIVALENTI AL VALORE DEL PROFITTO - FALLIMENTO DELLA SOCIETA' - LEGITTIMAZIONE DEL CURATORE DEL FALLIMENTO AD IMPUGNARE IL PROVVEDIMENTO DI SEQUESTRO - ESCLUSIONE - VERIFICA DELLE RAGIONI DEI TERZI SUI BENI - COMPETENZA - GIUDICE PENALE

PERSONA GIURIDICA - SOCIETÀ - IN GENERE - RESPONSABILITA' DA REATO DEGLI ENTI - SANZIONI - SEQUESTRO PREVENTIVO FINALIZZATO ALLA CONFISCA DI BENI EQUIVALENTI AL VALORE DEL PROFITTO - FALLIMENTO DELLA SOCIETA' - LEGITTIMAZIONE DEL CURATORE DEL FALLIMENTO AD IMPUGNARE IL PROVVEDIMENTO DI SEQUESTRO - ESCLUSIONE - VERIFICA DELLE RAGIONI DEI TERZI SUI BENI - COMPETENZA - GIUDICE PENALE

Sentenza n. 11170 ud. 19/03/2015 - deposito del 17/03/2015

Con sentenza depositata il 17 marzo 2015, le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione hanno affermato i seguenti principi:
- “il curatore fallimentare non è legittimato a proporre impugnazione contro il provvedimento di sequestro adottato ai sensi dell’art. 19 del d.lgs. n. 231 del 2001”;
- “la verifica delle ragioni dei terzi al fine di accertarne la buona fede spetta al giudice penale e non al giudice fallimentare”.



Presidente: G. De Roberto
Relatore: G. Marasca

martedì 17 marzo 2015

CONTRATTO PRELIMINARE - PRELIMINARE DI PRELIMINARE - AMMISSIBILITA' - CONDIZIONI - INTERESSE DELLE PARTI ALLA FORMAZIONE PROGRESSIVA DEL CONTRATTO - CONTENUTI - VIOLAZIONE DELL'ACCORDO - RESPONSABILITA' - NATURA

CONTRATTO PRELIMINARE - PRELIMINARE DI PRELIMINARE - AMMISSIBILITA' - CONDIZIONI - INTERESSE DELLE PARTI ALLA FORMAZIONE PROGRESSIVA DEL CONTRATTO - CONTENUTI - VIOLAZIONE DELL'ACCORDO - RESPONSABILITA' - NATURA

Sentenza n. 4628 del 06/03/2015


Le Sezioni Unite Civili, a composizione di contrasto, hanno ritenuto valida e produttiva di effetti la stipulazione di contratto preliminare di preliminare (nella specie, relativa ad una compravendita immobiliare), ossia di un accordo che preveda anche solamente effetti obbligatori (e con esclusione dell’esecuzione in forma specifica in caso di inadempimento), se sia configurabile un interesse delle parti ad una formazione progressiva del contratto fondata su una differenziazione di contenuti negoziali. La violazione di tale accordo costituisce fonte di responsabilità contrattuale da inadempimento di una obbligazione specifica sorta nel corso della formazione del contratto.

Presidente: L. A. Rovelli

Relatore: P. D’Ascola

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