lunedì 10 settembre 2012

MISURE CAUTELARI - PERSONALI - CUSTODIA IN CARCERE - PRESUNZIONE DI ADEGUATEZZA - MOMENTO GENETICO E VICENDE SUCCESSIVE - OPERATIVITA' PIENA - REATI AGGRAVATI EX ART. 7 D.L. N. 152 DEL 1991 - QUESTIONE DI COSTITUZIONALITA'

MISURE CAUTELARI - PERSONALI - CUSTODIA IN CARCERE - PRESUNZIONE DI ADEGUATEZZA - MOMENTO GENETICO E VICENDE SUCCESSIVE - OPERATIVITA' PIENA - REATI AGGRAVATI EX ART. 7 D.L. N. 152 DEL 1991 - QUESTIONE DI COSTITUZIONALITA'
Le Sezioni unite hanno stabilito il principio di diritto secondo cui la presunzione di adeguatezza della custodia cautelare in carcere di cui all’art. 275 comma 3 c.p.p. opera non solo in occasione dell’adozione del provvedimento genetico della misura coercitiva ma anche nelle vicende successive che attengono alla permanenza delle esigenze cautelari. Hanno poi rimesso alla Corte costituzionale la questione di costituzionalità della disposizione che prevede la presunzione di adeguatezza della custodia cautelare in carcere, senza far salva l’ipotesi in cui da elementi specifici risulti in concreto che le esigenze cautelari possano essere soddisfatte da altre e meno afflittive misure, per i reati aggravati ex art. 7 d.l. n. 152 del 1991, prospettando un contrasto con gli artt. 3, 13 primo comma e 27 secondo comma Cost.
Testo Completo: Ordinanza n. 34473 del 19 luglio 2012 - depositata il 10 settembre 2012
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore V. Romis)

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