Ultime dalla Cassazione

Sentenze e massime della Corte di Cassazione - Ultimi orientamenti giurisprudenziali.
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giovedì 6 novembre 2008

PROCESSO CIVILE - QUERELA DI FALSO

PRECLUSIONE, DOPO LA NOVELLA DI CUI ALLA LEGGE N. 253 DEL 1990, DELLA PROPONIBILITÀ, IN VIA INCIDENTALE, DELLA QUERELA DI FALSO NEL GIUDIZIO DI APPELLO CON RIGUARDO A DOCUMENTI PRODOTTI NEL PRIMO GRADO DI GIUDIZIO E NON DISCONOSCIUTI - INSUSSISTENZA
La S.C. ha ritenuto che la querela di falso relativa ad un documento già prodotto nel corso del primo grado di giudizio può essere proposta, in via incidentale, nel giudizio di appello anche all’udienza collegiale, pure dopo l’entrata in vigore della legge n. 353 del 1990, in quanto la riforma non ha riguardato né l’art. 221, primo comma, né l’art. 335 cod. proc. civ.. I giudici di legittimità hanno, altresì, affermato che la querela di falso può essere proposta anche se il detto documento non sia stato tempestivamente disconosciuto a norma dell’art. 214 cod. proc. civ..

Testo Completo:
Sentenza n. 25556 del 21 ottobre 2008(Sezione Terza Civile, Presidente F. Mazza, Relatore M. Finocchiaro)

FALLIMENTO E PROCEDURE CONCORSUALI - AZIONE DI RESPONSABILITA' DELL'AMMINISTRATORE DI SOCIETA' - CARATTERE DELLA "NOVITA'" DELLE OPERAZIONI SUCCESSIVE

Nel giudizio attivato dal curatore del fallimento nei confronti dell’amministratore della società per far valere la sua responsabilità (di carattere contrattuale) ex art. 146 l. fall., la S.C. ha precisato che grava sul fallimento l’onere della prova del carattere della novità delle operazioni, compiute dall’amministratore successivamente allo scioglimento della società per perdita del capitale.

Testo Completo:
Sentenza n. 25977 del 29 ottobre 2008(Sezione Prima Civile, Presidente G. Losavio, Relatore G. Salme')


FALLIMENTO - SENTENZA DICHIARATIVA ANNULLATA PER VIZIO DI FORMA - RISARCIMENTO DEL DANNO EX ART. 96 C.P.C. - AMMISSIBILITA'

Con sentenza n. 25978/2008 la Corte di cassazione ha affermato che, in presenza di una sentenza dichiarativa di fallimento poi revocata, il fallito è ammesso a chiedere il risarcimento dei danni, ai sensi dell'art. 96 c.p.c., non soltanto se detta sentenza venga revocata per mancanza dei presupposti, ma anche se - come nella specie - essa sia dichiarata nulla per inosservanza di norme processuali. Tale danno è da configurarsi come esistente "in re ipsa", per il solo fatto della privazione della disponibilità dell'azienda, senza necessità di prova da parte del danneggiato (nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva respinto la domanda risarcitoria per mancanza di prova).

Testo Completo:
Sentenza n. 25978 del 29 ottobre 2008(Sezione Prima Civile, Presidente G. Losavio, Relatore G. Salme')

PROCESSO CIVILE - GIUDICE DI PACE - COSTITUZIONE DELLE PARTI - DEPOSITO DELLA PROCURA

In tema di giudizio dinanzi al giudice di pace, la S.C. ha affermato che la citazione depositata in cancelleria contestualmente all’iscrizione a ruolo non è nulla per carenza di procura, se quest’ultima sia depositata nella prima udienza di trattazione.

Testo Completo:
Sentenza n. 25727 del 24 ottobre 2008(Sezione Prima Civile, Presidente V. Proto, Relatore F. Felicetti)

GIURISDIZIONE – GIUDICATO IMPLICITO – PROCESSO DEL LAVORO

Le S.U., hanno ribadito l’interpretazione adeguatrice - alla luce dei principi di economia processuale e di ragionevole durata del processo - dell’art. 37 c.p.c. (sent. n. 24883 del 2008), anche e a maggior ragione per le controversie di lavoro e previdenza, facendone applicazione in sede di riparto di giurisdizione fra giudice del lavoro e giudice amministrativo in materia di rapporti di pubblico impiego. E' stata pertanto ritenuta inammissibile l'eccezione di difetto di giurisdizione sollevata per la prima volta in sede di legittimità dalla parte che, soccombente nel merito in primo grado, aveva appellato la sentenza del giudice ordinario senza formulare alcuna eccezione sulla giurisdizione.

Testo Completo:
Sentenza n. 26019 del 30 ottobre 2008(Sezioni Unite Civili, Presidente A. Criscuolo, Relatore U. Morcavallo)

martedì 4 novembre 2008

TRIBUTI LOCALI – ICI

Ai fini dell’imposta comunale sugli immobili (ICI), il contemporaneo utilizzo di più di un’unità catastale come abitazione principale non costituisce ostacolo all’applicazione, per tutte, dell’aliquota prevista per l’abitazione principale medesima, sempre che il derivato complesso abitativo utilizzato non trascenda la categoria catastale delle unità che lo compongono, assumendo rilievo, a tal fine, non il numero delle unità catastali ma l’effettiva utilizzazione ad abitazione principale dell’immobile complessivamente considerato, ferma restando la spettanza della detrazione prevista dal secondo comma dell’art. 8 d.lgs n. 504 del 1992 una sola volta per tutte le unità.

Testo Completo:
Sentenza n. 25902 del 29 ottobre 2008(Sezione Quinta Civile, Presidente E. Papa, Relatore M. D'Alonzo)

PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE CIVILE - SENTENZA

La S.C., con riguardo ad una controversia relativa al conseguimento da parte del coniuge divorziato di una quota della pensione di reversibilità spettante all'altro coniuge, ha deciso che quando la legge richiede, per il provvedimento del giudice, la forma della sentenza, l’appello va proposto entro gli ordinari termini di cui agli articoli 325 e 327 cod. proc. civ., a prescindere dal rito camerale applicato.

Testo Completo:
Sentenza n. 26121 del 2 ottobre 2008(Sezione Prima Civile, Presidente M. G. Luccioli, Relatore F. Felicetti)

GIURISDIZIONE TRIBUTARIA – CONTRIBUTI CONSORTILI – ONERE PROBATORIO

Allorquando la cartella esattoriale emessa per la riscossione di contributi consortili sia motivata con riferimento ad un “piano di classifica” approvato dalla competente autorità regionale, è onere del contribuente che disconosca il debito contestare specificamente la legittimità del procedimento ovvero il suo contenuto, nessun ulteriore onere probatorio gravando sul consorzio in difetto di specifica contestazione, ferma restando la possibilità da parte del giudice tributario di avvalersi dei poteri ufficiosi previsti dall’art. 7 del d.lgs n. 546 del 1992, ove ritenga necessaria una particolare indagine riguardo alle modalità con le quali il consorzio stesso è in concreto pervenuto alla liquidazione del contributo.

Testo Completo:
Sentenza n. 26009 del 30 ottobre 2008(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore P. D'Alessandro)

PREVIDENZA - TITOLARITÀ DI PIÙ TRATTAMENTI PENSIONISTICI - DIVIETO DI CUMULO DI TRATTAMENTI COLLEGATI AL COSTO DELLA VITA

Le Sezioni Unite, componendo un contrasto di giurisprudenza in tema di titolarità di più trattamenti pensionistici e relativo adeguamento al costo della vita, hanno statuito che il divieto di cumulo di trattamenti perequativi trova applicazione anche per i pensionati titolari di una pensione a carico dell’AGO e di un’altra a carico dello Stato, in tal caso continuando a corrispondersi l'indennità integrativa speciale inerente alla pensione statale e non spettando, invece, le quote aggiuntive sulla pensione dell’AGO corrisposta dall’ INPS.

Testo Completo:
Sentenza n. 25616 del 23 ottobre 2008(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore S. Toffoli)

lunedì 3 novembre 2008

CONTRATTI AGRARI - AFFITTO DI FONDI RUSTICI – MIGLIORAMENTI – RELATIVA INDENNITA’ – DECORRENZA

In tema di indennità spettante all’affittuario per i miglioramenti apportati al fondo (art. 17, secondo comma, legge n. 203 del 1982), nel caso in cui il rapporto non venga dismesso alla scadenza perché questa è controversa, la data di cessazione del rapporto, alla quale la legge ancora detta indennità, va individuata in quella fissata nella sentenza di condanna al rilascio del fondo (coincidente, ex lege, con la fine dell’annata agraria in cui la sentenza è pronunciata), posto che da tale momento il proprietario concedente può ottenere, coattivamente, il rilascio del fondo ed il conduttore può far valere il diritto alle migliorie.

Testo Completo:
Sentenza n. 25140 del 14 ottobre 2008(Sezione Terza Civile, Presidente P. Vittoria, Relatore D. Calabrese)