Ultime dalla Cassazione

Sentenze e massime della Corte di Cassazione - Ultimi orientamenti giurisprudenziali.
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lunedì 16 agosto 2010

MISURE DI PREVENZIONE - SORVEGLIANZA SPECIALE CON OBBLIGO DI SOGGIORNO - AUTORIZZAZIONE AD ASSENTARSI - PRESUPPOSTI

MISURE DI PREVENZIONE - SORVEGLIANZA SPECIALE CON OBBLIGO DI SOGGIORNO - AUTORIZZAZIONE AD ASSENTARSI - PRESUPPOSTI
In tema di misure di prevenzione, alla persona sottoposta alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno in un determinato comune può essere concessa l'autorizzazione ad allontanarsene per soddisfare esigenze di salute gravi e temporanee, ovvero in presenza di gravi e contingenti ragioni familiari, ma non anche per soddisfare generiche esigenze correlate al desiderio di mantenere rapporti visivi e personali con i propri parenti. (Applicando tale principio al caso di specie, è stata negata l’autorizzazione ad assentarsi dal luogo del soggiorno obbligato per recarsi ad effettuare un colloquio con il padre detenuto).

Testo Completo: Sentenza n. 27576 del 23 giugno 2010 – depositata il 15 luglio 2010

(Sezione Prima Penale, Presidente S. Chieffi, Relatore M. S. Di Tomassi
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SEQUESTRI - RIMOZIONE DEI SIGILLI - INTERVENTO DELL'AUTORITA' GIUDIZIARIA NEL PROCEDIMENTO DI VERIFICAZIONE DEI SIGILLI - NECESSITA' - LIMITI

SEQUESTRI - RIMOZIONE DEI SIGILLI - INTERVENTO DELL'AUTORITA' GIUDIZIARIA NEL PROCEDIMENTO DI VERIFICAZIONE DEI SIGILLI - NECESSITA' - LIMITI
L’intervento dell’autorità giudiziaria nel procedimento di verificazione dei sigilli non è necessario al di fuori del caso in cui il pubblico ministero o il giudice debbano compiere uno specifico atto che comporti la rimozione dei medesimi. (Applicando tale principio al caso di specie, la Corte ha ritenuto che legittimamente la polizia giudiziaria proceda a verificare l’integrità dei sigilli precedentemente apposti dalla stessa su reperti che debbano essere sottoposti ad accertamenti tecnici ad opera di un altro organo di polizia giudiziaria, per incarico del pubblico ministero).

Testo Completo: Sentenza n. 27579 del 23 giugno 2010 – depositata il 15 luglio 2010

(Sezione Prima Penale, Presidente S. Chieffi, Relatore M. Vecchio
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GIUDIZIO – LETTURE CONSENTITE - "SOPRAVVENUTA IMPOSSIBILITA' DI RIPETIZIONE" - NOZIONE - FATTISPECIE

GIUDIZIO – LETTURE CONSENTITE - "SOPRAVVENUTA IMPOSSIBILITA' DI RIPETIZIONE" - NOZIONE - FATTISPECIE
La Corte di Cassazione ha affermato che, in accordo con i principi sanciti dall’art. 6, comma 3, lett. d), CEDU, la lettura, ai sensi dell’art. 512 c.p.p. delle dichiarazioni rese nella fase delle indagini preliminari è consentita soltanto nei casi in cui risulti oggettivamente impossibile ottenere la presenza del testimone, e che detta situazione di <> ricorre unicamente quando il giudice abbia fatto tutto quanto in suo potere per reperire il dichiarante. (Nella specie, si è ritenuto che non fosse esauriente – al fine di giustificare la lettura ex art. 512 c.p.p. – la vana ricerca del dichiarante effettuata in due giorni consecutivi, senza lasciare alcun avviso scritto, nel solo domicilio, estendendo le ricerche presso l’Amministrazione carceraria, ma non anche presso il luogo – noto – di residenza e di nascita).

Testo Completo: Sentenza n. 22358 del 27 maggio 2010 - depositata l'11 giugno 2010

(Sezione Seconda Penale, Presidente P. A. Sirena, Relatore G. Casucci)

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PROCEDIMENTO CIVILE – COMPATIBILITA’ TRA FUNZIONI DI TESTE E DIFENSORE IN CAPO ALLO STESSO SOGGETTO - CONDIZIONI E LIMITI

PROCEDIMENTO CIVILE – COMPATIBILITA’ TRA FUNZIONI DI TESTE E DIFENSORE IN CAPO ALLO STESSO SOGGETTO - CONDIZIONI E LIMITI
In base alla normativa processuale, non può affermarsi che sussista l’incompatibilità (salva la rilevanza della condotta sul piano delle regole deontologiche) tra le funzioni di teste e di difensore in capo allo stesso soggetto qualora esse siano esplicate in fasi o gradi diversi dello stesso processo, purché non contestualmente e a condizione che sia già cessata l’una o l’altra.

Testo Completo: Sentenza n. 16151 dell'8 luglio 2010

(Sezione Terza Civile, Presidente L. F. Di Nanni, Relatore A. Segreto
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DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA - DIRITTO DI CRONACA - GIORNALISMO D'INCHIESTA - LIMITE DELLA VERITA' OGGETTIVA DELLA NOTIZIA - CONNOTAZIONE PARTICOLARE

DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA - DIRITTO DI CRONACA - GIORNALISMO D'INCHIESTA - LIMITE DELLA VERITA' OGGETTIVA DELLA NOTIZIA - CONNOTAZIONE PARTICOLARE
In tema di diritto di cronaca e di critica, la Corte (in riferimento a un articolo originato da campioni di thè consegnati a laboratori di analisi che avevano attestato trattarsi di liquido organico umano) ha precisato che, quando si tratta del cosiddetto «giornalismo di inchiesta» - il quale provvede ad attingere direttamente l’informazione – gli obblighi del giornalista, connessi al generale limite della verità oggettiva della notizia pubblicata, si sostanziano nel rispetto dei principi etici e deontologici dell’attività professionale, quali risultano dalla relativa legge (art. 2 della legge n. 69 del 1963) e dalla Carta dei doveri del giornalista, ai quali si aggiunge il rispetto della riservatezza, secondo quanto stabilito dalle regole deontologiche in tema di trattamento dei dati personali; fermi restando, comunque, i limiti generali costituti dall’interesse pubblico alla conoscenza del fatto e la correttezza formale dell’esposizione.

Testo Completo: Sentenza n. 16236 del 9 luglio 2010

(Sezione Terza Civile, Presidente M. R. Morelli, Relatore B. Spagna Musso
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PROCEDIMENTO CIVILE – COMPATIBILITA’ TRA FUNZIONI DI TESTE E DIFENSORE IN CAPO ALLO STESSO SOGGETTO - CONDIZIONI E LIMITI

PROCEDIMENTO CIVILE – COMPATIBILITA’ TRA FUNZIONI DI TESTE E DIFENSORE IN CAPO ALLO STESSO SOGGETTO - CONDIZIONI E LIMITI
In base alla normativa processuale, non può affermarsi che sussista l’incompatibilità (salva la rilevanza della condotta sul piano delle regole deontologiche) tra le funzioni di teste e di difensore in capo allo stesso soggetto qualora esse siano esplicate in fasi o gradi diversi dello stesso processo, purché non contestualmente e a condizione che sia già cessata l’una o l’altra.

Testo Completo: Sentenza n. 16151 dell'8 luglio 2010

(Sezione Terza Civile, Presidente L. F. Di Nanni, Relatore A. Segreto)

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PROFESSIONI E PROFESSIONISTI – AVVOCATO - RESPONSABILITÀ – CONFIGURABILITA’ IN CASO DI OMESSA ATTIVITA’ DIFENSIVA PER CAUSA AD ELEVATO RISCHIO

PROFESSIONI E PROFESSIONISTI – AVVOCATO - RESPONSABILITÀ – CONFIGURABILITA’ IN CASO DI OMESSA ATTIVITA’ DIFENSIVA PER CAUSA AD ELEVATO RISCHIO DI SOCCOMBENZA - SUSSISTENZA
E’ configurabile la responsabilità professionale dell’avvocato quando, in caso di controversie ritenute di notevole difficoltà e tali da esporre il cliente ad un elevato rischio di soccombenza, accetti comunque di patrocinare un parte e poi si disinteressi totalmente di cercare, in ogni modo, di tutelarne le possibili ragioni, senza, nemmeno, attivarsi per trovare una soluzione transattiva, esponendo il cliente all'incremento del pregiudizio iniziale, se non altro a causa delle spese processuali a cui lo stesso va incontro, per la propria difesa e per quella della parte avversa.

Testo Completo: Sentenza n. 15717 del 2 luglio 2010

(Sezione Terza Civile, Presidente F. Trifone, Relatore R. Lanzillo)

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RESPONSABILITÀ CIVILE – DIFFAMAZIONE - INSINDACABILITÀ PREVISTA DALL’ART. 68 COST. – PRESUPPOSTI E LIMITI - CONSEGUENZE

RESPONSABILITÀ CIVILE – DIFFAMAZIONE - INSINDACABILITÀ PREVISTA DALL’ART. 68 COST. – PRESUPPOSTI E LIMITI - CONSEGUENZE
L'insindacabilità prevista dall'art. 68 Cost. non si riferisce solo al compimento degli atti tipici del mandato parlamentare, ma investe anche l'attività extraparlamentare, a condizione, però, che tale ultima attività si configuri come strettamente connessa all'espletamento delle funzioni tipiche e delle finalità proprie del mandato parlamentare, cosicché, in mancanza di questo essenziale nesso, ricorrono le condizioni, in presenza della contraria deliberazione della Camera di appartenenza, per sollevare conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato, rimettendone la risoluzione alla Corte costituzionale.

Testo Completo: Ordinanza n. 16110 dell'8 luglio 2010

(Sezione Terza Civile, Presidente e Relatore M. R. Morelli)


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MEDIAZIONE – PROVVIGIONE

MEDIAZIONE – PROVVIGIONE
In tema di mediazione, il d. lgs. 26 marzo 2010 n. 59, che ha soppresso il ruolo dei mediatori di cui all'art. 2 della legge 3 febbraio 1989 n. 39, non ha però abrogato tale legge e, in particolare, l'art. 6 della stessa, il quale – disponendo l’art. 73 del decreto legislativo indicato che le attività disciplinate dalla predetta legge sono soggette a dichiarazione di inizio di attività corredata da certificazioni attestanti il possesso dei requisiti prescritti, da presentare alla camera di commercio - deve interpretarsi nel senso che, anche per i rapporti di mediazione sottoposti alla normativa di cui al d. lgs. n. 59 del 2010, hanno diritto alla provvigione i soli mediatori iscritti nei registri o nei repertori tenuti dalla camera di commercio.

Testo Completo: Sentenza n. 16147 dell'8 luglio 2010

(Sezione Terza Civile, Presidente L. F. Di Nanni, Relatore A. Segreto)

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PENA – SOSTITUZIONE DELLA PENA DETENTIVA CON PENA PECUNIARIA - APPLICABILITA' NEI CONFRONTI DI PERSONA IN CONDIZIONI ECONOMICHE DISAGIATE - POSSIBILIT

PENA – SOSTITUZIONE DELLA PENA DETENTIVA CON PENA PECUNIARIA - APPLICABILITA' NEI CONFRONTI DI PERSONA IN CONDIZIONI ECONOMICHE DISAGIATE - POSSIBILITA' - SUSSISTENZA
La Sezioni unite hanno affermato che la sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria è consentita anche in relazione a condanna inflitta a persona in condizioni economiche disagiate, in quanto la presunzione di inadempimento, ostativa in forza dell'art. 58, secondo comma, L. 24 novembre 1981 n. 689, si riferisce soltanto alle pene sostitutive di quella detentiva accompagnate da prescrizioni (semidetenzione o libertà controllata), e non alla pena pecuniaria sostitutiva, che non prevede alcuna particolare prescrizione.

Testo Completo: Sentenza n. 24476 del 22 aprile 2010 - depositata il 30 giugno 2010

(Sezioni Unite Penali, Presidente T. Gemelli, Relatore S. L. Carmenini)

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