Ultime dalla Cassazione

Sentenze e massime della Corte di Cassazione - Ultimi orientamenti giurisprudenziali.
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mercoledì 18 febbraio 2015

FALLIMENTO E PROCEDURE CONCORSUALI - FALLIMENTO ED ALTRE PROCEDURE CONCORSUALI - CONCORDATO PREVENTIVO - EFFETTI - ESECUZIONE DEL CONCORDATO - IPOTECA RILASCIATA DAL SOCIO ILLIMITATAMENTE RESPONSABILE PER UN DEBITO SOCIALE.

FALLIMENTO E PROCEDURE CONCORSUALI - FALLIMENTO ED ALTRE PROCEDURE CONCORSUALI - CONCORDATO PREVENTIVO - EFFETTI - ESECUZIONE DEL CONCORDATO - IPOTECA RILASCIATA DAL SOCIO ILLIMITATAMENTE RESPONSABILE PER UN DEBITO SOCIALE.


Sentenza n. 3022 del 16/02/2015

Le Sezioni Unite, a composizione di contrasto (e a risoluzione di questione di massima di particolare importanza), hanno ritenuto che il socio illimitatamente responsabile di società di persone che abbia concesso ipoteca per un debito della società risponde integralmente dell'obbligazione assunta, anche a seguito dell’omologazione del concordato preventivo della società, nei limiti del valore del bene su cui insiste l’ipoteca, indipendentemente dall’applicazione dall’art. 184 legge fall. (decisione avente effetti limitati al concordato preventivo disciplinato dalle norme della legge fallimentare anteriori alla riforma).
 


Presidente: L. A. Rovelli
Relatore: V. Ragonesi

venerdì 13 febbraio 2015

ESECUZIONE – PROVVEDIMENTI GIURISDIZIONALI – PENE ACCESSORIE – INCIDENTE DI ESECUZIONE – RETTIFICA DELLA PENA ACCESSORIA ERRONEAMENTE APPLICATA – AMMISSIBILITÀ - CONDIZIONI

ESECUZIONE – PROVVEDIMENTI GIURISDIZIONALI – PENE ACCESSORIE – INCIDENTE DI ESECUZIONE – RETTIFICA DELLA PENA ACCESSORIA ERRONEAMENTE APPLICATA – AMMISSIBILITÀ - CONDIZIONI

Sentenza n. 6240 ud. 27/11/2014 - deposito del 12/02/2015

Con sentenza depositata il 12 febbraio 2015, le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione hanno affermato il seguente principio: “L’applicazione di una pena accessoria extra o contra legem da parte del giudice della cognizione può essere rilevata, anche dopo il passaggio in giudicato della sentenza, dal giudice dell’esecuzione, purchè essa sia determinata per legge (o determinabile, senza alcuna discrezionalità) nella specie e nella durata, e non derivi da un errore valutativo del giudice della cognizione”.


Presidente: G. Santacroce
Relatore: S. Amoresano

mercoledì 11 febbraio 2015

DIRITTI DELLA PERSONALITA' - UNIONI OMOAFFETTIVE – REGIME MATRIMONIALE – MANCATA ESTENSIONE – LEGITTIMITA’ – INDIVIDUAZIONE DI FORME DI GARANZIA E RICONOSCIMENTO – DISCREZIONALITA’ DEL LEGISLATORE.

DIRITTI DELLA PERSONALITA' - UNIONI OMOAFFETTIVE – REGIME MATRIMONIALE – MANCATA ESTENSIONE – LEGITTIMITA’ – INDIVIDUAZIONE DI FORME DI GARANZIA E RICONOSCIMENTO – DISCREZIONALITA’ DEL LEGISLATORE.

Sentenza n. 2400 del 09/02/2015

È legittima la mancata estensione del regime matrimoniale (nella specie, della possibilità di procedere alle pubblicazione di matrimonio) alle unioni omoaffettive in linea con quanto affermato dalla sentenza n. 138 del 2010 della Corte costituzionale, il cui approdo non può ritenersi superato dalle successive decisioni della Corte di Strasburgo, ancorché il sicuro rilievo costituzionale ex art. 2 Cost. di tali formazioni sociali presupponga – come anche ribadito nella successiva sentenza n. 170 del 2014 della Corte costituzionale – l’individuazione di adeguate forme di garanzia e di riconoscimento, la cui determinazione appartiene alla discrezionalità del legislatore.


Presidente: M.G. Luccioli
Relatore: M. Acierno


venerdì 6 febbraio 2015

INDAGINI PRELIMINARI - ATTIVITÀ DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA - ACCERTAMENTI URGENTI SU LUOGHI, COSE E PERSONE - TEST ALCOLIMETRICO - OMESSO AVVISO AL DIFENSORE EX ART. 114 DISP. ATT. COD. PROC. PEN. - NULLITÀ A REGIME INTERMEDIO - TERMINE PER LA DEDUCIBILITA' - ENTRO LA DELIBERAZIONE DELLA SENTENZA DI PRIMO GRADO.

INDAGINI PRELIMINARI - ATTIVITÀ DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA - ACCERTAMENTI URGENTI SU LUOGHI, COSE E PERSONE - TEST ALCOLIMETRICO - OMESSO AVVISO AL DIFENSORE EX ART. 114 DISP. ATT. COD. PROC. PEN. - NULLITÀ A REGIME INTERMEDIO - TERMINE PER LA DEDUCIBILITA' - ENTRO LA DELIBERAZIONE DELLA SENTENZA DI PRIMO GRADO.

Sentenza n. 5396 ud. 29/01/2015 - deposito del 05/02/2015

Le Sezioni Unite, risolvendo un contrasto tra le Sezioni semplici, hanno stabilito:
- che la nullità a regime intermedio, derivante dalla violazione dell'art. 114 disp. att. cod. proc. pen. per il mancato avvertimento al conducente di un veicolo da sottoporre ad esame alcolimetrico della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia, può essere tempestivamente dedotta fino al momento della deliberazione della sentenza di primo grado, ai sensi degli artt. 180 e 182, comma 2, cod. proc. pen.;
- che, in relazione all'art. 182, comma 2, primo periodo, cod. proc. pen., per "parte" sulla quale grava l'onere di eccepire la nullità di un atto nel caso in cui vi assista non può intendersi mai l'indagato o l'imputato, ma solo il difensore (o il pubblico ministero).



Presidente: G.Santacroce
Relatore: G.Conti

martedì 3 febbraio 2015

REATO - ESTINZIONE (CAUSE DI) – PRESCRIZIONE - SOSPENSIONE - LIMITI DI DURATA - CONTEMPORANEO IMPEGNO PROFESSIONALE – APPLICAZIONE

REATO - ESTINZIONE (CAUSE DI) – PRESCRIZIONE - SOSPENSIONE - LIMITI DI DURATA - CONTEMPORANEO IMPEGNO PROFESSIONALE – APPLICAZIONE.

Sentenza n. 4909 ud. 18/12/2014 - deposito del 02/02/2015

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, risolvendo un contrasto insorto tra le Sezioni semplici, hanno statuito che il concomitante impegno professionale del difensore in altro procedimento può costituire legittimo impedimento ai sensi dell’art. 420 ter, comma 5, cod. proc. pen. con conseguente sospensione del termine di prescrizione del reato fino ad un termine massimo di sessanta giorni dalla sua cessazione.


Presidente: G. Santacroce
Relatore: V. Romis

MISURE DI PREVENZIONE – CONFISCA – NATURA PREVENTIVA – CONSEGUENZE – SUCCESSIONE DI LEGGI NEL TEMPO – ART. 200 COD. PEN. – APPLICABILITÀ

MISURE DI PREVENZIONE – CONFISCA – NATURA PREVENTIVA – CONSEGUENZE – SUCCESSIONE DI LEGGI NEL TEMPO – ART. 200 COD. PEN. – APPLICABILITÀ

Sentenza n. 4880 ud. 26/06/2014 - deposito del 02/02/2015

Le Sezioni unite, risolvendo un contrasto giurisprudenziale, hanno stabilito che le modifiche introdotte all’art. 2-bis della legge n. 575 del 1965 dalle leggi n. 126 del 2008 e n. 95 del 2009 non hanno modificato la natura preventiva della confisca emessa nell’ambito del procedimento di prevenzione, di guisa che rimane tuttora valida l’assimilazione alle misure di sicurezza e, dunque, l’applicabilità in caso di successione di leggi nel tempo della previsione di cui all’art. 200 cod. pen.


Presidente: G. Santacroce
Relatore: P.A. Bruno

mercoledì 28 gennaio 2015

ESECUZIONE FORZATA - LITISCONSORTE NECESSARIO PRETERMESSO - TITOLO ESECUTIVO GIUDIZIALE - ESECUZIONE - TUTELA ESPERIBILE - OPPOSIZIONE EX ART. 615 COD. PROC. CIV. - ESCLUSIONE - OPPOSIZIONE EX ART. 404, PRIMO COMMA, COD. PROC. CIV. - NECESSITA'

ESECUZIONE FORZATA - LITISCONSORTE NECESSARIO PRETERMESSO - TITOLO ESECUTIVO GIUDIZIALE - ESECUZIONE - TUTELA ESPERIBILE - OPPOSIZIONE EX ART. 615 COD. PROC. CIV. - ESCLUSIONE - OPPOSIZIONE EX ART. 404, PRIMO COMMA, COD. PROC. CIV. - NECESSITA'

Sentenza n. 1238 del 23/01/2015

Le Sezioni Unite, a composizione di contrasto, hanno affermato il principio secondo il quale il litisconsorte necessario pretermesso (come anche il terzo titolare di diritto autonomo ed incompatibile, il titolare di status incompatibile con quello accertato inter alios e il falsamente rappresentato), avverso l’esecuzione che sia stata promossa sulla base del titolo giudiziale opponibile ai sensi dell’art. 404, primo comma, cod. proc. civ., non può, al fine di incidere sull’efficacia del titolo, proporre opposizione ex art. 615 cod. proc. civ. (né ai sensi dell’art. 619 cod. proc. civ.) neppure se sia detentore materiale del bene, ma può far valere la sua situazione per bloccare l’esecuzione (od esecutività del titolo) esclusivamente con l’opposizione ordinaria, nel cui ambito, ai sensi dell’art. 407 cod. proc. civ., ottenere la sospensione dell’esecutività della sentenza.


Presidente: L. A. Rovelli
Estensore: R. Frasca

martedì 27 gennaio 2015

SOCIETA' - SOCIETÀ PER AZIONI PARTECIPATA DA ENTE LOCALE – AMMINISTRATORE DI NOMINA PUBBLICA – REVOCA – IMPUGNAZIONE – GIURISDIZIONE ORDINARIA – SUSSISTENZA.

SOCIETA' - SOCIETÀ PER AZIONI PARTECIPATA DA ENTE LOCALE – AMMINISTRATORE DI NOMINA PUBBLICA – REVOCA – IMPUGNAZIONE – GIURISDIZIONE ORDINARIA – SUSSISTENZA.

Ordinanza n. 1237 del 23/01/2015


In tema di società per azioni partecipata da ente locale, ove l’amministratore nominato dal socio pubblico ne impugni l’atto di revoca, la controversia appartiene alla giurisdizione ordinaria e non alla giurisdizione amministrativa, trattandosi di atto “jure privatorum” e non “jure imperii”, alla luce della clausola ermeneutica generale ex art. 4, comma 13, del d.l. n. 95 del 2012, conv. in legge n. 135 del 2012.

 


Presidente: L. A. Rovelli
Relatore: S. Di Palma

mercoledì 21 gennaio 2015

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITA' - ACCESSIONE INVERTITA - MODO D'ACQUISTO DELLA PROPRIETA' DA PARTE DELLA P.A. - ESCLUSIONE - RESTITUZIONE O RISARCIMENTO DEL DANNO - DIRITTO - OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA - RISARCIMENTO DEL DANNO - PRESCRIZIONE - DECORRENZA

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITA' - ACCESSIONE INVERTITA - MODO D'ACQUISTO DELLA PROPRIETA' DA PARTE DELLA P.A. - ESCLUSIONE - RESTITUZIONE O RISARCIMENTO DEL DANNO - DIRITTO - OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA - RISARCIMENTO DEL DANNO - PRESCRIZIONE - DECORRENZA

Sentenza n. 735 del 19/01/2015

Le Sezioni Unite, a composizione di contrasto, hanno affermato il principio, secondo il quale, in caso di illecito spossessamento di un privato da parte della P.A. con l’irreversibile trasformazione del terreno con la realizzazione di un’opera pubblica (cd. accessione invertita) non ne comportano l’acquisto della proprietà da parte dell’Amministrazione, conservando il privato il diritto alla restituzione del bene, salvo non preferisca chiedere il risarcimento del danno. Spetta, in ogni caso, per la perdita delle utilità ricavabili dal terreno per l’illegittima occupazione, il diritto al risarcimento del danno, la cui prescrizione quinquennale decorre, per la perdita del godimento, dalle singole annualità, mentre, per la reintegrazione per equivalente, dalla data della domanda.
 


Presidente: G. Santacroce
Relatore: Di Amato

PROCESSO TRIBUTARIO - CONDONO FISCALE - AVVISO DI LIQUIDAZIONE - CONTROVERSIA - LITE PENDENTE - INCLUSIONE DELL'ATTO DI CLASSAMENTO CATASTALE PRESUPPOSTO NON PRECEDENTEMENTE NOTO - DEFINIZIONE AGEVOLATA - AMMISSIBILITA' - POTERI DEL GIUDICE - ININFLUENZA

PROCESSO TRIBUTARIO - CONDONO FISCALE - AVVISO DI LIQUIDAZIONE - CONTROVERSIA - LITE PENDENTE - INCLUSIONE DELL'ATTO DI CLASSAMENTO CATASTALE PRESUPPOSTO NON PRECEDENTEMENTE NOTO - DEFINIZIONE AGEVOLATA - AMMISSIBILITA' - POTERI DEL GIUDICE - ININFLUENZA


Sentenza n. 643 del 16/01/2015


Le Sezioni Unite, a definizione di una questione di massima, hanno enunciato, ai sensi dell’art. 363, terzo comma, cod. proc. civ., il principio secondo il quale, in tema di condono, ove la controversia sia nata dal ricorso avverso un avviso di liquidazione d’imposta, che investa anche l’atto presupposto di classamento catastale, noto solo a seguito della notifica dell’avviso di liquidazione, la lite pendente è configurabile anche rispetto a tale atto, sicché è suscettibile di definizione agevolata pur in assenza di impugnazione dell’atto di attribuzione della rendita, senza che a ciò osti l’impossibilità, per il giudice, di sindacare, anche solo in via incidentale, la legittimità della rendita attribuita.


Presidente: L. A. Rovelli
Relatore: A. Cappabianca