Ultime dalla Cassazione

Sentenze e massime della Corte di Cassazione - Ultimi orientamenti giurisprudenziali.
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E' possibile scaricare il testo completo della sentenza (in formato pdf) cliccando sul link posizionato sotto la massima.

giovedì 14 gennaio 2010

SANZIONI AMMINISTRATIVE – PENDENZA DI RICORSO AL PREFETTO EX ART. 203 COD. STRADA – EMISSIONE DI CARTELLA ESATTORIALE – ILLEGITTIMITA’

SANZIONI AMMINISTRATIVE – PENDENZA DI RICORSO AL PREFETTO EX ART. 203 COD. STRADA – EMISSIONE DI CARTELLA ESATTORIALE – ILLEGITTIMITA’
L’emissione di cartella esattoriale in pendenza di ricorso al prefetto avverso il verbale di accertamento di violazione al codice stradale (art. 203 cod. strada) è illegittima per mancanza di esecutività di detto verbale nelle more della decisione prefettizia.

Testo Completo: Sentenza n. 26173 del 14 dicembre 2009

(Sezione Seconda Civile, Presidente L. A. Rovelli, Relatore V. Mazzacane)


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EQUA RIPARAZIONE – GIUDIZIO DI COGNIZIONE E PROCESSO ESECUTIVO E DI OTTEMPERANZA – RAPPORTO – AUTONOMIA – CONSEGUENZE

EQUA RIPARAZIONE – GIUDIZIO DI COGNIZIONE E PROCESSO ESECUTIVO E DI OTTEMPERANZA – RAPPORTO – AUTONOMIA – CONSEGUENZE
Le Sezioni unite, risolvendo il contrasto insorto in seno alle sezioni semplici, hanno affermato che, in tema di equa riparazione per violazione del termine di ragionevole durata del processo, il processo di cognizione e quello di esecuzione regolati dal codice di procedura civile, nonché quello cognitivo e quello di ottemperanza davanti al giudice amministrativo devono considerarsi tra loro autonomi. Conseguentemente, la loro durata non può sommarsi per rilevarne una durata complessiva dei due diversi processi, anche ai fini del rispetto del termine di proponibilità dell’azione ai sensi dell’art. 4 della L. n. 89 del 2001.

Testo Completo: Sentenza n. 27348 del 24 dicembre 2009

(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore F. Forte)

mercoledì 13 gennaio 2010

TRIBUTI - ACCERTAMENTI FONDATI SULL'UNICA PRESUNZIONE DELLO SBILANCIO TRA COSTI E RICAVI - RICORSO AL METODO INDUTTIVO - ILLEGITTIMITA'

TRIBUTI - ACCERTAMENTI FONDATI SULL'UNICA PRESUNZIONE DELLO SBILANCIO TRA COSTI E RICAVI - RICORSO AL METODO INDUTTIVO - ILLEGITTIMITA'
In tema di l’accertamento Iva la S.C. ha affermato che il ricorso al metodo induttivo è illegittimo quando si fondi sull’unica presunzione dello sbilancio tra costi e ricavi, senza fare riferimento alcuno a studi di settore od indagini statistiche mirate, né evidenziare che lo stato economico della ditta presenta caratteristiche di stranezza, singolarità e contrasto con elementari regole economiche di esperienza, tali da essere immediatamente percepibile come inattendibile secondo il senso comune.

Testo Completo: Sentenza n. 26341 del 16 dicembre 2009

(Sezione Quinta Civile, Presidente E. Papa, Relatore C. Parmeggiani)


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TRIBUTI - BOLLE DI ACCOMPAGNAMENTO ALTERATE - ACCERTAMENTO IVA NEI CONFRONTI DEL DESTINATARIO - POSSIBILITA'

TRIBUTI - BOLLE DI ACCOMPAGNAMENTO ALTERATE - ACCERTAMENTO IVA NEI CONFRONTI DEL DESTINATARIO - POSSIBILITA'
La S.C. ha affermato che il rinvenimento di bolle di accompagnamento alterate nei dati relativi alle quantità presso la società risultante destinataria della merce ed esercente il commercio della stessa, legittima nei suoi confronti l'accertamento induttivo in materia di Iva.

Testo Completo: Sentenza n. 26340 del 16 dicembre 2009

(Sezione Quinta Civile, Presidente E. Papa, Relatore C. Parmeggiani)


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TRIBUTI - INFORMAZIONI ED I DATI RACCOLTI NEL CORSO DI UNA VERIFICA FISCALE - UTILIZZABILITA'

TRIBUTI - INFORMAZIONI ED I DATI RACCOLTI NEL CORSO DI UNA VERIFICA FISCALE - UTILIZZABILITA'
La S.C. ha affermato che le informazioni ed i dati raccolti nel corso di una verifica fiscale sono utilizzabili per quantificare e motivare il successivo accertamento anche oltre l’ambito oggettivo delineato dall'incarico di accesso.

Testo Completo: Sentenza n. 26321 del 16 dicembre 2009

(Sezione Quinta Civile, Presidente E. Papa, Relatore G. Carleo)

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TRIBUTI - ACCERTAMENTO TRIBUTARIO FONDATO SULLE PERCENTUALI DI RICARICO DELLA MERCE VENDUTA - CRITERI

TRIBUTI - ACCERTAMENTO TRIBUTARIO FONDATO SULLE PERCENTUALI DI RICARICO DELLA MERCE VENDUTA - CRITERI
In tema di accertamento tributario fondato sulle percentuali di ricarico della merce venduta la S.C. ha affermato che la scelta tra il criterio della media aritmetica semplice e della media ponderale dipende, rispettivamente, dalla natura omogenea o disomogenea degli articoli e dei ricarichi.

Testo Completo: Sentenza n. 26312 del 16 dicembre 2009

(Sezione Quinta Civile, Presidente E. Papa, Relatore A. Merone)

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RESPONSABILITA' CIVILE - DANNO DA PUBBLICITA' INGANNEVOLE - RISARCIMENTO - PROVA

RESPONSABILITA' CIVILE - DANNO DA PUBBLICITA' INGANNEVOLE - RISARCIMENTO - PROVA
Il consumatore che, lamentando di aver subito un danno per effetto di una pubblicità ingannevole (nella specie segno descrittivo “LIGHT” sul pacchetto di sigarette), agisca per il risarcimento del danno ai sensi dell'art. 2043 cod. civ., è tenuto a provare l'esistenza del danno, il nesso di causalità, nonché (almeno) la colpa di chi ha diffuso la pubblicità, la quale si concreta nella prevedibilità che dalla diffusione di quel messaggio sarebbero derivate le lamentate conseguenze dannose.

Testo Completo: Sentenza n. 26516 del 17 dicembre 2009

(Sezione Terza Civile, Presidente G. B. Petti, Relatore A. Segreto)


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RESPONSABILITA' CIVILE – “VENDITA A CATENA” - SIGARETTE - CONCORSO DI TITOLI

RESPONSABILITA' CIVILE – “VENDITA A CATENA” - SIGARETTE - CONCORSO DI TITOLI
Nelle cosiddette vendite "a catena" spettano all'acquirente l'azione contrattuale nei confronti del diretto venditore e quella extracontrattuale contro il produttore, per il danno sofferto in dipendenza dei vizi che rendono la cosa pericolosa. Vìola un principio informatore in tema di responsabilità civile il giudice di pace che - nel giudizio di equità promosso per il risarcimento del danno da pubblicità ingannevole relativo ad una marca di sigarette - riconosca il produttore responsabile sia a titolo extracontrattuale che a titolo contrattuale.

Testo Completo: Sentenza n. 26514 del 17 dicembre 2009

(Sezione Terza Civile, Presidente G. B. Petti, Relatore A. Segreto)

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martedì 5 gennaio 2010

TRIBUTI - ACCERTAMENTI MEDIANTE L'APPLICAZIONE DEI PARAMETRI O DEGLI STUDI DI SETTORE - NATURA DI PRESUNZIONI SEMPLICI

TRIBUTI - ACCERTAMENTI MEDIANTE L'APPLICAZIONE DEI PARAMETRI O DEGLI STUDI DI SETTORE - NATURA DI PRESUNZIONI SEMPLICI
La S.C. ha affermato che la procedura di accertamento standardizzato mediante l'applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici la cui gravità, precisione e concordanza non è “ex lege” determinata in relazione ai soli standards in sé considerati, ma nasce in esito al contraddittorio con il contribuente.

Testo Completo: Sentenza n. 26635 del 18 dicembre 2009

(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore R. Botta)

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sabato 2 gennaio 2010

DIRITTO D’AUTORE, MARCHI E BREVETTI – ABUSIVA DUPLICAZIONE DELLE OPERE CINEMATOGRAFICHE – DIRITTI DI UTILIZZAZIONE – DURATA

DIRITTO D’AUTORE, MARCHI E BREVETTI – ABUSIVA DUPLICAZIONE DELLE OPERE CINEMATOGRAFICHE – DIRITTI DI UTILIZZAZIONE – DURATA
Con la decisione in oggetto la Corte a Sezioni Unite, risolvendo il contrasto formatosi in punto di computo del termine di durata dei diritti di utilizzazione delle opere cinematografiche, ha affermato, ribadendo l’indirizzo già espresso dalla III Sezione penale, che :
a) ai fini di detto calcolo il periodo di sospensione del termine per la tutela del diritto di autore, stabilito dal D. Lgs. C.p.S. n. 1430 del 1947 per i cittadini dei Paesi vincitori della seconda guerra mondiale in esecuzione del Trattato di pace di Parigi, non si cumula con il periodo di proroga stabilito, in precedenza, dal D. Lgs. lgt. n. 440 del 1945 (sicché il termine di durata ex art. 32 della legge n. 633 del 1941 operante anteriormente alla modifica operata dall’art.3 del Dpr n. 19 del 1978 non può oltrepassare complessivi trentasei anni dalla data di prima proiezione pubblica dell’opera);
b) il termine di durata di cinquant’anni, stabilito dal predetto art.3 del Dpr n. 19 del 1978 in luogo del precedente termine di anni trentasei, non si applica alle opere per le quali, all’entrata in vigore di detta norma, detta durata di anni trentasei sia già scaduta;
c) nel caso di opera cinematografica costituita da cartoni animati, la tutela del diritto di utilizzazione economica spettante al produttore prevista per le opere cinematografiche non si cumula con la tutela prevista per l'autore dei disegni impiegati per la realizzazione del cartone animato, sì che la scadenza del termine relativo al primo aspetto è sufficiente a determinare la caduta dell’opera in pubblico dominio.

Testo Completo: Sentenza n. 49783 del 24 settembre 2009 - depositata il 29 dicembre 2009

(Sezioni Unite Penali, Presidente T. Gemelli, Relatore A. Fiale)

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