Ultime dalla Cassazione

Sentenze e massime della Corte di Cassazione - Ultimi orientamenti giurisprudenziali.
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E' possibile scaricare il testo completo della sentenza (in formato pdf) cliccando sul link posizionato sotto la massima.

martedì 26 ottobre 2010

MISURE CAUTELARI – CESSAZIONE DI EFFICACIA - IMPUGNAZIONE – INTERESSE – CONDIZIONI

MISURE CAUTELARI – CESSAZIONE DI EFFICACIA - IMPUGNAZIONE – INTERESSE – CONDIZIONI


La Corte ha precisato che, nel caso del provvedimento applicativo di una misura cautelare custodiale revocato o divenuta inefficace, persiste l’interesse dell’indagato alla sua impugnazione, nella prospettiva di una futura richiesta di riparazione per ingiusta detenzione, soltanto quando la stessa tenda a far valere l’insussistenza delle condizioni di applicabilità della misura restrittiva in relazione a presupposti diversi da quelli suscettibili di fondare la pronunzia di proscioglimento nel procedimento principale per una delle cause menzionate nel primo comma dell’art. 314 cod. proc. pen.



Testo Completo: Sentenza n. 37764 del 21 settembre 2010 - depositata il 22 ottobre 2010
(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore A. Cortese)



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TERMINI PROCESSUALI – SOSPENSIONE NEL PERIODO FERIALE – REATI DI CRIMINALITA’ ORGANIZZATA – MISURE CAUTELARI REALI – IMPUGNAZIONE – OPERATIVITA’ DELLA SOSPENSIONE - ESCLUSIONE

TERMINI PROCESSUALI – SOSPENSIONE NEL PERIODO FERIALE – REATI DI CRIMINALITA’ ORGANIZZATA – MISURE CAUTELARI REALI – IMPUGNAZIONE – OPERATIVITA’ DELLA SOSPENSIONE - ESCLUSIONE


Le Sezioni Unite hanno chiarito che la deroga alla sospensione in periodo feriale dei termini delle indagini preliminari nei procedimenti per reati di criminalità organizzata, prevista dall’art. 2, comma secondo, legge 7 ottobre 1969, n. 742, riguarda anche le procedure incidentali aventi ad oggetto misure cautelari reali. Nell’occasione la Corte ha altresì precisato che, per identificare i procedimenti ai quali si applica la disposizione menzionata, non deve guardarsi alla situazione del singolo indagato, bensì alla sua collocazione nell’ambito di un procedimento di criminalità organizzata, dovendosi ritenere tale quello che ha ad oggetto un reato associativo. In tal senso è dunque irrilevante che lo specifico reato contestato allo stesso indagato sia eventualmente aggravato dal fine di agevolare un sodalizio mafioso, rilevando invece soltanto che la stessa contestazione si inserisca nell’ambito del medesimo procedimento qualificabile, per l’appunto, di criminalità organizzata.



Testo Completo:
Sentenza n. 37501 del 15 luglio 2010 - depositata il 20 ottobre 2010

(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Fazzioli, Relatore G. Conti)

 

DELITTI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – ABUSO D’ATTI D’UFFICIO – DIPENDENTE DI POSTE ITALIANE S.P.A. ADDETTO AL C.P.O. – INCARICATO DI PUBBLICO SERVIZIO – REATO – SUSSISTENZA

DELITTI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – ABUSO D’ATTI D’UFFICIO – DIPENDENTE DI POSTE ITALIANE S.P.A. ADDETTO AL C.P.O. – INCARICATO DI PUBBLICO SERVIZIO – REATO – SUSSISTENZA

La Corte ha affermato che il dipendente di Poste Italiane s.p.a. addetto ad una struttura di accettazione della corrispondenza deve ritenersi incaricato di pubblico servizio, con la conseguenza che lo stesso commette il reato di abuso d’atti d’ufficio qualora invii indebitamente alla rete pubblica di distribuzione, in violazione di quanto disposto dal d. lgs. 22 luglio 1999, n. 261, corrispondenza priva della richiesta affrancatura.


Sentenza n. 37775 del 7 ottobre 2010 - depositata il 22 ottobre 2010
(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore L. Lanza)

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sabato 23 ottobre 2010

REATO - ESTINZIONE (CAUSE DI) - CONCORSO DI CAUSE ESTINTIVE - SOSPENSIONE CONDIZIONALE DELLA PENA - INDULTO - APPLICABILITA' DI ENTRAMBI I BENEFICI - ESCLUSIONE - PREVALENZA DELLA SOSPENSIONE CONDIZIONALE

REATO - ESTINZIONE (CAUSE DI) - CONCORSO DI CAUSE ESTINTIVE - SOSPENSIONE CONDIZIONALE DELLA PENA - INDULTO - APPLICABILITA' DI ENTRAMBI I BENEFICI - ESCLUSIONE - PREVALENZA DELLA SOSPENSIONE CONDIZIONALE


Risolvendo un contrasto interpretativo, le Sezioni Unite della Suprema Corte hanno affermato che l’indulto non può concorrere con la sospensione condizionale della pena, poiché quest’ultimo beneficio prevale sul primo.


Sentenza n. 36837 del 15 luglio 2010 – depositata il 15 ottobre 2010
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Fazzioli, Relatore M.C. Siotto)



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giovedì 14 ottobre 2010

PROCESSO CIVILE – PROCEDIMENTO D’INGIUNZIONE – OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO – RIDUZIONE DEI TERMINI DI COSTITUZIONE DELL’OPPONENTE E DELL’OPPOSTO – EFFETTO AUTOMATICO CONSEGUENTE ALLA PROPOSIZIONE DELL’OPPOSIZIONE

PROCESSO CIVILE – PROCEDIMENTO D’INGIUNZIONE – OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO – RIDUZIONE DEI TERMINI DI COSTITUZIONE DELL’OPPONENTE E DELL’OPPOSTO – EFFETTO AUTOMATICO CONSEGUENTE ALLA PROPOSIZIONE DELL’OPPOSIZIONE
Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, la riduzione a metà del termine di costituzione dell’opponente consegue automaticamente al solo fatto della proposizione dell’opposizione, prevedendo l’art. 645 cod. proc. civ. che i termini a comparire siano ridotti a metà in ogni caso di opposizione; qualora, tuttavia, l’opponente assegni un termine di comparizione pari o superiore a quello legale, resta salva la facoltà dell’opposto, costituitosi nel termine dimidiato, di chiedere l’anticipazione dell’udienza di comparizione ai sensi dell’art. 163 bis, terzo comma, c.p.c..

Testo Completo: Sentenza n. 19246 del 9 settembre 2010

(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore G. Salmè)


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LAVORO SUBORDINATO - CONTRATTO DI FORMAZIONE E LAVORO - TRASFORMAZIONE IN CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO - ANZIANITA' DI SERVIZIO MATURATA NEL PERIODO DI FORMAZIONE E LAVORO - COMPUTO AI FINI DEGLI AUMENTI PERIODICI DI ANZIANITA' - NECESSITA'

LAVORO SUBORDINATO - CONTRATTO DI FORMAZIONE E LAVORO - TRASFORMAZIONE IN CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO - ANZIANITA' DI SERVIZIO MATURATA NEL PERIODO DI FORMAZIONE E LAVORO - COMPUTO AI FINI DEGLI AUMENTI PERIODICI DI ANZIANITA' - NECESSITA'
Il contratto collettivo nazionale non può validamente escludere la rilevanza, ai fini degli scatti di anzianità (o di altri istituti contrattuali), del periodo di lavoro svolto con contratto di formazione e lavoro, poi trasformato in contratto a tempo indeterminato.

Testo Completo: Sentenza n. 20074 del 23 settembre 2010

(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore G. Amoroso)


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CONTRATTI COLLETTIVI - RICORSO PER CASSAZIONE - ONERE DI DEPOSITO DEL TESTO INTEGRALE – NECESSITÀ A PENA DI IMPROCEDIBILITÀ DEL RICORSO

CONTRATTI COLLETTIVI - RICORSO PER CASSAZIONE - ONERE DI DEPOSITO DEL TESTO INTEGRALE – NECESSITÀ A PENA DI IMPROCEDIBILITÀ DEL RICORSO
Le Sezioni Unite della S.C. hanno risolto un contrasto di giurisprudenza in tema di produzione del contratto collettivo di diritto privato in cassazione, affermando che l'onere di depositare il testo integrale dei contratti collettivi, previsto a pena di improcedibilità, riguarda il contratto nel suo testo integrale e non la singola clausole invocate.

Testo Completo: Sentenza n. 20075 del 23 settembre 2010

(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore G. Amoroso)


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mercoledì 13 ottobre 2010

LAVORO - RAPPORTO NON ASSISTITO DA STABILITA' REALE - RISARCIMENTO DEL DANNO DERIVANTE DALLA VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI DI CUI ALL'ART. 2087 COD. CIV. - PRESCRIZIONE - DECORRENZA IN COSTANZA DI RAPPORTO

LAVORO - RAPPORTO NON ASSISTITO DA STABILITA' REALE - RISARCIMENTO DEL DANNO DERIVANTE DALLA VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI DI CUI ALL'ART. 2087 COD. CIV. - PRESCRIZIONE - DECORRENZA IN COSTANZA DI RAPPORTO
In tema di prescrizione dei crediti del lavoratore, il principio di cui agli artt. 2948 n.4, 2955 n. 2 e 2956 n. 1 cod. civ. (quali risultanti dalla pronuncia della Corte costituzionale n. 63 del 1966), secondo i quali la prescrizione non decorre in costanza di rapporto di lavoro non assistito da stabilità reale, riguarda per espressa previsione il solo diritto alla retribuzione e non si estende al diritto del lavoratore al risarcimento del danno derivante dalla violazione degli obblighi di cui all’art. 2087 cod. civ., la cui prescrizione (decennale in caso di azione di responsabilità contrattuale) decorre dal momento in cui il danno si è manifestato, anche in corso di rapporto di lavoro.

Testo Completo: Sentenza n. 17629 del 28 luglio 2010


(Sezione Quarta Lavoro, Presidente F. Roselli, Relatore A. Ianniello)


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martedì 12 ottobre 2010

INDAGINI PRELIMINARI - UDIENZA DI CONVALIDA – RICHIESTA DI MISURA COERCITIVA - ACCESSO AGLI ATTI – PRECLUSIONE – CONSEGUENZE

INDAGINI PRELIMINARI - UDIENZA DI CONVALIDA – RICHIESTA DI MISURA COERCITIVA - ACCESSO AGLI ATTI – PRECLUSIONE – CONSEGUENZE
Chiamata a decidere sul contrasto creatosi in ordine alla configurabilità o meno del diritto del difensore dell’arrestato o del fermato di accedere alla richiesta di misura cautelare e agli atti posti a fondamento di essa, la Corte ha affermato che al difensore spetta il diritto di esame, oltre che di estrazione di copia, degli atti su cui si fondano la richiesta di convalida e di applicazione di misura cautelare, facendo leva sull’equipollenza normativamente stabilita dall’art. 294, comma primo, cod. proc. pen. tra interrogatorio per la convalida e interrogatorio di garanzia e, quindi, sulla conseguente equivalenza della dimensione conoscitiva degli elementi necessari per articolare in maniera effettiva la difesa. Ha inoltre precisato che il rigetto della richiesta di accesso agli atti determina una nullità di ordine generale a regime intermedio, sanabile ex art. 182, comma secondo, cod. proc. pen. ove non eccepita nell’udienza di convalida.

Testo Completo: Sentenza n. 36212 del 30 settembre 2010 - depositata l'11 ottobre 2010
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore A. Macchia)


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REATO - CIRCOSTANZE - AGGRAVANTI COMUNI - MINORATA DIFESA (ART. 61 N. 5 C.P.) - MODIFICHE DI CUI ALLA L. N. 94 DEL 2009 - EFFETTI

REATO - CIRCOSTANZE - AGGRAVANTI COMUNI - MINORATA DIFESA (ART. 61 N. 5 C.P.) - MODIFICHE DI CUI ALLA L. N. 94 DEL 2009 - EFFETTI
In una delle prime applicazioni riguardanti le modifiche al codice penale introdotte con la l. n. 94 del 2009, la Corte di cassazione, premesso che la ratio della modifica dell’art. 61 n. 5 c.p. (consistita nell’espresso riferimento, tra le condizioni di minorata difesa, all’età senile della persona offesa dal reato) va individuata nella volontà di tutelare le persone anziane contro i pericoli dello sfruttamento, a fini illeciti, dell’età senile, ha affermato che, ai fini della sussistenza dell’aggravante in oggetto, il giudice deve verificare in concreto se, agli occhi dell’aggressore, la capacità di percezione e di reazione a condotte antigiuridiche della vittima anziana fosse concretamente menomata a cagione dell’età avanzata, ovvero, con giudizio controfattuale, se astrattamente la condotta criminosa avrebbe avuto le medesime probabilità di successo se posta in essere in danno di persona non anziana, o se essa sia stata agevolata dalla scarsa lucidità e dalla sostanziale incapacità delle vittime di orientarsi nella comprensione degli avvenimenti.

Testo Completo: Sentenza n. 35997 del 23 settembre 2010 - depositata il 7 ottobre 2010


(Sezione Seconda Penale, Presidente G. M. Cosentino, Relatore D. Chindemi)


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