Ultime dalla Cassazione

Sentenze e massime della Corte di Cassazione - Ultimi orientamenti giurisprudenziali.
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E' possibile scaricare il testo completo della sentenza (in formato pdf) cliccando sul link posizionato sotto la massima.

lunedì 4 ottobre 2010

IMPUGNAZIONI – SENTENZA IN ABBREVIATO - GIUDIZIO CAMERALE D'APPELLO - IMPUTATO SOTTOPOSTO A MISURA CAUTELARE - RICHIESTA TEMPESTIVA DI PARTECIPAZIONE - DIRITTO A PRESENZIARE - SUSSISTENZA - CONSEGUENZE

IMPUGNAZIONI – SENTENZA IN ABBREVIATO - GIUDIZIO CAMERALE D'APPELLO - IMPUTATO SOTTOPOSTO A MISURA CAUTELARE - RICHIESTA TEMPESTIVA DI PARTECIPAZIONE - DIRITTO A PRESENZIARE - SUSSISTENZA - CONSEGUENZE


Le Sezioni unite hanno affermato che l’imputato detenuto ha il diritto di presenziare al giudizio camerale d’appello avverso la sentenza pronunciata in sede di giudizio abbreviato, anche se si trovi fuori della circoscrizione del giudice che procede, sempre che ne faccia richiesta, per la quale però non vale la regola della presentazione almeno cinque giorni prima. Hanno poi precisato che l’assenza di un termine rigido di prosposizione della richiesta non esclude che debba essere presentata con modalità tali da consentire la traduzione dell’imputato all’udienza, salvo che questi non possa osservare dette modalità come nel caso in cui sia stato ristretto immediatamente a ridosso dell’udienza. Infine, le Sezioni unite hanno statuito che il giudice d’appello del rito abbreviato, ove l’imputato sottoposto a misure restrittive non si sia rivolto al giudice competente per chiedere l’autorizzazione a recarsi in udienza o l’accompagnamento o la traduzione o questi non abbia dato l’autorizzazione, non può procedere allo svolgimento dell’udienza – sempre che gli sia comunque pervenuta a tempo la manifestazione di volontà dell’imputato di essere presente – e deve disporre la traduzione di quest’ultimo, a pena di nullità assoluta ed insanabile dell’udienza e della successiva pronunzia, ai sensi degli artt. 178, lett. c) e 179 cod. proc. pen.



Testo Completo: Sentenza n. 35399 del 24 giugno 2010 - depositata il 1° ottobre 2010
(Sezioni Unite Penali, Presidente T. Gemelli, Relatore A. Franco)



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sabato 2 ottobre 2010

ARBITRATO – REGOLAMENTO DI COMPETENZA EX ART. 819 TER COD. PROC. CIV. – APPLICABILITA’ “RATIONE TEMPORIS”

ARBITRATO – REGOLAMENTO DI COMPETENZA EX ART. 819 TER COD. PROC. CIV. – APPLICABILITA’ “RATIONE TEMPORIS”
La disciplina sull'impugnabilità con regolamento di competenza della sentenza del giudice di merito affermativa o negatoria della propria competenza sulla convenzione di arbitrato, recata dal nuovo testo dell'art. 819-ter cod. proc. civ. (introdotto dall'art. 22 del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40), trova applicazione soltanto in relazione a sentenze pronunciate con riferimento a procedimenti arbitrali iniziati successivamente alla data del 2 marzo 2006.

Testo Completo: Ordinanza n. 19047 del 6 settembre 2010


(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore G. Salmè)


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AVVOCATO E PROCURATORE – PATROCINIO A SPESE DELLO STATO – LIQUIDAZIONE A CARICO DELL’ERARIO IN CASO DI IRREPERIBILITA’ DEL PATROCINATO – PRESUPPOSTI

AVVOCATO E PROCURATORE – PATROCINIO A SPESE DELLO STATO – LIQUIDAZIONE A CARICO DELL’ERARIO IN CASO DI IRREPERIBILITA’ DEL PATROCINATO – PRESUPPOSTI
In tema di patrocinio a spese dello Stato, la condizione di irreperibilità del patrocinato, alla quale l'art. 117 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 subordina la liquidazione degli onorari e delle spese di difesa a carico dell'Erario, attiene ad una situazione sostanziale e di fatto, indipendente dalla pronuncia processuale di irreperibilità, che, rendendo il debitore non rintracciabile al momento in cui la pretesa creditoria diventa azionabile, impedisce di effettuare qualunque procedura per il recupero del credito professionale.

Testo Completo: Sentenza n. 17021 del 20 luglio 2010


(Sezione Seconda Civile, Presidente A. Elefante, Relatore S. Petitti)

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AVVOCATO E PROCURATORE – INGIUNZIONE PER CREDITI PROFESSIONALI – FORO EX ART. 637, TERZO COMMA, COD. PROC. CIV. – INDIVIDUAZIONE

AVVOCATO E PROCURATORE – INGIUNZIONE PER CREDITI PROFESSIONALI – FORO EX ART. 637, TERZO COMMA, COD. PROC. CIV. – INDIVIDUAZIONE
In tema di procedimento di ingiunzione per prestazioni professionali di avvocato, il foro facoltativo e concorrente dell'art. 637, terzo comma, cod. proc. civ. va individuato in relazione al giudice del luogo in cui ha sede il consiglio dell'ordine al cui albo il legale è iscritto “attualmente”, cioè con riferimento al momento della proposizione del ricorso.

Testo Completo: Ordinanza n. 17049 del 20 luglio 2010


(Sezione Seconda Civile, Presidente G. Settimj, Relatore A. Giusti)



PROCESSO CIVILE – COMPETENZA – AZIONE RISARCITORIA PER EQUIVALENTE DI DANNO A BENE IMMOBILE – COMPETENZA DEL GIUDICE DI PACE – SUSSISTENZA

PROCESSO CIVILE – COMPETENZA – AZIONE RISARCITORIA PER EQUIVALENTE DI DANNO A BENE IMMOBILE – COMPETENZA DEL GIUDICE DI PACE – SUSSISTENZA
Nel caso in cui il danno riguardi un bene immobile, la relativa domanda di risarcimento per equivalente spetta, ai sensi dell’art. 7 cod. proc. civ., ove la somma richiesta sia entro il limite previsto da tale norma, alla competenza del giudice di pace.

Testo Completo: Ordinanza n. 17039 del 20 luglio 2010


(Sezione Terza Civile, Presidente M. Finocchiaro, Relatore R. Frasca)

 

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martedì 28 settembre 2010

PROVE – COMUNICAZIONI TELEFONICHE DEL PARLAMENTARE – INTERCETTAZIONI “CASUALI”

PROVE – COMUNICAZIONI TELEFONICHE DEL PARLAMENTARE – INTERCETTAZIONI “CASUALI”
Le Corte di cassazione, in continuità con quanto affermato dalla Corte costituzionale (sentenza nn. 113 e 114 del 2010) ha statuito che la “casualità” delle operazioni di intercettazione telefonica che abbiano visto indirettamente coinvolto un parlamentare, per poter essere affermata, deve emergere dalla motivazione del provvedimento che faccia uso dei risultati di quelle operazioni, nell’esame puntuale di una molteplicità di profili, attinenti al tipo dei rapporti intercorrenti tra il parlamentare e il terzo sottoposto al controllo telefonico, all’attività criminosa oggetto di indagine, al numero delle conversazioni intercorse tra il terzo e il parlamentare, al periodo di tempo entro il quale l’attività di captazione è avvenuta.

Testo Completo: Sentenza n. 34244 del 9 settembre 2010 - depositata il 22 settembre 2010

(Sezione Feriale Penale, Presidente S. Chieffi, Relatore M. Cassano)



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giovedì 23 settembre 2010

AZIONE PENALE – ARCHIVIAZIONE – EFFICACIA PRECLUSIVA – CODICE DEL 1988 – SUSSISTENZA – CODICE DEL 1930 – INESISTENZA

AZIONE PENALE – ARCHIVIAZIONE – EFFICACIA PRECLUSIVA – CODICE DEL 1988 – SUSSISTENZA – CODICE DEL 1930 – INESISTENZA
Le Sezioni unite hanno ribadito quanto già affermato con la sentenza n. 9 del 2000, ric. Finocchiaro, e cioè che il provvedimento di archiviazione determina nei confronti dello stesso ufficio del pubblico ministero una preclusione endoprocedimentale che inibisce, in assenza del decreto di riapertura delle indagini, non solo la ripresa dell’attività investigativa e le iniziative cautelari, ma lo stesso esercizio dell’azione penale, con riferimento allo stesso fatto oggetto del provvedimento di archiviazione. Hanno al contempo statuito che questa efficacia preclusiva non era invece attribuita al provvedimento di archiviazione governato dalla disciplina del codice di rito del 1930, la cui minore “stabilità” non imponeva la necessità di un formale provvedimento di riapertura delle indagini.

Testo Completo: Sentenza n. 33885 del 24 giugno 2010 - depositata il 20 settembre 2010

(Sezioni Unite Penali, Presidente T. Gemelli, Relatore G. Conti)

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RESPONSABILITÀ CIVILE – LEGGE 13 APRILE 1988, N. 117 – AMBITO DI APPLICAZIONE

RESPONSABILITÀ CIVILE – LEGGE 13 APRILE 1988, N. 117 – AMBITO DI APPLICAZIONE
I soggetti "estranei che partecipano all'esercizio della funzione giudiziaria", ai quali l'art. 1, comma 1, della legge 13 aprile 1988 n. 117 estende le previsioni dettate in tema di responsabilità civile dei magistrati, sono unicamente coloro che, a vario titolo (giudici onorari, componenti non togati delle Corti di Assise), svolgono funzioni giudiziarie, sia inquirenti che giudicanti; non sono, pertanto, destinatari di tale disciplina i poliziotti, pur svolgendo gli stessi un’attività di supporto a quella giudiziaria.

Testo Completo: Sentenza n. 18170 del 5 agosto 2010

(Sezione Terza Civile, Presidente F. Trifone, Relatore B. Spagna Musso)



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giovedì 9 settembre 2010

DELITTI CONTRO LA PERSONA – ATTI PERSECUTORI – CONDOTTA TIPICA – MOLESTIE - FATTISPECIE

DELITTI CONTRO LA PERSONA – ATTI PERSECUTORI – CONDOTTA TIPICA – MOLESTIE - FATTISPECIE
La Corte ha affermato che le molestie caratterizzanti la condotta tipica del delitto di atti persecutori possono essere integrate attraverso il reiterato invio alla persona offesa di sms e di messaggi di posta elettronica o postati sui c.d. “social network” (ad esempio “facebook”), nonchè con la divulgazione attraverso questi ultimi di filmati ritraenti rapporti sessuali avuti con la medesima.

Testo Completo: Sentenza n. 32404 del 16 luglio 2010 - depositata il 30 agosto 2010

(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore G. Colla)


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martedì 7 settembre 2010

PROCESSO CIVILE - RICORSO PER CASSAZIONE - ART. 360 BIS, N. 1, C.P.C. - PRONUNCIA DI RIGETTO E NON DI INAMMISSIBILITA' - FONDAMENTO

PROCESSO CIVILE - RICORSO PER CASSAZIONE - ART. 360 BIS, N. 1, C.P.C. - PRONUNCIA DI RIGETTO E NON DI INAMMISSIBILITA' - FONDAMENTO - PRINCIPIO DI DIRITTO ENUNCIATO, EX ART. 363 C.P.C., IN FATTISPECIE RELATIVA A RINUNZIA AL RICORSO
Le S.U., pronunciando per la prima volta in ordine all’interpretazione dell’art. 360 bis, n. 1, c.p.c. – introdotto dalla legge di riforma del processo civile, n. 69 del 2009 – all’esito di una approfondita motivazione, hanno enunciato il seguente principio di diritto: "La Corte rigetta il ricorso, perché manifestamente infondato, se, al momento in cui pronuncia, la decisione di merito si presenta conforme alla propria giurisprudenza e il ricorso non prospetta argomenti per modificarla". Il principio di diritto è stato enunciato nell’interesse della legge, usando del potere conferito alla Corte dall’art. 363 c.p.c., in un caso in cui il giudizio è stato dichiarato estinto per rinunzia al ricorso sopravvenuta al decreto di fissazione della adunanza in camera di consiglio.

Testo Completo: Ordinanza n. 19051 del 6 settembre 2010

(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore P. Vittoria)


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