Ultime dalla Cassazione

Sentenze e massime della Corte di Cassazione - Ultimi orientamenti giurisprudenziali.
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E' possibile scaricare il testo completo della sentenza (in formato pdf) cliccando sul link posizionato sotto la massima.

martedì 25 maggio 2010

DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO – USURA – DETERMINAZIONE DEL TASSO USURAIO

DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO – USURA – DETERMINAZIONE DEL TASSO USURAIO
La Corte ha affermato che, in tema di usura, ai fini della valutazione dell'eventuale carattere usuraio del tasso effettivo globale (TEG) di interesse praticato da un istituto di credito deve tenersi conto anche della commissione di massimo scoperto praticata sulle operazioni di finanziamento per le quali l'utilizzo del credito avviene in modo variabile, costituendo lo stesso il corrispettivo per l’onere, a cui l’intermediario finanziario si sottopone, di procurarsi la necessaria provvista di liquidità da tenere a disposizione del cliente e come tale rientra nella tipologia degli elementi presi in considerazioni dall’art. 644, comma quarto, cod. pen., ai fini della determinazione del tasso d’interesse usuraio.

Testo Completo: Sentenza n. 12028 udienza del 19 febbraio 2010 - depositata il 26 marzo 2010

(Sezione Seconda, Presidente S. L. Carmenini, Relatore D. Gallo)


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venerdì 21 maggio 2010

LAVORO SUBORDINATO – DIPENDENTI DELLE AZIENDE GRAFICHE ED AFFINI E DELLE AZIENDE EDITORIALI - CALCOLO TFR

LAVORO SUBORDINATO – DIPENDENTI DELLE AZIENDE GRAFICHE ED AFFINI E DELLE AZIENDE EDITORIALI - CALCOLO TFR
La S.C., chiamata a pronunciarsi sulla computabilità del compenso per lavoro straordinario ai fini del calcolo del TFR e sull’interpretazione del CCNL del 1992 per i dipendenti delle aziende grafiche ed affini e delle aziende editoriali, ha statuito che a partire dalla data di entrata in vigore del predetto CCNL, la quota annuale di cui all’art. 1 della l. n. 297 del 1982 per il calcolo del trattamento di fine rapporto concerne la retribuzione indicata nell’art. 21 CCNL sulla nomenclatura, ossia quanto “complessivamente percepito dal quadro, dall’impiegato e dall’operaio per la sua prestazione lavorativa, nell’orario normale.

Testo Completo: Sentenza n. 365 del 13 gennaio 2010

(Sezione Lavoro, Presidente F. Roselli, Relatore M. La Terza)


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ESECUZIONE - MISURE ALTERNATIVE ALLA DETENZIONE - DOMANDA - OMESSA DICHIARAZIONE O ELEZIONE DI DOMICILIO - INAMMISSIBILITA'

ESECUZIONE - MISURE ALTERNATIVE ALLA DETENZIONE - DOMANDA - OMESSA DICHIARAZIONE O ELEZIONE DI DOMICILIO - INAMMISSIBILITA'
Le Sezioni unite, risolvendo un contrasto di giurisprudenza, hanno affermato il seguente principio di diritto: la richiesta di misura alternativa, proposta ai sensi dell’art. 656, comma 6, c.p.p. deve essere corredata, a pena di inammissibilità, dalla dichiarazione o dalla elezione di domicilio del condannato prevista dall’art. 677, comma 2 bis, c.p.p.; tale obbligo non può essere assolto con modalità diverse da quelle previste; l’obbligo in questione sussiste, pur quando l’istanza sia presentata dal difensore, a meno che il condannato risulti in atti irreperibile o latitante. Conseguentemente, la Corte ha ritenuto inammissibile la richiesta di misura alternativa presentata dal difensore, nella quale era indicato il domicilio del proprio assistito, nella specie né latitante né irreperibile.

Testo Completo: Sentenza n. 18775 del 17 dicembre 2009 - depositata il 19 maggio 2010

(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Fazzioli, Relatore M. C. Siotto)

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TRIBUTI - PREAVVISO DI FERMO AMMINISTRATIVO RELATIVO A CREDITI DI NATURA EXTRATRIBUTARIA - AUTONOMIA IMPUGNABILITA' - CONFIGURABILITA'

TRIBUTI - PREAVVISO DI FERMO AMMINISTRATIVO RELATIVO A CREDITI DI NATURA EXTRATRIBUTARIA - AUTONOMIA IMPUGNABILITA' - CONFIGURABILITA'
La S.C. ha affermato che il c.d. preavviso di fermo amministrativo è sempre impugnabile, anche se relativo a crediti di natura extratributaria.

Testo Completo: Sentenza n. 11087 del 30 aprile 2010

(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore A. Merone)

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ESECUZIONE FORZATA - OPPOSIZIONE IN SEDE DISTRIBUTIVA - SOSPENSIONE TERMINI FERIALI - ESCLUSIONE

ESECUZIONE FORZATA - OPPOSIZIONE IN SEDE DISTRIBUTIVA - SOSPENSIONE TERMINI FERIALI - ESCLUSIONE
La sospensione feriale dei termini processuali non si applica alle opposizioni relative alla distribuzione della somma ricavata in sede di esecuzione forzata proposte ai sensi dell’art. 512 cod. proc. civ. previgente, attesa l’identità strutturale e funzionale dell’incidente cognitivo in sede distributiva con l’opposizione all’esecuzione, espressamente esclusa dal regime della sospensione dei termini feriali ex art. 92 r.d. n. 12 del 1941. A sostegno dell’orientamento prescelto, la Corte ha sottolineato la coerenza della scelta interpretativa con la nuova formulazione dell’art. 512 cod. proc. civ. e con il canone costituzionale della ragionevole durata del processo, producendo anche le opposizioni in sede distributiva una considerevole dilatazione dei tempi di attuazione del soddisfacimento dei creditori.

Testo Completo: Sentenza n. 10617 del 6 maggio 2010

(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore G. Travaglino)

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DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO – RICICLAGGIO - TENTATIVO - AMMISSIBILITA'

DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO – RICICLAGGIO - TENTATIVO - AMMISSIBILITA'
La Corte di cassazione ha affermato il principio di diritto per il quale è configurabile il tentativo di riciclaggio, in quanto, nella vigente formulazione della fattispecie, il delitto di riciclaggio non è costruito come delitto a consumazione anticipata.

Testo Completo: Sentenza n. 17694 del 14 gennaio 2010 - depositata il 7 maggio 2010

(Sezione Quinta Penale, Presidente G. Ambrosini, Relatore G. Marasca)


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NULLITA’ PROCESSUALI – DIFETTO DI CORRELAZIONE TRA ACCUSA E SENTENZA DI APPELLO – NULLITA’ A REGIME INTERMEDIO – RILEVABILITA’ NEL GIUDIZIO DI LEGITTI

NULLITA’ PROCESSUALI – DIFETTO DI CORRELAZIONE TRA ACCUSA E SENTENZA DI APPELLO – NULLITA’ A REGIME INTERMEDIO – RILEVABILITA’ NEL GIUDIZIO DI LEGITTIMITA’
La Corte, nel ribadire che la violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza integra una nullita' a regime intermedio, ha precisato che, qualora tale violazione venga commessa nella sentenza d'appello, la nullità può essere rilevata anche d'ufficio nel giudizio di legittimità.

Testo Completo: Sentenza n. 12620 udienza del 25 marzo 2010 - depositata il 31 marzo 2010

(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore C. Citterio)


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martedì 18 maggio 2010

TRIBUTI - PROCESSO TRIBUTARIO - RICORSO CUMULATIVO - AMMISSIBILITA' - CONDIZIONI - LIMITI

TRIBUTI - PROCESSO TRIBUTARIO - RICORSO CUMULATIVO - AMMISSIBILITA' - CONDIZIONI - LIMITI
La S.C., nel sottolineare la netta differenza con la fattispecie decisa dalle S.U. con la pronuncia n. 3692 del 2009, con la quale è stata riconosciuta l’ammissibilità di ricorsi tributari cumulativi, ha stabilito che nel processo tributario, non è ammissibile la proposizione di un ricorso collettivo (proposto da più parti) e cumulativo (proposto nei confronti di più atti impugnabili) da parte di una pluralità di contribuenti destinatari di individuali e distinti rapporti giuridici d'imposta che risulti fondato esclusivamente sulla medesima "ratio decidendi", essendo necessario ai sensi dell’art.19 del d.lgs n. 546 del 1992, che tra le cause intercorrano questioni comuni non solo in diritto ma anche in fatto e che esse non siano soltanto uguali in astratto ma consistano in un identico fatto storico da cui siano determinate le impugnazioni dei contribuenti con la conseguente virtuale possibilità di un contrasto di giudicati in caso di decisione non unitaria. (Nella fattispecie il ricorso cumulativo era stato proposto da una pluralità di liberi professionisti che svolgevano attività diverse ed avevano distinte strutture professionali, avverso il rifiuto amministrativo di rimborso di annualità I.R.A.P., fondato sul medesimo profilo di diritto).

Testo Completo: Sentenza n. 10578 del 30 aprile 2010

(Sezione Quinta Civile, Presidente F. M. Canevari, Relatore G. Carleo)


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ASSICURAZIONE – INTERPRETAZIONE DEL CONTRATTO - CRITERI

ASSICURAZIONE – INTERPRETAZIONE DEL CONTRATTO - CRITERI
L’interpretazione di un contratto di assicurazione contro i danni va effettuata, in ragione della natura sinallagmatica del vincolo, alla luce del principio di necessaria corrispondenza tra ammontare del premio dovuto dall’assicurato e contenuto dell’obbligazione dell’assicuratore, per cui, ai fini dell’individuazione del tipo e del limite massimo del rischio assicurato, rileva la determinazione del premio di polizza.

Testo Completo: Sentenza n. 10596 del 30 aprile 2010

(Sezione Terza Civile, Presidente M. R. Morelli, Relatore G. Travaglino)

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venerdì 14 maggio 2010

PROFESSIONI E PROFESSIONISTI – PROCEDIMENTI DISCIPLINARI RELATIVI AGLI AVVOCATI – ART. 213 COD. PROC. CIV. – APPLICABILITÀ – SUSSISTENZA – FONDAMENTO

PROFESSIONI E PROFESSIONISTI – PROCEDIMENTI DISCIPLINARI RELATIVI AGLI AVVOCATI – ART. 213 COD. PROC. CIV. – APPLICABILITÀ – SUSSISTENZA – FONDAMENTO
Le S.U. della S.C. hanno affermato che, nei procedimenti disciplinari relativi agli avvocati, nulla disponendo la legge professionale in ordine alla richiesta di informazioni da parte del giudice disciplinare, deve trovare applicazione l'art. 213 cod. proc. civ., ai sensi del quale le informazioni scritte e i documenti necessari al processo possono essere richiesti d'ufficio dal giudice alla P.A..

Testo Completo: Sentenza n. 10692 del 4 maggio 2010

(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore G. Salmè
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