| PREVIDENZA E ASSISTENZA (ASSICURAZIONI SOCIALI) - OMESSO VERSAMENTO- CONTRIBUTI | |
| - AVVISO DI ACCERTAMENTO DELLA VIOLAZIONE DA PARTE DELL'ENTE PREVIDENZIALE - NOTIFICA PRESSO LA SEDE DELLA PERSONA GIURIDICA - DESTINATARIO NON PIU' AMMINISTRATORE - RILEVANZA AI FINI DELLA DECORRENZA DEL TERMINE DI TRE MESI PER PROVVEDERE ALLA REGOLARIZZAZIONE - ESCLUSIONE La Corte ha affermato che, in tema di omesso versamento delle ritenute assistenziali e previdenziali, ai fini della decorrenza del termine di tre mesi concesso al datore di lavoro per provvedere al versamento dovuto, la notifica dell’avviso di accertamento da parte dell’Ente non può ritenersi validamente effettuata presso la sede della società qualora la persona fisica penalmente responsabile sia cessata dalla carica di amministratore. (Fattispecie in cui la Corte ha annullato la sentenza impugnata per consentire all’imputato di fruire della causa di non punibilità). | |
| Testo Completo: | Sentenza n. 6378 del 4 dicembre 2014 - depositata l'11 febbraio 2014 (Sezione Terza Penale, Presidente A. Fiale, Relatore L. Marini) |
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venerdì 4 aprile 2014
PREVIDENZA E ASSISTENZA (ASSICURAZIONI SOCIALI) - OMESSO VERSAMENTO- CONTRIBUTI
martedì 1 aprile 2014
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – MODIFICHE INTRODOTTE DALLA LEGGE N. 190 DEL 2012
| REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – MODIFICHE INTRODOTTE DALLA LEGGE N. 190 DEL 2012 | |
| – DELITTI DI CONCUSSIONE ED INDEBITA INDUZIONE – CRITERI DISCRETIVI Le Sezione Unite della Suprema Corte, risolvendo un contrasto interpretativo insorto nella giurisprudenza di legittimità a seguito della riforma dei reati contro la pubblica amministrazione da parte della l. n. 190 del 2012, hanno individuato il discrimine fra il delitto di concussione e quello di indebita induzione, ritenendo, in particolare, che • il primo reato sussiste in presenza di un abuso costrittivo del pubblico ufficiale attuato mediante violenza o minaccia, da cui deriva una grave limitazione della libertà di autodeterminazione del destinatario che, senza ricevere alcun vantaggio, viene posto di fronte all’alternativa di subire il male prospettato o di evitarlo con la dazione o la promessa dell’utilità; • il secondo, invece, consiste nell’abuso induttivo posto in essere dal pubblico ufficiale o dall’incaricato di pubblico servizio che con una condotta di persuasione, suggestione, inganno o pressione morale condizioni in modo più tenue la libertà di autodeterminazione del privato, il quale disponendo di ampi margini decisori, accetta di prestare acquiescenza alla richiesta della prestazione non dovuta, nella prospettiva di un tornaconto personale; • nei casi ambigui o di confine, i criteri di valutazione del danno antigiuridico e del vantaggio indebito devono essere utilizzati nella loro operatività dinamica ed all’esito di una complessiva ed equilibrata valutazione del fatto. | |
| Testo Completo: | Sentenza n. 12228 del 24 ottobre 2013 – depositata il 14 marzo 2014(Sezioni Unite Penali, Presidente G. Santacroce, Relatore N. Milo) |
PERSONA GIURIDICA- SOCIETA’- IN GENERE – REATO TRIBUTARIO COMMESSO DA ORGANI DELLA PERSONA GIURIDICA - SEQUESTRO FINALIZZATO ALLA CONFISCA DIRETTA DEL PROFITTO NEI CONFRONTI DELLA SOCIETA' - AMMISSIBILITA' - CONDIZIONI
| PERSONA GIURIDICA- SOCIETA’- IN GENERE – REATO TRIBUTARIO COMMESSO DA ORGANI DELLA PERSONA GIURIDICA - SEQUESTRO FINALIZZATO ALLA CONFISCA DIRETTA DEL PROFITTO NEI CONFRONTI DELLA SOCIETA' - AMMISSIBILITA' - CONDIZIONI | |
| Con sentenza emessa il 30 gennaio 2014, le Sezioni unite della Corte di cassazione hanno affermato che è consentito nei confronti di una persona giuridica il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta del profitto derivante dal reato tributario commesso dai suoi organi, quando detto profitto, costituito da denaro o da altri beni fungibili, o i beni direttamente riconducibili ad esso, siano nella disponibilità di tale persona giuridica (Nella specie, la Corte ha tuttavia dichiarato inammissibile il ricorso proposto dall'indagato - che chiedeva che il sequestro preventivo, disposto per equivalente su un suo bene, fosse invece rivolto direttamente nei confronti dell’ente - in quanto la somma di denaro non corrisposta all’erario, cioè il profitto derivante dal reato, era stata utilizzata dalla stessa società per il pagamento dei dipendenti e, quindi, non era più nella disponibilità della persona giuridica). | |
| Testo Completo: | Sentenza n. 10561 del 30 gennaio 2014 - depositata il 5 marzo 2014 (Sezioni Unite Penali, Presidente G. Santacroce, Relatore P. Davigo) |
COMPETENZA - CONFLITTI - TRA P.M. E GIUDICE - CONFIGURABILITA' - ESCLUSIONE
| COMPETENZA - CONFLITTI - TRA P.M. E GIUDICE - CONFIGURABILITA' - ESCLUSIONE | |
| Le Sezioni Unite, risolvendo un contrasto di giurisprudenza, hanno affermato che non è configurabile, neppure come “caso analogo”, il conflitto di competenza tra P.M. e giudice (In applicazione di tale principio, gli atti per la liquidazione degli onorari professionali sono stati trasmessi al P.M. che aveva nominato il consulente tecnico e non al giudice che procede). | |
| Testo Completo: | Sentenza n. 9605 udienza del 28 novembre 2013 - depositata il 27 febbraio 2014 (Sezioni Unite Penali, Presidente G. Santacroce, Relatore L. Bianchi) |
TRIBUTI - IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI – CONTO CORRENTE POSTALE INTESTATO AL CONCESSIONARIO DELLA RISCOSSIONE – SERVIZIO DI ACCENSIONE E TENUTA – ONEROSITÀ
| TRIBUTI - IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI – CONTO CORRENTE POSTALE INTESTATO AL CONCESSIONARIO DELLA RISCOSSIONE – SERVIZIO DI ACCENSIONE E TENUTA – ONEROSITÀ | |
| Le Sezioni Unite, a composizione di contrasto, hanno enunciato il principio per cui il concessionario della riscossione dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) deve pagare a Poste Italiane s.p.a. un corrispettivo per il servizio di accensione e tenuta del conto corrente sul quale i contribuenti possono versare il tributo, pur essendo l’apertura di tale conto obbligatoria, ai sensi dell’art. 10 del d.lgs. n. 504 del 1992. | |
| Testo Completo: | Sentenza 26 marzo 2014, n. 7169 (Sezioni Unite Civili, Presidente L. A. Rovelli, Relatore A. Spirito) |
EQUA RIPARAZIONE - RITARDO DELLA P.A. NEL PAGAMENTO DELL'INDENNIZZO RICONOSCIUTO IN DECRETO PINTO ESECUTIVO
| EQUA RIPARAZIONE - RITARDO DELLA P.A. NEL PAGAMENTO DELL'INDENNIZZO RICONOSCIUTO IN DECRETO PINTO ESECUTIVO | |
| - ESECUZIONE FORZATA - ULTERIORE INDENNIZZO - CONFIGURABILITA' - RICORSO FORME E TERMINI EX LEGE N. 89 DEL 2001 - ESCLUSIONE - RICORSO DIRETTO ALLA CEDU - NECESSITA' - MANCATO ESPERIMENTO DELL'AZIONE ESECUTIVA - IRRILEVANZA Le Sezioni unite hanno enunciato il principio secondo il quale in tema di equa riparazione per violazione della durata ragionevole del processo, in caso di ritardo della P.A. nel pagamento delle somme riconosciute in un decreto “Pinto” esecutivo, l’interessato ha diritto – sia che abbia esperito azione esecutiva per il conseguimento delle somme riconosciutegli sia che si sia limitato ad “attendere” l’adempimento dell’Amministrazione – ad un autonomo indennizzo per il ritardo nel soddisfacimento della sua pretesa, che, tuttavia, può essere fatto valere solo con il ricorso diretto alla CEDU e non con le forme e i termini previsti dalla legge n. 89 del 2001. | |
| Testo Completo: | Sentenza 19 marzo 2014, n. 6312 (Sezioni Unite Civili, Presidente M. Adamo, Relatore S. Di Palma) |
EQUA RIPARAZIONE - RICORSO - TERMINE PER LA NOTIFICA DEL RICORSO E DELL'UNITO DECRETO DI FISSAZIONE DELL'UDIENZA
| EQUA RIPARAZIONE - RICORSO - TERMINE PER LA NOTIFICA DEL RICORSO E DELL'UNITO DECRETO DI FISSAZIONE DELL'UDIENZA | |
| - PERENTORIETA' - ESCLUSIONE - OMESSA OD INESISTENTE NOTIFICA - NUOVO TERMINE - AMMISSIBILITA' Le Sezioni unite hanno enunciato il principio secondo il quale in tema di equa riparazione per violazione della durata ragionevole del processo, il termine per la notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell'udienza alla controparte non è perentorio e, pertanto, è ammessa la concessione di un nuovo termine, perentorio, al ricorrente nella ipotesi di omessa o inesistente notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza. | |
| Testo Completo: | Sentenza 12 marzo 2014, n. 5700 (Sezioni Unite Civili, Presidente G. Santacroce, Relatore M. R. San Giorgio) |
POSSESSO - AZIENDA - NOZIONE - POSSESSO UNITARIO - CONFIGURABILITA' - USUCAPIONE - AMMISSIBILITA'
| POSSESSO - AZIENDA - NOZIONE - POSSESSO UNITARIO - CONFIGURABILITA' - USUCAPIONE - AMMISSIBILITA' | |
| Le Sezioni unite hanno enunciato il principio secondo il quale, ai fini della disciplina del possesso e dell’usucapione, l’azienda, quale complesso dei beni organizzati per l’esercizio dell’impresa, deve essere considerata come un bene distinto dai singoli componenti, suscettibile di essere unitariamente posseduto e, nel concorso degli altri elementi indicati dalla legge, usucapito. | |
| Testo Completo: | Sentenza del 5 marzo 2014, n. 5087 (Sezioni Unite Civili, Presidente L. A. Rovelli, Relatore A. Ceccherini) |
IMPUGNAZIONI CIVILI - RICORSO PER CASSAZIONE - RIGETTO INTEGRALE DELL'IMPUGNAZIONE
| IMPUGNAZIONI CIVILI - RICORSO PER CASSAZIONE - RIGETTO INTEGRALE DELL'IMPUGNAZIONE | |
| - RADDOPPIO DEL CONTRIBUTO UNIFICATO EX ART. 13, COMMA 1 QUATER, DEL D.P.R. N. 115 DEL 2002 - DECORRENZA - NOTIFICA DEL RICORSO - RILEVANZA In tema di raddoppio del contributo unificato in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell’impugnazione, le Sezioni Unite civili hanno precisato che per individuare i procedimenti iniziati in data successiva al 30 gennaio 2013 (ai quali soli la previsione trova applicazione) deve aversi riguardo, secondo i principi generali in tema di litispendenza, al momento in cui la notifica del ricorso si è perfezionata, con la ricezione dell’atto da parte del destinatario, e non a quello in cui la notifica è stata chiesta all’ufficiale giudiziario o il plico è stato spedito a mezzo del servizio postale | |
| Testo Completo: | Sentenza del 18 febbraio 2014, n. 3774 (Sezione Unite Civili, Presidente L. A. Rovelli - Relatore B. Virgilio) |
domenica 30 marzo 2014
IMPUGNAZIONI - RICORSO PER CASSAZIONE – INAMMISSIBILITA’ – VIOLAZIONE DELL’ART. 6 DELLA CEDU – RILEVABILITA’ DI UFFICIO – ESCLUSIONE – FATTISPECIE
| IMPUGNAZIONI - RICORSO PER CASSAZIONE – INAMMISSIBILITA’ – VIOLAZIONE DELL’ART. 6 DELLA CEDU – RILEVABILITA’ DI UFFICIO – ESCLUSIONE – FATTISPECIE | |
| La Corte ha affermato che l’inammissibilità del ricorso per cassazione per manifesta infondatezza dei motivi preclude la possibilità di rilevare e dichiarare di ufficio anche la violazione dell’art. 6 della CEDU. (Fattispecie in cui il giudice di appello aveva riformato la sentenza di assoluzione di primo grado sulla base di un diverso apprezzamento delle dichiarazioni verbalizzate di un testimone, senza procedere alla rinnovazione dell’esame orale). | |
| Testo Completo: | Sentenza n. 13233 del 25 febbraio 2014 - depositata il 21 marzo 2014 (Sezione Seconda Penale, Presidente A. Esposito, Relatore G. Rago) |
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