Ultime dalla Cassazione

Sentenze e massime della Corte di Cassazione - Ultimi orientamenti giurisprudenziali.
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sabato 24 novembre 2012

DISCIPLINARE MAGISTRATI - OBBLIGO DI ASTENSIONE - INTERESSE PROPRIO O DI UN PROSSIMO CONGIUNTO - SUSSISTENZA DELL'OBBLIGO - MERA FACOLTA' DI ASTENSIONE EX ART. 51 COD. PROC. CIV. - ABROGAZIONE - LIMITI

DISCIPLINARE MAGISTRATI - OBBLIGO DI ASTENSIONE - INTERESSE PROPRIO O DI UN PROSSIMO CONGIUNTO - SUSSISTENZA DELL'OBBLIGO - MERA FACOLTA' DI ASTENSIONE EX ART. 51 COD. PROC. CIV. - ABROGAZIONE - LIMITI
Le Sezioni Unite hanno stabilito che l’obbligo di astensione del magistrato, rilevante in sede disciplinare, sussiste, per effetto dell’art. 323 cod. pen., in tutti i casi nei quali ricorra un interesse, anche di natura non patrimoniale, proprio del magistrato o di un suo prossimo congiunto, e che, pertanto, in tal caso, con riferimento al giudice civile, la facoltà di astenersi per gravi ragioni di convenienza ex art. 51 cod. proc. civ. deve ritenersi abrogata per incompatibilità e sostituita dal corrispondente obbligo.
Testo Completo: Sentenza n. 19704 del 13 novembre 2012(Sezioni Unite Civili, Presidente R. Preden, Relatore A. Segreto)

DIRITTI DELLA PERSONALITA' - DIRITTO AL NOME - PRENOME "ANDREA" - IMPOSIZIONE A SOGGETTO FEMMINILE - LEGITTIMITA'

DIRITTI DELLA PERSONALITA' - DIRITTO AL NOME - PRENOME "ANDREA" - IMPOSIZIONE A SOGGETTO FEMMINILE - LEGITTIMITA'
Il prenome “Andrea” può essere imposto ad una persona di sesso femminile, in quanto, anche per la sua peculiarità lessicale, nell’attuale contesto culturale e giuridico non esclusivamente nazionalistico non può più ritenersi attribuibile solo ad un soggetto di genere maschile.
Testo Completo: Sentenza 20 novembre 2012, n. 20385 (Prima Sezione Civile, Presidente G. Luccioli, Relatore M. Acierno)

MISURE CAUTELARI - REGOLA DI RETRODATAZIONE DEI TERMINI DELLA MISURA CAUTELARE - DEDUCIBILITÀ IN SEDE DI RIESAME - AMMISSIBILITÀ – CONDIZIONI.

MISURE CAUTELARI - REGOLA DI RETRODATAZIONE DEI TERMINI DELLA MISURA CAUTELARE - DEDUCIBILITÀ IN SEDE DI RIESAME - AMMISSIBILITÀ – CONDIZIONI.
Le Sezioni Unite hanno affermato che in tema di contestazione a catena, la retrodatazione della decorrenza del termine di custodia cautelare può essere dedotta anche in sede di riesame solo se per effetto della retrodatazione lo stesso termine sia interamente scaduto al momento della emissione del secondo provvedimento cautelare e se tutti gli elementi risultino desumibili dall’ordinanza che ha disposto la misura coercitiva.
Testo Completo:

lunedì 19 novembre 2012

PERSONE GIURIDICHE – RESPONSABILITA’ DA REATO DEGLI ENTI – FALLIMENTO DELLA SOCIETA’ – ESTINZIONE DELL’ILLECITO – ESCLUSIONE

PERSONE GIURIDICHE – RESPONSABILITA’ DA REATO DEGLI ENTI – FALLIMENTO DELLA SOCIETA’ – ESTINZIONE DELL’ILLECITO – ESCLUSIONE
La Corte ha stabilito che il fallimento di una società non costituisce causa estintiva dell’illecito previsto dal d. lgs. n. 231 del 2001, né delle sanzioni irrogate a seguito dell’accertamento della sua responsabilità da reato. In proposito i giudici della quinta Sezione hanno sottolineato come, in assenza di una espressa previsione normativa in tal senso, non sia nemmeno possibile ritenere che tale effetto estintivo si produca ricorrendo all’applicazione analogica dell’art. 150 cod. pen., non essendo equiparabile il fallimento della persona giuridica alla morte di quella fisica, atteso che l’apertura della procedura concorsuale non determina la cessazione dell’ente, ma semplicemente il suo assoggettamento alla medesima e alle sue regole.
Testo Completo:

mercoledì 14 novembre 2012

VENDITA - VIZI DELLA COSA - ASSUNZIONE DELL'OBBLIGO DI ELIMINAZIONE - SORGERE DEL CORRISPONDENTE DIRITTO - PRESCRIZIONE ORDINARIA - CONFIGURABILITA'

VENDITA - VIZI DELLA COSA - ASSUNZIONE DELL'OBBLIGO DI ELIMINAZIONE - SORGERE DEL CORRISPONDENTE DIRITTO - PRESCRIZIONE ORDINARIA - CONFIGURABILITA'
< - AZIONI QUANTI MINORIS E RISOLUTORIA - PERMANENZA DELLA PRESCRIZIONE EX ART. 1495 COD. CIV. - SUSSISTENZA
Le Sezioni unite hanno stabilito, nell’interpretare l’art. 1495 cod. civ., che l’impegno del venditore all’ eliminazione dei vizi della cosa, accettato dal compratore, comporta il sorgere del corrispondente diritto, soggetto alla prescrizione decennale, mentre i diritti alla riduzione del prezzo ed alla risoluzione del contratto rimangono soggetti alla prescrizione annuale, dalla norma specificamente prevista.
Testo Completo: Sentenza n. 19702 del 13 novembre 2012
(Sezioni Unite Civili, , Presidente R. Preden, Relatore E. Bucciante)

lunedì 12 novembre 2012

RESPONSABILITA' CIVILE - RESPONSABILITA' DI CUI ALL'ART. 2048 C.C. - SCUOLA - APPLICABILITA' - LIMITI

RESPONSABILITA' CIVILE - RESPONSABILITA' DI CUI ALL'ART. 2048 C.C. - SCUOLA - APPLICABILITA' - LIMITI
Gli obblighi di sorveglianza e di tutela a carico dell’istituto scolastico sussistono solo a partire dal momento in cui l’allievo entra nella scuola, mentre quanto accade prima di tale momento, ancorché in prossimità della scuola stessa, può ricevere tutela, ricorrendone le condizioni, solo ai sensi dell’art. 2051 c.c. (Fattispecie in tema di caduta di una bambina sui gradini esterni di una scuola, sdrucciolevoli ed instabili).
Testo Completo: Sentenza n. 19160 del 6 novembre 2012
(Terza Sezione Civile, Presidente M. Massera, Relatore A. Amendola)

IMPUGNAZIONI - SENTENZA DI PROSCIOGLIMENTO PER DIFETTO DI QUERELA - INTERESSE DELLA PARTE CIVILE ALL'IMPUGNAZIONE - ESCLUSIONE - RAGIONI

IMPUGNAZIONI - SENTENZA DI PROSCIOGLIMENTO PER DIFETTO DI QUERELA - INTERESSE DELLA PARTE CIVILE ALL'IMPUGNAZIONE - ESCLUSIONE - RAGIONI
Le Sezioni Unite hanno affermato che “la parte civile è priva di interesse a proporre impugnazione avverso la sentenza di proscioglimento dell’imputato per improcedibilità dell’azione penale dovuta a difetto di querela”. È stato, in tal modo, chiarito che l’impugnazione della parte civile di una pronuncia penale meramente processuale si palesa priva di ogni idoneità ad apportare al proponente effetti di vantaggio, non potendo configurarsi alcuna utilità, ai fini dell’azione civilistica intentata, che, in modo concreto e attuale, immediato e diretto, possa risultare connessa all’accoglimento dell’impugnazione.
Testo Completo: Sentenza n. 35599 del 21 giugno 2012, depositata il 17 settembre 2012
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore R. Galbiati)

martedì 6 novembre 2012

PROCESSO CIVILE - ESTINZIONE - ORDINANZA EX ART. 308 C.P.C. - RECLAMO AL TRIBUNALE - DECISIONE CON SENTENZA - FORMA PER L'APPELLO

PROCESSO CIVILE - ESTINZIONE - ORDINANZA EX ART. 308 C.P.C. - RECLAMO AL TRIBUNALE - DECISIONE CON SENTENZA - FORMA PER L'APPELLO
La Seconda Sezione ha rimesso al Primo Presidente la questione, reputata di particolare importanza, se l’impugnazione della sentenza, la quale abbia deciso sul reclamo avverso la declaratoria di estinzione del giudizio, ai sensi dell’art. 308 c.p.c., vada proposta con citazione, oppure con ricorso.
Testo Completo: Ordinanza interlocutoria n. 18900 del 5 novembre 2012(Sezione Seconda Civile, Presidente M. Oddo, Relatore M. R. San Giorgio)

lunedì 5 novembre 2012

LOCAZIONE - IMMOBILE SOGGETTO A PROCEDURA DI ESPROPRIAZIONE - LETTERA DEL CONDUTTORE CHE INVITA IL LOCATORE AD ATTIVARSI PER SCONGIURARE LA VENDITA - NATURA DI ATTO DI CONVALIDA - ESCLUSIONE

LOCAZIONE - IMMOBILE SOGGETTO A PROCEDURA DI ESPROPRIAZIONE - LETTERA DEL CONDUTTORE CHE INVITA IL LOCATORE AD ATTIVARSI PER SCONGIURARE LA VENDITA - NATURA DI ATTO DI CONVALIDA - ESCLUSIONE
L’istituto della convalida tacita, di cui all’art. 1444, secondo comma, cod. civ., non è configurabile in relazione alla richiesta formulata dal conduttore al locatore di un immobile, con la quale quest’ultimo sia stato invitato ad attivarsi per evitare la vendita forzata del bene oggetto del contratto (nella specie, il conduttore aveva smesso di pagare il canone una volta venuto a sapere della pendenza della procedura espropriativa, in tal modo mostrando di non avere intenzione di dare volontaria esecuzione al contratto annullabile).
Testo Completo: Sentenza n. 18502 del 26 ottobre 2012(Terza Sezione Civile, Presidente F. Trifone, Relatore A. Amatucci).

martedì 30 ottobre 2012

PROCESSO CIVILE - AZIONE DI PETIZIONE EREDITARIA DA PARTE DI SOGGETTO RICONOSCIUTO COME FIGLIO NATURALE DEL DE CUIUS DA SENTENZA DI PRIMO GRADO IMPUGNATA IN APPELLO

PROCESSO CIVILE - AZIONE DI PETIZIONE EREDITARIA DA PARTE DI SOGGETTO RICONOSCIUTO COME FIGLIO NATURALE DEL DE CUIUS DA SENTENZA DI PRIMO GRADO IMPUGNATA IN APPELLO
- SOSPENSIONE DEL PROCESSO IN ATTESA DELLA DEFINIZIONE DI QUELLO SULLO STATUS DI FIGLIO - APPLICABILITA' DELL'ART. 337 C.P.C. E NON DELL'ART. 337 C.P.C.
Risolvendo una questione di massima di particolare importanza, la sentenza ha enunciato il seguente principio di diritto: “Fuori dei casi in cui sia espressamente disposto che un giudizio debba rimanere sospeso sino a che un altro da cui dipenda sia definito con decisione passata in giudicato, intervenuta nel primo decisione in primo grado, il secondo di cui sia stata in quel grado ordinata la sospensione può essere ripreso dalla parte che vi abbia interesse entro il termine dal passaggio in giudicato della detta decisione stabilito dall’art. 297 cod. proc. civ. Definito il primo giudizio senza che nel secondo la sospensione sia stata disposta o ripreso il secondo giudizio dopo che il primo sia stato definito, la sospensione del secondo può solo essere pronunciata sulla base dell’art. 337, secondo comma, cod. proc. civ., dal giudice che ritenga di non poggiarsi sull’autorità della decisione pronunciata nel primo giudizio. A questo regime non si sottrae la relazione tra il giudizio promosso per la dichiarazione di filiazione naturale definito con sentenza, pur non passata in giudicato, che l’accerta ed il giudizio di petizione d’eredità promosso da chi risulterebbe chiamato all’eredità se la sua qualità di figlio naturale dell’ereditando fosse riconosciuta”.
Testo Completo: Sentenza n. 10027 del 19 giugno 2012(Sezioni Unite Civili, Presidente e Relatore P. Vittoria)